L’immoralità del progresso tecnologico

Lo sfruttamento mistificato come modernizzazione.

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La maggior parte degli Animali è uccisa per scopi alimentari. Secondo l’organizzazione mondiale per l’alimentazione (Fao) gli esseri Umani uccidono circa 53 miliardi di Animali per la propria alimentazione ogni anno (cioè 53.000.000.000). A questi si aggiungono (non per meno importanza) tutti i Pesci, e questo tragico numero è in continua crescita e raddoppierà nella seconda parte di questo secolo, insieme ad un costante aumento della popolazione Umana che richiederà nuovo cibo e quindi nuove uccisioni.

Lo sfruttamento animale è attorno a noi, in ogni azione, tendenza, oggetto, o pratica sociale. Il cibo industriale è completamente contaminato da scarti animali: pensiamo agli additivi utilizzati da grandi brand commerciali, per finire ai classici prodotti da scaffale come i succhi di frutta addizionati con la Cocciniglia (Insetto da cui si ricava un colorante rosso). La vivisezione è ai sui massimi storici, basta analizzare le notizie passate che hanno visto alla ribalta numerosi scandali nascosti o mistificati dall’industria. I fatti recenti in merito a presunti test effettuati per verificare i fumi di scarico dei motori diesel da parte di importanti gruppi tedeschi sono solo l’inizio di un immensurabile catastrofe morale.

Tutta la nostra vita moderna è figlia dello schiavismo. Accade da sempre, dagli albori della nascita Umana. Quello che non si può sopportare però è l’indifferenza e la spietata ipocrisia con cui si affronta il progresso tecnologico. Non è vero che non esiste futuro senza meccanizzazione, e si mente quando non si affrontano nuove frontiere della modernizzazione. Il capitalismo moderno ha visto nascere nuovi metodi di uccisione, nuove torture, nuove atrocità. La ricerca infinita di profitto dispone di un meccanismo incontrollato che prefigge sempre più nuove leve sfruttabili a piacimento. L’ambientalismo non basta per placare la sofferenza e la prigionia con cui interminabili comunità animali giacciono prive di salvaguardia e tutela. Pensiamo alla caccia, alla pesca, al bracconaggio…all’ipocrisia istituzionale che difende e tutela tali modus operandi. Pesca sostenibile certificata da dubbiosi enti istituzionali, associazioni di cacciatori finanziati da fondi governativi, raccolte di fondi monetari (Telethon) pubblicizzati come ricerche scientifiche a scopo sperimentazione animale. Ogni pratica viene soggiogata da interessi di capitalismo. E in questo la responsabilità è assolutamente collettiva.

E’ necessaria una forma più importante di attivismo sociale, da portare avanti a nome degli Animali e a testimonianza di ogni ingiustizia sociale.

L’abolizione dello sfruttamento animale è possibile, e dipende dalle proprie scelte abituali.

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Sono nato in Italia e qui vivo dal 1973, anno della mia nascita. Mi ritengo una persona fortunata ma schiavo di bisogni e consumi, e per questo motivo mi sento un ribelle che rifiuta e scaccia il sistema. Come dicono in tanti, rispetto a tanti altri, poteva andarmi peggio e potevo nascere in un paese lontano da una civiltà che ci ha reso tutti sofisticati ed avidi di sentimenti! Non rinnego nulla e sono consapevole di essere figlio di tutto questo, ma a volte vorrei essere da un’altra parte per non sentire più quella maledetta televisione assordante! Peace & Freedom!

2 Commenti

  1. Caro Roberto leggo sempre i tuoi articoli di cui condivido appieno i contenuti. Ciò che mi lascia un pò perplesso è l’ordine di priorità che viene riservata da parte tua alla difesa degli animali in un mondo in cui la maggior parte degli esseri umani vive in condizioni terrificanti.
    Con questo non voglio dire che impegnarsi nelle battaglie per la dignità umana voglia dire abbandonare gli animali al loro destino; un impegno non esclude l’altro. Si “rema” tutti nella stessa direzione: cercare di migliorare il mondo per i viventi. Ciao.

    • Caro Diego, il discorso è molto semplice: l’antispecismo si occupa delle riflessioni e condivisioni che interessano la questione animale, o meglio in un contesto antispecista non esiste una specie vivente che prevale abusivamente sull’altra, e per abusivamente si intente un comportamento totalmente arbitrario che si oppone alla corretta naturalità degli eventi terrestri. Con questo non è difficile immaginare come le cosiddette leggi della natura non vanno fraintese con lo specismo: non si può impedire ad un Felino di non uccidere la Gazzella, non può nutrirsi di erba perché la sua conformazione fisica gli impedisce di farlo. L’essere Umano, nonostante in molti professino teorie strampalate, non è un carnivoro naturale. La sua alimentazione è prevalentemente onnivoro orientata al vegetarismo. E questo è l’aspetto salutistico. Ma ciò che sta creando più danni è soprattutto l’atteggiamento egocentrico con cui sta usurpando ogni risorsa naturale, Animali in primis.
      Quindi tu mi chiedi…perché tanta premura per quest’ultimi? La risposta vien da sé: 200 mld e più di esseri senzienti sterminati selvaggiamente ogni anno. Non ci sono eguali in natura, in nessun genocidio. E in ogni caso l’indigenza di molte popolazioni è proprio il diretto risultato dell’avidità Umana nella sua interezza. La violenza nei confronti degli Animali è strettamente correlata con quella verso gli Umani.

      Grazie per il tuo commento e cari saluti.

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