Intervista a “Sa Di Legno”. Come rivalutare le valli alpine.

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LB: Ciao Samuele, cosa ti ha spinto a scegliere la green architecture in un periodo in cui l’edilizia è tra i settori piu colpiti dalla crisi?

SG: Sono in tanti a dire che avevano previsto la crisi economica in cui siamo immersi fino al collo, mi sono sempre domandato “perché allora non hanno fatto niente?”
Nel 2007 non c’era ancora la crisi ed erano gli anni in cui s’iniziava a parlare di efficienza energetica degli edifici e la Green Economy veniva indicata come la strada con grandi prospettive di crescita.
In quel periodo mi trovavo a vivere e lavorare in Val Pesarina (UD) nel cuore della Carnia in Friuli Venezia Giulia. Sono un ingegnere meccanico di 42 anni, nato a Fabriano (AN), ed ho sempre sviluppato ed industrializzato nuovi prodotti per le imprese.
Mi sono trasferito in questa vallata alpina per sviluppare un nuovo DPI (dispositivo di protezione individuale) per un’azienda di Forlì, solo che c’è una bella differenza tra farlo nella tranquillità di un posto come questo rispetto al caos di una città come Bologna dove mi sono laureato, ho iniziato a lavorare ed ho conosciuto Sarah con la quale ho messo su famiglia.
Vivendo dal 2005 in questa vallata insieme al nostro primogenito Diego, poi sono arrivati anche Diana e Pablo, ad un certo punto ha preso forma il desiderio di vivere in una casa di legno, mi sono ricordato di essere un ingegnere e mi sono detto “chi meglio di te può realizzare questo sogno?”. Ed è proprio per cercare di realizzare questo sogno, a cui ho dato da subito il nome “Casa di Legno Eco sostenibile”, che ho scelto di fare quanto ti sto per raccontare. Ti garantisco che non conoscevo la green architecture.

LB: Come è nato “Sa Di Legno”?

SG: Dal nome dato alla casa ho tirato fuori le tre parole chiave, “Casa”, “Legno”ed “Ecosostenibile” e non conoscendone, nella maniera più assoluta, il loro significato ho iniziato un lungo percorso di conoscenza che mi ha permesso di riempire quelli che ho chiamato i tre “contenitori vuoti”. Per realizzare i sogni è importante conoscere, progettare, investire, costruire e vivere con i nostri sensi comprendendone così anche il senso.
Sa Di Legno è il nome che un mio carissimo amico semiologo, Cesare Coppari, ha trovato per il progetto nato nel 2007 e che dal 2009 racconto nel blog www.sadilegno.it. “Sa” come Sarah e Samuele, “Di” come Diego e Diana, Pablo è arrivato nel 2010, ma anche “Sa” come “Sapere” che, riferito al Legno, assume sia il significato di conoscenza che quello di una caratteristica sensoriale di un oggetto o di una esperienza.
Sa Di Legno è nato per realizzare, raccontare e creare un “metodo” in grado di riprodurre la straordinaria esperienza che io e la mia famiglia abbiamo vissuto seguendo il viaggio del legno, dal bosco alla casa, vivendo la nostra vita quotidiana immersi nella sua fragranza. “Sa Di Legno include vecchie e nuove generazioni in un mondo possibile dove bosco e dimora, natura e cultura, smettono di essere concetti in reciproca opposizione per trovare una nuova, vitale armonia”.
Certe imprese si possono raccontare solo attraverso un libro ed è per questo che ho scritto “Come ho costruito la mia casa di legno” (Compagnia delle Foreste, 2011).

LB: …e questo bisogno di ritornare in contatto con la Terra?

SG: è solo una conseguenza del principio di coerenza a cui ho cercato di far riferimento nel realizzare e vivere il sogno. Una coerenza che è stata certificata, premiata ed elevata a modello, da seguire, vista la sua sostenibilità ambientale, sociale ed economico, da importanti istituzioni come l’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria), l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), Agenzia CasaClima e Legambiente. Un giorno mi sono fatto questa domanda: “Cosa è per me il legno?” in questo video c’è la risposta.

LB: Il Friuli sta ospitando numerose iniziative, progetti e studi in campo di compatibilità ambientale. È il trampolino per una scelta “orizzonale” di cambiamento?

SG: Non so risponderti a questa domanda, so solo dirti che il Friuli Venezia Giulia, così come il territorio nazionale, sono ancora terreni troppo sterili per far nascere nuovi esempi Sa Di Legno, in grado di consentire di “vivere” a chi ha investito tutte le sue capacità, il suo sapere, i suoi soldi ed i tanti chiesti in prestito ad una banca per realizzare un modello di sostenibilità ambientale, sociale ed economico – che altri hanno detto di seguire ma che in realtà nessuno si sta impegnando affinché venga seguito. Dove è la GreenEconomy? Dove sono le Istituzioni che hanno il compito di “concimare” il terreno? In Val Pesarina nel 1900 vi abitavano 3500 abitanti, c’erano 5 segherie, 750 vacche da latte, 6 latterie sociali che lavoravano 2.600 litri di latte al giorno. Oggi ci viviamo in 900 abitanti, c’è una sola segheria, qualche mucca e nessuna latteria sociale, in compenso c’è una “zona artigianale”, c’è una “bella” casa di legno fatta con i tronchi provenienti dalla Siberia e tante altre casette di legno fatte con legname proveniente da chi sa dove.
Da un anno mi sto dedicando a promuovere quanto fatto, quello che vedo sul territorio non è un trampolino, ma una ripida discesa che sta portando le vallate alpine verso l’abisso!
Io continuo a lottare per “fare il salto” e voi?

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Luca Barbirati
Nasco il 6 marzo 1990 a Vittorio Veneto, paese dove tuttora vivo. Mi diplomo al Collegio Dante Alighieri e nel 2010 mi iscrivo all’Università di Udine. Collaboro con vari siti internet scrivendo articoli, recensioni e poesie.

3 Commenti

  1. Non spingete!!! non fate troppi commenti tutti in una volta !!!! altrimenti non si capisce niente!!!
    Ops, ma c’è nessuno?

  2. gentilissimo,

    complimenti per la Sua iniziativa. anche io vorrei trasferirmi in montagna e realizzare, possibilmente anche autorealizzare una casa ecologica e sostenibile. per adesso a dire il vero mi sto battendo per trovare un terreno che sia decente e che non sia “i 4 sassi venduti dal vecchietto avido che vuole 140.000 euro per un rudere tutto da rifare”. per adesso non ho avuto gran fortuna. lei cosa mi consiglia? quale può essere un buon prezzo di partenza e il costo grezzo di una casa dagli 80 ai 120 mq? Grazie!

    • Non so rispondere ai suoi quesiti. Non mi occupo di queste tematiche. Le posso però dare questo consiglio. Vada a vivere un anno nel posto in cui vuole trasferirsi, magari affittando un casa, così capisce se veramente le piace la montagna conoscendo il territorio ed i suoi abitanti. In questo modo avrà anche occasione di trovare le risposte alle sue domande.

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