Ambiente: Codice Rosso

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Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dottore in ingegneria elettrotecnica ha svolto attività di ricerca presso l’ENEL fino al ’97. Vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia ed insegna Ecologia interculturale in alcuni Master di Filosofia. Ha scritto numerosi libri per le case editrici Pangea, Il Segnalibro, MEB e Arianna Editrice. Ambiente: codice rosso, del 2011, è edito dall’editrice JOUVENCE di Roma.
Questo saggio ha il pregio di essere estremamente facile da leggere, privo di accademicismi, scritto con una lucidità e sincerità scientifica a tratti impressionante, con una logica e sinteticità d’esposizione che offre davvero un panorama completo ed esaustivo per chi volesse comprendere la situazione ambientale italiana, con continua comparazione agli altri Stati europei e d’oltreoceano. Dalla Casa offre una guida per una vita effettivamente sostenibile –stazionaria – in antitesi alla logica capital-consumistica del consumare per produrre; una vita lontana dalla ansie e logiche della città sventrata dagli urbanisti ed amministratori, piegati dalle logiche di mercato, ma anche una vita profondamente civile e sociale che non rifiuta l’altro ma che si preoccupa di ripristinare un Pianeta vivibile, magari non per sé stessi ma per i nipoti dei nipoti, anzi proprio per loro che hanno diritto quanto noi a godere della Terra, mantenendola e coltivandola con cure ed attenzione, come si dovrebbe fare per il proprio benessere e per quello dei propri figli.
<La Terra – dice Dalla Casa – non è il nostro ambiente o la nostra casa, ma è l’Organismo di cui facciamo parte: siamo un suo tessuto, siamo come un tipo di cellule integrate in un organismo biologico, e che dipendono totalmente dalla sua capacità di autoregolarsi mantenendosi in condizioni vitali.>
I problemi di insostenibilità hanno come inizio la sovrappopolazione che necessariamente sta divorando la Terra in un processo che non può che essere di transizione, ossia non può durare a lungo. Nel 1900 eravamo 1,6 miliardi, oggi siamo arrivati già a 7 miliardi di persone, con un tasso di crescita di circa 80mln di individui all’anno. E’ possibile una cosa del genere, è sostenibile? Dalla Casa afferma che succederà qualcosa ben prima di poterlo verificare.
Paul Kingsnort e George Monbiot hanno firmato nel settembre 2009 un articolo, per il britannico guardian, intitolato “Ha senso battersi contro l’Apocalisse industriale?” in cui asseriscono:
<La civiltà della quale siamo parte sta correndo a piena velocità verso la sua fine, ed è troppo tardi per fermarla [..] Crediamo ancora nel progresso, come venne indolentemente definito dal liberalismo occidentale. Crediamo ancora che potremo continuare a condurre più o meno la nostra comoda vita se solo riusciremo a spostare abbastanza rapidamente uno sviluppo sostenibile, e che potremo poi estenderlo agli altri 3 miliardi di esseri umani che tra non molto si uniranno a noi su questo pianeta già boccheggiante.>
Tale problema diviene di proporzione enorme se l’esosa quantità di essere umani pretende di vivere consumando un’indiscriminata quantità di energia, di suolo, di ecosistemi, piegando tutto alla propria pretesa di unicità e di dominio su tutto, ahinoi, derivante dall’Antico Testamento: <e Dio disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e abbiate dominio sui pesci e sui volatili ..>. A causa di questi presupposti – l’idea di espansione – l’uomo giudaico-cristiano prima, l’Occidentale poi, si è imposto in tutto il mondo con violenza materiale e psicologica.
Senza grandi ragionamenti o dati è sufficiente leggere un insegnamento della cultura nativa del nord America per cogliere l’assurdità del nostro sviluppo:
Una persona non dovrebbe mai lasciare orme così profonde che il vento non le possa cancellare.
Dalla Casa continua il suo studio analizzando il degrado urbano e il consumo indiscriminato del suolo agricolo, il problema energetico proponendo – dati alla mano – soluzioni eco-sostenibili fornite dal solare, mini-idro e geotermia; prosegue introducendo i vari fattori dell’inquinamento atmosferico globale, l’effetto serra oltre al concetto di rifiuti, estraneo alla Natura, dato che procede a cicli chiusi al termine dei quali le situazioni iniziali vengono ripristinate. Prima dell’avvento della civiltà occidentale non esistevano né risorse né rifiuti, tutti i cicli erano intercollegati in modo che i rifiuti di uno fossero le risorse di un altro. Già nell’Ottocento ci fu chi previde la situazione odierna e asserì: <Soffocherete nei vostri rifiuti>; ovviamente venne deriso come un primitivo.
Dalla Casa è molto sincero e riconosce che proporre il blocco delle auto, l’incentivo della bicicletta come prevalente mezzo di trasporto, lo svincolo dei Parchi Nazionali da logiche economicistiche e il dibattito sui principi “verdi” tra i partiti politici attuali può sembrare utopico ma ci dà speranza dicendo:
Non ci resta che il coraggio dell’Utopia.
Un ottimo libro con un appendice dedicata alla sitografia dove poter costantemente trovare materiale informativo sulle tematiche ambientali, data la scarsità tra i media comunemente noti.

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