…il Bene e il Male

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Riflettendo sulla natura umana viene da chiedersi dove sta esattamente il bene e il male. La varietà dei comportamenti e delle opinioni negli individui spesso ci porta a credere alla molteplicità dell’idea di verità, di giusto e quindi di bene. Quando ho cominciato il corso di filosofia le frasi che più mi hanno colpito e che per molto tempo ho faticato a “digerire” sono: “la verità è molteplice”; “il filosofo è colui che pone le domande giuste, non colui che da le risposte”. Mi son detto: partiamo con il piede sbagliato! Se mi tocca affannarmi quattro anni sui libri non è il massimo sapere che ciò che si va a studiare non è sapere, non è verità ma solo opinione.

Il problema morale è fondamentale per un movimento che intende cambiare l’umanità. Quando parliamo alle persone di decrescita andiamo a capovolgere il  principio morale su cui è fondata tutta la società del consumo. Per l’uomo occidentale il benessere materiale viene prima di tutto. La possibilità di acquistare in continuazione beni di consumo di tutti i tipi è considerato uno dei fattori principali per il raggiungimento della felicità. Ora noi, “filodecrescenti” chiediamo a queste persone di rinunciare a tutto questo e quindi di rinunciare alla loro felicità.

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Diego Imbriani
...sento che il modo migliore per spendere la mia vita è quello di fare qualcosa di buono per i miei simili...e al momento la cosa migliore è quella di risvegliarli dal torpore intellettuale in cui sono stati ridott dalla societa consumistica capitalistica....

9 Commenti

  1. Da Illich personalmente ho imparato che il concetto di bene e male non può essere scisso dallo studio dell’antropologia culturale. Molte volte noi occidentali cerchiamo di imporre i nostri valori pensando presuntuosamente che sono quelli giusti, ma la nostra è solo “non conoscenza”

    • Io sono tutt’altro che convinto che i valori occidentali dettati dalla mentalità consumistica siano assimilabili al bene. Nella seconda parte intendevo proprio parlare delle disastrose conseguenze del nostro stile di vita per l’intera umanità. Più che rappresentare un fattore positivo la mentalità capitalistica di tipo occidentale è stata una delle peggiori calamità che l’uomo potesse subire. D’altra parte per quanto riguarda i concetti di bene e male credo che sarai d’accordo con me che causare sofferenze atroci fra le persone per un tornaconto economico personale è male e nel modo più assoluto…e lasciami dire alla Rambo: il capitalismo è il male e noi (decrescenti) siamo la cura…

  2. Caro Diego, personalmente penso che la bramosia del denaro sia nata prima del capitalismo, anche se lo stesso è un fenomeno difficilmente inquadrabile storicamente. Il capitalismo, purtroppo, ha creato la monocultura del pensiero, paradossalmente quei valori del pensiero liberale che sono fondamentali per garantire la libertà non sono formale ma anche sostanziale, sono stati calpestati dal Dio Denaro, e quindi dal “liberismo” intesa come disciplina che si occupa esclusivamente dello scambio di beni e servizi a prescindere da qualsiasi valore morale. Da questo ragionamento il concetto di bene e male con il capitalismo si riduce esclusivamente a ciò che ti permette di guadagnare(e questo sarebbe il bene, ed a ciò che ti crea delle perdite (e questo sarebbe il male). Penso che questo sia il vero problema ciò la banalizzazione del bene ed del male, rendere quindi questi due concetti totalmente scevri da qualsiasi giudizio morale, per far prevalere il concetto di tornaconto economico.

    • …sono d’accordo con te, tocca a noi fare in modo che nella società il bene torni ad essere incentrato sull’uomo perchè da esso nasce la possibilità che gli esseri umani vivano una vita felice e a loro misura

  3. Come dice Francesco , la bramosia del possesso, sia esso denaro o altro ,è nella natura umana, altrimenti il capitalismo non sarebbe mai nato. È evidente che l’umanità non è stata in grado di fermarsi quando i benefici dello stesso cominciavano ad essere contrapposti alle nefaste conseguenze che ormai sono sotto gli occhi di tutti . Ora il punto è come far capire alla gente che la corsa affannosa al benessere, assolutamente condivisibile, ha paradossalmente creato una speculare povertà nel resto del mondo , mondo ormai a noi sempre più vicino, e come far intendere altresì che abbiamo superato la soglia oltre la quale la ricchezza non crea più ” felicità” ma stress e quindi malessere. Quest’ultimo punto a mio avviso comincia ad essere chiaro a molti, chi di noi nei luoghi di lavoro non sente lamentele in questo senso e sempre più persone che parlano di altre vite, meno dispendiose e più serene? Ma è il passare alla pratica che diventa estremamente difficile in un mondo che continua imperterrito a non capire e a seguire un’unica modalità di vivere, ormai amche in Cina , in India e altrove stanno avviandosi In maniera decisa verso il capitalismo estremo. Forse l’unica possibilità è questa: parlarne, discuterne sui blog, pubblicare saggi e soprattutto cominciare a praticare la decrescita individuale. Stanno fortunatamente pubblicando molti libri di studiosi illustri in cui si spiega come la decrescita controllata e organizzata porterebbe non ad un impoverimento ma ad un benessere maggiormente diffuso, soprattutto in termini psico- fisici. Quindi ,
    pratichiamo, diffondiamo e crediamoci , qualcosa inevitabilmente dovrà cambiare.

    • …cara paola la bramosia di denaro è insita nell’essere umano in quanto desiderio di affermarsi sugli altri, di sentirsi superiori…questa voglia di emergere si realizza ad esempio nel consumo vistoso con cui mostriamo agli altri la nostra superiorità…io credo che il problema non è tanto eliminare questo individualismo egoistico quanto deviarlo verso altre forme di competizione che potrebbero dare altrettanto soddisfazione agli individui….pensiamo agli antichi greci: essi si cimentavano in gare sportive, gare di canto, gare di eloquenza e addirittura di virtù… che popolo i greci!…a parte la schiavitù…

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