L’UOMO HA DIRITTO DI “VOLARE”

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Orgogliosi della propria civiltà, gli occidentali, si pavoneggiano mostrando al mondo gli alti standard di vita raggiunti dai loro cittadini. Uomini e donne godono di libertà, benessere e una vita agiata.

In realtà la moderna società occidentale è una macchina infernale che sotto l’esigenza di aumentare continuamente la produttività macina gli individui e la loro umanità.

L’essere umano è troppo elevato per ridurlo ad un semplice ingranaggio di una macchina economica.

Dicevano bene gli antichi quando consideravano il lavoro un terribile fardello da evitare o ridurre all’essenziale.

Oggi nel mondo lavorativo, in qualsiasi settore, si è perso il concetto di uomo. L’individuo non è un essere umano ma un “produttore” una “macchina lavoratrice” che, in quanto tale, ha valore solo per quello che produce.

Mi viene da piangere a vedere, l’uomo, questo essere meraviglioso, considerato alla stregua di una macchina, da sostituire non appena si guasta o perde in efficienza. Le politiche del lavoro portate avanti in occidente tendono ad enfatizzare questo meccanismo per una assurda rincorsa delle economie “ex-emergenti” come ad esempio la Cina.

Ho lavorato in una grande azienda e la totale mancanza di umanità con cui sono stato trattato mi “ha fatto piangere”. I miei superiori, anch’essi ingranaggi dell’immenso trita-carne economico, mi chiedevano una efficienza produttiva disumana. Per fortuna ho avuto la possibilità di chiudere questa esperienza lavorativa ma credo che se non avessi avuto la possibilità di cambiare avrei finito per rimanere “schiacciato”….tra l’esigenza di lavorare e le assurde richieste dell’azienda.

A pensarci, ancora adesso, mi vengono le lacrime agli occhi e penso a coloro meno fortunati di me, povere anime.

L’uomo è un essere meraviglioso fatto per pensare, amare, cantare, giocare, ridere, scherzare, ballare, aiutare; l’uomo sogna di volare e sogna un mondo migliore ma la società occidentale intende ridurlo a “macchina lavoratrice” estirpandogli la sua umanità.

Dobbiamo ribellarci, cambiare lo “spirito” della società. Come si può cambiare questo pensiero unico questo flusso inarrestabile che spinge in una sola direzione?

Ascoltando un tg, leggendo un giornale sentendo parlare le persone si ha sempre una sola impressione e cioè che ciò che conta in qualsiasi vicenda umana, qualsiasi essa sia, è l’aspetto economico cioè quanto la cosa vale tradotta in denaro. La malattia, la morte, la felicità, il gioco, la guerra, qualsiasi azione umana ha senso solo in quanto produce o rende denaro.

E’ possibile rimanere fermi a guardare l’annientamento dell’uomo?

Ciò che spaventa, in effetti, è la quasi totale assenza, nel panorama culturale, di un pensiero alternativo, la fine dell’umanesimo.

Fino a qualche anno fa, diciamo fino alla caduta del “muro”, coloro che sognavano un mondo migliore avevano un punto di riferimento che per quanto traballante e malconcio indicava la strada in cui l’uomo avrebbe dovuto incamminarsi. Il comunismo in effetti, con tutti i suoi errori e limiti, rappresenta un tentativo, finito male, di costruire un mondo migliore. Il comunismo si pone al termine di quella battaglia, cominciata con gli illuministi, portata avanti dai movimenti operai per il miglioramento della condizione umana. Una battaglia, per molti “persa in partenza” ma che dopo la “caduta del muro” e l’estinzione dei partiti comunisti occidentali non si combatte più! E questa è la cosa grave!

Perchè è vero che queste lotte non hanno salvato il mondo (hanno ottenuto comunque, storicamente grandi risultati, vedi i diritti dei lavoratori) ma hanno rappresentato un punto fondamentale per lo spirito e cioè il fatto che eticamente l’umanità si muovesse, se pur a fatica, nella giusta direzione.

Oggi il capitalismo finanziario globale, vero dominatore economico e morale del mondo sprona la società alla ricerca di una continua crescita economica e una massimizzazione della produttività del lavoro come un treno lanciato a tutta velocità su un binario morto che tutto e tutti travolge nella sua folle corsa.

Non possiamo e non dobbiamo accettare lo stato di cose e abbandonare l’umanità a questo “miserabile futuro”.

I movimenti come la decrescita che lavorano alla costruzione di un futuro diverso devono unirsi per cambiare “il vento” e dare una possibilità all’umanità. Ovviamente la lotta si presenta come un “Davide contro Golia” ma è nostro dovere morale provarci perchè senza speranza in un mondo migliore muore l’intero genere umano.

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Diego Imbriani
...sento che il modo migliore per spendere la mia vita è quello di fare qualcosa di buono per i miei simili...e al momento la cosa migliore è quella di risvegliarli dal torpore intellettuale in cui sono stati ridott dalla societa consumistica capitalistica....

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