Il genocidio Animale colluso con la cristianità.

19
606

Come confondere facilmente un credo religioso con l’ingordigia popolare, ovvero mangiare a sbafo senza nessuna cognizione di causa.

Tra pochi giorni si celebrerà come ogni anno la ricorrenza religiosa della pasqua cristiana. Senza voler additare credenze personali, che in questo luogo non hanno motivo di essere contestate, è doveroso fare una breve considerazione su cosa rappresenta oggi la festa tradizionale in occasione di giorni particolari in cui il culto padroneggia.

Partendo dal presupposto che le sacre scritture hanno tramandato nei secoli un apprendimento forse falsato, o male interpretato, ai giorni nostri le ricorrenze religiose sono principalmente motivo di incontro e condivisione. Che questa emancipazione si traduca in consumo, e quindi sperpero, la colpa ovviamente non è della fede sotto forma di devozione ma principalmente di un’estremizzazione dell’evento in sè. La fedeltà storica indica da più parti alcuni riferimenti che dovrebbero principalmente coinvolgere le menti assoggettate al proprio credo. Le teorie interpretate a casaccio sono molteplici, le litografie innumerevoli. I quadri e gli affreschi storici che rappresentano poveri Animali sgozzati, con tanto di sangue versato a fiumi, sono di gran lunga visibili un po’ ovunque.

Un esempio caratteristico proviene dall’arcidiocesi di Bari-Bitonto:

“Perchè ricevessimo l’adozione a figli. «Lo spogliarono della sua tunica» (Gen 37,27).”

Ma come nasce questa tradizione arcaica che prende il nome di “l’Agnello che toglie i peccati dal mondo”?

Non è difficile vedere in questi giorni manifestazioni popolari in cui poveri cuccioli d’Agnello vengono rappresentati come omaggio di sacrificio a persone autorevoli in segno di stima ed affetto. Il regalo acquisito viene dunque recepito come ringraziamento e dono per attività personali svolte in privato o pubblico impiego. L’Agnello viene visto come oggetto di culto venduto o omaggiato in segno di pace e prosperità. La tradizione tramandata di secoli in secoli ancora oggi continua imperterrita nonostante le continue proteste animaliste, le quali cercano con estrema difficoltà di allontanare sempre più persone da questa mattanza inutile ed immotivata. Le ricorrenze si sa sono intoccabili, e molti non vogliono farsi coinvolgere in diatribe o dibattiti scomodi che potrebbero creare attriti familiari o di libera convivenza. E’ un classico assistere alle celebri tavolate domenicali in cui qualcuno, forse più motivato, cerca educatamente di rifiutarsi alla pietanza classica: “No grazie, io non mangio carne.”

Non se ne esce così facilmente, non se le continue manifestazioni fuorvianti continuano a diffondersi senza neanche un minimo di riflessione. Probabilmente se si analizzassero bene i dati delle vittime Animali qualcuno potrebbe avanzare uno stop decisivo alla crudeltà mistificata: quest’anno circa un milione di macellazioni solo di Agnelli. Meno rispetto ai quasi 4 milioni del 2016, ma comunque sempre tanti. Stiamo parlando di esseri viventi con poche settimane di vita, cuccioli per lo più strappati al tepore materno.

Quale sacrificio può ritenersi giusto rispetto alla dignità di una vita? Assolutamente nessuno.

Ma non è difficile immaginare altre vedute, soprattutto tra gli affezionati al carnismo, ovvero quella pratica così definita: un sistema di credenze, o ideologia, legata al consumo di prodotti Animali in special modo la carne e i suoi derivati. Non ne sono esclusi gli esseri viventi acquatici e volatili ovvero tutti i Pesci, gli Uccelli e gli Insetti. Anche se quest’ultimi non sono stati ben assimilati dalla cultura occidentale presto lo diventeranno, insieme ad altre specialità culinarie come quelle legate al consumo di Rettili, altri Mammiferi quali Zebre, o Larve, o altro non ancora ben definito. Il mercato si espande verso nuovi orizzonti, quindi le tradizioni contano ben poco quando la ricerca infinita del profitto prende il sopravvento. Basti pensare ad altre culture con ben altre ricorrenze di culto rispetto alla cristianità.

 

 

 

Viene facilmente da pensare che eliminando le consuetudini di massa dal calendario la rivoluzione potrebbe decollare. Magari fosse così semplice. Certamente i costumi e gli usi ricorrenti sono responsabili di cattive pratiche non propriamente benefiche per la collettività. Questo perchè massacrare un milione di Agnelli non è proprio un gesto moralmente e costruttivamente giusto.

Eppure c’è chi afferma con strafottenza che ognuno è libero di mangiare e fare ciò che vuole, la democrazia ha insegnato questo. Ma la democrazia è direttamente partorita dal capitalismo moderno, ed esso non è propriamente la tipica libertà di espressione e parola. Le rigide regole dell’economia moderna, falsamente interiorizzata, non permettono realmente e volontariamente una libera evoluzione della morale. Si sa, il corporativismo non è esattamente un semplice scambio di beni e servizi.

 

Per cui invito “i puristi” della Decrescita qui presenti ad intervenire con solide basi per ottenere, almeno in teoria, nuove pratiche rivoluzionarie che possano proporre un alternativa al genocidio in atto (non vederlo è da sprovveduti).

Come dice giustamente Guido Ceronetti (poeta, filosofo, scrittore, giornalista e drammaturgo italiano): “Tutte le torture, i patimenti, i terrori inflitti agli Animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso…se ne abbia uno!”

 

Foto in evidenza di Gerhard Haderer

19 Commenti

  1. Oggi scusa é buona per dar contro al Cristianesimo…

    Tante storie per un giorno all’anno in cui la tradizione (nemmeno il magistero, ma solo la traduzione popolare) induce a servire in tavola agnello….
    E tutti gli altri giorni dell’anno???

    Perché non scrivi un bel articolo piuttosto in cui ringrazi e lodi la religione cattolica per la astinenza dalle carni richiesta durante i venerdì di Quaresima?!
    Sempre molto facile sparare contro la Croce Rossa….

  2. Oppure potresti scrivere un articolo di apprezzamento alla tradizione Cristiana, facendo notare il fatto che il cibarsi dell’agnello in occasione della Pasqua, in modo quasi rituale, in una occasione rara, in una situazione importante, semel in anno…. dovrebbe aiutare i “carnivori” a considerare il fatto di cibarsi di carne come una eccezione, una particolarità.

    Quindi a non considerare la carne come un cibo comune, quotidiano, di cui sia lecito abusare.

    Nel tuo articolo potresti sostenere la tesi che la tradizione Cristiana (pur non raggiungendo la perfezione del veganesimo) si pone in una prospettiva che aiuta il popolo ad avvicinarvisi.

    Molto più facile e di moda invece trovare ogni pretesto per dare contro al Cristianesimo…
    fa odience….
    aumenta i like…

    • Non entro nel merito della polemica, come redattore/admin del sito faccio solo notare che DFSN, se non può essere definita una realtà ‘cristiana’, di certo non è neppure ‘anti-cristiana’. Si possono trovare svariati articoli sul sito ad esempio dove diversi di noi hanno applaudito alle prese di posizione di Papa Francesco sull’ambiente (ad esempio nella Laudato Si). Insomma, non siamo certo clericali ma da qui a dire che ‘cerchiamo ogni pretesto per dare contro al Cristianesimo’ direi che ne passa.

      Le confido inoltre una cosa. Con Roberto DFSN ha acquisito una risorsa capace di trattare del tema del veganesimo e dello specismo a un livello secondo me di gran lunga superiore alla stragrandemaggioranza del Web, cosa che gli è costata anche la disapprovazione di diversi vegani che non hanno apprezzato che abbia rivolto la capacità critica anche verso quella che dovrebbe essere considerata la sua ‘fazione’. La collaborazione di Roberto, a maggior ragione perché avviene per una realtà che non ha il veganesimo tra i suoi capisaldi costitutivi, la ritengo un nostro piccolo vanto. Le assicuro però che, se il mio metro di giudizio per la pubblicazione dei pezzi fosse la riscossione di like, bandirei all’istante lui e chiunque altro osasse accennare a questioni alimentari. Troppo infatti il pubblico che – in un senso o nell’altro – ti lancia anatemi anche solo per un titolo o una fotografia di copertina, magari senza aver letto mezza riga di articolo.

      Le dico tutto questo perché lei invece il pezzo lo ha letto ma quando dice “Nel tuo articolo potresti sostenere la tesi che la tradizione Cristiana (pur non raggiungendo la perfezione del veganesimo) si pone in una prospettiva che aiuta il popolo ad avvicinarvisi” io semplicemente le replico: può farlo lei. Può iscriversi al sito, scrivere un pezzo da sottoporre alla redazione ed esporre in modo articolato questo suo punto di vista.

  3. Caro Paolo, con tutto il rispetto, se avessi voluto creare un articolo per ottenere consensi…certamente non avrei affrontato il tema religioso, considerato che buona parte degli italiani sono cattolici.

    Detto questo la mia posizione è a favore della liberazione Animale (se avrai la pazienza di leggere gli altri articoli potrai farti un idea) quindi mi pare ovvio che, essendo vegano, ripudi ogni pratica di sfruttamento sugli Animali. Le tue considerazioni sono pertanto improponibili da un punto di vista antispecista. Mi dispiace dunque contraddirti e non poter accogliere le tue richieste.
    Come giustamente ha detto Igor, che ringrazio per la precisa puntualizzazione, potresti scriverlo tu un approfondimento sulla cristianità.

    Cari saluti.

  4. Ho sentito una persona molto religiosa dire che mangiare gli animali non è un peccato, tanto non sono battezzati. Eppure nei comandamenti si dice non uccidere, senza specificazioni. I carnisti, specialmente quelli “religiosi”, si offendono quando qualcuno fa notare loro che mangiare carne è immorale, e quando si offendono si attaccano a dettagli e trovano mille giustificazioni. La loro coscienza gli dice che sbagliano e per farla tacere attaccano chi gli mostra la verità. Continua così.

    • Effettivamente non mi risulta che il mangiar carne sia ritenuto peccato dalla Chiesa Cattolica.
      Ovviamente la giustificazione che ti ha riportato il tuo amico non è plausibile 🙂
      altrimenti significherebbe che è consentito fare scorpacciate di musulmani o animisti, che battezzati non sono 🙂

      Il fatto che qualcuno si offenda, quando gli fai notare che ritieni che il mangiar carne sia immorale, lo leggerei come segno di sensibilità all’argomento.

      Io non sono vegano, ma mi interrogo sulla questione e, almeno in parte, condivido le vostre posizioni. Vedo il veganesimo come una evoluzione della sensibilità umana, alla quale però io non sono (ancora?) arrivato.
      Per questo motivo mi fa arrabbiare quando dal vostro movimento partono accuse contro chi professa la fede cattolica, nella quale mi riconosco.
      Queste accuse non mi aiutano certo ad avvicinarmi alle vostre idee, anzi, sentendomi offeso, è più facile che me ne allontani….

      Attaccare la Chiesa per gli agnelli mangiati a Pasqua è come se attaccaste la FIFA perchè tanti calciatori mangiano carne, o l’AVIS o la CGIL/CISL e UIL perchè tra i loro iscritti tanti lo fanno…… Non c’azzecca nulla….

      • Caro Paolo, i paragoni che lei fa sono, per l’ennesima volta, sono assolutamente fuori luogo. Mi aspetterei una riflessione maggiore e più acuta, come per esempio spiegare dettagliatamente (essendo lei credente) perchè quest’anno circa 1 milione di esseri viventi con poche settimane di vita verranno sgozzati, fatti a pezzi e venduti in un supermercato per essere cucinati il giorno di pasqua e pasquetta. Qual’è il vero significato di questa mattanza? Io, e non solo, vorrei capirne il nesso con tutta la storia cristiana dall’anno zero al 2018.

        Grazie.

        • Forse i miei paragoni sono un po’ sbrigativi e poco acuti, ma non li ritengo per nulla errati.
          Come già detto, penso che il mangiare agnello nel periodo pasquale non sia basato su motivi religiosi/liturgici/teologici/catechetici/….., ma su motivi unicamente legati alla tradizione popolare e ai cicli naturali delle stagioni.

          Quindi, se me la chiedi in quanto cristiano, non ho nessuna spiegazione da darti.
          Le spiegazioni le puoi chiedere agli uomini in quanto tali, non ai cristiani.

  5. Il mio cenno ai likes e all’audience era di chiaro intento polemico, non me ne vogliate 🙂

    La mia critica non è rivolta al blog nel suo complesso (di cui non perdo un post e che apprezzo molto).
    Ne’ la critica è al veganesimo in generale o a Roberto (le cui posizioni cerco di comprendere e parzialmente anche condivido, pur non essendo io vegano).

    La mia protesta è contro la facile strumentalizzazione con cui si attacca a cuor leggero la religione cristiana con ogni pretesto.
    Il titolo dell’articolo poi (per non parlare della immagine…) mi offende personalmente.

    La tradizione popolare, che fa mangiare agnelli nel periodo pasquale, non è stata creata (ne’ tantomeno prescritta) dalla Chiesa Cattolica.
    E’ semplicemente dovuta a ragioni naturali ed antropologiche (il periodo delle nascite nelle greggi, la disponiblità di pascolo, la scelta di procedere alla mungitura, etc, …).
    Giusto o sbagliato che sia, piaccia o non piaccia, è pretestuoso accollarne qualsivoglia responsabilità alla Chiesa.

    Piuttosto la Chiesa Cattolica “prescrive” esplicitamente l’astinenza dalla carni i venerdì di Quaresima.
    Perchè nessun vegano si accorge e apprezza questo?
    Nessuno che lo citi in modo benevolo?
    Eppure, in termini puramente contabili, è evidentemente molto più pesante (sulla bilancia del numero di animali macellati) questo fatto rispetto al resto…
    Invece si coglie l’occasione per sottolineare un fatto derivato dalla tradizione popolare, anzichè accorgersi di una esplicita indicazione “ufficiale” della Chiesa. Guardacaso…..

    Il mio vuole essere solo un richiamo alla oggettività dei fatti e una protesta contro le facili offese gratuite ed i luoghi comuni.

    Tanto dar contro alla Chiesa lo fanno tutti…, è di moda…, fa “moderno”…, nessuno mai che alzi il dito per chiedere un po’ di rispetto…
    Quindi avanti tutta !!
    Facile. Come sparare contro la Croce Rossa appunto.

    Credo che il movimento per la Decrescita debba accogliere al suo interno una pluralità di sensibilità e insegnare il rispetto di tutti, pur nelle diverse opinioni.

    Riguardo allo scrivere articoli, non ne sono capace.
    Mi limito a leggerli 🙂
    Saluti a tutti
    e …
    auguri di Buona P…rimavera

    • Il fatto stesso che lei si offenda caro Paolo nel guardare l’immagine che ho postato mi fa riflettere particolarmente, visto e considerato che l’ho prelevata pari pari dal sito web dell’Arcidiocesi di Bari e Bitonto a questo indirizzo:
      https://www.arcidiocesibaribitonto.it/pubblicazioni/articoli-on-line/perche-ricevessimo-ladozione-a-figli-lo-spogliarono-della-sua-tunica-gen-37-27

      Può controllare lei stesso e rispondermi gentilmente anche per il testo scritto dal sacerdote Mario Castellano ovvero direttore ufficio pastorale e ufficio liturgico.
      Mi pare ovvio quindi che “anche” lei in qualità di cristiano sia inorridito nel vedere un Animale sgozzato, all’interno di un articolo d’approfondimento divulgato da un ente del clero. O mi sbaglio? Gradirei un chiarimento a tal proposito.

      Aggiungo poi che la mia non è una critica alla chiesa cattolica, come ho ben specificato nel testo, bensì una mesta condanna verso il genocidio Animale che non ha nessuna ragione di esistere…e per fortuna anche altri consumatori (credenti e non) la pensano così, visti i dati delle vittime Animali passati da oltre 4 milioni nel 2016 a poco meno di un milione quest’anno.

      • L’immagine che riporti dal sito della diocesi di Bari è azzeccata.
        Mi pare scelta in modo corretto e perfettamente a tema.
        Ma spero che tu non legga in questa immagine un invito alla uccisione di agnelli?!?!

        Mi sono letto tutto il link che hai postato e non ci ho trovato nulla che inviti alla uccisione di agnelli.
        Il riferimento più inerente al tema è la frase biblica: “È la veste candida che viene lavata nel sangue dell’Agnello”.
        Ma, se si ragiona sul senso della frase, non si può certo pensare che la Chiesa inviti oggi ad immolare agnelli per lavarci i vestiti… forse proprio il contrario.
        Ma non è il caso di scendere in dettagli teologici, su cui io non sono in grado di disquisire (e forse altri qui, mediamente, ancor meno di me).

        Comunque, come avrai capito, non era questa l’immagine per cui mi sono dichiarato offeso.

        P.S.: senza essere io un veterinario, mi pare che l’immagine ritragga un becco adulto e non un agnellino. Ma poco importa. Manco questo è il punto.

  6. Se poi lei si riferisce all’immagine in evidenza (quella dei tre sacerdoti in atteggiamento ambiguo) le faccio notare che l’autore è Gerhard Haderer famoso per la satira sottile ispirata a fatti di cronaca e/o social-culturali. E’ indubbio come lo scandalo pedofilia a sfondo sessuale che ha travolto varie istituzioni religiose nel mondo, ivi compresa la chiesa cattolica, sia evidente ovunque. Quindi perchè offendersi per una vignetta che riporta la realtà nella sua tragica trasposizione? Un grande dilemma, vero?

    • L’immagine a cui mi riferivo è proprio quella associata al titolo.
      Ritengo proprio offensiva la scelta della immagine associata a questo articolo (e l’utilizzo dell’aggettivo “colluso” per le accezioni che si tira dietro).

      Proprio per questo dicevo che non si perde occasione per dare contro la Chiesa (non intendo in DFSN in modo particolare, ma in generale su gran parte dei media).
      Si da contro alla Chiesa a sproposito e con ogni pretesto plausibile o non plausibile, tanto si può essere quasi certi che nessuno protesterà….

      Cosa c’entra una insinuazione alla omosessualità di alcuni sacerdoti con un articolo che parla degli agnelli mangiati a Pasqua?
      A me sembra che non centri perfettamente NULLA!!
      Qualcuno mi spieghi il nesso logico, se c’è.

      E’ come se io, dopo aver scritto un bell’articolo dedicato all’arredamento nelle case degli italiani, avessi associato una immagine di rumeni che svaligiano appartamenti.
      O se, ad un articolo sull’andamento del rendimento dei bund decennali tedeschi, avessi associato l’immagine dell’avido ebreo con il naso adunco.
      O se, ad un articolo sull’uso delle spezie nella cucina indiana, avessi associato l’immagine delle spose bambine in Paksitan.

      Ovviamente sarei stato subito tacciato (E GIUSTAMENTE!!) di voler tendenziosamente e senza argomentazioni razionali dar adito a pregiudizi razzisti, retrogradi e antisemiti.

      Stesso percorso logico (o illogico?) avete fatto nella scelta dell’immagine da associare all’articolo in oggetto. Ma tanto a dar contro alla Chiesa si può star quasi certi che nessuno protesta…..

  7. Per dover di cronaca riporto un paragrafo prelevato dal testo citato sopra da cui è tratta la litografia rappresentata nell’articolo:

    “È la veste data al Figliol prodigo, non per meriti ma perché l’amore di Dio supera ogni nostra attesa. È la tunica inconsutile del Cristo, strappatagli ai piedi della croce e giocata ai dadi. È la veste battesimale, di cui Dio ci riveste in bellezza e santità. È la veste candida che viene lavata nel sangue dell’Agnello, grazie alla forza trasformante e liberante della liturgia penitenziale. È la veste nuziale, che ci verrà data al termine della vita, nelle immagini strabilianti dell’Apocalisse. È infine e sempre la nostra dignità di figli, che i fratelli cercano talvolta di strappare e macchiare di sangue, ma che Dio sa sempre ricomporre e ricucire, in rinnovato amore” (G. M. Bregantini).”

    Vorrei capire dunque in che modo, materialmente ai giorni nostri, il sangue dell’Agnello sacrificato dovrebbe ripulirci dai nostri peccati. Ovvero visto e considerato che si parla di rispetto e sacralità della vita, e il sacerdote Mario Castellano ne fa specifica menzione, perchè non considerare dunque l’Animale in questione anch’egli essere vivente senziente e quindi beneficiario della santa protezione vitale? Non è lui degno di essere tutelato, protetto e dunque salvato? L’essere Umano è dunque l’unico e solo vivente mortale che giudica a priori, o secondo scritture, chi e come deve essere ucciso o salvato?
    Se così fosse dunque è valida la tesi dell’antropocentrismo che afferma:

    “Concezione secondo cui tutto ciò che è nell’universo è stato creato per l’essere Umano e per i suoi bisogni, per cui egli si viene a trovare al centro di esso e può considerarsi misura di tutte le cose esistenti.”

    Da qui potrebbero partire varie ed innumerevoli teorie che potrebbero sostenere il perchè o come tutto il creato stia a poco a poco autodistruggendosi sotto le opere Umane.

    La decrescita, in senso ideologico, ha affrontato più volte il tema ambientalista e/o culturale che deriva direttamente da un atteggiamento prettamente distruttivo dell’essere Umano. In che modo dunque e perchè la cristianità, o altro credo, dovrebbe intervenire per far sì che questa escalation si arresti?

    Gli spunti e gli argomenti sono tanti, bisognerebbe solo affrontarli nel modo giusto.

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome