Correlazione tra violenze sugli Animali e violenze sugli Umani. Progetto Link-Italia.

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“L’esperienza professionale diretta del LINK è stata il primo propulsore che mi ha condotto a studiare l’argomento tanto da arrivare oggi alla strutturazione di un progetto nazionale in merito. Come nei paesi anglosassoni dove il LINK vanta associazioni governative, di polizia e presidenti di stato nel riconoscerlo e contrastarlo anche per l’Italia il mio impegno è che il lavoro professionale quotidiano con l’utenza violata, depressa, deprivata, violenta o anche solo minorile, continui ad essere oggi come agli esordi il referente privilegiato nello sviluppo di una cultura sociale, giuridica, criminologica, vittimologica, pedagogica e veterinaria che come stato di necessità contempli la crudeltà su animali quale grave reato di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale.” 

Dott.essa Francesca Sorcinelli 2009

Dal sito ufficiale Link-Italia (APS): “Francesca Sorcinelli, fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012, è un’ Educatrice Professionale che dopo aver lavorato in ambiti quali il recupero minori dalla prostituzione, in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una Comunità Residenziale per Minori dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena, attualmente lavora presso la medesima Azienda in una delle Comunità Semi-residenziali Socio-Educative per pre e adolescenti inviati dal Servizio Sociale.”

 

C’è una stretta connessione tra maltrattamenti sugli Animali e violenze sugli Umani, questo viene detto da sempre e da più parti. Lo dice Annamaria Manzoni, che da molti anni dedica i suoi studi e il suo interesse ad Animali ed Umani, anche attraverso un saggio denominato Sulla cattiva strada – edizioni Sonda, “nella convinzione assoluta che non siano universi paralleli ma facciano entrambi parte di una grande realtà a tratti drammatica e sconcertante. Ecco perchè il Link (ovvero connessione) deve essere assimilato e condiviso il più possibile, affinchè più individui capiscano come deve essere fermato a tutto vantaggio degli indifesi. Questa consapevolezza è parte di quel progresso morale che dobbiamo portare avanti con la collaborazione di tutti.

A tal proposito si è svolto a Foggia il 14 aprile scorso un interessante corso formativo della durata di una giornata a cura della dott.ssa Francesca Sorcinelli. Al suo fianco Ramona Soli, agente scelto della Polizia Locale di Sassuolo (MO), Responsabile della prima sezione Link di Polizia Municipale in Italia, a testimonianza di come il lavoro bel svolto delle forze dell’ordine, in stretta collaborazione con i cittadini e con l’amministrazione comunale, sia fondamentale per contenere, controllare e gestire nel modo più costruttivo possibile la violenza e il maltrattamento nei confronti di Animali e Umani. Il corso formativo si è concentrato dunque sulla pericolosità sociale del maltrattamento di Animali. “Ci auguriamo”, afferma Francesca Toto referente Link-Italia per la Puglia, “che questo corso possa essere il primo passo per far nascere in collaborazione con le istituzioni, ed ogni ente o associazione preposta, un osservatorio Link in Provincia di Foggia per la prevenzione della violenza.”
L’evento patrocinato dal Ministero della Giustizia, è stato dedicato al progetto Posto Occupato e al Cane Snoopy, tristi testimoni e simboli in Italia dei femminicidi ed animalicidi che caratterizzano in maniera impressionante il nostro Paese. Il Cane Snoopy venne ucciso il 4 agosto 2015 da un colpo di carabina sparato da Massimiliano Giunta mentre si trovava sul balcone della sua casa. Posto Occupato invece è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito o ex o un amante o uno sconosciuto qualunque decidesse di porre fine alla loro vita, occupava un posto a teatro o sul tram o a scuola o in metropolitana…ovunque nella società.

 

Al 2006 risalgono i primi corsi e conferenze sul Link di Zona Franca (prima denominazione del progetto) e le prime partecipazioni con poster scientifici sull’argomento a congressi internazionali. Come dice la stessa Francesca Sorcinelli: “Dal 2006 al 2009 si è lavorato intensamente per affinare il progetto della portata che vedete oggi affrontando ogni singolo aspetto sia in termini teorici che operativi. Nel 2006 ho avuto il piacere di essere relatrice in una conferenza a Lugano proprio con Camilla Pagani dove io presentavo il progetto Zona Franca e lei presentava la raccolta dati del CNR nelle scuole sul rapporto bambini/animali.
Tutto il resto è storia recente che si può leggere sul sito ufficiale di Link-Italia, e nei vari eventi che vengono organizzati sul territorio italiano.

A supportare l’iniziativa foggiana c’erano la Lega Nazionale per la Difesa del Cane Vieste, l’associazione Gruppo Donne Tilak della città di Monte Sant’Angelo e il Coordinamento Associazioni Animaliste Foggia. La stessa Lega è anche promotrice e divulgatrice del progetto Zero Cani in Canile che prevede la sostanziale diminuzione degli stessi all’interno delle strutture comunali tramite adozioni ed affidi in aziende e/o strutture private adeguate alla tutela degli Animali bisognosi di cure ed assistenza. Una società moderna e progredita non può permettersi di ignorare la vita Animale nella sua essenza primordiale. Ecco perchè non esiste progresso morale senza un’adeguata presa di coscienza e relativa consapevolezza su come e quando agire a favore degli Animali.

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri viventi. Le crudeltà di cui loro sono oggetto non scaturiscono solo da un certo sadismo individuale, ma sono frutto anche e soprattutto di un perfetto sistema di potere che gestisce luoghi, istituzioni, congregazioni e sistematiche ricorrenze popolari a tratti permissive di una cultura falsata. Non si può negare, oggi, l’esistenza di una correlazione specifica su determinati eventi a sfondo criminale quali stupro, pedofilia, femminicidio, sfruttamento minorile, spaccio di stupefacenti, zooerastia o zoofilia, delitti di stampo mafioso ecc.ecc. come catalizzatori di ben altre atrocità che coinvolgono in parte o totalmente l’uccisione di Animali. Non è un caso come alcuni esponenti della criminalità organizzata abbiamo utilizzato abili macellai o addetti ai mattatoi per porre fine materialmente al corpo di un essere Umano ucciso precedentemente, ovvero eliminare ogni traccia che potesse ricondurre all’identità del defunto: taglio, sezionatura, spolpatura, disosso e quant’altro sono solo alcune fasi della macellazione moderna tramiti adeguati strumenti di morte. Uno di questi è la pistola a proiettile captivo penetrante. Quando gli Animali sono stati tramortiti devono essere dissanguati immediatamente. Deve essere fatto velocemente così da completare un rapido, abbondante e completo dissanguamento. In ogni caso, il dissanguamento deve essere completato prima che l’Animale riprenda coscienza. Il macellaio o addetto al mattatoio dimostrerà che è a conoscenza del fatto che ogni Animale che sia stato stordito prima del dissanguamento debba essere dissanguato immediatamente con relativa enervazione (se necessario). Inoltre egli sa dove sono situate le arterie carotidi e i vasi sanguigni da cui esse derivano, ed è a conoscenza in maniera competente del punto esatto dove recidere l’arteria da cui essa nasce. Naturalmente ha la capacità soggettiva per farlo, essendo stato addestrato adeguatamente. Il macellaio dimostrerà che ha la conoscenza necessaria a capire l’importanza del corretto posizionamento della pistola a proiettile captivo. Sa cos’è la corteccia cerebrale, dove si trova e perchè la pistola deve perforarla. Sa a quali Animali si deve sparare sul retro della testa, e conosce il corretto posizionamento della pistola e la necessità di dissanguare l’animale immediatamente. Quindi ha la conoscenza acquisita per capire quale procedura di stordimento serve per le specie Animali in questione.

Tutte queste attitudini sono frutto di uno determinato apprendimento votato alla violenza specifica, in questo caso uccidere gli Animali. Naturalmente quest’individui non sono degli assassini specifici, ma hanno acquisito una competenza professionale talmente adeguata che potrebbero applicarla su ogni vita senziente senza paura, rimorso o pentimento. Non a caso esistono numerosi casi documentati che riportano deviazioni comportamentali all’interno della propria sfera familiare, oppure atteggiamenti univoci dettati da depressioni acute e trattate con appositi farmaci e/o controlli medici. Il 16 gennaio di quest’anno un uomo italiano di 52 anni si è sparato alla testa tramite una pistola da macellazione, e lo ha fatto da solo all’interno della propria auto. Un uomo che non aveva mai mostrato segni di sofferenza psicologica ma che evidentemente covava un grave disagio interiore.

Uccidere per lavoro: molti psichiatri hanno condotto studi che testimoniano le dure implicazioni psicologiche e sociali tra disturbi da stress post traumatico e inibizione dell’empatia. L’empatia è quel particolare dono che ogni essere vivente detiene, e serve come deterrente per confrontarsi in maniera positiva e costruttiva con gli altri. Deriva dal greco empatéia, a sua volta composta da en-dentro e pathos-sofferenza/sentimento. In psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata e positiva nello stato d’animo o nella situazione personale di un altro individuo. Un ex operaio/macellaio, Virgil Butler, in Arkansas rimase fortemente traumatizzato dall’esperienza del mattatoio in cui lavorava. Quello che colpisce le persone che lavorano in questi ambienti si definisce stress traumatico. In psichiatria è lo stress traumatico indotto dalla perpetrazione (PITS). La natura ripetitiva dell’esposizione al trauma come autore del reato porta ad una rottura nell’identità dell’individuo.

Gli Animali da sempre vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere Umano si ostini da sempre ad allontanare da se stesso l’essenza vitale e pura di ogni Animale, snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali ed egoistici, contribuendo quindi a diffondere un ignoranza terribile che trascina lui stesso in una convinzione assoluta e dannosa che ripudia ogni pensiero, sentimento o ragionamento senziente appartenente invece ad ogni essere vivente.

Il male non è genetico ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto riconducibile agli Umani (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi, infatti un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) stabilisce appunto che un criminale non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa come può essere per esempio una violenza fisica o psicologica, peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti, come è appunto (e per esempio) il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali (addetti alla macellazione appunto), raggirato da un sistema/ambiente che lo costringe indirettamente a farlo. In questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa. La violenza nei confronti dei deboli è simbolo macabro dell’antropocentrismo che da secoli accompagna criminalmente la storia Umana. Non a caso i deboli sono sempre quelli che patiscono: Animali, bambini, donne, anziani, malati, e chiunque ai margini dell’attuale presente. Tutti i mali quotidiani derivano da una violenza indotta giustificata troppo spesso come screzio, gioco, divertimento o banale errore. Non esistono risposte certe e consapevoli in base ad un concetto specifico di etica, soprattutto se si continua a giustificare la violenza quotidiana come unico sforzo di evasione all’apatia.

Ai più alti livelli psicologici dunque è risaputo che il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani è strettamente intrinseco, unito da un unico filo parallelo molto ravvicinato. Chi tollera la violenza sugli Animali tramite tacito consenso partecipa attivamente/inconsapevolmente al genocidio in atto. La normale condizione di stress (risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso – Hans Selye) non permette a pieno la comprensione esatta di un evento delittuoso isolato, pur essendo un crimine specifico verso un essere vivente indifeso. La prima risposta ad un evento esterno stressante (che Selye chiamò stressor) costituisce quella che propriamente si indica come reazione di allarme. Tra gli esseri Umani lo stress rappresenta una questione importante che non si esaurisce in una reazione naturale ad un pericolo concreto. Soprattutto nelle società occidentali moderne questo utile strumento può diventare un modo di vivere dannoso, portando con sé difficoltà non indifferenti. Lo stress è connesso ad una quantità di problemi psicologici: disturbo post-traumatico, psicosomatico, depressione, bipolarismo, ansia acuta ecc.ecc. Queste definizioni scientifiche possono facilmente far intuire e concepire il condizionamento dell’ambiente a cui ogni individuo fa riferimento. Ogni movimento, azione o reazione influenza le emozioni e le sensazioni, ed induce (anche e soprattutto) al dolore sotto ogni forma. In sostanza…chi uccide è un mostro, e può farlo ancora.

Dal sito ufficiale Link-Italia:

Il Maltrattamento e/o l’Uccisione di Animali in quanto seme e tratto caratteristico della violenza interpersonale e di ogni altro comportamento criminale è da molto tempo dimostrato nella letteratura scientifica accademica – Utah University, Northwestern University, Massachussetts University, Harvard University, Florida Unuversity, American Psychiatric Association, World Health Organization, ecc. – e investigativo giudiziaria anglosassone – Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention (O.J.J.D.P.), Scotland Yard, New South Wales Police Force (Australia NSW Police Force), Canadian Police, ecc.

Al fine di una specifica raccolta dati italiana abbiamo definito Casi Link i casi di maltrattamento e/o uccisione di animali in cui:
 -il maltrattatore ha compiuto in passato o commette contemporaneamente anche altri atti devianti o criminali;
– il maltrattamento di animali è parte integrante di un altro crimine o atto deviante – omicidi, violenza sessuale, pedofilia, violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori di stampo malavitoso, traffico di droga, riti satanici, ecc – ;
– il maltrattamento di animali è contemplato nelle parafilie classificate nel DSM V (APA) e ICD-10 (OMS) zoofilia erotica – zooerastia – e bestialismo;
– il maltrattatore è un minorenne coinvolto o meno in altre forme di devian­za o comportamento criminale;
– il maltrattamento di animali è avvenuto al cospetto di un minore.”

 

Approfondimenti:

Link-Italia (APS)

Interviste a: Francesca Sorcinelli Presidente Associazione LINK-ITALIA (APS); Francesca Toto Referente Progetto <<Zero cani in canile>>

Database Link-Italia

Rassegna stampa

Liberazione Animale – una prospettica antispecista

Promiseland.it

 

41 Commenti

  1. Francamente non mi aspettavo di trovare su questo sito un articolo di quelli “che vanno di moda”, simile a quelli spot pubblicitari con il cane o a quelle notizie in prima pagina di femminicidio o quelle dei ristoranti vegani e di altri pregiudizi inculcati in testa in particolare agli italiani (siamo l’unico paese che non mette la museruola ai cani). Sembra proprio un articolo di quelli che affermano come fumando le sigarette si passa alle canne, dimostrato dal fatto che tutti quelli che fumano le canne hanno iniziato con le sigarette.

    Da tempo sto valutando la correlazione tra aumento del legame uomo/animale (in particolare il cane) ed il degradare della società civile che viviamo giornalmente. Sembra difficile non scorgere un legame tra gli approcci tra umani e quelli tra cani: quando non ci si conosce ci si abbaia, ci si annusa, ci si frequenta…..Non è difficile scorgere comportamenti umani simili ai cani che fanno la fila per le cagne in calore. cosi come non è difficile scorgere che, chi ha il cane considera i suoi simili alla pari del cane e cioè pronti a prendere ordini ed apprezzare scodinzolando quello che io gli do o gli prometto di dare, d’altra parte se si fanno chiamare “padroni” è ben implicita la molla emotiva che li spinge. Questo secondo me è uno dei fattori che ha permesso di aumentare nella nostra epoca: la necessità di avere qualcuno che faccia quello che vuoi senza obiettare, qualcuno al quale possiamo fare quello che riteniamo sia un bene (esempio limite la castrazione) per purificarci la coscienza e sentirci buoni. Chissà forse l’istinto genitoriale ormai secco trova ancora qualche pulsione da far sfociare come si può e i cani sono ottimali per questo.
    L’inclusione del cane tra i membri della famiglia sembrerebbe andare proprio in questa direzione e ancor più il fatto che ciò viene consideratoa un innalzamento del concetto di famiglia quando in realtà significa abbassare il livello igienico, di comunicazione, di esperienze, di pensiero….

    Gli esempi potrebbero continuare ma è possibile racchiuderli in una mio unico concetto: non credo che l’evoluzione umana passi attraverso la convivenza con gli animali.

  2. Cito dall’articolo: “siamo l’unico paese che non mette la museruola ai cani.”

    Anche gli stupidi e gli ignoranti hanno diritto di parola, quindi ben vengano gli stolti e i loro sproloqui.
    Non ho mai letto tante stupidaggini tutte insieme. Sinceramente non mi aspettavo di leggere un simile commento all’interno di una testata giornalistica di tale portata in cui si trattano argomenti autorevoli e di un certo spessore, e che si spera vengano accolti da persone intelligenti ma soprattutto capaci di comprendere l’attuale presente.
    Invece sono profondamente esterrefatto e deciso a non rispondere nel dettaglio, quasi dovesse sembrare solo una provocazione. Purtroppo credo non lo sia, perciò chiedo gentilmente di evitare ulteriori commenti in siffatti termini, ma anzi a proporre argomentazioni utili a questo luogo. Mi auguro anche, caro commentatore, che tu non sia un seguace della Decrescita, sarebbe veramente grave presupporlo, ma solo un lettore distratto che è inciampato in un testo importante ed estremamente attuale (e non perchè lo sto affermando io).
    Per ultimo aggiungo, ma forse è colpa mia, non ho capito nulla di ciò che volevi intendere…scritto in modo così confusionario e terribilmente retrogrado. Pace, me ne farò una ragione.

    • A proposito della museruola ai cani.
      Non conosco la normativa sulla museruola ma vedo che negli autobus i cani viaggiano senza museruola anche se sull’autobus è indicato chiaramente che i cani devono viaggiare con museruola e tenuti al guinzaglio.
      Ho provato a fare una ricerca sul WEB e ho visto quanti bimbi vengono sbranati o orrendamente sfigurati dai cani (tenuti ovviamente senza museruola). Ovviamente conoscevo già il fenomeno perché frequentemente i mezzi di informazione parlano di bimbi sbranati o orrendamente sfigurati da cani.
      Perché inalterarsi, come fa Roberto Contestabile, se qualcuno parla della museruola per i cani?
      IL WEB è colmo di notizie di cani che sbranano o sfigurano orrendamente dei bimbi (si provi a fare una ricerca)

      Vi propongo alcuni esempi
      20 maggio 2018 alle ore 14:45
      PESCARA – Un bimbo di sei anni azzannato da un cane al confine tra Carpineto e Casalanguida, è stato ricoverato d’urgenza in eliambulanza all’ospedale di Pescara dove è in prognosi riservata.
      Il bimbo è stato azzannato improvvisamente alla testa dal pastore tedesco che pare fosse legato alla catena nei pressi di un’abitazione che si trova in contrada Policorvo.
      I parenti, allertati dalle urla di dolore del piccolo, sono subito intervenuti e lo hanno portato all’ospedale ” San Camillo de Lellis” di Atessa, dal quale è stato successivamente trasferito nel nosocomio pescarese. E’ ricoverato in prognosi riservata sotto costante osservazione medica.

      25 aprile 2018
      Bimba di 6 anni azzannata dal cane del vicino di casa
      Una bimba di 6 anni è stata azzannata al volto da un cane di grossa taglia, strappandole parzialmente la guancia, il naso e la bocca. La piccola è stata portata all’ospedale Mazzini di Teramo ed è in condizioni serie, con profonde lacerazioni.

      L’episodio è successo a Silvi nel tardo pomeriggio di ieri mentre la piccola si trovava in cortile a giocare. A un certo punto è stata azzannata da un grosso cane, dal racconto di alcuni testimoni sembrerebbe un Siberian Husky, probabilmente di proprietà di un vicino di casa visto che la bimba lo conosceva.

      Sono stati proprio i genitori ad accorgersi di quanto stava accadendo: hanno raccontato ai medici di aver visto il cane spalancare all’improvviso le fauci e mordere la piccola che si trovava accanto. Si sono quindi precipitati da lei e, dopo averla svincolata dalla presa l’hanno caricata in macchina e sono partiti alla volta dell’ospedale di Teramo.

      Giunti al pronto soccorso del Mazzini i medici hanno prestato immediatamente le prime cure tamponando le profonde ferite ed ora la bimba è in attesa di essere trasferita all’ospedale Salesi di Ancona dove i medici del reparto maxillo-facciale valuteranno come intervenire per ridurre i traumi ed evitare eventuali conseguenze permanenti.

      Della vicenda sono stati interessati i carabinieri che nelle prossime ore dovranno far luce su quanto accaduto e, come da prassi, la procura ha aperto un fascicolo. Spetterà invece alla Asl di Teramo avviare tutti i provvedimenti del caso nei confronti dell’animale.

      Un episodio simile era avvenuto lo scorso gennaio a Martinsicuro quando fu un pitbull di proprietà della sua famiglia ad aggredire al volto un bimbo di 5 anni mentre giocava in cortile in compagnia dei nonni. Fortunatamente, il piccolo non riportò gravi ferite.

      Armando

      • Concordo con Lei e le assicuro che chi lavora nei pronto soccorso sa bene che il numero di bambini feriti da cani è notevolissimo anche se la cosa non fa notizia. Dovrebbe far pensare anche la discussione sui vaccini dei bambini e del fatto che il vaccino antirabbia per i cani non sia obbligatorio. O che i cuccioli non possono essere sottratti alla madre prima di 6 mesi mentre nella maternità UMANA surrogata vengono tolti alla mdre poco dopo la nascita.

        • Tu la lavoro al PS? Se così fosse gradirei avere la lista aggiornata dei soccorsi a bambini feriti da Cani.

          Non è assolutamente vero che ci sono innumerevoli casi di violenza da Animali verso Umani, è bensì vero il contrario. Infatti non esiste una casistica affermata, mentre il documento della Leal lega antivivisezionista, di cui ho riportato il collegamento, spiega nel dettaglio gli innumerevoli eventi criminali verso Animali innocenti. Ma voi lo avete ignorato furbamente.

          • Non sarà vero per te che vedi nelle ONG la nuova religione e i nuovi vangeli. D’altra parte non posso pretendere che chi si identifica con un cane ragioni come un essere umano.
            La lista aggiornata dei bambini…….. vuoi andargli a vendere un assicurazione? Non sei in grado nemmeno di capire che sono dati riservati…..

      • La situazione della museruola è in questi termini:
        La legge emanata rimandava ad atti amministrativi l’attuazione della norma, atti che prevedevano l’individuazione delle razze pericolose alle quali applicare l’obbligo. Un sindaco promulga la lista e l’associazione animalista impugna l’atto riten endo che appartenere ad una razza non è certo che si è pericolosi. Il giudice ha accolto il ricorso che è diventato precedente.

        • Roberto Contestabile, vedo che quanto ti aggrada ragioni in modo diverso!
          Certo che pochi casi di bambini azzannati o sbranati da cani non dimostrano nulla, perché ovviamente è bene (si fa per dire!) che i casi siano numerosi per poter trarre delle conclusioni (che rimangono sempre con un certo margine di approssimazione e indeterminatezza).
          Ma tu quanti casi conosci di persone addette alla macellazione…e di cui sai anche del loro comportamento con la moglie e i figli? Quanti cacciatori conosci…e di cui sai del comportamento violento che hanno in famiglia?
          Se un numero consistente di persone addette alla macellazione o che praticano la caccia si comportasse in modo violento con i propri familiari allora si potrebbero stabilire delle correlazioni (che conserverebbero pur sempre un margine di indeterminazione): ma questo è possibile appurarlo solamente con delle ricerche apposite!
          Per questo motivo ti ho sempre chiesto (a proposito delle tue considerazioni), il titolo, l’autore, il committente delle ricerche che comprovassero quanto dicevi e, soprattutto dove fosse possibile reperirle per poterle così visionare.
          Armando

          • Chi usa essere crudele verso gli Animali è altrettanto insensibile verso gli Umani.

            Molti grandi uomini di scienza, cultura e filosofia del passato, avevano già teorizzato riguardo il rispetto sugli Animali:

            Orazio “La violenza sugli animali è il tirocinio per ogni crudeltà nei confronti degli uomini.”

            Schophenauer “La pietà per ogni essere vivente è la più valida garanzia per il buon comportamento dell’uomo.”

            Gandhi “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

            Einstein “Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell’umanità.”

            Nietzsche “È stato staccandosi dalla natura che l’uomo è divenuto il più crudele degli animali.”

            Tolstoj “Il vegetarismo non è soltanto una lotta contro la barbarie, ma il primo gradino di un progresso spirituale. Nel costante suicidio morale è il male supremo della caccia.”

            Kant “L’uomo deve mostrare bontà di cuore verso gli animali. Chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli umani. È possibile giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali.”

            E’ curioso rendersi conto come nei paesi più poveri del mondo il consumo di carne è per ovvi motivi limitato, e stranamente si riscontra un tasso di criminalità decisamente inferiore rispetto ai paesi benestanti a riprova che l’alimentazione possa incidere sulla condotta dell’essere Umano, come degli altri Animali.

            Se non si vuole credere a quanto riportato in più forme, si rifletta almeno su quanto dicevano esponenti illustri della storia.

    • Il fatto che lei non riesca a capire non significa che quello che ho scritto non abbia significato. Forse quando si renderà conto di non essere sul piedistallo destinato all’unico portatore della verità potrebbe iniziare a capire, fino ad allora porti il cane a fare i suoi bisogni e gli compri del bel mangime industriale che le ha suggerito la pubblicità. D’altra parte sono io che ho sbagliato pensando di poter esprimere il mio pensiero e sopratutto che questo sito fosse popolato da pensatori originali e non hater pronti ad insultare chi non condivide le linee della propaganda.

      Se altri – oltre al contestabile, un nome una garanzia – avranno opportunità di leggere il mio commento mi piacerebbe sapere da loro come conciliano il comportamento di decrescita con l’aumento spropositato dei consumi di prodotti destinati a cani gatti e animali vari.

      • Non è una questione di presunta saccenza ma di esporre fatti autorevoli e documentati, e soprattutto dibattere altrettanto egregiamente. Ma fin ad ora non ho visto questo, anzi si continua a mentire e fuorviare la realtà che è riportata da fonti e persone attendibili.

        I tuoi commenti sono fuori luogo e a tratti vergognosi, così facendo sei tu che getti scredito ad una testata di tale portata.

        • Questo secondo il tuo modo di pensare di tipo canino. In realtà come possono impazzire le persone possono impazzire anche gli animali, senza considerare che profumi cibo o altre situazioni particolari possono portare reazioni imprevedibili. Esattamente come anche chi non ha mai fatto incidenti deve mettere il casco per prevenire incidenti causati da chi non rispetta il codice. Dubito che tu sia in grado di capire quindi trattieni i tuoi commenti e porta il cane a pisciare

          • Dopo questi ultimi commenti ti sei mostrato per quello che sei e ringrazio anche chi ha deciso di pubblicarti.

            Ora è tutto chiaro, per me ma anche per qualche centinaia di utenti che possono finalmente capire lo spessore del tuo dibattito.

            Eri un ignorante ancor prima di scrivere una singola parola…ma ora ti sei autocelebrato. Rinnovo i miei complimenti, e mi dispiace solo che questa testata ti abbia avuto come ospite.

            (Igor sei ancora convinto dell’utilità di pubblicare certi soggetti?)

        • L’unica cosa fuori luogo è il difensore dei cani in un sito di economia e quindi sei tu che dovresti vergognarti anche per mettere il genere umano sullo stesso piano di quello delle bestie. Probabilmente hai visto troppi cartoni animati da piccolo e soffri di infantilismo cronico. Se fossero tutti come te gli uomini avrebbero il diritto di fare la fila per le donne in calore e di violentarle quando ne hanno voglia come fanno i cani. POrta il cane a pisciare vai…..

  3. Scrive Fabtravel.it
    “Da tempo sto valutando la correlazione tra aumento del legame uomo/animale (in particolare il cane) ed il degradare della società civile che viviamo giornalmente. Sembra difficile non scorgere un legame tra gli approcci tra umani e quelli tra cani: quando non ci si conosce ci si abbaia, ci si annusa, ci si frequenta…..Non è difficile scorgere comportamenti umani simili ai cani che fanno la fila per le cagne in calore. cosi come non è difficile scorgere che, chi ha il cane considera i suoi simili alla pari del cane e cioè pronti a prendere ordini ed apprezzare scodinzolando quello che io gli do o gli prometto di dare, d’altra parte se si fanno chiamare “padroni” è ben implicita la molla emotiva che li spinge. Questo secondo me è uno dei fattori che ha permesso di aumentare nella nostra epoca: la necessità di avere qualcuno che faccia quello che vuoi senza obiettare, qualcuno al quale possiamo fare quello che riteniamo sia un bene (esempio limite la castrazione) per purificarci la coscienza e sentirci buoni. Chissà forse l’istinto genitoriale ormai secco trova ancora qualche pulsione da far sfociare come si può e i cani sono ottimali per questo.
    L’inclusione del cane tra i membri della famiglia sembrerebbe andare proprio in questa direzione e ancor più il fatto che ciò viene considerato a un innalzamento del concetto di famiglia quando in realtà significa abbassare il livello igienico, di comunicazione, di esperienze, di pensiero….
    Gli esempi potrebbero continuare ma è possibile racchiuderli in una mio unico concetto: non credo che l’evoluzione umana passi attraverso la convivenza con gli animali.”

    Sono d’accordo con questa interpretazione: penso che il rapporto con il cane e con altri animali domestici da compagnia esprima il desiderio di onnipotenza del suo padrone…(e questo ci porterà alla catastrofe).
    Il padrone del cane “possiede” il cane (non è un caso che venga chiamato proprietario o padrone), lo costringe a vivere in condizioni innaturali (non è naturale per un cane vivere in una casa…pensate a un husky che d’inverno sta in un posto riscaldato!), lo sterilizza o castra, lo costringe a non abbaiare (“a furia di mazzate” ho sentito), lo porta a fare i bisogni a orari prefissati, gli somministra tutte le scempiaggini che gli vengono in testa, …e poi se gli gira la testa in un certo modo lo abbandona sull’autostrada (solamente i proprietari di cani possono abbandonarli…non chi non li possiede!)
    Penso proprio che la forte diffusione del possesso di cani da parte di uomini e donne non sia un buon segno (da tanti punti di vista).
    Penso che prossimamente mi interesserò della connessione fra affetto verso gli animali e comportamenti violenti verso le persone.
    Per quanto riguarda l’accordo con Fabtravel.it il riferimento è solamente a quanto indicato (quindi non mi riferisco ad eventuali altre cose che Fabtravel.it possa avere detto in altre occasioni e in altri commenti).
    Armando

    • Ti posso chiedere Armando se anche la domesticazione animale per macellazione in contesti tipo CAFO per maiale rappresenti anch’essa un desiderio di onnipotenza? Perché anche lì gli animali vengono sottoposti a pratiche innaturali, vengono somministrate scempiaggini (a voler essere gentili) e inflitta violenza a raffica; la differenza è con gli animali domestici da compagnia è che vengono macellati.

      • Ciao Igor
        La caccia, la pastorizia e l’allevamento sono attività dell’uomo volte all’ottenimento di carne per l’alimentazione.
        La differenza del rapporto con un animale da compagnia (o da affezione, come avrebbe detto Roberto Contestabile) è evidente.
        Ovviamente si possono fare tanti discorsi su questa iniziale distinzione ed entrare in merito a tanti aspetti ma, come dicevo nell’ultimo articolo che ho pubblicato:
        “Da molto tempo leggo sui rapporti che ci sono (e/o che ci dovrebbero essere) fra uomini e animali e del tipo di alimentazione che l’uomo dovrebbe avere.
        Leggo di correlazioni che ci sono (che ci sarebbero!) fra violenza sugli animali e violenza sulle persone (senza fare differenza fra macellazione e maltrattamenti di animali) e fra salute e diversi tipi di alimentazione (per semplificare: è migliore quella basata su carne e/o pesce, verdura e frutta oppure quella basata su cereali, legumi, frutta e verdura?).
        Questo che segue è solamente un contributo a queste tematiche. Non ho una posizione precisa sui rapporti che dovrebbero esserci fra uomo e animali e sul tipo di alimentazione migliore per l’umanità.”
        Ovviamente sono disposto a qualsiasi confronto anche se penso che affinché il confronto sia veramente serio e, soprattutto, concreto manchi l’arbitro adatto a moderare il confronto: manca la decrescita!
        Quando inizierà la decrescita ce ne accorgeremo subito perché morderà sulle nostre carni e allora si disperderanno le nebbie e …niente sarà più come prima!
        Ovviamente sono disponibile a qualsiasi confronto.
        Ciao Igor
        Armando

        • “Questo che segue è solamente un contributo a queste tematiche. Non ho una posizione precisa sui rapporti che dovrebbero esserci fra uomo e animali”

          Beh, non è proprio vero, nei commenti hai descritto il tenere animali di compagnia un comportamento patalogico e deviante.

          • Igor, mi sembra che le contraddizioni ormai siano più che evidenti. Il problema serio è contestare tesi autorevoli tramite argomenti insensati e privi di correlazione logica. Il confronto non c’è, purtroppo. Questo perchè si cerca di giustificare le proprie ideologie (ed azioni) con farneticazioni fuori luogo, alcune veramente paradossali. Una presa di posizione ottusa volta a puntare i piedi e a non voler concepire un cambiamento nelle abitudini strettamente personali. E’ ovvio quindi che i due commentatori non hanno neanche lontanamente coscienza di cosa significhi garantire cura e salvaguardia verso un Cane (ed ogni altro Animale). Si menziona la pastorizia come fosse essenziale alla sopravvivenza ma non si dice che essa è solo un profitto ricavato da uno sfruttamento, tra l’altro non necessario. E poi quando, e giustamente, gli fai notare l’assurdità delle loro dichiarazioni, dicono che la colpa è tua in quanto moderatore assente. Che altro dire? Direi che può bastare.

        • Gli addetti dei mattatoi/macelli uccidono gli Animali in modo crudele, spietato e selvaggio…senza considerare minimamente la dignità di un essere vivente, e spesso senza neanche osservare e rispettare le regole stabilite dalle norme giuridiche. In sostanza si comportano come dei killer, ovvero assassini. Mi sembra abbastanza chiaro che l’abilità con cui praticano le uccisioni sono riportabili ad altre in campo Umano. Non ho detto che tutti i macellai ucciderebbero Umani, ma molti ne hanno capacità avendo praticato sistemi accurati di macellazione.

  4. Secondo il Viminale tra il 4 marzo 2017 e il 3 marzo 2018 gli omicidi con vittime di sesso femminile sono state 119. Quelli consumati in ambito affettivo 83. A fine febbraio erano già 13 le donne uccise, 10 in ambito familiare e 7 da partner o ex. Dal 2000 a oggi sono stati 3 mila i femminicidi secondo l’Eures. L’arma più usata è il coltello (40,2%), poi ci sono gli strangolamenti (18%), gli oggetti contundenti (15,5%), pistole e fucili (12,8%) o calci e pugni (9%). Il 35,2% dei femminicidi avviene in casa della vittima, nel 34,1 nella casa coniugale il 15,8 in strada, nei parchi, nei campi. Secondo un’elaborazione del Comando generale dei Carabinieri relativi al 2017, le vittime sono in gran parte oltre i 64 anni. Seguono quelle tra i 35 e i 44 e tra i 45 e 54, poi quelle tra i 55 e i 64 e ultime quelle tra i 18 e i 24. Più della metà dei killer sono partner o ex. In testa alle regioni più insanguinate, come numeri assoluti, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. In termini percentuale invece prevalgono Umbria, Calabria e Campania.

    Detto questo, riferendosi ovviamente all’articolo in questione, mi pare ovvio che sia inutile contestare chi si lamenta del fatto che in Italia la museruola per Cani non sia applicata.
    Ma facciamolo lo stesso: in Italia dal 7 settembre 2013 per l’accudimento dei Cani nei luoghi pubblici e per le passeggiate all’aperto, si prevede che i legittimi accompagnatori “debbano portare con se una museruola, rigida o morbida, da applicare al Cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o Animali o su richiesta delle autorità competenti”. Questo significa comunque che NON è obbligatorio far indossare la museruola ma lo è portarla con sé, quindi si passa dalla parte del torto esclusivamente se non la si ha nel suo kit degli accessori. NON è necessario dunque passi tutto il tempo della passeggiata con la museruola.
    Ora osservando i dati di violenza sulle donne, e se dovessimo fare un paragone con i relativi casi di violenza da parte di Cani (non è dato sapere perchè questi Animali abbiano reagito in così malomodo, particolare non indifferente) dovremmo dunque applicare misure di sicurezza a milioni di residenti lombardi o emiliani, tutti possibili molestatori, violentatori e dunque assassini. Magari potremmo adottare un braccialetto elettronico che dia la scossa di 500volt a chi si avvicina troppo alla vittima precedentemente molestata? Oppure, un taglio netto delle dita tramite una morsa meccanica precedentemente applicata dai tutori della legge?
    In sostanza (come dei trogloditi), anzichè capire e quindi prevenire il modus-operandi di un possibile delitto, ci dovremmo cautelare tramite mezzi di soppressione altamente ingiustificati o addirittura da inquisizione.

    Naturalmente è tutta una farsa, così ridicola da convincere chi, ancora e stupidamente, crede che la soppressione sia più efficiente della prevenzione.

  5. Segnalo il corso formativo che si è svolto a Cagliari il 26 maggio scorso:
    https://www.link-italia.net/corso-formativo-sul-link-cagliari-26-maggio-2018/

    Patrocinato da:
    *Ordine degli Psicologi della Sardegna
    *Comune di Cagliari
    *Siua – Scuola Interazione Uomo-Animale
    *Studio clinico SPAZIO FAMIGLIA
    *CAM – Centro Ascolto Uomini Maltrattanti
    *Lega Nazionale Difesa del Cane – Sant’Anna Arresi
    *Guardie EcooZoofile FAREAMBIENTE
    *ANS – Associazionale Nazionale Sociologi
    *Vision – Osservatorio Vittimologia
    *AEOP – Associazione Europea Operatori Polizia
    *ANPANA – Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente.
    *Oipa – Organizzazione Internazionale Protezione Animali
    *Associazione Donne al Traguardo Onlus
    *Enpa – Ente Nazionale per la Protezione degli Animali
    *Team Cinzia Mammoliti
    *Effetto Palla Onlus
    * Noi, Alterità in Equilibrio ASD
    *Città Metropolitana di Cagliari
    *Study Center for Legality Security and Justice
    *Crime Against Animals Research Unit

    Qui la locandina dell’evento:
    https://www.link-italia.net/wp-content/uploads/2018/04/LinkCagliari-2018-PDF.pdf

  6. A tal proposito propongo la lettura del “Rapporto dettagliato sul Maltrattamento Animale nel 2017” divulgato dalla “Leal – Lega Antivivisezione” che opera da 40 anni al fine di garantire metodi sostitutivi in ambito medico/scientifico. Uccisioni compiute in Italia da esseri Umani nei confronti di altri esseri viventi. Il volume scaricabile gratuitamente dal sito http://www.leal.it/ vanta bel 1075 pagine di approfondimenti mirati ed essenziali circa la situazione Animale oggi.

    “Il Rapporto sul Maltrattamento Animale in Italia oltre che a rendere l’idea dei numeri e della crudeltà dei reati nei confronti degli Animali, è costruito lasciando tutta l’evidenza dei casi di reati nei loro confronti: articoli e segnalazioni cercati e intercettati su internet. L’impaginazione prevede lo spazio alle prefazioni, sommari, copie di articoli che riportano i reati nei confronti degli Animali, le trasposizioni grafiche e i casi Link in collaborazione con la dott.essa Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia (APS). Anticipiamo che i casi Link, dal significato che assume la parola inglese link-legame in discipline quali psicologia, psichiatria, criminologia, vittimologia e scienze investigative che indica una stretta correlazione tra il maltrattamento e/o uccisione di Animali e comportamenti devianti, antisociali e criminali.”
    Vista l’enormità dei casi di violenza perpetrata ai danni degli Animali, è d’obbligo attribuire una correlazione verso altri crimini efferati, più specificatamente verso Umani.

  7. Le correlazioni fra violenza sugli animali e violenze sugli umani sono solamente frutto della tua fantasia.
    Affinché delle relazioni siano evidenti è necessario che ci siano delle ricerche che lo comprovino.
    Di queste ricerche (che tu dovresti avere letto) ti ho chiesto il titolo, l’autore, il committente e soprattutto dove sia possibile reperirle per poterle visionare.
    Con il mio articolo “Sugli uomini e sugli animali, sulla carne e sul grano” ti ho dimostrato che non è così.
    Le tue decisioni di non mangiare carne, il tuo desiderio che non si uccidano animali sono decisioni legittime ma, ripeto, le correlazioni che stabilisci fra violenza sugli animali e violenza sugli umani è solamente frutto della tua fantasia.
    Ovviamente sui commenti che fai ci sarebbe da dire su ogni frase che scrivi…se avessi tempo!
    Armando

    • “Serial Killer” sono bambini a cui non è mai stato insegnato che è sbagliato cavare gli occhi ad un Animale. (…) Gli assassini molte volte cominciano uccidendo e torturando Animali da bambini”, dichiarava Robert K. Ressler nel 1998. Agente FBI fino al 1990, successivamente formatore e autore di numerosi trattati, Ressler è ricordato poichè coniò il termine appunto “Serial Killer” ideando la tecnica di indagine conosciuta come “Criminal Profiling”. D’altronde non è un caso che sia proprio l’anglosassone approccio scientifico all’analisi comportamentale a definire il maltrattamento e uccisione di Animali, indicatore fondamentale nel tracciare profili estremamente aderenti alla pericolosità sociale degli aggressori. E’ dagli anni ’60, infatti, che negli USA si studiano le interconnessioni tra violenze su Animali e comportamenti violenti nei confronti degli Umani, per cui il maltrattamento e/o uccisione di Animali viene scientificamente identificato quale potente indicatore di pericolosità sociale essendo il primo comportamento alla base di una escalation di violenze fra cui scippi, rapine, rapimenti, violenze sessuali, assalti, omicidi. Dagli stessi dati emersi dalle indagini scientifiche italiane più recenti (dott.essa Francesca Sorcinelli) il maltrattatore o uccisore inizia “l’addestramento” alla violenza, con Animali inversamente proporzionali alla sua statura, potenza, capacità di sopraffazione, quindi abbastanza piccoli da poter essere abusati, ma abbastanza grandi da garantire un soddisfacimento all’impulso sadico. Spesso, la violenza intra-famigliare e lo stalking sono associati ad abusi su Animali poiché i partner violenti minacciano di ferire o uccidere gli Animali “d’affezione” o maltrattano fisicamente questi Animali come strumento di controllo, terrore e potere sulle donne e i minori presenti in famiglia. A volte sono i minori ad agire violenze domestiche su Animali, che si manifestano quali sintomi delle violenze che subiscono dagli stessi genitori. La violenza domestica su Animali, quindi, oltre ad essere un fenomeno da contrastare di per sé, è un importante indicatore di pericolosità per le donne e sintomo di una situazione esistenziale patogena nei minori.

      (fonte Oipa)

      Caro Armando che tu non voglia credere, ma anzi continui a screditare ingenuamente, è molto grave. Sei libero di pensare ciò che vuoi ma la sostanza non cambia, anche perché nessuno vuole convincerti. Il mio compito è riportare le denunce (e lo sto facendo), quindi nessuno è obbligato a farti cambiare idea.
      Non sei capace di confrontarti perché non hai argomenti veritieri, perché non si può negare la realtà dei fatti riportati.
      Il tuo articolo non spiega un bel niente…oltre a pubblicizzare, naturalmente ed ossessivamente, la cultura della bistecca.

      • In risposta a Roberto Contestabile
        Mi sono laureato in sociologia all’Università di Roma.
        Ricordo il seminario che frequentai e che era collegato all’esame di Metodologia e tecniche della ricerca sociale. Ricordo che si facevano delle ipotesi su un determinato problema sociale, poi si redigeva un questionario, si andava poi in un quartiere a somministrarlo (al fine di collaudarlo), venivano fatte eventuali variazioni e poi si somministrava definitivamente. Tutto questo per verificare o meno le ipotesi fatte su un determinato problema sociale o altro. Forse sarà anche per questo motivo che quando si dice qualcosa cerco sempre di verificarla se mi è possibile.
        Caro Roberto Contestabile la ricerca scientifica è una cosa seria.
        Quando si afferma qualcosa bisogna dimostrarla non nel modo in cui fai tu, basandoti su informazioni prese alla bene e meglio e chissà dove e, soprattutto, dando per vere cose che sono solamente tuoi desideri. Ricordo quando scrivesti un articolo portasti come prova un esperimento (l’asportazione di mammelle a mucche) di cui non desti nessuna informazione (dove fosse stato fatto, chi fosse l’autore, dove fosse possibile reperire delle pubblicazioni sull’esperimento stesso, ecc.).
        Armando

  8. Segnalo il seguente manuale ad uso informativo circa la correlazione della violenza su Umani ed Animali:
    CRIMINOLOGIA DELLA VIOLENZA SUGLI ANIMALI di Marco Strano (Dirigente della Polizia di Stato, Psicologo e Criminologo, Presidente del Centro Studi per la Legalità, la Sicurezza e la Giustizia), prefazione del Dr. FEDERICO PERRONE CAPANO (Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Bari)
    https://criminologiaorg.files.wordpress.com/2018/01/m-strano-manuale-alla-radice-della-violenza-di-specie-genn-2018.pdf

  9. Di seguito una campagna pubblicitaria a scopo informativo/sociale divulgata negli Stati Uniti qualche anno fa, utile ad aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro d’investigazione e i liberi cittadini a denunciare abusi su Animali ed Umani:

    “È noto che la violenza domestica è spesso preceduta dalla violenza contro gli Animali. La ricerca dell’Associazione degli avvocati procuratori degli Stati Uniti mostra che il 76% degli autori di abusi di Animali abusa anche di un membro della sua famiglia.
    Grazie a questa considerazione “Serve Marketing” ha realizzato la campagna “Spot Abuse Project”:
    https://youtu.be/TyuXkdqvJpw

    La campagna è un progetto pilota regionale volto a ridurre la crescente percentuale di episodi di violenza domestica a Milwaukee. L’invito è incoraggiare i residenti a comporre il 911 quando sospettano abusi sugli Animali. La premessa è che se più persone possono essere convinte a chiamare il 911 quando sospettano abusi sugli Animali (un atto generalmente considerato più facile che denunciare abusi domestici), la polizia avrà quindi l’opportunità di scoprire un numero maggiore di casi di violenza domestica.”

    (The Australian animal rights association RSPCA did a similar campaign in 2008. Also about the relationship between domestic violence and cruelty to animals.)
    See the campaign here: http://osocio.org/message/the_relation_between_domestic_violence_and_cruelty_against_animals/

  10. Secondo l’Aidaa (Associazione Italiana per la Difesa di Animali ed Ambiente, l’associazione animalista italiana più attiva contro la zoofilia) nel nostro paese esistono circa 8.800 siti web a tematica porno Animale, con video e foto dove inoltre si possono “noleggiare” a pagamento gli Animali.
    Si stima un giro di affari di venti milioni d’euro l’anno e che coinvolge circa 60 mila persone (a proposito di chi affermava che bisogna pur “campare”).
    Il dato più spaventoso è che “in Italia una persona su mille è stata coinvolta in atti sessuali con Animali”.
    Per far capire l’ampiezza del fenomeno si può andare nel sito della Camera dei Deputati, nella documentazione della Commissione Antimafia, dove si parla delle principali illiceità delle ecomafie e si può leggere che tra queste rientra il commercio illegale di specie Animali protette: corse clandestine di Cavalli, combattimenti tra Cani, macellazione clandestina, traffico di fauna esotica o protetta, racket degli Animali e loro derivati (es. avorio, pellame), doping, bracconaggio e zoo-pornografia…sono queste le voci più significative dei profitti criminali a danno degli Animali.

  11. Gli Stati Uniti sono il paese in cui è stato realizzato di gran lunga il più grande numero di studi e dove più ampio è stato il dibattito su questi problemi non solo in ambiente accademico, ma anche in quello giudiziario, politico, sociale e scolastico.

    Arkow P., (2008), The Link Between Violence to People and Violence to Animals, National Link Coalition, The National Resourcer Center on The Link between Animal Abuse and Human Violence.
    Phillips A, (2014), Understanding The Link between Violence to Animals and People: A Guidebook for Criminal Justice Professionals, National District Attorneys Association and American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA).
    Santiago R., (2000): Das Link Pet Abuse, Domestic Violence. New York Daily News. Sunday, November 05.
    Arkow P. (2008), The Link Between Violence to People and Violence to Animals, National Link Coalition, The National Resourcer Center on The Link between Animal Abuse and Human Violence.
    Phillips A (2014), Understanding The Link between Violence to Animals and People: A Guidebook for Criminal Justice Professionals, National District Attorneys Association and American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA).
    Sorcinelli F., Tozzi R., Zooantropologia della Devianza – Profilo Zooantropologico Comportamentale e Criminale del Maltrattatore e/o Uccisore di Animali. Classificazione del Crimine su Animali. LINK-ITALIA (APS), N.I.R.D.A. Corpo Forestale dello Stato. REPORT Maggio 2016.

  12. Gli Animali d’affezione costituiscono una componente rilevante ed importante dell’odierno nucleo familiare. Approssimativamente il 68% delle famiglie americane “possiede” un Animale (82,5 milioni di Animali – Fonte: 2013-14 American Pet Product’s Association National Pet Owners’ Survey). Questo dato rappresenta un incremento del 62% in appena un anno, aumentando la potenziale interconnessione tra abusi su Animali e violenza sugli esseri Umani, un fenomeno sempre più presente e predominante in situazioni di violenza. Coloro che hanno avuto un Animale, e/o ancora lo possiedono, ben conoscono i significativi vantaggi e la forza del legame che è alla base di questo rapporto empatico.

    Le persone cercano nei “loro” Animali sostegno, conforto e senso di sicurezza (McNicholas & Collis, 2006).
    Gli Animali hanno un impatto positivo sulla salute fisica e riducono lo stress (Friedmann, Son & Tsai, 2010).
    Gli Animali procurano maggiori gratificazioni nella vita quotidiana (Raina et al., 1999).
    Gli animali aiutano ad affrontare meglio le perdite (lutti, abbandoni, etc.) e i dolori derivanti da situazioni negative (Bolin, 1998).
    È più probabile che un minore cresca trascorrendo maggior tempo con un Animale che con il padre (Melson, 2001).
    È molto probabile che gli Animali a cui le persone oggetto di violenza si legano affettivamente possano essere usati come strumenti di manipolazione psicologica e di ricatto da chi esercita gli abusi, potendo gli Animali rimanere intrappolati nel fuoco incrociato della violenza nei confronti delle persone, diventando un inconsapevole strumento mediante il quale chi perpetra maltrattamenti in famiglia li replica sull’Animale “di casa”, con lo scopo di ottenere il silenzio e l’accondiscendenza da parte delle sue vittime Umane. Le famiglie e la comunità stessa sono quindi a rischio quando gli abusi nei confronti degli Animali vengono ignorati o non vengono segnalati in parallelo alle violenze domestiche (Phillips & Lockwood, 2013).
    Quando in ambito domestico si verificano molteplici forme di violenza, inclusi gli abusi su Animali, si concretizza il rischio di un crescendo di violenza, continua e aggravata, in tutte le forme in cui questa normalmente si manifesta, sino a quando questi eventi non vengono analizzati e presi in seria considerazione.
    L’abuso su Animali è più diffuso nelle famiglie in cui si sono verificati abusi su minori e violenza in ambito domestico (Ascione & Shapiro, 2009; Ascione, 2007).
    La crudeltà verso gli Animali è compresa tra i sintomi costituenti un disturbo del comportamento (American Psychiatric Association, 2013).
    Il maltrattamento degli Animali può essere usato per minacciare, far temere un danno o addirittura la loro uccisione, diventando così fonte di un ricatto morale, costringendo le vittime umane a essere accondiscendenti con il violento e/o a tacere l’abuso subito (Arkow, 2014).
    È molto probabile che i membri della famiglia oggetto di violenze in ambito domestico non abbandonino o addirittura ritornino nell’ambito familiare nel quale si è verificata la violenza, se non trovano un luogo sicuro dove lasciare i loro Animali.
    Quando i minori sono testimoni di episodi di violenza domestica, aumenta il rischio che possano manifestare forme di aggressività nei confronti degli Animali (Currie, 2006).
    I minori instaurano sempre un legame emotivo con i loro Animali e possono subire un serio danno psicologico quando i loro Animali vengono minacciati, maltrattati o uccisi da un membro della famiglia.
    Il 43% degli autori di sparatorie nelle scuole degli Stati Uniti presenta episodi di abuso su Animali nella propria storia familiare (Arluke & Madfis, 2013).
    L’abuso sessuale compiuto sugli Animali è quasi sempre correlato a crimini contro la persona (Hensley, Tallichet & Singer, 2006; Simons, Wurtele & Durham, 2008).

  13. Ogni anno 1,3 milioni di donne e 850.000 uomini negli Stati Uniti d’America sono vittime di aggressioni fisiche da parte del partner (National Coalition Against Domestic Violence, 2007).
    Dodici differenti studi riportano che tra il 18% e il 48% delle donne che subiscono violenze hanno tardato a lasciare il loro persecutore o sono tornate a conviverci, sulla base della preoccupazione del benessere dei propri Animali (Ascione, 2007).
    Uno studio del 2012 ha verificato che il 59% delle donne che subiscono abusi tardano a lasciare la casa in cui sono oggetto di violenze, per il timore di abbandonare i loro Animali (Alberta SPCA, 2012).
    Nelle analisi compiute nei luoghi di rifugio per vittime di violenze domestiche, svolti in varie zone degli Stati Uniti, è stato rilevato che nell’85% di queste strutture sono state intervistate donne che hanno rivelato la presenza di abusi commessi sui loro Animali (Ascione, Weber & Wood, 1997). Uno studio del 2007 ha accertato che le donne che cercavano accoglienza nei rifugi per violenze domestiche, avessero una probabilità 11 volte superiore alla media di testimoniare che i loro partner avessero picchiato o ucciso i “loro” animali, mentre la probabilità che le donne accolte nel rifugio riportassero che i loro Animali erano stati soltanto oggetto di maltrattamenti scendeva a 4 volte sopra la media (Ascione et al., 2007; Volant, Johnson, Gullone & Coleman, 2008).
    In uno studio diffuso in diversi stati del nord-est americano, effettuato su donne che avevano subito violenze, il 48% delle intervistate ebbe a riferire che durante gli ultimi dodici mesi spesso si erano verificati episodi di abuso sugli Animali, mentre un altro 30% dichiarò che i comportamenti a danno di Animali avvenivano quasi sempre. Le tipologie di abuso sugli Animali oggetto delle testimonianze comprendevano vari tipi di violenze costituite dal prendere a pugni, picchiare, soffocare o annegare gli Animali, colpirli con un’arma da fuoco o un’arma bianca oppure lanciarli contro i muri o giù dalle scale. Le donne intervistate riferivano inoltre che gli episodi di violenza nei confronti degli Animali corrispondevano nel 51% dei casi anche a contemporanee esplosioni di violenza nei confronti di altri membri della famiglia (Carlise-Frank, Frank & Nielsen, 2006).
    I soggetti violenti che maltrattano anche gli Animali sono molto più dominanti e manifestano delle forme di violenza più pericolose (violenza sessuale, stupro da parte del coniuge, violenza psicologica e persecuzione), rispetto ai soggetti violenti che non maltrattano gli Animali (Simmons & Lehmann, 2007).
    In uno studio fatto sugli ostacoli che impedivano alle donne che vivevano in zone rurali di allontanarsi da chi usava loro violenza, i ricercatori canadesi identificarono come fattori che costringevano le donne al silenzio e al mancato abbandono dell’ambito domestico, proprio i maltrattamenti commessi nei confronti degli Animali da parte degli abusanti, l’isolamento sociale e geografico, la povertà, la mancanza di servizi sociali o la rete di trasporti insufficiente, nonché la presenza in casa di armi da fuoco. Animali “d’affezione e/o da fattoria” vengono spesso minacciati, maltrattati o malamente accuditi dai violenti proprio come mezzo di controllo su donne che subiscono violenze. Risulta un fatto comune che questi soggetti deboli ritardino le loro richieste di aiuto per timore circa la sorte dei propri Animali, dovendo lasciarli nelle mani del violento, senza tutele. Il 45% delle donne ha riferito che i loro Animali “d’affezione e/o da fattoria” venivano deliberatamente minacciati e che nel 41% dei casi erano deliberatamente feriti o uccisi (Doherty & Hornosty, 2008).
    Uno degli studi più completi ha coperto un periodo di sette anni in undici differenti contesti per osservare i fattori scatenanti dei comportamenti violenti. Sebbene lo studio non fosse stato predisposto per analizzare i maltrattamenti verso gli Animali, i risultati mostrarono che gli abusi su Animali erano significativamente vari e costituivano uno degli unici quattro fattori che concorrevano alla definizione del comportamento violento (Walton-Moss et al., 2005).

  14. “L’obiettivo primario degli addetti ai lavori in ambito sociale è il miglioramento delle dinamiche individuali e di gruppo. Gli abusi su Animali sono correlati a disfunzioni in ambito famigliare sotto diverse forme, inclusi i maltrattamenti del partner, dei bambini e degli anziani; questo fattore può essere usato come indicatore della necessità di indagare al fine di identificare altre forme di violenza nell’ambito domestico. Gli assistenti sociali forniscono la maggior parte dei servizi di igiene mentale negli USA e molto del loro lavoro si svolge all’interno delle famiglie, rivestendo un ruolo di primaria importanza nell’identificazione di questa disfunzione comportamentale. La diagnosi precoce può fornire un’opportunità d’intervento, può aiutare a limitare i danni già occorsi, a identificare i gruppi di soggetti a rischio e a prevenire futuri abusi. Capire il significato del Link tra le varie forme di violenza nei confronti degli Animali e quelle poste in essere nei confronti degli esseri Umani apre la possibilità agli operatori nel sociale di poter aiutare sia le persone che gli Animali.”

    – Dr. Christina Risley-Curtiss, MSSW (Professore Associato, Arizona State University School of Social Work Fellow, Oxford Centre for Animal Ethics, Fondatore/Direttore di Children and Animals Togheter Assessment and Intervention, Co-Direttore Child Welfare Training Project Affiliate, Women and Gender Studies Program).

  15. Una questione rilevante che è divenuta un punto focale da parte dei ricercatori durante questi anni è quella degli attacchi mortali commessi dai Cani nei confronti degli esseri Umani. Benché questo sia un problema scottante, le conoscenze dimostrano che i Cani non nascono aggressivi, al di là della loro specie. Gli studi hanno dimostrato che l’aggressività è causata da una cattiva socializzazione o da un proprietario inadeguato o che, peggio, stimola questo comportamento aggressivo. Quando gli investigatori incontrano un Cane aggressivo in una casa, è importante che vengano indagate le dinamiche che hanno portato il Cane ad avere questi atteggiamenti: gli studi stanno identificando con sempre maggior frequenza il collegamento fra le aggressioni mortali compiute da parte di Cani con i maltrattamenti subiti dagli Animali. “Gli episodi di morsicature domestiche di Cane sono state associate ad altri problemi sociali, comprendendo i maltrattamenti sugli Animali e altre forme di violenze domestiche”.
    De Viney et al. (1983) rilevarono come l’incidenza di morsicature e ferite provocate dagli Animali di casa, con una storia documentata di maltrattamenti di minori e violenze su Animali, fosse percentualmente più elevata, fino a sei volte, rispetto ad analoghi episodi rilevati in famiglie dove non erano state rilevate violenze di alcun tipo.
    Jonker & Jonker-Bakker (1991) riferiscono che 48 bambini su 62 (77%), intervistati in quanto vittime di abusi sessuali, erano stati aggrediti dal Cane di proprietà della persona che esercitava violenza nei loro confronti e anche gli studiosi Vaisman e Tzachor (2001) approfondirono questo dato con tre ulteriori studi con analoghi risultati” (Lockwood, 2014).
    In uno studio compiuto dal 2000 al 2009 (Patronek, et al., 2013), vennero presi in esame gli esiti di 256 aggressioni mortali causate da Cani, esaminando anche le risultanze dei possibili condizionamenti ambientali ricevuti dagli Animali, con un particolare focus sugli allevatori di Cani che fossero risultati coinvolti in questo genere di episodi.
    I ricercatori identificarono un grande concorso di diversi fattori: la presenza di persone disabili (87,1%), la vittima non aveva legami familiari con il Cane (85,2%), “il proprietario” del Cane non aveva provveduto alla sterilizzazione (84,4%), una compromessa capacità della vittima con particolare riferimento all’età e alle condizioni fisiche nella gestione della loro interazione con il Cane (77,4%), il proprietario aveva un rapporto sbilanciato verso il Cane trattandolo più come un suo simile piuttosto che come Animale “di famiglia” (76,2%), una precedente incapacità nella gestione del Cane (37,5%), pregressi abusi o forme di trascuratezza nell’accudimento del cane da parte del proprietario (21,1%). Quattro o più di questi fattori erano presenti nell’80,5% dei casi e in alcun caso la specie costituiva un minimo comun denominatore fra questi elementi. Gli autori conclusero che la maggior parte degli eventi fatali collegati a morsicature messe in atto dai Cani erano caratterizzate da fattori coincidenti, prevedibili e con una chiara linea di condotta dei proprietari, mentre la specie dei Cani non costituiva un fattore determinante. Lo studio appurò inoltre che “mentre è molto raro che un Cane di famiglia infligga gravi ferite alle persone nel momento in cui si verificano interazioni positive, la probabilità di aggressioni con esiti gravi aumenta quando i Cani sono sottoposti a maltrattamenti o a situazioni di forte stress o minaccia. “L’abuso di un Cane, la sua trascuratezza o una violenza cronica subita all’interno della casa potrebbero essere le cause dei comportamenti aggressivi dell’Animale: per questo è importante che tutte le forze di polizia abbiano ben presente questo fattore e la relativa applicazione della legge, a tutela anche di bambini ed adulti.

    La coesistenza di fattori potenzialmente prevenibili negli allevamenti in molti casi di incidenti collegabili ai morsi di Cane disponibile sul sito: http://www.nationalcanineresearchcouncil.com/blog/potentially-preventable-husbandry-factors-co-occur-in-most-dog-bite-related-fatalities/

    Ulteriori informazioni sul programma di terapia di supporto con Animali per bambini (Therapy Animals Supporting Kids – TASK) sono disponibili sul sito: https://www.ndaa.org/pdf/TASK%20Manual.pdf

    “La professione veterinaria ha come obiettivo la tutela degli Animali, la prevenzione e la cura della sofferenza Animale. Tuttavia, le prove scientifiche e l’esperienze pratiche dimostrano che la salute delle persone, degli Animali e dell’ambiente sono fra di loro inevitabilmente interconnesse (a.k.a. “One Health” e “One Welfare”). In quanto tale, la pratica della medicina veterinaria è influenzata non solo da considerazioni relative alle necessità del paziente, ma anche dal benessere del proprietario e dalla sicurezza pubblica. È responsabilità etica del medico veterinario riferire reati di maltrattamento e trascuratezza di Animali alle autorità competenti, indipendentemente dal fatto che la relazione sia o non sia richiesta per legge, perché la scoperta tempestiva di abusi è indispensabile per proteggere la salute e il benessere di Animali e persone.”

    – Emily Patterson-Kane, PhD (Animal Welfare Scientist, American Veterinary Medical Association)

  16. Una volta un Cane disse: “Stasera il mio padrone sfogherà la sua rabbia su di me, poi sul resto della famiglia.”

    Le informazioni sopra riportate (ultimi commenti da me scritti) sono in parte ispirate o tratte da: Ente Nazionale Protezione Animali – Sezione Provinciale di Milano Via Gassendi 1120155 Milano (MI). http://www.enpamilano.org

    Uno di questi documenti si chiama “IL MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI, COMPORTAMENTO PRECURSORE DELLE VIOLENZE DOMESTICHE” visionabile qui: http://docplayer.it/6874631-Il-maltrattamento-degli-animali-comportamento-precursore-delle-violenze-domestiche.html

    “Lo scopo che ci ha spinto a creare occasioni per la diffusione del Link e di questa pubblicazione è la speranza che possa costituire uno strumento utile, quasi indispensabile, per comprendere situazioni magari poco indagate, ma anche per contribuire a creare una rete di informazioni e di rapporti che non permetta più, in un futuro che spero sia davvero prossimo, di entrare in situazioni di sofferenza e uscirne senza averle correttamente valutate, senza aver capito che in quella casa c’era qualcuno che, anche solo con un mancato sorriso, uno sguardo o un movimento della coda, stesse chiedendo aiuto.”

    – Ermanno Giudici, Presidente e Capo Nucleo Guardie Zoofile di ENPA Milano.

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