Decrescita e sviluppo umano sostenibile: alla ricerca di una strada verso l’integrazione

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Riporto qui di seguito l’abstract del Paper che presenterò con Patrizio Ponti il 20 settembre a Venezia, nell’ambito della 3° conferenza internazionale sulla Decrescita, workshop “Commons: Environment, Ecology and Sustainability”. Chi desiderasse maggiori informazioni in proposito o fosse interessato all’argomento non esiti a contattarmi. Ci vediamo alla conferenza!

Gran parte dell’attuale riflessione sulla decrescita presenta come caratteristica strutturale l’assenza di una definizione di quale teoria della giustizia debba – o almeno possa – orientare l’azione pubblica nella auspicata “società della decrescita”. Tale caratteristica è determinata, a seconda degli orientamenti, da una scelta consapevole oppure da un’omissione involontaria da parte dei diversi teorici. Nel primo caso, la scelta è spesso giustificata e rivendicata come ottima soluzione per evitare gli esiti illiberali e “paternalistici” che Latouche, per esempio, considera inevitabili e connaturati a qualsiasi elaborazione teorica e prospettiva politica di carattere universalistico. Nel secondo caso, l’elaborazione teorica concentrata sui limiti ecologici all’azione umana (a partire dalla stessa riflessione di Georgescu-Roegen) mostra il limite di una mancata esplicitazione dei criteri di giustizia e di valutazione del benessere adottati in maniera implicita (ad esempio, i vantaggi della “sobrietà” per l’essere umano).
In questo paper cerchiamo, prima di tutto, di spiegare brevemente perché consideriamo necessaria la definizione di una teoria della giustizia: la riflessione sulla decrescita è molto avanti nel criticare l’esistente, ma non altrettanto nel delineare percorsi concreti verso il futuro. Quindi ricerchiamo una risposta possibile, tracciando un sentiero d’integrazione tra una specifica teoria della giustizia (l’approccio delle capacità di Martha Nussbaum) e la teoria bioeconomica di Nicolas Georgescu-Roegen nella sua formulazione più recente. Vengono delineate le due teorie, considerate altamente compatibili e, anzi, complementari, rilevandone i capisaldi e mostrando i punti di contatto.
L’approccio delle capacità, oltre a costituire la base teorica fondamentale del concetto di Sviluppo Umano, può rappresentare la cornice concettuale entro cui esplicitare il fine ultimo della via della decrescita: quel benessere delle persone che appare altrimenti troppo vago e indefinito per giustificare e promuovere dei cambiamenti culturali e politici mirati. D’altra parte, la teoria di Nussbaum, con l’assunzione di un’idea astratta e “spessa” di bene e la definizione di una lista delle “capacità fondamentali”, necessita dell’esplicitazione dei limiti bio-ecologici entro cui gli esseri umani possono/riescono a perseguire l’obiettivo di una vita degna e “propriamente umana”.
Cerchiamo di mostrare, pertanto, come l’integrazione delle due teorie consenta di definire obiettivi e vincoli, di impostare un’analisi concreta degli effetti sistemici che le azioni umane hanno sull’ambiente e di valutarli in termini di benessere per gli esseri umani stessi.
Su questa base, abbiamo elaborato una proposta di strumenti teorico-pratici per l’analisi delle politiche, dei programmi e dei progetti pubblici, il cui utilizzo da parte dei decisori, a livello sia locale che globale, potrebbe facilitare il perseguimento di un maggiore benessere senza con ciò valicare i limiti biofisici del pianeta. Tali strumenti si configurano come delle griglie di lettura abbastanza flessibili, e rappresentano una prima proposta aperta al confronto, alla discussione e all’adattamento a diverse condizioni.
Concludiamo con la presentazione di uno studio esplorativo in cui abbiamo provato ad applicare il metodo di analisi ad alcuni casi reali, per renderne più comprensibile il possibile utilizzo. Presentiamo, infine, i termini di una delle questioni critiche che riteniamo necessario approfondire: una volta effettuata l’analisi, occorre stabilire dei criteri di identificazione dei legittimi decisori delle politiche, di definizione del livello decisionale appropriato e delle modalità di partecipazione alla scelta collettiva (rappresentanza, negoziazione, deliberazione).

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Federico Tabellini
Autore de 'Il Secolo Decisivo: storia futura di un'utopia possibile'. Nato a Brescia nel 1988. Da anni si interessa di tematiche ambientali, economiche e sociali. In passato ha pubblicato due paper su temi inerenti alla decrescita: "Degrowth and Sustainable Human Development: in search of a path toward integration" (Paper presentato alla Conferenza Internazionale sulla Decrescita, Venezia 2012) e "Sviluppo umano e sostenibilità ambientale: in cerca di una strada verso l’integrazione" (Vincitore della prima edizione del "Giorgio Rota Best Paper Award", Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”, 2013). È laureato in Scienze Politiche, in Sociologia e in Linguistica Applicata. Attualmente vive a Barcellona.

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