Il TEMPO per pensare

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Oggi ho pranzato da sola con mio nonno.
Ci siamo messi a parlare come solitamente non capita quando ci sono i bisnipoti, mia madre e mio padre.
Dopo avermi chiesto con cosa avevo fatto la pasta inizia un inaspettato dialogo e riflessione a due, dove io stupefatta non mi trovavo altro a fare che annuire e confermare ciò a cui lui era arrivato come conclusione di una attenta riflessione.
Mi raccontava alcuni episodi di quando andava a caccia: di cosa faceva il cane e di come ogni volta lui si stupiva dell’intuito formidabile nel raggiungere l’obiettivo della preda che i vari cani dimostravano. Ricordando con visibile affetto quei momenti ha iniziato poi a parlare del presente.
Ora non usa più l’auto, vede e sente in modo decisamente ridotto. Quello che però fa quotidianamente è passeggiare per il bosco e la campagna, aiutando magari i vicini nel gestire gli orti.
In questo spazio mentale allargato si è messo in contemplazione silenziosa di quel che la natura gli mostra.
Ora, non che queste fossero le sue parole, ma, con quel ruspante accento da contadino-muratore fiorentino, i concetti espressi erano questi.
Mi raccontava con estremo dettaglio come sbirciava le tortore, le rondini, le lepri mentre accudivano i loro cuccioli. Di come la fagiana, furba, se la squaglia dal maschio dopo che si sono accoppiati perchè lui le distruggerebbe la covata. Come la volpe maschio riesca ingegnosamente a far allontanare dalla cucciolata i cani che la seguono.
In pratica, si era accorto di come la natura era ben congegnata affinché tutto funzionasse, e soprattutto evidenziava la dedizione con cui gli animali tutelavano il crescere della vita.
Il TEMPO che adesso aveva, rallentato dai ritmi del fare, lo ha messo più a contatto con la lentezza dei cicli e quindi ha potuti seguirli nel loro svolgersi quotidiano.
Il TEMPO gli ha permesso di chiedersi e di dare più valore alla vita che si svolge.
Ora, mi ha detto, non riuscirebbe più ad uccidere un animale. E’ vero, continua a mangiarne perché gli viene cucinato, ma ne farebbe volentieri a meno.
Ora apprezza il muoversi della natura, non desidera più fermarla e prenderla per sé.

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Sarah Gracci
Penso che il mio interesse per preservare un rapporto con quel che è vita sia legato alla mia infanzia passata su una collina nei pressi di Firenze, tra le cittadine di Montelupo e Montespertoli. Qui ho vissuto in modo libero e diretto il rapporto con gli animali e la natura, passando buona parte della giornata tra i boschi ed il giardino di casa. Trascorsi gli anni scolastici che mi hanno portato alla laurea in Architettura, ho iniziato a studiare ed informarmi sulle filosofie orientali e le terapie ad esse collegate. Indirizzati gli studi e la professione verso l'architettura naturale mi sono trovata a collaborare a Bolzano con Ugo Sasso partecipando tra l’altro alla redazione della rivista Bioarchitettura ed alla organizzazione di eventi per l’Istituto Nazionale. La percezione che la nostra società ci avesse culturalmente privato di un rapporto diretto con la materia e il potere creativo che ne deriva, mi ha fatto avvicinare al pensiero del Movimento della Decrescita Felice, di cui dal 2012 sono consigliere e membro fondatore per la sezione di Firenze con mandato di referente dell’università del Saper Fare. Sto studiando Permacultura con il gruppo fiorentino, sia negli aspetti relazionali di comunicazione che nella creazione di orti sinergici per l'autosufficienza alimentare. Dall'Aprile 2013 sono attiva in "Montespertoli in Transizione". Per Odeon Cinehall ho redatto il sito di promozione del film “L’Economia della Felicità” di Helena Norberg-Hodge, collaborando alla diffusione degli eventi-proiezione. Dal 21 Ottobre 2012 sono Presidente di A.R.I.A. familiare (Associazione Rete Italiana Autocostruzione), associazione scaturita da Edilpaglia. Per le associazioni di cui faccio parte realizzo eventi e grafica sia con presentazioni multimedaili che depliant per la divulgazione di tematiche sulla ecologia, localizzazione e il ritorno a stili di vita sostenibili: corsi sull'alimentazione, detersione naturale, terapie naturali. Con l'associazione Pacciamama promuovo attività di educazione nelle scuole e presso enti per sensibilizzare la popolazione locale.

10 Commenti

  1. Sei l’unica che mi fa’ fermare ad osservarmi,ad osservare la mia vita.
    Mi devo rieducare,e rallentare per percepire la ricchezza della vita,ed assaporarla in tutto il suo assere,mi fai ricordare il valore della lentezza…
    Grazie dei regali che fai a tutti,da sempre…

  2. Bene, la storia non è finita. Ho stampato il documento che ho scritto e l’ho dato al nonno. Con tutti gli apprezzamenti ricevuti (tra facebook e questo sito). E’ rimasto visibilmente commosso e emozionato dal riscuotere tutto questo successo online!

    • Adriano.
      Dare valore a quel che ti accade nel tuo quotidiano è un passo verso la libertà interiore.
      Quel tipo di attenzione che permette di accorgersi che quel che è importante ti sta accadendo proprio in quel momento a te.
      Non è importante il TG, il quotidiano o il grande evento lontano, come furbescamente ci voglion far credere.
      Quelle cose su cui tu non sei protagonista, ma solo uno spettatore inerme, che deve rimanerne colpito ed affascinato.
      Quel che davvero vale accade pochi metri di distanza e puoi percepirlo con tutti e cinque sensi.
      Un abbraccio
      Sara

  3. I tuoi articoli, Sara, mi danno un senso di tranquillità e di pace interiore difficilmente ritrovabili nella moltitudine di scritti troppo analitici, imbottiti di dati, numeri e statistiche.
    Grazie per questo spiraglio di vita semplice e per l’ottimo spunto di riflessione.

    • Che bello Nicolò!
      Mi hai fatto un commento che parte dal cuore comprendendo il senso profondo di quel che scrivo proprio da lì.
      Si avverte proprio.
      Ciao ed un abbraccio Sara

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