La im-moralità della carne sintetica

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Ultimamente si parla spesso di “carne sintetica“, soprattutto tra vari vegani/malisti che gridano al miracolo in base a teorie alquanto certe o sicure utili a liberare finalmente gli Animali da profonde schiavitù. Per fare chiarezza bisogna dire che la carne sintetica, o carne artificiale o carne in vitro/provetta, è una porzione di muscolo che non è mai stata parte integrante (viva) di un Animale. Si ottiene prelevando siero fetale di Vitello (è il più comunemente utilizzato nelle colture cellulari: fonte Wikipedia), figlio di una Mucca macellata o Pecora o Maiale o Cavallo etc., ovvero una sorta di proliferazione estesa di cellule tale da generare tessuti. Più tessuti messi insieme generano quanto desiderato. Ma per produrre hamburger, salsicce e filetti sarà necessario utilizzare/sfruttare Animali d’allevamento. Tutto realizzabile in un perfetto sistema intensivo, una realtà locale sarebbe impensabile considerati gli alti costi di produzione, o peggio praticamente impossibile girare per boschi e foreste alla ricerca di esemplari selvatici. Di fatto dietro questo brevetto ci sarebbe Bill Gates e il socio fondatore di Google, e molto probabilmente uno degli uomini più ricchi del mondo: Richard Branson, proprietario di Virgin Group. 

Da qui in poi si diramano le più disparate teorie medico/scientifiche alternative al fetal bovine serum: biopsie varie su organi/tessuti vari. Ovvero ciò che la ricerca esplica per far sì che l’Animale donatore non muoia, o comunque non soffra. Affermare ancora di più la veridicità e positività della politica di benessere animale (tanto acclamata), e sottolineare quindi la positività etica e morale di questo progetto.

Ma per rispondere ai sostenitori della carne sintetica, intesa come soluzione futura al genocidio animale, è doveroso affermare che: se per liberare gli Animali da profonde schiavitù abbiamo bisogno dell’uovo vegano o della carne in provetta…di quale morale stiamo parlando? Se non riusciamo a rinunciare al vizio del palato ai danni di altri…quali aspettative possiamo sperare per un futuro privo di sfruttamento? E i carnivori di turno…mangeranno mai la carne artificiale rinunciando quindi a costolette, fiorentine e panini al prosciutto? In sostanza questa nuova opportunità commerciale (ovviamente…questo è) potrebbe affiancare le produzioni tradizionali del settore attinente? Sostituendole magari in un prossimo futuro quando il mercato avrà accettato o meno la proposta? Ci vorranno anni, decenni forse? Ma nel frattempo se in molti gridano al miracolo, sperando forse che grandi corporazioni inseriscano nei loro protocolli aziendali una procedura salva vita Animale, che ne sarà di tutto l’aspetto etico/morale? E’ veramente giusto e necessario creare dal nulla una tale aberrazione scientifica? Quali sono le priorità da perseguire per ricercare un idonea nutrizione che soddisfi ogni risvolto sostenibile?

Dal punto di vista antispecista l’attesa verso una realtà fatta di bistecche artificiali è il peggior scenario che si potesse immaginare. La carne sintetica è un ennesimo brand commerciale figlio di un sistema mercificante che sperpera ed uccide. Essa sarà rappresentata dalle multinazionali, le stesse che sfruttano e massacrano esseri viventi. Chi ha un po’ di “sale in zucca” dovrebbe concepirlo. E poco importa delle probabili opinioni individuali, non è una questione personale. Perchè nonostante esista un rigido segreto professionale, totalmente insormontabile, non è difficile immaginare che se sarà più facile e conveniente uccidere tutti gli Animali donatori …lo faranno, in nome del successo e del profitto…lo faranno, senza nessuna remora o pentimento…lo faranno!

Porsi domande, dubbi ed incertezze è assolutamente lecito e pacifico. L’estremismo di cui molti parlano è da individuare proprio tra chi non vuole porsi degli interrogativi plausibili che potrebbero smentire prove ufficiali. Molti difendono il brevetto inneggiando alla natura maledetta di Tigri e Leoni (capostipiti del carnivor-ismo). Ma gli Animali carnivori non sono maledetti, seguono solo il loro istinto naturale. Quello dell’essere Umano è creare aberrazioni infinite, e la carne sintetica è una tra queste. Alterare l’ecosistema come già avviene da centinaia di anni, e molto velocemente nell’ultimo secolo, significa uccidere e devastare intere specie viventi. “Diamo la carne solo agli Animali d’affezione?” Una tale invenzione che possa nutrire solo Cani e Gatti, o Animali selvatici salvati da profonde schiavitù, non rappresenta una vittoria ma una tragica sconfitta. Significa arrendersi al sistema capitalista che inventa, sfrutta ed uccide tutto ciò che lo circonda. Una sorta di autocompiacimento egocentrico ed opportunista che non trova altre alternative. In sostanza rappresenta l’emblema distruttivo della mente Umana, che opera tramite vie più corte e semplici piuttosto che adottare radicalmente misure più pacifiche e coerenti. Attualmente la carne sintetica costa circa 200 dollari al kg o forse più. Per far scendere il prezzo dovranno creare un mercato di massa, quindi innumerevoli donazioni e conseguenti riproduzioni (parliamo di centinaia di miliardi di donazioni). Proporre la carne sintetica, come soluzione allo sfruttamento animale e ad ogni problema consequenziale, sarebbe come “dare agli stupratori un robot dalle fattezze femminili che possa placare la loro ferocia sessuale”. Non é una provocazione, ma la tragica realtà. Si sta cercando di far passare un messaggio fuorviante, ovvero che mangiare carne é moralmente giusto e necessario anche e soprattutto inventandola dal nulla…o peggio da un Animale innocente costretto contro la sua volontà a donare una parte della sua esistenza. Tutto questo nella migliore dell’ipotesi, nella peggiore é già morto (o predestinato a fine certa). L’antispecismo prevede una società libera, libera da ogni sfruttamento. Il capitalismo invece ingloba tutto: il fascismo, l’emancipazione, i diritti Umani, Che Guevara, l’ecologia e pure il veganismo. La carne sintetica rappresenta il capitalismo, e il capitalismo è agli antipodi rispetto ad ogni concezione antispecista. Se vogliamo perseguire un palliativo allora ben vengano tutte le proposte possibili, utili a raggiungere soluzioni alternative che possano sostituire la carne e i derivati animali. Altrimenti mettiamo subito le cose in chiaro, e ribadiamo il concetto fondamentale che ogni surrogato alimentare rappresenta solo ed esclusivamente un opportunità commerciale che non salva nessuno, bensì rafforza il potere del sistema deterrente. Questo perchè il nutrimento fondamentale è ben altra faccenda, e c’entra ben poco con il consumo di proteine “nobili”.

Ma non è tutto qui, perchè dopo il groviglio specista seguono tutta una serie di altri aspetti che non intaccano minimamente i resoconti che si otterranno dal commercio della in-vitro meat. Ovvero ogni altro sfruttamento non inerente all’alimentazione Umana e che sembra non interessare a nessuno. Nello specifico la carne sintetica come risolverà in futuro la strage giornaliera che avviene puntualmente su ogni fronte? Parliamo di circhi con Animali, acquari, zoo e bio-parchi, la vivisezione, il bracconaggio, le competizioni sportive, la caccia grossa e locale, il traffico internazionale d’avorio, la vendita illegale di cuccioli etc. Inutile enunciare quindi altri vari aspetti dello specismo corrente. Chi ha chiaramente individuato il problema attuale saprà darsi una risposta esaustiva, altri non capiranno il significato di tutta questa stesura. Pretendere che una tale assurdità sia eticamente concepibile ed utile a risolvere scomode complessità di opinione pubblica (sofferenza, animale, riscaldamento globale, malattie infettive etc.) significa avere una presa di coscienza incompleta che pregiudica un incoerenza totale su tutto quello che dovrebbe significare: consapevolezza della vita altrui. Purtroppo…è doveroso distanziarsi da chi affianca queste scelte poco responsabilmente utili alla creazione di un nuovo progresso morale. Purtroppo…perchè è dispendioso e faticoso. Purtroppo…perchè sono lontane anni luce dall’etica del veganismo. Veganismo ed antispecismo viaggiano insieme: l’uno è specifico dell’altro. Peculiare a tal punto che un giorno magari potremmo finalmente garantire l’immoralità dello sfruttamento animale. Non senza proporre la carne sintetica come soluzione a quest’ultimo, che parafrasando significherebbe “dare agli stupratori un robot dalle fattezze femminili.” 

All’interno di una realtà plausibile questa non é una provocazione, bensì il prossimo futuro.

“Si sta cercando di far passare un messaggio fuorviante, ovvero che mangiare carne é moralmente giusto e necessario anche e soprattutto inventandola dal nulla…o peggio da un Animale innocente, costretto contro la sua volontà a donare una parte della sua esistenza. Questo nella migliore dell’ipotesi…nella peggiore é già morto, o predestinato a fine certa.”

In questo mondo così mercificato l’egocentrismo ha preso il sopravvento, e l’induzione commerciale ha fatto il resto. Ben presto il consumismo ingloberà ogni cosa, l’allerta è già suonata. Non si può restare a guardare, e soprattutto non si può permettere a tanti individui di farsi abbindolare da logiche di profitto, dibattiti provocatori, e squallide inconcludenz-e.

“Un giorno potremmo garantire l’immoralità dello sfruttamento animale, ma autorizzando il consumo di carne (come giusto ed inamovibile surrogato) annulleremmo ogni presa di coscienza…e con essa la liberazione animale.” 

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