Correlazione tra violenze sugli Animali e violenze sugli Umani. Progetto Link-Italia.

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“L’esperienza professionale diretta del LINK è stata il primo propulsore che mi ha condotto a studiare l’argomento tanto da arrivare oggi alla strutturazione di un progetto nazionale in merito. Come nei paesi anglosassoni dove il LINK vanta associazioni governative, di polizia e presidenti di stato nel riconoscerlo e contrastarlo anche per l’Italia il mio impegno è che il lavoro professionale quotidiano con l’utenza violata, depressa, deprivata, violenta o anche solo minorile, continui ad essere oggi come agli esordi il referente privilegiato nello sviluppo di una cultura sociale, giuridica, criminologica, vittimologica, pedagogica e veterinaria che come stato di necessità contempli la crudeltà su animali quale grave reato di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale.” 

Dott.essa Francesca Sorcinelli 2009

Dal sito ufficiale Link-Italia (APS): “Francesca Sorcinelli, fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012, è un’ Educatrice Professionale che dopo aver lavorato in ambiti quali il recupero minori dalla prostituzione, in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una Comunità Residenziale per Minori dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena, attualmente lavora presso la medesima Azienda in una delle Comunità Semi-residenziali Socio-Educative per pre e adolescenti inviati dal Servizio Sociale.”

 

C’è una stretta connessione tra maltrattamenti sugli Animali e violenze sugli Umani, questo viene detto da sempre e da più parti. Lo dice Annamaria Manzoni, che da molti anni dedica i suoi studi e il suo interesse ad Animali ed Umani, anche attraverso un saggio denominato Sulla cattiva strada – edizioni Sonda, “nella convinzione assoluta che non siano universi paralleli ma facciano entrambi parte di una grande realtà a tratti drammatica e sconcertante. Ecco perchè il Link (ovvero connessione) deve essere assimilato e condiviso il più possibile, affinchè più individui capiscano come deve essere fermato a tutto vantaggio degli indifesi. Questa consapevolezza è parte di quel progresso morale che dobbiamo portare avanti con la collaborazione di tutti.

A tal proposito si è svolto a Foggia il 14 aprile scorso un interessante corso formativo della durata di una giornata a cura della dott.ssa Francesca Sorcinelli. Al suo fianco Ramona Soli, agente scelto della Polizia Locale di Sassuolo (MO), Responsabile della prima sezione Link di Polizia Municipale in Italia, a testimonianza di come il lavoro bel svolto delle forze dell’ordine, in stretta collaborazione con i cittadini e con l’amministrazione comunale, sia fondamentale per contenere, controllare e gestire nel modo più costruttivo possibile la violenza e il maltrattamento nei confronti di Animali e Umani. Il corso formativo si è concentrato dunque sulla pericolosità sociale del maltrattamento di Animali. “Ci auguriamo”, afferma Francesca Toto referente Link-Italia per la Puglia, “che questo corso possa essere il primo passo per far nascere in collaborazione con le istituzioni, ed ogni ente o associazione preposta, un osservatorio Link in Provincia di Foggia per la prevenzione della violenza.”
L’evento patrocinato dal Ministero della Giustizia, è stato dedicato al progetto Posto Occupato e al Cane Snoopy, tristi testimoni e simboli in Italia dei femminicidi ed animalicidi che caratterizzano in maniera impressionante il nostro Paese. Il Cane Snoopy venne ucciso il 4 agosto 2015 da un colpo di carabina sparato da Massimiliano Giunta mentre si trovava sul balcone della sua casa. Posto Occupato invece è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito o ex o un amante o uno sconosciuto qualunque decidesse di porre fine alla loro vita, occupava un posto a teatro o sul tram o a scuola o in metropolitana…ovunque nella società.

 

Al 2006 risalgono i primi corsi e conferenze sul Link di Zona Franca (prima denominazione del progetto) e le prime partecipazioni con poster scientifici sull’argomento a congressi internazionali. Come dice la stessa Francesca Sorcinelli: “Dal 2006 al 2009 si è lavorato intensamente per affinare il progetto della portata che vedete oggi affrontando ogni singolo aspetto sia in termini teorici che operativi. Nel 2006 ho avuto il piacere di essere relatrice in una conferenza a Lugano proprio con Camilla Pagani dove io presentavo il progetto Zona Franca e lei presentava la raccolta dati del CNR nelle scuole sul rapporto bambini/animali.
Tutto il resto è storia recente che si può leggere sul sito ufficiale di Link-Italia, e nei vari eventi che vengono organizzati sul territorio italiano.

A supportare l’iniziativa foggiana c’erano la Lega Nazionale per la Difesa del Cane Vieste, l’associazione Gruppo Donne Tilak della città di Monte Sant’Angelo e il Coordinamento Associazioni Animaliste Foggia. La stessa Lega è anche promotrice e divulgatrice del progetto Zero Cani in Canile che prevede la sostanziale diminuzione degli stessi all’interno delle strutture comunali tramite adozioni ed affidi in aziende e/o strutture private adeguate alla tutela degli Animali bisognosi di cure ed assistenza. Una società moderna e progredita non può permettersi di ignorare la vita Animale nella sua essenza primordiale. Ecco perchè non esiste progresso morale senza un’adeguata presa di coscienza e relativa consapevolezza su come e quando agire a favore degli Animali.

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri viventi. Le crudeltà di cui loro sono oggetto non scaturiscono solo da un certo sadismo individuale, ma sono frutto anche e soprattutto di un perfetto sistema di potere che gestisce luoghi, istituzioni, congregazioni e sistematiche ricorrenze popolari a tratti permissive di una cultura falsata. Non si può negare, oggi, l’esistenza di una correlazione specifica su determinati eventi a sfondo criminale quali stupro, pedofilia, femminicidio, sfruttamento minorile, spaccio di stupefacenti, zooerastia o zoofilia, delitti di stampo mafioso ecc.ecc. come catalizzatori di ben altre atrocità che coinvolgono in parte o totalmente l’uccisione di Animali. Non è un caso come alcuni esponenti della criminalità organizzata abbiamo utilizzato abili macellai o addetti ai mattatoi per porre fine materialmente al corpo di un essere Umano ucciso precedentemente, ovvero eliminare ogni traccia che potesse ricondurre all’identità del defunto: taglio, sezionatura, spolpatura, disosso e quant’altro sono solo alcune fasi della macellazione moderna tramiti adeguati strumenti di morte. Uno di questi è la pistola a proiettile captivo penetrante. Quando gli Animali sono stati tramortiti devono essere dissanguati immediatamente. Deve essere fatto velocemente così da completare un rapido, abbondante e completo dissanguamento. In ogni caso, il dissanguamento deve essere completato prima che l’Animale riprenda coscienza. Il macellaio o addetto al mattatoio dimostrerà che è a conoscenza del fatto che ogni Animale che sia stato stordito prima del dissanguamento debba essere dissanguato immediatamente con relativa enervazione (se necessario). Inoltre egli sa dove sono situate le arterie carotidi e i vasi sanguigni da cui esse derivano, ed è a conoscenza in maniera competente del punto esatto dove recidere l’arteria da cui essa nasce. Naturalmente ha la capacità soggettiva per farlo, essendo stato addestrato adeguatamente. Il macellaio dimostrerà che ha la conoscenza necessaria a capire l’importanza del corretto posizionamento della pistola a proiettile captivo. Sa cos’è la corteccia cerebrale, dove si trova e perchè la pistola deve perforarla. Sa a quali Animali si deve sparare sul retro della testa, e conosce il corretto posizionamento della pistola e la necessità di dissanguare l’animale immediatamente. Quindi ha la conoscenza acquisita per capire quale procedura di stordimento serve per le specie Animali in questione.

Tutte queste attitudini sono frutto di uno determinato apprendimento votato alla violenza specifica, in questo caso uccidere gli Animali. Naturalmente quest’individui non sono degli assassini specifici, ma hanno acquisito una competenza professionale talmente adeguata che potrebbero applicarla su ogni vita senziente senza paura, rimorso o pentimento. Non a caso esistono numerosi casi documentati che riportano deviazioni comportamentali all’interno della propria sfera familiare, oppure atteggiamenti univoci dettati da depressioni acute e trattate con appositi farmaci e/o controlli medici. Il 16 gennaio di quest’anno un uomo italiano di 52 anni si è sparato alla testa tramite una pistola da macellazione, e lo ha fatto da solo all’interno della propria auto. Un uomo che non aveva mai mostrato segni di sofferenza psicologica ma che evidentemente covava un grave disagio interiore.

Uccidere per lavoro: molti psichiatri hanno condotto studi che testimoniano le dure implicazioni psicologiche e sociali tra disturbi da stress post traumatico e inibizione dell’empatia. L’empatia è quel particolare dono che ogni essere vivente detiene, e serve come deterrente per confrontarsi in maniera positiva e costruttiva con gli altri. Deriva dal greco empatéia, a sua volta composta da en-dentro e pathos-sofferenza/sentimento. In psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata e positiva nello stato d’animo o nella situazione personale di un altro individuo. Un ex operaio/macellaio, Virgil Butler, in Arkansas rimase fortemente traumatizzato dall’esperienza del mattatoio in cui lavorava. Quello che colpisce le persone che lavorano in questi ambienti si definisce stress traumatico. In psichiatria è lo stress traumatico indotto dalla perpetrazione (PITS). La natura ripetitiva dell’esposizione al trauma come autore del reato porta ad una rottura nell’identità dell’individuo.

Gli Animali da sempre vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere Umano si ostini da sempre ad allontanare da se stesso l’essenza vitale e pura di ogni Animale, snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali ed egoistici, contribuendo quindi a diffondere un ignoranza terribile che trascina lui stesso in una convinzione assoluta e dannosa che ripudia ogni pensiero, sentimento o ragionamento senziente appartenente invece ad ogni essere vivente.

Il male non è genetico ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto riconducibile agli Umani (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi, infatti un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) stabilisce appunto che un criminale non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa come può essere per esempio una violenza fisica o psicologica, peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti, come è appunto (e per esempio) il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali (addetti alla macellazione appunto), raggirato da un sistema/ambiente che lo costringe indirettamente a farlo. In questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa. La violenza nei confronti dei deboli è simbolo macabro dell’antropocentrismo che da secoli accompagna criminalmente la storia Umana. Non a caso i deboli sono sempre quelli che patiscono: Animali, bambini, donne, anziani, malati, e chiunque ai margini dell’attuale presente. Tutti i mali quotidiani derivano da una violenza indotta giustificata troppo spesso come screzio, gioco, divertimento o banale errore. Non esistono risposte certe e consapevoli in base ad un concetto specifico di etica, soprattutto se si continua a giustificare la violenza quotidiana come unico sforzo di evasione all’apatia.

Ai più alti livelli psicologici dunque è risaputo che il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani è strettamente intrinseco, unito da un unico filo parallelo molto ravvicinato. Chi tollera la violenza sugli Animali tramite tacito consenso partecipa attivamente/inconsapevolmente al genocidio in atto. La normale condizione di stress (risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso – Hans Selye) non permette a pieno la comprensione esatta di un evento delittuoso isolato, pur essendo un crimine specifico verso un essere vivente indifeso. La prima risposta ad un evento esterno stressante (che Selye chiamò stressor) costituisce quella che propriamente si indica come reazione di allarme. Tra gli esseri Umani lo stress rappresenta una questione importante che non si esaurisce in una reazione naturale ad un pericolo concreto. Soprattutto nelle società occidentali moderne questo utile strumento può diventare un modo di vivere dannoso, portando con sé difficoltà non indifferenti. Lo stress è connesso ad una quantità di problemi psicologici: disturbo post-traumatico, psicosomatico, depressione, bipolarismo, ansia acuta ecc.ecc. Queste definizioni scientifiche possono facilmente far intuire e concepire il condizionamento dell’ambiente a cui ogni individuo fa riferimento. Ogni movimento, azione o reazione influenza le emozioni e le sensazioni, ed induce (anche e soprattutto) al dolore sotto ogni forma. In sostanza…chi uccide è un mostro, e può farlo ancora.

Dal sito ufficiale Link-Italia:

Il Maltrattamento e/o l’Uccisione di Animali in quanto seme e tratto caratteristico della violenza interpersonale e di ogni altro comportamento criminale è da molto tempo dimostrato nella letteratura scientifica accademica – Utah University, Northwestern University, Massachussetts University, Harvard University, Florida Unuversity, American Psychiatric Association, World Health Organization, ecc. – e investigativo giudiziaria anglosassone – Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention (O.J.J.D.P.), Scotland Yard, New South Wales Police Force (Australia NSW Police Force), Canadian Police, ecc.

Al fine di una specifica raccolta dati italiana abbiamo definito Casi Link i casi di maltrattamento e/o uccisione di animali in cui:
 -il maltrattatore ha compiuto in passato o commette contemporaneamente anche altri atti devianti o criminali;
– il maltrattamento di animali è parte integrante di un altro crimine o atto deviante – omicidi, violenza sessuale, pedofilia, violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori di stampo malavitoso, traffico di droga, riti satanici, ecc – ;
– il maltrattamento di animali è contemplato nelle parafilie classificate nel DSM V (APA) e ICD-10 (OMS) zoofilia erotica – zooerastia – e bestialismo;
– il maltrattatore è un minorenne coinvolto o meno in altre forme di devian­za o comportamento criminale;
– il maltrattamento di animali è avvenuto al cospetto di un minore.”

 

Approfondimenti:

Link-Italia (APS)

Interviste a: Francesca Sorcinelli Presidente Associazione LINK-ITALIA (APS); Francesca Toto Referente Progetto <<Zero cani in canile>>

Database Link-Italia

Rassegna stampa

Liberazione Animale – una prospettica antispecista

Promiseland.it

 

4 Commenti

  1. Francamente non mi aspettavo di trovare su questo sito un articolo di quelli “che vanno di moda”, simile a quelli spot pubblicitari con il cane o a quelle notizie in prima pagina di femminicidio o quelle dei ristoranti vegani e di altri pregiudizi inculcati in testa in particolare agli italiani (siamo l’unico paese che non mette la museruola ai cani). Sembra proprio un articolo di quelli che affermano come fumando le sigarette si passa alle canne, dimostrato dal fatto che tutti quelli che fumano le canne hanno iniziato con le sigarette.

    Da tempo sto valutando la correlazione tra aumento del legame uomo/animale (in particolare il cane) ed il degradare della società civile che viviamo giornalmente. Sembra difficile non scorgere un legame tra gli approcci tra umani e quelli tra cani: quando non ci si conosce ci si abbaia, ci si annusa, ci si frequenta…..Non è difficile scorgere comportamenti umani simili ai cani che fanno la fila per le cagne in calore. cosi come non è difficile scorgere che, chi ha il cane considera i suoi simili alla pari del cane e cioè pronti a prendere ordini ed apprezzare scodinzolando quello che io gli do o gli prometto di dare, d’altra parte se si fanno chiamare “padroni” è ben implicita la molla emotiva che li spinge. Questo secondo me è uno dei fattori che ha permesso di aumentare nella nostra epoca: la necessità di avere qualcuno che faccia quello che vuoi senza obiettare, qualcuno al quale possiamo fare quello che riteniamo sia un bene (esempio limite la castrazione) per purificarci la coscienza e sentirci buoni. Chissà forse l’istinto genitoriale ormai secco trova ancora qualche pulsione da far sfociare come si può e i cani sono ottimali per questo.
    L’inclusione del cane tra i membri della famiglia sembrerebbe andare proprio in questa direzione e ancor più il fatto che ciò viene consideratoa un innalzamento del concetto di famiglia quando in realtà significa abbassare il livello igienico, di comunicazione, di esperienze, di pensiero….

    Gli esempi potrebbero continuare ma è possibile racchiuderli in una mio unico concetto: non credo che l’evoluzione umana passi attraverso la convivenza con gli animali.

  2. Cito dall’articolo: “siamo l’unico paese che non mette la museruola ai cani.”

    Anche gli stupidi e gli ignoranti hanno diritto di parola, quindi ben vengano gli stolti e i loro sproloqui.

    Perché? Non ho mai letto tante stupidaggini tutte insieme, e non perchè io mi sento migliore di te…caro fabtravel.it. Sinceramente non mi spettavo di leggere un simile commento all’interno di una testata giornalistica di tale portata in cui si trattano argomenti autorevoli e di un certo spessore, e che si spera vengano accolti da persone intelligenti ma soprattutto capaci di comprendere l’attuale presente.
    Invece nel leggere le tue parole (e mi rivolgo a te in prima persona) sono profondamente esterrefatto e deciso a non rispondere nel dettaglio, quasi dovesse sembrare solo una provocazione. Purtroppo credo non lo sia, proprio perchè hai scritto con la convinzione di ciò che pensi realmente.
    Non ho voglia dunque di smentire le tue tesi strampalate che anche un bimbo di 8 anni potrebbe fare meglio di me. Mi limito a dirti di evitare di commentare ulteriormente in siffatti termini, ma anzi a proporre tu argomentazioni utili a questo luogo. Mi auguro anche che tu non sia un seguace della Decrescita, sarebbe veramente grave presupporlo, ma solo un lettore distratto che è inciampato in un testo importante ed estremamente attuale (e non perchè lo sto affermando io).

    Per ultimo aggiungo, ma forse è colpa mia, non ho capito nulla di ciò che volevi intendere…scritto in modo così confusionario e terribilmente retrogrado. Pace, me ne farò una ragione.

  3. Scrive Fabtravel.it
    “Da tempo sto valutando la correlazione tra aumento del legame uomo/animale (in particolare il cane) ed il degradare della società civile che viviamo giornalmente. Sembra difficile non scorgere un legame tra gli approcci tra umani e quelli tra cani: quando non ci si conosce ci si abbaia, ci si annusa, ci si frequenta…..Non è difficile scorgere comportamenti umani simili ai cani che fanno la fila per le cagne in calore. cosi come non è difficile scorgere che, chi ha il cane considera i suoi simili alla pari del cane e cioè pronti a prendere ordini ed apprezzare scodinzolando quello che io gli do o gli prometto di dare, d’altra parte se si fanno chiamare “padroni” è ben implicita la molla emotiva che li spinge. Questo secondo me è uno dei fattori che ha permesso di aumentare nella nostra epoca: la necessità di avere qualcuno che faccia quello che vuoi senza obiettare, qualcuno al quale possiamo fare quello che riteniamo sia un bene (esempio limite la castrazione) per purificarci la coscienza e sentirci buoni. Chissà forse l’istinto genitoriale ormai secco trova ancora qualche pulsione da far sfociare come si può e i cani sono ottimali per questo.
    L’inclusione del cane tra i membri della famiglia sembrerebbe andare proprio in questa direzione e ancor più il fatto che ciò viene considerato a un innalzamento del concetto di famiglia quando in realtà significa abbassare il livello igienico, di comunicazione, di esperienze, di pensiero….
    Gli esempi potrebbero continuare ma è possibile racchiuderli in una mio unico concetto: non credo che l’evoluzione umana passi attraverso la convivenza con gli animali.”

    Sono d’accordo con questa interpretazione: penso che il rapporto con il cane e con altri animali domestici da compagnia esprima il desiderio di onnipotenza del suo padrone…(e questo ci porterà alla catastrofe).
    Il padrone del cane “possiede” il cane (non è un caso che venga chiamato proprietario o padrone), lo costringe a vivere in condizioni innaturali (non è naturale per un cane vivere in una casa…pensate a un husky che d’inverno sta in un posto riscaldato!), lo sterilizza o castra, lo costringe a non abbaiare (“a furia di mazzate” ho sentito), lo porta a fare i bisogni a orari prefissati, gli somministra tutte le scempiaggini che gli vengono in testa, …e poi se gli gira la testa in un certo modo lo abbandona sull’autostrada (solamente i proprietari di cani possono abbandonarli…non chi non li possiede!)
    Penso proprio che la forte diffusione del possesso di cani da parte di uomini e donne non sia un buon segno (da tanti punti di vista).
    Penso che prossimamente mi interesserò della connessione fra affetto verso gli animali e comportamenti violenti verso le persone.
    Per quanto riguarda l’accordo con Fabtravel.it il riferimento è solamente a quanto indicato (quindi non mi riferisco ad eventuali altre cose che Fabtravel.it possa avere detto in altre occasioni e in altri commenti).
    Armando

    • Ti posso chiedere Armando se anche la domesticazione animale per macellazione in contesti tipo CAFO per maiale rappresenti anch’essa un desiderio di onnipotenza? Perché anche lì gli animali vengono sottoposti a pratiche innaturali, vengono somministrate scempiaggini (a voler essere gentili) e inflitta violenza a raffica; la differenza è con gli animali domestici da compagnia è che vengono macellati.

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