Il profugo, l’operatrice umanitaria, il leghista e Dio

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Questo approfondimento non vuole rappresentare un’accusa, nè tantomeno vuol fare apprezzamenti ad un ipotetica porzione politica. Le condanne vanno esplicitate sia a destra che a sinistra, e il sottoscritto non vota da lunghi anni per poter esprimere un giudizio bipartisan. A me non interessa la politica, io mi limito a raccontare i fatti e a commentarli con diligenza e senso civico ma, considerando gli ultimi eventi di cronaca, il limite della decenza e sopportazione è stato di gran lunga superato.

Considerando che gli italiani sono per la maggior parte cristiano-cattolici, se un Dio esiste…cosa penserebbe di Salvini? Di tutte le sue azioni terrene, si potrebbe ipotizzare un posto garantito in paradiso? Si potrebbe constatare che tutti i suoi sforzi benevoli hanno prodotto buoni frutti e speranzose ricompense…meritevoli di grazia divina? E i fedeli, cosa penserebbero di un gruppo di rifugiati in fuga dalla Libia, scappati dalle torture, dalle sevizie, dagli stupri…ma disgraziatamente rinchiusi dentro una nave nel porto di Catania?

Mentre i ponti crollano e la gente muore, i rappresentanti del governo si vantano in televisione di non aver preso soldi da Benetton – socio azionario autostrade per l’Italia – (come se fosse un premio d’onestà), e che la colpa di tali disastri è da attribuire ad altri che non hanno controllato le strutture pericolanti.
È chiaro che, anziché preoccuparsi degli sbarchi (o di altri fatti inconsistenti) forse era il caso di emanare provvedimenti adeguati ed utili a vigilare su chi doveva effettuare i controlli (e quindi le opportune manutenzioni). Le norme giuridiche, a tutela della sicurezza dei cittadini, le fanno i governanti non gli imprenditori. Gli azionisti pagano le aziende per costruire, ma poi chi controlla deve garantirne la stabilità. E Salvini e Di Maio percepiscono lo stipendio da parlamentari da molti anni, quindi i responsabili di tale scempio sono anche loro. Dare la colpa a chi detiene le concessioni è un attenuante, non un accusa.

Da quando il nuovo governo italiano si è insediato, molti sono gli intolleranti e i fanatici che sono usciti dalle tombe (come tanti zombie maledetti). L’Italia è sempre stata una nazione accogliente, forse perchè anch’essa in passato è stata (e lo è ancora) terra di migranti. Un governo razzista dalle idee volgari e meschine proprio non ci voleva, i problemi attuali restano e si sommano a quelli che verranno. C’è addirittura chi pensa che il crollo del ponte Morandi sia stato deciso a tavolino, proprio per destabilizzare un gruppo politico non europeista e contrario alle onde migratorie che generano ogni anno miliardi di euro. Difficile credere a questo presunto complotto, ma resta il fatto che una tragedia annunciata è un bella responsabilità per il sig. Salvini che, anzichè rilasciare video e dichiarazioni da cabarettista ignobile, dovrebbe assumersi per intero l’autorità del suo ruolo istituzionale.

Ma nel frattempo (tra un’intervista spiacevole ed un vile post su facebook) il Ministro dell’Interno è stato indagato dalla procura di Agrigento. Il fascicolo aperto nei giorni scorsi per sequestro di persona, arresto illegale ed abuso d’ufficio non è più a carico di ignoti bensì a due indagati. A dirlo è un comunicato dello stesso ufficio inquirente. Secondo i magistrati i responsabili avrebbero rubato la libertà personale dei profughi soccorsi dalla nave Diciotti (che non è un barcone), a cui per molti giorni è stato vietato scendere dall’imbarcazione ormeggiata nel porto di Catania. Un documento in cui non si cita (ovviamente) il nome del leader della Lega ma si specifica che gli atti dell’inchiesta, che riguardano uno degli indagati, verranno trasmessi al tribunale dei ministri. A confermarlo è lui stesso (Salvini) che, durante uno dei suoi soliti sgradevoli comizi pieni di amara goliardia, comunica la sua ingiusta imputazione: “Questa è la ricompensa per difeso i confini del paese”…come se lui fosse il prode paladino del diritto. Come se lui (e tutta la sua cricca) siano esenti da critiche o indagini giudiziarie. Proprio il suo partito (la Lega) che nel passato ne ha fatte di tutti i colori senza risolvere un bel niente in materia di giustizia, sanità, istruzione, assistenza sociale ecc.ecc. Non ha fatto nulla, nonostante il presidio costante in parlamento. Ma forse loro (i protagonisti attuali della politica italiana) non lo sanno. Perchè altrimenti si occuperebbero di ben altro, piuttosto che negare accoglienza a poche decine di persone bisognose di cure ed assistenza. Ed anzichè trattarle come criminali o terroristi, si assumerebbero l’onore che spetta di diritto a chi detiene il potere istituzionale per aiutare la gente (da qualunque località arrivi).

Fortunatamente la svolta, per gli occupanti della nave Diciotti, arriva quando l’Ufficio di Sanità marittima di Catania ordina lo sbarco immediato di 17 profughi: undici donne e sei uomini, alcuni dei quali affetti da polmonite e tubercolosi, e quindi bisognosi di assistenza medica urgente. A scendere dalla nave però sono solo in 13, quattro giovani donne hanno preferito restare a bordo per non separarsi dai mariti. Ai mediatori culturali e ai medici che le hanno visitate, le 11 profughe hanno raccontato le violenze e gli abusi subiti nei campi profughi della Libia. Storie drammatiche denunciate nei giorni scorsi anche da diversi politici saliti a bordo dell’imbarcazione. Una vergogna insomma! Un mancato soccorso travestito da perversa difesa delle frontiere senza nessun pericolo imminente, solo puro fanatismo militare.

“Dalla nave Diciotti abbiamo accolto 27 scheletrini.”

Così scrive un’operatrice umanitaria che si è impegnata nell’aiutare i minori rinchiusi per giorni nel porto di Catania, mente Salvini si vantava di difendere i confini italiani da terroristi e trafficanti. 27 scheletri viventi, denutriti, impauriti, bisognosi di ogni cura ed affetto. Ad accoglierli c’era anche lei, volontaria dell’organizzazione umanitaria Terre des Hommes, che da anni lavora ogni giorno per tutelare i minori in fuga da guerre, povertà e violenze. Offre assistenza psicologica e psicosociale ai bambini migranti che arrivano da ogni luogo.

Questa è una parte della lettera che ha scritto dopo avergli prestato assistenza:
“Ho trascorso nei centri di accoglienza per minori stranieri un po’ meno di mille giorni della mia vita negli ultimi quattro anni. Amo il mio lavoro e sono felice perché mi permette di avviare uno scambio, di entrare in relazione, di creare uno spazio di cura, di scoprire cose di sé e dell’altro. Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po’ più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno era tutto e solo orecchie. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori. Abbiamo accolto 27 scheletrini, tre avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato. Abbiamo accolto 27 scheletrini, comprese due splendide fanciulle.
Mentre li guardavo, seduti a terra e delimitati da transenne, mi sentivo la ricca e bianca signora europea che si reca la domenica pomeriggio allo zoo umano, così, per vedere l’effetto che fa. Il mio è un lavoro fatto di parole, come gli essere umani. Ieri sera eravamo in grosse difficoltà con la lingua, i fanciulli erano tutti eritrei tranne una ragazzina somala. Il mediatore non era potuto essere presente. E mentre ci scambiavamo questi sguardi io pensavo, a dispetto della incredibile magrezza, della scabbia, delle orecchie a sventola, dei capelli arruffati di salsedine, delle bende lerce, del braccio sparato… pensavo che erano proprio belli. Mi ripetevo questo, “Che belli che siete”, e posso solo immaginare la mia faccia inebetita di fronte a tanta resilienza e, soprattutto, al permanere della capacità di fidarsi dell’altro. E in quei frangenti mi sono chiesta perché così tante persone siano arrabbiate e di cosa abbiano paura. Di due occhi che ti sorridono? Di due orecchie a sventola enormi? Di quattro ricci arruffati? Forse, del fatto che loro hanno perso la capacità di fidarsi dell’altro, forse perché non l’hanno mai avuta? Sono stati trasferiti tutti nel corso della nottata e mentre ero per strada e me ne tornavo a casa, orecchie a sventola mi ha riconosciuta dal pulmino su cui si trovava e mi ha salutato. L’ho salutato pure io. Penso che i sorrisi degli occhi, i saluti, il riconoscersi, valgano come un’altra bella storia. Come pure il non avere paura. Quella è la storia più bella, è la storia delle possibilità. Dei momenti in cui ciò che sarà non c’è ancora, se non nella tua testa, e sei pronto a lasciarti perturbare. Del tempo in cui tutto può ancora accadere se gli dai il giusto spazio. Dei giorni in cui non ti fai prendere dalla paura e rimani aperto a ciò che arriva. Di piccoli attimi di felicità.”

Ma chi sono questi leghisti? Vengono in mente squallide forze di controllo pubblico, o meglio…ridicoli squadrismi senza morale. E mentre Salvini afferma: “Gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”…forse dimentica che il traffico internazionale di armi e stupefacenti, se solo volesse, si comprerebbe anche lui e tutto il suo clan. In sostanza, quella che viene diffusa è solo pura propaganda elettorale utile a ricevere consensi elettorali tra le file del fanatismo popolare. Ovvero una vecchia mossa, tanto furba quanto indecorosa. E in questi giorni gira anche la voce ufficiosa che, dopo tutte le malefatte, sarebbe sua intenzione far cadere il governo per ricandidarsi e vincere tutto.

Bello citare una simpatica favola in cui si racconta l’incontro ipotetico tra Dio ed un leghista (appunto):

L’uomo con il fazzoletto verdognolo al collo si presentò davanti a Dio. “Speravo un po’ più tardi” – disse il primo – “Io speravo un po’ prima” – disse il secondo – “ma non sono onnipotente come dicono alcuni”.
E l’uomo con il fazzoletto verdognolo al collo iniziò a raccontare. Il racconto durò tre giorni. Poi Dio lo guardò e disse: “Vediamo se ho capito. Prima venne Bossi, la secessione, Belsito, nove anni con Berlusconi, i diamanti in Tanzania, le lauree comprate in Albania, il fallimento della Banca del nord, Borghezio all’europarlamento, Salvini con la tassa sui condizionatori, e tu…dici che la colpa è di Ahmed che scappa dalla guerra, ho capito bene!?”

Per concludere, è importante sottolineare che da dieci anni la fondazione umanitaria Terre des Hommes opera con il progetto Faro per l’assistenza psicologica e psicosociale ai minori stranieri. Dal 2018 è attivo un intervento di assistenza per le vulnerabilità psicosociali dei minori stranieri durante gli sbarchi sulle coste italiane. Operatività nelle province di Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa.
Terre des Hommes
Faro

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Sono nato in Italia e qui vivo dal 1973, anno della mia nascita. Mi ritengo una persona fortunata ma schiavo di bisogni e consumi, e per questo motivo mi sento un ribelle che rifiuta e scaccia il sistema. Come dicono in tanti, rispetto a tanti altri, poteva andarmi peggio e potevo nascere in un paese lontano da una civiltà che ci ha reso tutti sofisticati ed avidi di sentimenti! Non rinnego nulla e sono consapevole di essere figlio di tutto questo, ma a volte vorrei essere da un’altra parte per non sentire più quella maledetta televisione assordante! Peace & Freedom!

1 commento

  1. Caro Roberto , il limite della decenza e della sopportazione è stato di gran lunga superato anche per me e per il mio Dio.
    Ti zbbraccio

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