Il diritto di coltivare il proprio cibo

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MDF01Mi è arrivata via mail la richiesta di firmare una petizione per  chiedere al Parlamento Europeo di archiviare la legge  “Plant Reproductive Material Law” .

Detta legge, proposta dalla Commissione Europea, renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova pastoia burocratica europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”.

In pratica si va verso la riduzione della biodiversità. Io aggiungo anche: verso la manipolazione genetica che, opportunamente guidata , consentirà di “ orientare” il mercato ossia di ricavarne benefici economici.

Saranno  consentititi solo la coltivazione, lo scambio, l’uso  di sementi “ prescelte”.

Qui sta già una grave violazione e limitazione della libertà personale. Ognuno di noi infatti ha il sacrosanto diritto di mangiare il cibo che gli aggrada, coltivato con le sue mani, nel suo campo o orticello, o raccolto tra i prodotti che spontaneamente crescono in natura.

Aggiungiamo poi la motivazione economica che sottostà alla legge. Chi ci guadagna dalla sua approvazione? Come sempre le grandi multinazionali: dalla ricerca , alla produzione, alla conservazione, alla commercializzazione degli unici semi che LORO avranno selezionato.

Questa legge inizialmente è indirizzata solo ai contadini commerciali  ma  resta il fatto che con la sua approvazione  si stabilisce un grave precedente  che condizionerà successivamente le azioni del singolo individuo.

Eppure come si è evoluta l’umanità?

Da semplici fruitori  dei prodotti cresciuti spontaneamente, gli uomini hanno imparato a conoscere  e a gestire il processo semina – coltivazione – raccolto divenendo agricoltori; a conservare parte del prodotto per poi tornare a restituirlo alla terra affinché potesse regalare l’anno dopo nuova messe.

Immaginiamo per un attimo la nostra futura società:

Spariranno le casette con l’orticello coltivato  accanto coltivato. Muterà non solo la fisionomia dei nostri paesi ma soprattutto si modificheranno usi, costumi, tradizioni sociali.

La terra diverrà sempre più “ povera” per varietà e specificità ortofrutticole ( per ora).

La nostra libertà sarà sempre più un ricordo “ museale”.

 

Libertà vo’ cercando e per essa combatto.

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Silvana Dal Cero
insegnante di matematica in pensione, amante della natura in tutti le sue manifestazioni, amo scrivere, poesie soprattutto ma anche racconti e riflessioni che inserisco in un blog: http://silvanadalcero.com Sono presente nel sito internazionale della poesia del Novecento www.italian-poetry.org come autrice di poesie. Fino ad ora ho pubblicato tresillogi: Il passo e l'Orma I giorni e L'ombra Io Donna Natura. Per acquistarli: https://www.amazon.it/donna-natura-Silvana-Dal-Cero/dp/8872110033 https://www.lafeltrinelli.it/libri/silvana-dal-cero/i-giorni-e-l-ombra/9788898613212 https://www.libreriauniversitaria.it/passo-orma-cero-silvana-edizioni/libro/9788873143635

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