Jacques Prévert. Povera città!

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Invito i lettori a soffermarsi su un poeta molto celebre, il francese Jacques Prévert (1900-1977), dagli appassionati considerato il poeta dell’amore novecentesco e dagli attivisti come il poeta della libertà. Nel 1976 pubblica un libriccino contenente 12 poesie il cui tema sono gli alberi e la questione ecologica, allora sentita solo dagli studiosi e dagli addetti ai lavori.

Il componimento che ho scelto s’intitola “Pauvre ville” (Povera città):

Povera città
i vandali gli architetti
ti hanno strappato la verde cintura

Al fuoco lento della miccia
Con la corda per saltare
hanno fatto danzare
l’ultimo scoiattolo

Sull’opera degli uccelli
cala un sipario luttuoso

Il saper vivere degli uomini
non è quello degli alberi
e gli uomini sbagliano nel dire
che gli alberi hanno ignoranza
del morire

Gli uomini non hanno mai saputo
leggere nelle felci
e non conoscono affatto
la prima parola del grande trattato
d’auto-arboricoltura
che gli pterodattilografi
battevano verde su bianco
in piena pietra
parecchi secoli
prima di Gesù Cristo
sotto dettatura dei rami
nella musica del vento
della linfa e del sangue

E solo gli innamorati i folli
e gli uccelli
possono ancora ai nostri giorni
alle nostre notti ai nostri sogni
e ai nostri incubi neri e veri
possono ancora leggere tra le righe
nelle foglie degli olmi
dei tremoli e dei carpini
il seguito avvincente
del primo grande feuilleton

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