I luoghi e le forme dello sfruttamento animale

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Lo sfruttamento animale ha diverse forme e luoghi diversi: acquari, gabbie, zoo, laboratori di ricerca, allevamenti, circhi, capsule spaziali, sagre, corride, palii, mostre, tornei, rievocazioni storiche, giostre, religiosità, manifestazioni culinarie e folkloristicheo anche uno studio televisivo.

Animali da compagnia. Animali da appartamento. Animali da intrattenimento. Animali da caccia. Animali da vivisezione. Animali da tiro. Animali da reddito. Animali da cortile. Animali da allevamento. Animali da circo…ecc.ecc.ecc.

E poi c’è una particolare categoria che sfortunatamente viene molto sottovalutata:gli Animali da “arredamento” (vivi). È ciò che purtroppo sempre più spesso si vede in alcuni luoghi pubblici e privati.

Come non ricordare l’Orso chiuso in un centro commerciale in Cina, uscito alla ribalta lo scorso anno per le immagini tristissime che giravano sul web. Dopo le continue proteste l’Animale è stato spostato in un luogo più idoneo, ma attualmente non si conoscono le sue condizioni o se addirittura sia morto.

O il Gorilla Harambe vittima sanguinosa all’interno dello zoo di Cincinnati in Ohio, ucciso perchè un bambino era caduto nel recinto. Si decise di sparare al Gorilla per evitare il peggio, ma indubbiamente l’Animale non doveva essere lì. Aveva 17 anni ed era una specie a rischio d’estinzione. È morto prima del suo tempo per mano dell’essere Umano.

Lontano da queste tragedie, ad un livello più familiare, ci sono i Canarini in gabbia, le Tartarughe nelle vasche, o i Pesciolini nelle bocce o peggio negli acquari. A Dubai addirittura ne hanno allestito uno gigantesco, molto probabilmente il più grande del mondo. Posto in un centro commerciale, questa triste opera vanta diversi Guinness dei primati: il pannello in vetro acrilico da 32,88 metri di larghezza, 8,3 metri di lunghezza e 750 mm di spessore. Record anche per la capacità di 10 milioni di litri d’acqua, che lo rende quindi insuperabile. Naturalmente anche il suo contenuto ha un eguale record in sfruttamento: più di 140 specie, 33mila Pesci, di cui oltre quattrocento tra Razze, Mante e Squali. Mai era stata compiuta un opera così macabra e rovinosa. Un’enorme attrazione turistica per allietare i clienti facoltosi che ogni giorno si recano nella struttura commerciale.

Anche noi italiani, nel nostro piccolo, abbiamo alcuni modesti esempi: l’acquario di Genova, l’acquario di Napoli, l’acquario dell’Elba, l’acquario di Cattolica, l’acquario di Trieste, l’acquario di Livorno. Proprio l’acquario di Cattolica è stato oggetto negli passati di numerosi presidi da parte di attivisti che contestavano le rovinose condizioni dei Delfini, successivamente sostituiti con i Leoni marini. Ora la struttura vanta la presenza di numerose specie viventi utilizzati al solo scopo d’intrattenimento.

Ma come se non bastassero tutti questi…un altro famoso acquario è arrivato direttamente nelle case degli italiani: quello di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Sì, avete letto bene! Un acquario in uno studio televisivo come fosse una parete attrezzata ad uso scenografico.

Le proteste sono state numerose, arrivate anche alle orecchie degli autori del programma. Ma nulla di fatto, l’acquario resta lì!

Pesci come cibo, intrattenimento, e quindi anche arredamento. Una mossa infelice, soprattutto se si analizza il recente dibattito internazionale che tende a far riflettere maggiormente sulla necessità di ridurre ulteriormente le sofferenze degli Animali, in ogni luogo di detenzione.

Sembrerebbe veramente una marcia indietro, in un preciso momento storico in cui la consapevolezza cresce a dismisura, anche soprattutto dopo aver analizzato le recenti discussioni in parlamento che aspirano a ridurre, pur parzialmente, gli Animali all’interno dei circhi italiani (il decreto potrà essere in vigore dal 2018).

Il sig Fabio Fazio si giustifica malamente ironizzando su un questione molto delicata: “I pesci stanno benissimo, sono nell’acqua!”

Ed è per questo motivo dunque che si è deciso di istituire una petizione popolare che possa far riflettere maggiormente, ed ancora, su un episodio molto spiacevole e delirante. Clicca qui per accedere alla petizione online e firmare.

Qualcuno potrà dire che ci sono cose più importanti da divulgare. Che questo non è il luogo adatto per discutere di una tematica animalista, che la “decrescita” si occupa di ben altre faccende e non di Pesci chiusi dentro in una vasca. Ma come poter affrontare seriamente un approccio rivoluzionario che possa finalmente scaturire un cambiamento tale da far rinascere una coscienza assopita? Si può essere portatori di una nuova era moderna, progredita e ed infine libera da pregiudizi e speculazioni senza considerare la nullità e la negatività di prigioni legalizzate?
Indubbiamente all’interno di una scala dei valori etici c’è sempre qualcosa di più prioritario da perseguire, ma questa iniziativa ha lo scopo primario di instillare (come dice Annamaria Manzoni) un barlume di pensiero affinché molti capiscano che non è giusto utilizzare i Pesci (e quindi ogni Animale) per in-scenografa-re complementi d’arredo!

Gli Animali non sono soprammobili, questo deve essere ben chiaro!

La petizione è nata anche per continuare il lavoro di divulgazione svolto da Renata Balducci presidente di Associazione Vegani Italiani Onlus, che in prima persona si era esposta di recente per protestare contro questa iniziativa di controcultura odierna.

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