Il futuro è delle donne!?!

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È indubbio che per quanto riguarda le tematiche della sostenibilità, dell’ecologia e della salute le donne siano le più sensibili e le più attive. Non c’è da stupirsi se certi ambienti e certe associazioni che si interessano di questi ambiti siano a maggioranza femminili. Sarà perché la donna ha questo istinto materno di protezione e di salvaguardia? Sarà perché la donna non ha le caratteristiche aggressive e totalitarie dell’uomo? Sarà perché le donne riescono a vedere più in là dei maschietti?
Non lo so, ma in ogni caso è certo che le donne di tutto il mondo daranno nei prossimi decenni un contributo indispensabile al cambiamento epocale verso la sostenibilità. Non voglio mettere in competizione la donna con l’uomo, né tanto meno creare dicotomie tra cui scegliere una parte piuttosto che l’altra. Credo però che sia innegabile che nell’epoche passate la storia umana è sempre stata dettata dalla volontà e dal potere dei maschi, caratterizzando gli eventi e le scelte solo dal loro punto di vista, senza mai prendere in considerazione il lato femminile della visione della vita. La società di oggi è una società maschilista, nella sua cultura così come nel suo modo di agire, nonostante l’emancipazione che le donne hanno perseguito negli ultimi decenni. La figura femminile che si tenta di far emergere in tutte le maniere oggi, però, la donna carrierista, la donna con le palle, la donna siliconata, la donna velina, la donna escort, ha poco a che fare con l’affermazione del femminile di cui avremmo bisogno. Anzi, si può ben capire che tale visione della donna è piuttosto una distorsione e un abuso ad opera della cultura occidentale e in primis della figura maschile.
La riaffermazione del femminile per il cambiamento tenderà piuttosto a riportare un equilibrio tra maschile e femminile, ricomponendo lo sbilanciamento che è sempre stato a favore della cultura maschilista. La visione femminile della vita sarà preziosa per la rivoluzione verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale che dobbiamo intraprendere già da ora. Se continuiamo a pensare al futuro con la stessa cultura occidentale maschilista, fondata sull’arroganza e sulla competizione, non riusciremo a costruire una nuova società sostenibile.
In una cultura dove ha sempre dominato l’immagine del Dio, possente e con la barba bianca, forse dovremmo cominciare ad accogliere anche l’idea della Madre Terra, graziosa e compassionevole.

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Luca Madiai
Mi interesso da qualche anno delle tematiche della decrescita e della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sono arrivato alla decrescita dopo il mio percorso di studi di ingegneria nel settore della produzione di energia. Durante gli anni universitari sono stato membro attivo dell’associazione studentesca europea AEGEE ed ex presidente della sede locale di Firenze (AEGEE-Firenze). Ho lavorato a un progetto sull’energia geotermica a Budapest, dove sono vissuto per alcuni mesi nel 2009 e nel 2010 e ho scritto la tesi di laurea specialistica. Ho studiato anche la lingua ungherese. Nell’autunno del 2010 ho scritto il saggio Decrescita Felice e Rivoluzione Umana e aperto l’omonimo blog dove cerco di diffondere le mie idee attorno alla decrescita felice e alla filosofia buddista. Nel 2012 ho contribuito alla rinascita del Circolo Territoriale del Movimento della Decrescita Felice di Firenze (MDF-Firenze), di cui sono parte attiva. Ho lavorato nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Mi diletto nello scrivere poesie “decrescenti” e nello spostarmi quasi sempre in bicicletta. Credo nella sobrietà, nella semplicità e nelle relazioni umane disinteressate come mezzo per migliorare la qualità della vita e cerco ogni giorno di attuarle. Ho scritto due libri sulla decrescita liberamente scaricabili da questo sito: "Decrescita Felice e Rivoluzione Umana" e "Ritorno all'Origine"

3 Commenti

  1. Grazie per questo articolo. Noi ce la mettiamo tutta per migliorare questo mondo, sia a casa (applicando la decrescita nella pratica quotidiana), sia fuori (spiegando a chi crede che sia impossibile/inutile/difficile, che è esattamente il contrario).
    Io ci credo. Io ci spero.

  2. Sposiamo in pieno l’analisi ed è vero, noi donne senza dubbio ci impegniamo moltissimo e a qualsiasi livello per la sostenibilità ambientale, economica e sociale!

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