Il mercato secondo il Signor G

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Sono già dieci anni senza Giorgio Gaber (1939-2003) ma le sue canzoni non sentono lo scorrere del tempo, anzi sembra che oggi accada proprio quello che Gaber intuiva, solo all’ennesima potenza. Ciò che è cambiato non è la realtà, ma lo sguardo sulla realtà. Proviamo allora a rileggere o leggere -perché no?- per la prima volta le sue poesie: il suo teatro-canzone. Il video è facilmente reperibile in rete, ma è il testo che va capito. Buona lettura!

Giorgio Gaber

Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Il mercato – Un’idiozia conquistata a fatica (’97-’98)

Il mercato dei cambi è ancora in fibrillazione per l’apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. Ieri la valuta giapponese …

Il mercato è un mammifero strano

senza niente di umano è una cosa che cresce

che ogni giorno diventa più grosso

una crescita abnorme smisurata tutta forme

come una donna sempre incinta di se stessa.

Il mercato è un neonato opulento

ossequiato dal mondo è un bamboccio gonfiato

che ingrassa anche senza nutrice

non ha alcun bisogno né di cibo né di sogno

siamo noi tutti la sua grande incubatrice.

La chitarra suonava

ogni nota passava straziante dal petto e dal cuore

era un urlo di rabbia

però stranamente era anche un canto d’amore.

Era un ritmo così sconvolgente

per il corpo per la mente

e la sala scoppiava di gente e di grande allegria

quella notte era mia.

La chitarra suonava

senza smettere mai

ed ognuno di noi si sentiva così liberato

senza rendersi conto

che anche lì si imponeva la follia del mercato

il mercato è il demonio il mercato è Dio.

il mercato è il demonio il mercato è Dio.

Il mercato è uno squalo gigante

sempre più onnipotente

così bieco e spietato non ha impedimenti morali

ha travolto il nemico nella furia del suo gioco

uno alla volta si è sbranato gli altri squali.

Il mercato è un ordigno innescato

un circuito completo

è la grande invenzione è l’atomica dei più potenti

è una competizione tra le più disumane

senza pietà per il massacro dei perdenti.

La mia moto correva

il mio corpo vibrava felice più forte del vento

è una grande emozione

sentirsi immortali anche fosse in un solo momento.

Era un senso di grande furore che è difficile da spiegare

io volevo mordevo l’asfalto ero come in balia

di una grande euforia.

La mia moto correva ero solo al comando

mi sentivo fuori dal mondo così realizzato

senza rendermi conto che anche in me stravinceva

la follia del mercato.

il mercato è il demonio il mercato è Dio.

il mercato è il demonio il mercato è Dio.

Lui. Lui il mercato, è dovunque. Niente gli sfugge. È avido e insaziabile, non si accontenta mai. È Lui, che determina tutto con la sua quotidiana  presenza. Gli scontri politici sono diventati un lusso, un gioco da salotto, non c’è individuo né formazione politica che possa opporsi alla logica di questo grande invisibile burattinaio, che tira le fila del nostro mondo.

Ma se un giorno Lui di colpo sparisse? Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo perfetto così al da fuori di qualsiasi morale? In fondo è Lui, che ha realizzato i sogni dei nostri padri procurandoci benessere e ricchezza. Non c’é niente da fare, oggi come oggi un paese che rifiuta la sua logica, rischia di diventare un paese povero.

Un paese che l’accetta con allegria, non solo rischia l’aumento dello squilibrio nella distribuzione della ricchezza, ma peggio ancora, l’annientamento totale delle coscienze.

Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di schierarsi decisamente a favore, o contro di Lui. Incredibile!

Forse, forse se lo si sa, se ne si è consapevoli, si può praticare questa realtà, senza pretendere di risolvere le cose con un sì o con un no. Ecco la grande sfida; allenarsi a vivere senza certezze, con la certezza che qualche cosa possa nascere da questa nostra contraddizione.

Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, allora forse si ritorna a sognare, a pensare, perché

l’individuo non muore,

resiste fra tanto frastuono

e si muove nel dubbio

che in fondo è da sempre

il destino dell’uomo.

E pian piano ritorni a esser vivo

più presente più reattivo

la tua mente rivede affiorare in un mondo sommerso

un percorso diverso.

L’individuo non muore

cerca nuovi ideali

e riprova l’antica emozione

di avere le ali di avere le ali.

il mercato è il demonio

il mercato è Dio. (continua in sottofondo)

Di avere le ali

di avere la ali

di avere le ali.

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