Dialogo tra un decrescente consapevole e un comune mortale. Episodio 1: le scale

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Un bel giorno un decrescente consapevole va a trovare un amico comune mortale che vive in un grande condominio di tanti piani. Salendo le scale arriva alla porta dell’appartamento.

«Ciao!» saluta il decrescente per nulla affaticato nonostante i quattro piani appena fatti.
«Ehi! Ma non hai visto ?? C’è l’ascensore» dice il comune mortale senza neanche salutare e indicando stupito l’ascensore.
«Ah, sì sì. Ho visto» sorride il decrescente, volendo forse tagliare corto a riguardo.
«Ma hai fatto le scale?? Potevi prendere l’ascensore. C’è l’ascensore, guarda»
L’amico comune mortale insiste, sempre più sbigottito, mostrando con tutto sé stesso la presenza dell’ascensore alla sua sinistra, non riuscendo assolutamente a capire come mai il decrescente non l’abbia utilizzato.
«Ma l’ho visto, l’ho visto … è che … »
Il decrescente non sa proprio come giustificare la sua scelta spontanea.
«E allora perché non l’hai preso?!?»
Persiste ancora il comune mortale davanti alla porta di casa. C’è qualcosa che lo blocca nel suo ragionare, qualcosa di non comprensibile, né minimamente pensabile o immaginabile.
«Avevo voglia di fare le scale … Mi piacciono le scale. Mi rilassano …»
La risposta però non convince ancora il caparbio comune mortale che, dopo un attimo di silenziosa perplessità, ribatte nuovamente quel punto che trova così imperscrutabile.
«Ma perché devi fare le scale se c’è l’ascensore scusa?! Duri fatica per nulla!» e quasi alza la voce, come se ci fosse un motivo per farlo.
Il decrescente non sa più come spiegare la sua scelta consapevole. Pensa forse di arrendersi, spalle al muro, e di cedere all’inganno.
«È che … mmh … mi danno fastidio gli spazi chiusi e stretti. Per questo ho fatto le scale. Soffro di claustrofobia sai … »
«Aaah, ecco. Capisco. Anche un mio amico non riesce ad entrare in ascensore per lo stesso motivo, infatti lui ha comprato un appartamento al pian terreno»
E dicendo così, il comune mortale accoglie finalmente l’amico decrescente nel suo appartamento, senza più quel blocco di incomprensione che lo stava mettendo in crisi.

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Luca Madiai
Mi interesso da qualche anno delle tematiche della decrescita e della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sono arrivato alla decrescita dopo il mio percorso di studi di ingegneria nel settore della produzione di energia. Durante gli anni universitari sono stato membro attivo dell’associazione studentesca europea AEGEE ed ex presidente della sede locale di Firenze (AEGEE-Firenze). Ho lavorato a un progetto sull’energia geotermica a Budapest, dove sono vissuto per alcuni mesi nel 2009 e nel 2010 e ho scritto la tesi di laurea specialistica. Ho studiato anche la lingua ungherese. Nell’autunno del 2010 ho scritto il saggio Decrescita Felice e Rivoluzione Umana e aperto l’omonimo blog dove cerco di diffondere le mie idee attorno alla decrescita felice e alla filosofia buddista. Nel 2012 ho contribuito alla rinascita del Circolo Territoriale del Movimento della Decrescita Felice di Firenze (MDF-Firenze), di cui sono parte attiva. Ho lavorato nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Mi diletto nello scrivere poesie “decrescenti” e nello spostarmi quasi sempre in bicicletta. Credo nella sobrietà, nella semplicità e nelle relazioni umane disinteressate come mezzo per migliorare la qualità della vita e cerco ogni giorno di attuarle. Ho scritto due libri sulla decrescita liberamente scaricabili da questo sito: "Decrescita Felice e Rivoluzione Umana" e "Ritorno all'Origine"

7 Commenti

  1. Bell’articolo Luca, mi aspettavo però che alla fine, il “consapevole” cominciasse ad elencare al “comune ,mortale” una serie di VERE motivazioni; ci saranno per caso altri episodi?
    P.S. ti dò altri due spunti x ulteriori articoli: uno riguardo gli pseudo-sportivi che si ritengono tali solo perchè -come tante pecore- si piazzano davanti la televisione x una partita di calcio, e un’altro per chi si rincretinisce con l’automobilismo.
    Ciao!

  2. IDEM come Giuseppe anche io mi aspettavo spiegazioni e vere motivazioni. Ma alla fine forse ho capito,,evitando il “consapevole” si è risparmiato una serie di infinite spiegazioni che forse non avrebbero nemmeno attecchito dal’altra parte. Il comune mortale ha bisogno di esempi pratici ! 😉

  3. Io, come decrescente avrei risposto così: ” Mi tengo allenato, perchè ben presto non ci sarà più energia perchè tutti possano utilizzare l’ascensore e in quel momento io non noterò il disagio”. Autarchia, autarchia.

  4. divertente la realtà…il decrescente voleva privare di status il povero mortale orgoglioso del suo confort….e alla fine ha dovuto cedere lasciandoglielo…hihihihi…..l’ottusità che bella malattia!!!

  5. analogamente, vengo considerato + conforme e “normale” quando, paradossalmente costretto, giustifico la mia attitudine vegan appellandomi a generiche (quelle si, discutibili) questioni di gusto: un infantile “non mi piace” e’ meglio accettato e compreso di qualsiasi, pur controverso, ragionamento critico.

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