Concerto per l’Earth Day 2011, Patti Smith: We are the future!

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Nel Galoppatoio di Villa Borghese, nuovo scenario romano della musica italiana ed internazionale,  lo scorso mercoledì 20 aprile si è svolto il concerto in occasione del 41° “Earth Day” “La Giornata Mondiale della Terra”, che ricorre il 22 aprile (giorno in cui verrà trasmesso il meglio del concerto su Sky1), dal 1970 coinvolge ben 192 paesi, grazie al sostegno di oltre 19.000 associazioni, e ha l’obiettivo di diffondere azioni a favore del risparmio energetico, dell’uso consapevole delle risorse e della difesa del nostro habitat, soprattutto quello di paesi scenari di disboscamenti. Naturalmente, si tratta della “versione settentrionale” dell ‘Earth Day, dato che in autunno seguirà quello dell’emisfero sud del pianeta. Il concerto, ad ogni modo, è stato uno dei tanti momenti educativi e formativi nel quale si è discusso delle attuali problematiche planetarie, con un particolare sguardo rivolto a Rio de Janeiro, sede del prossimo summit del 2012. L’evento è stato organizzato con l’adesione al progetto «Impatto Zero» di LifeGate: le emissioni di anidride carbonica prodotte  (circa 330mila kg di Co2), verranno compensate con la creazione e tutela di oltre 70mila mq di foreste in Costa Rica, mentre nella Capitale saranno piantate, circa 7mila piante di vario genere.

Alle ore 20.00, davanti a circa 30mila persone, gli italiani “Rein” hanno aperto il concerto, muniti di spille del comitato referendario “2 sì per l’acqua bene comune”.  Subito dopo è salito sul palco Adriano Bono sventolando la bandiera dell’acqua pubblica: oltre ad eseguire brani come “Evviva la decrescita” e “La bicicletta” ha voluto ricordare quanto sia necessario un cambio netto di stili di vita proprio attraverso la decrescita felice, specialmente in grandi città come Roma, dove purtroppo i mezzi pubblici sono ancora poco usati rispetto alle automobili in circolazione.

Dopo l’emozionante esibizione di Roberto Angelini,  è il momento della proiezione di diversi contributi, tra cui il messaggio di Peter Gabriel e gli interventi di Eduardo Rojas (vicedirettore generale del dipartimento Foreste della FAO) e del dottor Vincenzo  Ferrara (climatologo dell’Enea), che fa luce sui rischi derivanti dall’estrazione del petrolio dai nostri suoli, in quanto terreni che nel corso dei secoli hanno assorbito anidride carbonica ed altre sostanze che non rientrano nei cicli naturali. Semplice ma significativo il cortometraggio prodotto da Sergio Cannella, “Carpa diem”, su quanta acqua venga inutilmente sprecata ogni giorno nelle nostre case, spesso a detrimento delle specie animali che di essa vivono, nonché detrimento di noi stessi.

La conduttrice dell’evento Federica Gentile ha quindi presentato al pubblico una delle due ospiti speciali della serata, Patti Smith. Sulle note dei brani che l’hanno resa famosa come “Because the night” e “People have the power”, la sacerdotessa del rock , che da sempre è legata a temi ambientalisti, ha animato la folla concludendo la sua esibizione con un monologo tutto dedicato alla nostra cara Madre Natura, alle splendide cose che ci ha donato, sole, acqua, aria, terra. “Il futuro siamo noi”, dice Patti, “e il futuro è ora!”.

A chiudere il concerto l’elegantissima Carmen Consoli, che ha aperto la sua parte con la simulazione dello scoppio di una bomba atomica a 80 chilometri di distanza: l’intento è quello di farci rendere conto, anche solo per qualche secondo, dei danni smisurati che un evento come questo possa provocare, ricordando Chernobyl e guardando al Giappone, sebbene la questione nucleare sia molto più vicina a tutti noi di quanto le vicende passate e presenti ci ricordino. La cantante, tra un brano e un altro, ci ricorda la gravità delle armi nucleari strategiche rivolgendosi ad esse come fossero “metastasi, cancro” dai quali dobbiamo liberarci, proponendo un referendum entro il 2015 per lo smantellamento totale di questi armamenti, per un mondo “senza atomica”; ci ricorda, inoltre, quanto poco basterebbe per curare le cicatrici che gli errori dell’uomo ci hanno lasciato in eredità e consiglia di piantare arsenali di alberi al posto delle testate nucleari. Carmen Consoli canta il suo NO a “Un amore di plastica”, ci confessa la sua avversione agli strumenti musicali in plastica, e ai più semplici oggetti che ci circondano nella nostra vita quotidiana. E non possiamo che unirci a lei con tanti, decisi, NO!

Tra le imperfezioni della serata è da segnalare il non impeccabile rispetto dell’ambiente da parte del pubblico  intervenuto e un piccolo particolare che ci sembra bizzarro: la presenza tra i partner di Acea, la multiutility  attiva nella gestione di acqua, energia e metano che  “ha raggiunto un profitto record di quasi 60 milioni di euro nonostante il territorio gestito dal gruppo sia stato investito da una delle più gravi sciagure, ovvero l’avvelenamento delle acqua per presenza di arsenico in dosi altamente sopra le norme consentite”.

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