La ricetta della decrescita?

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Perché vegan? E’ la domanda che molti si pongono, soprattutto nell’ultimo periodo in cui varie e numerose sono le testimonianze e i dibattiti che si stanno diffondendo. Ma in contrapposizione è anche presente una resistenza da parte di chi non vuole o non riesce a vedere oltre il proprio piatto. Numerosi infatti sono gli epiteti, o più semplicemente le giustificazioni più o meno coerenti ed anche assurde e divertenti, che spesso si trovano in varie discussioni. Alcuni di queste è doveroso pubblicarle:

1. Vegano? Oh no, pure tu ti sei fissato con questa moda?
2. Non mangi carne? E allora cosa mangi?
3. Se non mangi nemmeno il latte e le uova, il tonno lo mangi?
4. Ti importa tanto degli animali, ma ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?
5. Se fossero tutti come te, il mondo sarebbe invaso dagli animali!
6. E per le verdure non ti dispiace? Anche le piante soffrono! (Arghhhhhh….)
7. Dai, mangia il pesce, i pesci mica soffrono…
8. E allora a che servirebbero i canini se dobbiamo mangiare solo verdure?
9. È un peccato, non sai cosa ti perdi… (come se uno ci fosse nato vegano!)
10. Ecco, ho cucinato le verdure ripiene apposta per te! (Peccato che dentro ci sia il macinato…)

Insomma…c’è molto da dire e molto da discutere. Forse è per questo che ogni cambiamento porta inevitabilmente ad un contrasto personale, spesso e volentieri abbastanza contraddittorio. Ma detto questo…cosa c’entra l’essere vegan con la decrescita? Mangiare verdure, ortaggi, frutta, semi e cereali è certamente più decrescente che ingozzarsi di braciole e salsicce? Bere latte vaccino è più salutistico rispetto ad una fetta di formaggio, magari acquistata dal vicino contadino…pure biologico? Ma soprattutto: mangiare carne è etico? Etica…s i parla spesso di questa strana concezione della vita, e molti si divertono ad utilizzarla a proprio piacimento. Prendiamo per esempio i mestieri, ovvero le pratiche Umane che da sempre caratterizzano il nostro operato nella società. Esistono tanti mestieri che nella storia si sono sviluppati, evoluti. Quali? Molte sono le attività professionali legate a certe specializzazioni come per esempio gli avvocati, gli scrittori, i filosofi, i giudici, i muratori, gli insegnanti, gli agricoltori…ecc.ecc. che hanno mutato il loro aspetto lavorativo. Si può dire pertanto che nella loro etica molti di questi personaggi sostanzialmente praticano la loro professione stravolgendo di volta in volta la concezione di base del loro rapporto lavorativo. Molte cose infatti sono cambiate: il progresso morale ha permesso l’evoluzione di leggi e normative giuridiche al passo con i tempi moderni, l’evoluzione della tecnica ha aumentato enormemente la capacità Umana di costruire oggetti e fabbricati aumentando quindi la sicurezza e i controlli sull’impatto ambientale, l’istruzione ha raggiunto livelli accettabili utili ad azzerare l’alfabetizzazione o comunque a cancellarla almeno nella società industrializzata. Ma in alcuni casi non è stato proprio così. Altre professioni sono rimaste inalterate nel tempo, e la loro filosofia morale non ha subito per nulla stravolgimenti teorico/pratici tali da dedurre un miglioramento nelle proprie condizioni. Prendiamo per esempio i macellai.

Come è cambiato il loro lavoro nel tempo? Che strumenti utilizzano per tagliare, sezionare ed affettare pezzi di Animali? Marchingegni innovativi quali segaossa o tritacarne hanno sicuramente diminuito la loro fatica, ma nello specifico ciò che operano è lo stesso di 100 o 500 anni fa. Anzi il consumismo e le catene di montaggio hanno accelerato un opera d’uccisione ora più veloce e spietata. In sostanza come è cambiata (semmai è accaduto) la loro etica professionale? Ovvero esiste un etica specifica nell’uccidere Animali intesa come attività lavorativa? Ovvero la vita degli Animali viene intesa nel 2017 come essenza primordiale intoccabile da non poter essere violata?

 

 

Inutile dunque paragonare ciò che altre specie viventi operano su altri, inutile menzionare la solita falsa teoria che il Leone mangia la Gazzella perchè è giusto (etico) che lo faccia. Qui non vogliamo analizzare questo aspetto, che ha comunque il suo perchè di naturale e sostanziale. Qui discutiamo se l’essere Umano può praticare una scelta che non pregiudichi un assassinio, un assassinio in quanto uccisione spregiudicata ed immotivata.

Da sempre l’essere Umano ha ucciso Animali per nutrirsi. Giusto? Sbagliato? Negli ultimi decenni, forse a causa di un impatto ambientale sempre più pesante, i consumatori sono stati indotti a scegliere un alimentazione più vegetale e ricca di ingredienti naturali. L’abuso di carne e latticini, conseguentemente a massicce campagne promozionali e pubblicitarie, ha creato seri danni a salute ed ambiente. Ciò è innegabile.

In giro per il mondo sono innumerevoli gli esperti in materia che pubblicizzano una nutrizione sempre più responsabile ed attenta che possa favorire una migliore longevità ed un minore apporto di sostanze tossiche per l’organismo. Nonostante le polemiche e la disinformazione da parte di organi industriali, perseveranti nel profitto personale, è ormai risaputo che la carne assunta in quantità particolari crea numerose patologie. Anche i latticini ed il pesce non sono da meno. In particolare la caseina e il lattosio contenuto nel latte vaccino sta creando una vera e proprio epidemia da indigestione, e il pesce contaminato da tossine sempre più presenti nei mari non favorisce una corretta assunzione di nutrimenti fondamentali. Smontare la classica piramide nutrizionale non è lavoro semplice, soprattutto se dietro di essa esistono poteri forti altamente collusi con tutto un apparato medico/scientifico spesso e volentieri mentitore o peggio criminale. Non è una questione di allarmismo ma, dati alla mano, è assolutamente evidente che la dieta mediterranea, tanto inneggiata, non rappresenta più un pilastro fondamentale per coltivare nuove generazioni. Almeno non la dieta mediterranea che include proteine animali in così grosse quantità. Perchè dunque non sostenere la non sostenibilità di assumere CARNE E DERIVATI ANIMALI?

Negli Stati Uniti T. Colin Campbell – biochimico statunitense, nutrizionista, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University, noto per la pubblicazione del rapporto “The China Study” sulla comparazione tra l’alimentazione occidentale e cinese – (fonte Wikipedia) ha stravolto alcuni concetti storici in merito a nutrimenti base per la popolazione moderna. Tutto questo non senza scandali e relativi dibattiti controversi. In seguito ai suoi studi relativi alla correlazione fra cibo e malattie, Campbell ha adottato un’alimentazione integrale naturale a base vegetale e raccomanda la formazione degli operatori medici in tal senso. Nel 2010 in seguito a un’operazione al cuore, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton ha adottato a sua volta la nutrizione vegetariana raccomandata da T. Colin Campbell assieme ai colleghi Caldwell Esselstyn e Dean Ornish. Il numero dei vegani nel mondo è cresciuto soprattutto negli USA, dove quasi il 3% della popolazione adulta è stabilizzato su una dieta vegan. In India si raggiungono picchi del 30%. In Europa ad aggiudicarsi la palma della nazione go vegan è la Germania, con 7 milioni di persone. Dati interessanti giungono poi da oltremanica, dove la British Vegetarian Society ha condotto una ricerca secondo cui circa 2.000 persone ogni settimana cambiano il loro regime alimentare, ovvero circa il 5%. E in Italia? I vegani tricolore rappresentano l’1,1% della popolazione, ma c’è da credere che a seguito del costante crescere di attività commerciali e ristoranti il numero sia destinato a salire. Sempre in Italia esiste da 17 anni la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV -“un’associazione non-profit fondata nel 2000 e costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti sui differenti aspetti delle diete a base di cibi vegetali (c.d. plant-based diets, plant-based nutrition). Le finalità che si propone l’Associazione, sono la diffusione e il sostegno della scelta vegetariana, in particolare nella variante 100% vegetale, e dei suoi principi culturali e scientifici, in quanto promotrice di salute, sostenibile da un punto di vista ecologista, e rispettosa delle scelte etiche delle persone.”

Cosa vuol dire questo? Che effettivamente esistono prove certe che possono correlare determinate abitudini verso un perfetto stile di vita prettamente veg. Ciò non vuol dire che chi mangia carne o formaggio si ammalerà di cancro o diabete, ma specificatamente non contribuirà a raggiungere specifici parametri salutari e di conseguenza ambientali. Soprattutto c’è da ribadire il perché non si possa cambiare. Questo è importante. Ovvero perché non smontare tradizioni e ricorrenze che da decenni sono enormemente rappresentanti di un consumismo esasperato? 50 o 60 anni fa non si consumava tutta questa carne, non esisteva i fast food o le steak house ad ogni angolo di strada. Per la verità non esistevano neanche i centri commerciali (luoghi terribilmente sinonimo di spreco commerciale). Perché allora si è giunti a questa esaltazione del cibo proteico? Le ragioni sono innumerevoli e da ricercare in un capitalismo sempre più concentrato verso la soddisfazione personale: sazi e grassi! Esistono poi alcuni meccanismi che rendono accettabile il consumo di carne, ovvero questo avviene in particolare attraverso la strategia delle tre «N», come la chiama la dott.essa Melanie Joy: mangiare animali è Naturale, Normale e Necessario. La maggior parte degli Animali infatti è uccisa per scopi alimentari. Secondo l’organizzazione mondiale per l’alimentazione (Fao) gli esseri Umani uccidono circa 53 miliardi di Animali per la propria alimentazione ogni anno (cioè 53.000.000.000). A questi si aggiungono (non per meno importanza) tutti i Pesci, e questo tragico numero è in continua crescita e raddoppierà nella seconda parte di questo secolo insieme ad un costante aumento della popolazione Umana che richiederà nuovo cibo animale e dunque nuove uccisioni. Perché dunque è nostro dovere limitare l’uso del corpo Animale? La risposta sta nel fatto che noi non siamo i padroni della creazione, non i padroni degli altri animali, ma al massimo degli incauti ed ingenui amministratori in base a nostre conoscenze acquisite. Le limitazioni trovano altrettanti spiegazioni nel fondamento etico che ci siamo auto-assegnati nel mondo. Quale buon amministratore onesto continuerebbe ad usare un bene che gli è stato concesso di usare solo per supplire ad una sua difficoltà anche dopo che quella difficoltà è superata? Quell’uso non diverrebbe forse un abuso? Questo ragionamento vale anche e soprattutto per l’alimentazione. La scienza alimentare progredisce ogni giorno di più e sono ormai numerose anche le associazioni mediche che propongono una alimentazione vegana o almeno vegetariana. La scienza ancora non ha raggiunto una visione né uniforme né coerente su questo argomento e questo non solo perché la ricerca procede con i ritmi del possibile, ma anche per gli ostacoli creati da interessi potenti e consolidati basati sullo sfruttamento animale. L’intera economia occidentale si fonda sullo sfruttamento del creato. Preso atto di questo però dobbiamo orientare la nostra visione decrescente verso la riduzione di questo sfruttamento, ed imparare a modificare per quanto possibile i nostri comportamenti. Se possiamo sostituire le proteine di origine animale con quelle di origine vegetale abbiamo il dovere di farlo. Seguendo i progressi della scienza e della morale, con mente aperta e costruttiva, scopriremo molti altri modi di alimentarci senza crudeltà né violenza sugli esseri viventi senzienti. Nell’epoca più gloriosa dell’informazione non si può restare indifferenti, e non si può attendere ancora nel non progredire in salute. Formazione, educazione e condivisione rappresentano parametri e condizioni essenziali per diffondere un ottimo stile di vita che rispetti tutti: Animali, ambiente e noi stessi.

 

Foto prelevate liberamente dal web

 

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Sono nato in Italia e qui vivo dal 1973, anno della mia nascita. Mi ritengo una persona fortunata ma schiavo di bisogni e consumi, e per questo motivo mi sento un ribelle che rifiuta e scaccia il sistema. Come dicono in tanti, rispetto a tanti altri, poteva andarmi peggio e potevo nascere in un paese lontano da una civiltà che ci ha reso tutti sofisticati ed avidi di sentimenti! Non rinnego nulla e sono consapevole di essere figlio di tutto questo, ma a volte vorrei essere da un’altra parte per non sentire più quella maledetta televisione assordante! Peace & Freedom!

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