Formigoni farebbe meglio a dimettersi

1
896

L’attuale presidente della Commissione Agricoltura del Senato, ovvero l’Onorevole Roberto Formigoni (attualmente indagato per corruzione e associazione a delinquere) il 25 maggio scorso ha postato sulla propria pagina di Twitter il seguente messaggio: “Mai così freddo da due secoli dicono le statistiche. E dove sono gli ambientalisti che ci hanno rotto i marroni col riscaldamento globale?”. Quest’affermazione ben riassume tutta l’incompetenza, la dabbenaggine e l’opportunismo dei nostri politici e in questo caso anche di quelli per cui i soldi (i nostri!) e il tempo necessari a formare una solida cultura di base non sono certo mancati (Formigoni iniziò la propria attività politica già nel lontano 1975 ed è stato per ben quattro volte alla guida della ricca Lombardia). Si, perché liquidare con questa leggerezza (e anche un bel po’ di volgarità, ma non è certo nuova a questo fariseo dalla doppia morale) un fenomeno che come egli stesso scrive è “globale” (e quindi non circoscritto alla sola Lombardia) e inoltre per sua natura legato ad una certa variabilità delle osservazioni (eppure Formigoni ha dichiarato di aver studiato alla Sorbona) equivale certo a un’affermazione da bar ma con tutta la gravità del caso.

Capisco che la ricerca di facili consensi abbia spinto i politici di casa nostra a speculare ipocritamente su qualsiasi fatto e misfatto che gli capiti a tiro (gli ultimi vent’anni dei loro commenti ai fatti di cronaca ne sono un bell’esempio), ma questo diventa un po’ più grave quando questa dichiarazione viene espressa da chi, in veste del proprio ruolo istituzionale, dovrebbe avere quel minimo di conoscenze scientifiche di base necessarie a capire il settore per cui è stato nominato a capo di una commissione parlamentare (il riscaldamento globale va a incidere anche e soprattutto sull’agricoltura). Questo dimostra bene a quali infimo grado sia arrivato il livello medio della nostra classe politica e di tutto quello che ci bazzica attorno, perché incompetenza e disonestà sono un mix davvero deleterio per un paese ormai allo sbaraglio.

E’ bene ricordare al lettore sempre più disorientato dall’informazione spazzatura che si trova in giro (d’ora in poi occorre leggere con la massima attenzione le dichiarazioni dell’Onorevole Formigoni), i cambiamenti epocali verso cui stiamo andando incontro (e in parte già iniziati). Secondo l’autorevole Consiglio Nazionale della Ricerca degli Stati Uniti (NRC), dall’inizio del XX secolo ad ora, la temperatura media del nostro pianeta è aumentata di 0,8°C, con la maggior parte dell’incremento (pari a 0,6°C) che è avvenuto dal 1980 ad 2010. A partire dal 1980 abbiamo assistito a un forte aumento della temperatura media del nostro pianeta e secondo la NASA la temperatura media del nostro pianeta non è più scesa al di sotto della temperatura media registrata nei quasi trent’anni che vanno dal 1951 al 1980. Ma sulla questione non hanno dubbi nemmeno gli scienziati dell’International Panel of Climate Change (IPCC), l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di studiare i cambiamenti climatici del nostro pianeta. Insomma, a livello scientifico, il riscaldamento del pianeta Terra è purtroppo un dato di fatto.

Praticamente d’accordo la comunità scientifica anche sulle principali cause di questo processo (il 90% degli scienziati dell’IPCC), che sono da addebitarsi alle attività dell’uomo che aumentano la concentrazione di gas serra nell’atmosfera (ovvero alla deforestazione e l’inquinamento degli oceani perché viene meno il naturale assorbimento dell’anidride carbonica – il principale gas serra –  e all’utilizzo di combustibili di origine fossile – petrolio, carbone e gas – perché rilasciano nell’atmosfera l’anidride carbonica che ha impiegato milioni di anni per finire nel sottosuolo). E’ da notare poi se l’aumento della temperatura fosse dovuto a una maggiore attività solare, tutti gli strati dell’atmosfera registrerebbero un aumento della temperatura, mentre secondo la NASA è solamente la parte più bassa dell’atmosfera (cioè dove ci sono i gas serra) a registrare un aumento della temperatura media.

Anche se l’Onorevole Formigoni sembra essere convinto che l’anomala primavera sia la conferma che gli ambientalisti sono solo degli allarmisti (ma è proprio da questa primavera anomala che dovremmo capire che il clima sta cambiando e quindi che nessuno sa con precisione cosa succederà a livello locale), la Nasa registra che nell’ultimo secolo il livello dei mari è aumentato di 17 centimetri (la gran parte dell’aumento si è verificato negli ultimi dieci anni), che negli ultimi dodici anni si sono registrati i dieci anni più caldi a partire dal 1880 (nonostante il declino dell’attività solare a partire dal 2000, con il punto di minimo che è stato raggiunto tra il 2007 ed il 2009), i ghiacci della Groenlandia si sono ridotti da 150 a 250 km2 all’anno dal 2002 al 2006 (gli ultimi dati precisi che abbiamo a disposizione), l’Antartide ha perso 152 km2 di ghiaccio tra il 2002 ed il 2005, i ghiacciai si stanno ritirando in quasi tutte le catene montuose (Alpi, Ande, Himalaya, Alaska, eccetera) e al Polo Nord è ora possibile navigare tramite il mitico passaggio a Nord-Ovest (infatti se ne è già andato il 40% dei ghiacciai dell’Artico).

Dichiarazioni come quella di Formigoni non fanno altro che aumentare la disinformazione in merito a un argomento per cui la comunità scientifica è stata fin troppo chiara. E questo purtroppo va a tutto vantaggio dei “padroni del vapore”, che mantenendo lo status quo continuano a beneficiare delle proprie rendite di posizione (le aziende legate al settore energetico hanno visto aumentare sempre di più il proprio peso nell’economia mondiale). Ma anche di tutti quelli che continuano a spingere sull’acceleratore per far crescere il PIL ignorando che per ogni 10 dollari di Prodotto Interno Lordo mondiale (in un mondo globalizzato dobbiamo sempre tenere in considerazione che le produzioni più inquinanti, per poter tenere a bada le coscienze dei paesi sviluppati imbevute di tecnologia e fiducia verso la green economy, avvengono nei paesi in via di sviluppo), vengono rilasciati nell’atmosfera 4,94 chilogrammi di CO2.

CONDIVIDI
Articolo precedenteDecrescita sana
Articolo successivoLa fiaba del rientro dal deficit
Manuel Castelletti
Laureato in Economia, ho avuto diverse esperienze lavorative (tra cui Ambasciata d'Italia a Buenos Aires, Monte dei Paschi, Freeandpartners, Nestle). "Verso la fine dell'economia - apice e collasso del consumismo" è il mio nuovo libro, edito da Fuoco-Edizioni. http://economiafinita.com

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.