CHE MALE QUESTI PUNTI INTERROGATIVI !

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Pochi giorni fa’ mi son gustata la coinvolgente visione di un film, Amazing Grace.
Quanto mai attuale. E mi son vista, con chiarezza, nel percorso dell’agire senza consapevolezza.
Consapevolezza intesa come il semplice-coraggioso-difficile CHIEDERSI.
Tra gli aspetti che vengono fuori dalla storia raccontata vi è il boicottaggio, in specifico dello zucchero, macchiato dal sangue della tratta degli schiavi.
Boicottaggio: una di quelle tante parole che poichè ultrausate ormai ci limitiamo a metterle in un cassetto della roba già sperimentata da altri con più o meno successo, ma che riteniamo abbia fatto il suo tempo.
Io sono stata e sono tuttora (molto meno di prima e molto di più di dopo) una consumista (altra parola svuotata) poco consapevole. Cioè, insieme ad altri, so poco.
Ho sempre gestito i foglietti di carta per comprare le cose a sconto per i saldi (abiti ad esempio), aggeggi vari per la cosmesi, cose High-tech (cellulari e gingilli simili).
La mia attuale impossibilità di continuare a comprare mi ha fatto un grande regalo.
Stanno spuntando dei germoglietti di punti interrogativi dal cranio, e mentre escono fanno anche un po’ male.
Mi sto rendendo conto delle cose sceme (non piene di senso) che facciamo non chiedendosi.
Avevo delegato agli “alternativi” le lotte che ho sempre visto un po’ alla Don Chisciotte con i mulini a vento.
Tipo manifestazioni e conferenze.
Forse io continuerò a non andare nelle piazze con cartelloni, almeno per ora non la sento una cosa mia quel tipo di attivismo.
Ma sento l’importanza per me di iniziare a cambiare rotta.
E raccontare le mie piccole scoperte quotidiane anche ad altri.
Altra frase fritta e rifritta: “siamo tutti collegati”.
Inizio a percepire che se io non so il percorso che fanno le cose che compro sto sbagliando nel prenderle.
Qualcuno mi usa. Non so chi, ma questo è poco importante per me.
Di fatto però mi toglie il potere personale di scegliere davvero.
Non in base a ciò che quel prodotto appare, ma in base a ciò che quel prodotto è in realtà. Siamo depauperati dalla vera possibilità di scegliere e veniamo illusi diversamente dall’ampia SCELTA che ci srotolano davanti agli occhi supermercati, farmacie, erboristerie, discount e pubblicità varie.

Siamo stati abituati a non chiederci.
Da dove arriva?
Come è stato prodotto?
Chi lo ha fatto davvero?
Come vivono gli esseri umani o animali che stanno dietro a questo oggetto che mi trovo tra le mani?

Ci domandiamo di fatto solo: che marca è?
Massimo massimo io sono arrivata a chiedermi negli ultimi anni: cosa ci mettono veramente dentro?
Ma è poco.
Questa domanda serve solo alla mia salute. Forse.
O almeno parte dalla volontà di avere IO salute. Ma è poco.
Ed ancora una volta l’affermazione ricucinata in padella: siamo tutti collegati.
Ma mica solo con altri esseri umani!
Con quale assurda idea di superiorità della specie possiamo pensare che siamo più ganzi del resto del creato (http://www.youtube.com/watch?v=2OoV9RQS-jw ).
Dio non sarebbe democratico.
Alla prossima!

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Sarah Gracci
Penso che il mio interesse per preservare un rapporto con quel che è vita sia legato alla mia infanzia passata su una collina nei pressi di Firenze, tra le cittadine di Montelupo e Montespertoli. Qui ho vissuto in modo libero e diretto il rapporto con gli animali e la natura, passando buona parte della giornata tra i boschi ed il giardino di casa. Trascorsi gli anni scolastici che mi hanno portato alla laurea in Architettura, ho iniziato a studiare ed informarmi sulle filosofie orientali e le terapie ad esse collegate. Indirizzati gli studi e la professione verso l'architettura naturale mi sono trovata a collaborare a Bolzano con Ugo Sasso partecipando tra l’altro alla redazione della rivista Bioarchitettura ed alla organizzazione di eventi per l’Istituto Nazionale. La percezione che la nostra società ci avesse culturalmente privato di un rapporto diretto con la materia e il potere creativo che ne deriva, mi ha fatto avvicinare al pensiero del Movimento della Decrescita Felice, di cui dal 2012 sono consigliere e membro fondatore per la sezione di Firenze con mandato di referente dell’università del Saper Fare. Sto studiando Permacultura con il gruppo fiorentino, sia negli aspetti relazionali di comunicazione che nella creazione di orti sinergici per l'autosufficienza alimentare. Dall'Aprile 2013 sono attiva in "Montespertoli in Transizione". Per Odeon Cinehall ho redatto il sito di promozione del film “L’Economia della Felicità” di Helena Norberg-Hodge, collaborando alla diffusione degli eventi-proiezione. Dal 21 Ottobre 2012 sono Presidente di A.R.I.A. familiare (Associazione Rete Italiana Autocostruzione), associazione scaturita da Edilpaglia. Per le associazioni di cui faccio parte realizzo eventi e grafica sia con presentazioni multimedaili che depliant per la divulgazione di tematiche sulla ecologia, localizzazione e il ritorno a stili di vita sostenibili: corsi sull'alimentazione, detersione naturale, terapie naturali. Con l'associazione Pacciamama promuovo attività di educazione nelle scuole e presso enti per sensibilizzare la popolazione locale.

2 Commenti

  1. Mi ritrovo in quello che dici, e sono abbastanza convinto che è l’unica strada da seguire… ma… c’è sempre un ma! Negli ultimi anni ho cominciato anch’io a domandarmi da che parte sta andando il mondo e questo mi ha portato a riflettere parecchio sul come poter fare la mia piccolissima parte. Nonostante cerchi di essere un consumatore consapevole, continuo a sbattere contro una macchinazione deviata dell’informazione e, spesse volte non riesco a capire dove sta la verità. Tutto ciò mi porta a sfinimenti che rischiano di minare i miei buoni principi… sono ancora parecchio pessimista su un futuro “consapevole” ma continuerò a fare la mia parte!

  2. Carissima Sara,
    se è vero che è necessario sbagliare per capire quello che è giusto, devo dire che essere consumista ti ha fatto proprio bene! Mi piace molto quello che dici.. è vero, a volte ci sentiamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma io credo che siano importante anche la consapevolezza individuale e la voglia di trasmetterla agli altri!
    Un abbraccio
    Rossana – Equoland

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