Lo stress – La malattia che abbiamo voluto

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Lo stress, questo nemico tanto potente quanto subdolo, è alla fine dei conti un prodotto dei tempi moderni, che come sappiamo sono caratterizzati da tempistiche sempre più frenetiche. La giornata è sempre di 24 ore, ma in questo lasso di tempo abbiamo sempre più faccende da sbrigare, dobbiamo ottimizzare i tempi e se possibile fare più cose contemporaneamente. In particolare quest’ultima abitudine può avere effetti pesanti sul medio e lungo periodo, poiché si finisce con il fare sì più cose allo stesso tempo – come i computer – , ma rischiando anzitutto di farle tutte male. Non siamo delle macchine e dovremmo trovare la forza di ricavarci spazi liberi, diluendo o diminuendo gli impegni. Fra l’altro NON E’ VERO che i computer riescono a fare più cose contemporaneamente: semplicemente sfruttano i minuscoli momenti in cui i loro processori non stanno operando per effettuare altri calcoli. Siccome operano a grandissime velocità, a noi alla fine sembra che facciano più cose allo stesso tempo. Facciamo un po’ di onesta autocritica: Quanta parte dello stress quotidiano deriva dai tanti impegni di cui noi stessi vogliamo sobbarcarci? Siamo proprio sicuri che volendo non potremmo “scartare” qualcosina? La riduzione del tempo dedicato (direttamente o indirettamente) al lavoro retribuito e il conseguente aumento del tempo per la famiglia, per gli amici, per i rapporti sociali, ecc…, unitamente alla minore ricerca di reddito, comportano sicuramente una riduzione dello stress con conseguente beneficio sulla salute. Ecco un piccolo ma illuminante esempio:

”Se in passato un bimbo aveva mal di pancia a scuola, la “scuola” si adoperava per prendersene cura fino alla fine delle lezioni, semmai tenendolo in custodia fuori dalla classe con una bella borsa dell’acqua calda sul pancino. Oggi il bimbo, direttamente lui, telefona, con il suo cellulare, ai genitori e/o ai nonni che si precipitano anche da grandi distanze (10-20-40 km) per prenderlo e portarlo a casa o per “darlo in custodia” a qualcun altro!!! sospendendo riunioni, attività lavorative, stravolgendo programmi di lavoro domestico, ecc…
Il cellulare, dato al bambino per essere tranquilli, aumenta invece il nostro stress.”

P.S.: Ho estratto la citazione in corsivo dal libro “Depiliamoci”, descritto nel seguente link http://www.macrolibrarsi.it/libri/__depiliamoci.php

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Mirko Omiccioli
Nato nel 1969 a Pesaro, nel 1988 mi sono diplomato come Perito Turistico e nel ’93 ho completato un corso di Operatore di Marketing per PMI. Dopo quarant’anni vissuti sulla riviera romagnola a Cattolica, mi sono sposato e trasferito nelle Marche a Fermignano, vicino ad Urbino. Entrato molto presto nel mondo del lavoro (più per necessità che per scelta), ho avuto modo di notare con dispiacere che alla medesima domanda, ovvero: “Cosa serve per vivere?” una volta avremmo risposto “Un tetto, cibo ,acqua e la salute”, mentre ora semplicemente “Servono i soldi”. Questa triste constatazione mi ha fatto capire di essere decrescentista già prima di aver conosciuto il termine.

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