A lezione di pensiero con Donella Meadows #3

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Terza puntata dell’articolo ‘Punti di leva: dove intervenire in un sistema’ di Donella Meadows: in parentesi in corsivo i miei commenti personali (archivio puntate precedenti: #1, #2)

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11. LA DIMENSIONE DEI BUFFER E DI ALTRI STOCK STABILIZZANTI, RISPETTO I LORO FLUSSI

Considerate la grande vasca da bagno con lenti afflussi e deflussi. Ora pensatene una piccola con flussi molto veloci. Questa è la differenza tra un lago ed un fiume. Avete sentito parlare molto più spesso di catastrofiche inondazioni di fiumi che di laghi, perché le riserve che sono grandi rispetto i loro flussi sono più stabili di quelli più piccoli. In chimica ed altri campi lo stock stabilizzante è noto come buffer (“tampone”).

Il potere stabilizzante dei buffer è il motivo per cui tenete i soldi in banca piuttosto che lasciarli al flusso delle monetine che avete in tasca. E’ la ragione per cui si immagazzina merce in giacenza invece di fare arrivare nuova merce proprio mentre i clienti portano via quella vecchia. E’ il motivo per cui abbiamo bisogno di mantenere più del numero minimo degli individui riproduttori delle specie in estinzione. I terreni dell’est degli Stati Uniti sono più sensibili alla pioggia acida che quelli dell’ovest, perché non hanno grandi riserve di calcio per neutralizzare l’acido.

Spesso potete stabilizzare un sistema incrementando la capacità di un buffer [4]. Ma se un tampone è troppo grande, il sistema diventa rigido. Reagisce troppo lentamente. E alcuni tipi di grandi tamponi, come i bacini d’acqua o le scorte, sono molto costosi da costruire e mantenere. Le aziende hanno inventato il sistema “just in time” delle scorte di magazzino perché hanno immaginato che la vulnerabilità alle occasionali fluttuazioni o crolli è meno costosa dei sicuri costi di una scorta di magazzino – e perché scorte di magazzino piccole da smaltire consentono una reazione più flessibile ad un domanda instabile. È del tutto probabile che molte aziende, decidendo per piccole scorte di magazzino nei loro migliori interessi razionali, portino ad un’economia più instabile.

(Non a caso il just in time è una delle caratteristiche salienti del metodo produttivo postfordista-neoliberista, enfatizzante il profitto a breve termine contro le logiche di lungo periodo)

C’è una leva magica alle volte nel cambiare la portata delle riserve finanziarie, ma i buffer in genere sono entità fisiche, non facili da cambiare. La capacità di assorbimento di acido dei terreni dell’est non è un punto di leva per alleviare i danni della pioggia acida. La capacità di immagazzinamento di una diga è letteralmente scritta nel cemento.

Così ho messo i buffer (tamponi) all’estremità meno influente della lista di punti di leva.

10. LA STRUTTURA DEGLI STOCK MATERIALI, I FLUSSI E I NODI DI INTERSEZIONE

La struttura dei condotti dei flussi, gli stock, i flussi e la loro disposizione fisica, possono avere un effetto enorme su come funziona il sistema. Quando il sistema stradale ungherese fu progettato in modo che tutto il traffico, da una parte all’altra della nazione, doveva passare attraverso la centrale Budapest, questo generò molta aria inquinata e ritardi dei pendolari che non possono essere facilmente sistemati dagli apparecchi di controllo dell’inquinamento, dai semafori o dai limiti di velocità. L’unico modo di aggiustare un sistema che è stato organizzato male è ricostruirlo, se si può.

Spesso non si può perché generalmente le costruzioni fisiche sono le più lente e le più dispendiose tipologie di cambiamento da fare in un sistema. Alcune strutture di stock-e-flusso sono semplicemente immutabili. L’ondata del baby-boom nella popolazione degli Stati Uniti dapprima causò una pressione sul sistema della scuola elementare poi sulle scuole superiori, poi sulle università, poi sul lavoro e gli alloggi e adesso vediamo nel futuro la necessità di sostenerne le pensioni. Non c’è molto che possiamo fare perché, prevedibilmente ed inarrestabilmente, i bambini di cinque anni diventano di sei e i sessantaquattrenni diventano sessantacinquenni. Lo stesso può essere detto della vita delle molecole distruttive di CFC (clorofluorocarburi) nello strato di ozono, per la velocità con cui i contaminanti vengono eliminati dalle falde acquifere, per il fatto che un parco macchine inefficiente richiede 10-20 anni per essere cambiato.

(Anche in questo caso, malgrado la strategia risulti sostanzialmente inefficiente – decima posizione su dodici – essa risulta essere una delle più impiegate, specialmente in campo ambientale, quando si pensa di risolvere tutto con evoluzioni tecnologiche: dalle lampade a incandescenza ai LED, dai motori Euro 5 a Euro 6, ecc.)

La struttura fisica è cruciale in un sistema ma raramente un punto di leva perché cambiare raramente è semplice. Il punto di leva è nel design adatto in primo luogo. Dopo che la struttura è costruita, la leva è in accordo ai suoi limiti e strettoie ed evita le fluttuazioni e le espansioni che mettono a dura prova la sua capacità.

9. LE DURATE DEI RITARDI RELATIVI ALLA VELOCITA’ DEI CAMBIAMENTI DEL SISTEMA

Ricordate quella vasca al quarto piano che avevo menzionato prima, quella con lo scaldabagno nel seminterrato? In realtà, una volta ho fatto esperienza di una di queste in un vecchio hotel a Londra. Non era tanto una vasca ma una doccia – nessuna capacità tampone. La temperatura dell’acqua prendeva almeno un minuto per rispondere al girare del rubinetto. Indovinate come era la mia doccia.

Proprio così: oscillazioni dal caldo al freddo e di nuovo caldo, interrotte da imprecazioni.

I ritardi nei feedback continui sono cause comuni nelle oscillazioni. Se state provando a regolare lo stato di un sistema rispetto al vostro obiettivo ma ricevete soltanto informazioni ritardate rispetto allo stato del sistema, andrete sopra o sotto. Ugualmente questo succede se la vostra informazione arriva in tempo ma non lo è la vostra risposta. Per esempio, ci vogliono alcuni anni per costruire una centrale elettrica e poi dura, diciamo, trenta anni. Quei ritardi rendono impossibile costruire il numero esatto di centrali per supplire al rapido cambiamento di domanda.

(La TAV Torino-Lione è un altro esempio dei rischi che si corrono sottovalutando la velocità dei cambiamenti di sistema: si tratta infatti di una dispendiosa grande opera che, forse, poteva avere qualche ragion d’essere in base ai flussi di merci esistenti quando è stata progettata, ma che oggi risulta assolutamente sovradimensionata – qui per maggiori dettagli)

Anche con un immenso sforzo di previsione, quasi ogni industria elettrica centralizzata nel mondo sperimenta grandi oscillazioni tra eccessi e cali di capacità. Un sistema non può rispondere a cambiamenti a breve termine se ha ritardi a lungo termine. Questa è la ragione per cui un immenso sistema di pianificazione centrale come quello dell’Unione Sovietica o della General Motors, funziona necessariamente male.

Giacché sappiamo che sono importanti, noi sistemisti vediamo ritardi ovunque guardiamo. Il ritardo tra il tempo che impiega un inquinante a percolare nella falda acquifera dopo essere stato emesso in superficie. Il ritardo tra la nascita di un bambino e il momento in cui quel bambino è pronto per avere un altro bambino. Il ritardo tra il primo test di successo di una nuova tecnologia ed il momento in cui quella tecnologia viene istallata in tutta l’economia. Il ritardo che impiega un prezzo per adattarsi allo squilibrio domanda-offerta.

Un ritardo in un processo di feedback è critico rispetto ai tassi di cambiamento nello stato del sistema che quel circuito di feedback sta provando a controllare. I ritardi che sono troppo corti causano reazioni eccessive, “che si mordono la coda,” oscillazioni che si amplificano a causa delle oscillazioni delle risposte. I ritardi che sono troppo lunghi causano oscillazioni smorzate, sostenute o esplosive a seconda di quanto sono lunghi. All’estremo causano caos. Ritardi di lunghezza eccessiva in un sistema a soglia, un punto di pericolo, un range passato il quale può accadere un danno irreversibile, causano fallimento e collasso.

Annoterei la lunghezza del ritardo come un importante punto di leva, eccetto per il fatto che i ritardi non sono spesso facilmente mutabili. Le cose accadono finché accadono. Non si può fare molto sul tempo di costruzione della parte principale di un capitale, o di maturazione di un bambino, o di crescita di una foresta. In genere è più facile rallentare la velocità di cambiamento facendo in modo che gli inevitabili ritardi di feedback non causino molti problemi. Questa è la ragione per cui i tassi di crescita sono più alti sulla lista dei punti di leva rispetto ai tempi di ritardo.

E questa è la ragione per cui, nel modello mondiale di Forrester, rallentare la crescita economica è un punto di leva più importante che lo sviluppo tecnologico più veloce o prezzi di mercato più liberi. Questi ultimi sono tentativi per accelerare la velocità di cambiamento. Ma il piano di capitale fisico del mondo, le sue fabbriche e le sue caldaie, le manifestazioni concrete delle sue tecnologie al lavoro, non possono cambiare così velocemente, anche a dispetto di nuovi prezzi o nuove idee – e prezzi ed idee non cambiano istantaneamente, non attraverso una cultura globale. C’è più leva nel rallentare la crescita del sistema cosicché le tecnologie e i prezzi possano stargli al passo di quanto ce n’è nell’augurarsi che i ritardi si allontanino.

(Il mondo reale ha dimostrato un comportamento molto simile a quello del modello di Forrester: non a caso, quando nel 2009 l’economia globale è entrata in recessione, si è assistito a una sensibile riduzione nei valori d’impatto ambientale, come emissioni di gas serra e impronta ecologica)

Ma se c’è un ritardo nel nostro sistema che può essere cambiato, cambiarlo può avere un grande effetto. Attenti! Fate attenzione a cambiarlo nella giusta direzione! (per esempio, la grande spinta per ridurre i ritardi di informazione e trasferimento di soldi nei mercati finanziari vuol dire aspettarsi oscillazioni selvagge).

(Insomma, più il mercato finanziario diventa efficiente e più esso risulta una minaccia per la stabilità della società globale)

8.LA FORZA DEI CICLI DI FEEDBACK NEGATIVI RISPETTO AGLI IMPATTI CHE STANNO CERCANDO DI CORREGGERE.

Ora stiamo iniziando a muoverci dalla parte fisica del sistema alle parti di informazione e controllo dove può essere trovata più leva.

I cicli di feedback negativi sono comuni nei sistemi. La natura li sviluppa e gli umani li inventano come controlli per mantenere gli stati di importanti sistemi dentro confini sicuri. Il circuito di un termostato è l’esempio classico. Il suo scopo è mantenere lo stato del sistema detto “temperatura della stanza” abbastanza costante al livello desiderato. Ogni circuito di feedback negativo ha bisogno di un obiettivo (le impostazioni del termostato), un dispositivo di controllo e di segnalazione che trovi le escursioni dall’obiettivo (il termostato) e un meccanismo di risposta (un impianto e/o un condizionatore d’aria, ventilatori, termosifoni, combustibile, eccetera).

Un sistema complesso generalmente ha numerosi circuiti di feedback negativi che può attivare cosicché può auto-correggersi sotto differenti condizioni ed impatti. Alcuni di questi circuiti possono essere inattivi la maggior parte del tempo, come il sistema di raffreddamento di emergenza in una centrale elettrica nucleare, o la capacità di sudare o rabbrividire per mantenere la temperatura corporea. Possono non essere molto visibili. Ma la loro presenza è cruciale per il benessere del sistema a lungo termine.

Uno dei grandi errori che facciamo è rimuovere questi meccanismi di risposta d’emergenza perché non sono usati spesso e quindi ci sembrano costosi. A breve termine non vediamo nessun effetto di queste azioni. A lungo termine riduciamo drasticamente il range di condizioni al di sopra delle quali il sistema può sopravvivere. Uno dei modi più terribili in cui lo facciamo è invadendo gli habitat delle specie in via di estinzione. Un altro è la continua riduzione del tempo disponibile per il nostro riposo, il divertimento, la socializzazione e la meditazione.

(Che al contrario più tempo per riposo, divertimento, socializzazione e meditazione possa rivelarsi utile per preservare gli habitat?)

La forza di un circuito negativo – la sua capacità di mantenere il suo stock fissato al suo obiettivo o vicino – dipende dalla combinazione di tutti i suoi parametri e collegamenti – l’accuratezza e la rapidità di monitoraggio, la velocità ed il potere di risposta, l’immediatezza e la portata dei flussi correttivi. Qualche volta ci sono dei punti di leva qui.

Prendete i mercati, per esempio, i sistemi di feedback negativi che sono quasi oggetto di adorazione da parte degli economisti – effettivamente possono essere dei miracoli di autocorrezione, giacché i prezzi variano per regolare offerta e domanda e mantenerli in equilibrio. Più il prezzo – pezzo centrale dell’informazione che manda segnali sia ai produttori sia ai consumatori – è mantenuto chiaro, non ambiguo, puntuale e attendibile, più i mercati funzioneranno agevolmente. I prezzi che rispecchiano a tutti gli effetti i costi diranno ai consumatori quanto possono attualmente permettersi e premieranno i produttori efficienti.

Le industrie e i governi sono fatalmente attratti dal valore del punto di leva, naturalmente, tutti loro determinatamente lo spingono nella direzione sbagliata con sussidi, rimedi, esternalità, tasse o altre forme di confusione.

(Nel campo delle materie prime di grande interesse strategico i prezzi non rispecchiano quasi mai i costi. Se non fosse stato per le centinaia di miliardi di dollari di sovvenzioni, ad esempio, gran parte dell’industria petrolifera non sarebbe mai sopravvissuta ai prezzi del greggio relativamente bassi degli ultimi anni)

Questa gente sta cercando di indebolire il potere di feedback dei segnali del mercato volgendo l’informazione a loro favore. La leva reale è evitare che lo facciano. Quindi la necessità di leggi anti-trust, di leggi sulla veridicità della pubblicità, tentare di assorbire i costi esterni (come le tasse sull’inquinamento), l’eliminazione di sussidi irrazionali e altri mezzi del mercato per giocare alla pari.

(Un breve ma prezioso programma di politica economica!)

Di questi tempi nessuno di questi va lontano, a causa dell’indebolimento di un’altra serie di circuiti negativi: quelli della democrazia. Questo grande sistema è stato inventato per generare feedback autocorrettivi tra la gente ed i suoi governi. La gente, informata su ciò che i suoi rappresentanti eletti fa, risponde eleggendo o destituendo i rappresentanti a quell’incarico. Il processo dipende da un libero, pieno ed equo flusso di informazioni avanti ed indietro tra l’elettorato ed i leader. I leader spendono miliardi di dollari per limitare ed influenzare questo flusso. Date a quelli che vogliono distorcere i segnali del prezzo di mercato il potere di comprare quei leader, rendete i canali stessi di comunicazione partner aziendali interessati e nessuno dei feedback negativi funzionerà. Il mercato e la democrazia si aiutano l’un l’altro a distruggersi.

(Donella Meadows, oltre a fornire valide informazioni sui meccanismi che inficiano il buon funzionamento di una democrazia, lascia intendere implicitamente che a un sistema politico autoritario – spesso auspicato come unica soluzione per implementare concreti provvedimenti ecologici – a causa della sua autoreferenzialità, mancherebbero importanti feedback correttivi, a parte quelli derivanti dal legittimare la mancanza di libertà. Pensiamo alla legge cinese sul figlio unico: ha sicuramente tamponato una grave situazione, ma per attuare un provvedimento tanto draconiano senza rimetterci di credibilità il governo ha dovuto accelerare la transizione a uno stile di vita occidentale, con il risultato che oggi una famiglia nucleare urbana padre-madre-figlio impatta spesso più di una vecchia famiglia allargata contadina)

La forza di un ciclo negativo di feedback è importante rispetto all’impatto che deve correggere. Se l’impatto cresce in forza anche i feedback devono essere rinforzati. Un termostato può funzionare bene in un freddo giorno di inverno ma aprite tutte le finestre ed il suo potere correttivo fallirà. La democrazia funzionava meglio prima dell’avvento del potere di lavaggio del cervello della comunicazione di massa centralizzata. I controlli tradizionali sulla pesca erano sufficienti fino a che i radar, le reti da pesca con galleggianti ed altre tecnologie hanno reso possibile a pochi attori di spazzar via tutto il pesce. Il potere di una grande industria richiede il potere di un grande governo per tenerlo sotto controllo; un’economia globale richiede un governo globale.

Di seguito alcuni esempi di rinforzamento dei controlli di feedback negativi per accrescere le capacità di autocorrezione di un sistema:

· medicina preventiva, esercizio e buona nutrizione per rinforzare le capacità del corpo di combattere la malattia;

· gestione integrata dei parassiti per incoraggiare i predatori naturali di parassiti delle colture;

· libertà di informazione per ridurre i segreti di stato;

· sistemi di monitoraggio che riferiscano su danni all’ambiente;

· protezione degli informatori (le “talpe” che diffondono informazioni riguardo alle attività illegali delle industrie o degli enti per i quali lavorano)

· Tasse sugli impatti ambientali, tasse sull’inquinamento e garanzie di esecuzione per riprendere i costi pubblici dei benefici privati.

[4] Per esempio, guardate il modello di fluttuazioni del costo della merce di Dennis Meadows: D.L. Meadows, Dynamics of Commodity Production Cycles. Portland, Oreg.: Productivity Press. 1970

(continua)

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

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