Non chiedetemi di aumentare il Pil

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“Essendo fallite tutte le rivoluzioni, l’unico modo per non farsi consumare dal consumismo è quello di digiunare, digiunare da qualsiasi cosa non sia assolutamente indispensabile, digiunare dal comprare il superfluo… Ognuno può contribuire a cambiare il sistema: digiunando” Tiziano Terzani

Chiedetemi tutto, ma non chiedetemi di aumentare il PIL.
Oggi la nostra indipendenza, la nostra libertà di individui, la nostra dignità di cittadini non si esprimono più tramite diritti o doveri, siamo dentro un sistema degenerato da cui non possiamo uscire da soli, da cui non possiamo prescindere.

Oggi la nostra espressione di dignità, libertà e indipendenza più elevata è la disobbedienza culturale. Dobbiamo ridotare il singolo individuo della sua capacità di vedere differente dagli altri, di avere autonomia intellettuale, in senso culturale, del modo di pensare e progettare la propria esistenza.

Riconquistiamo la nostra libertà di espressione riappropiandoci del significato delle parole: ridefiniamole, ricontestualizziamole, diamo forma al nostro pensare e al nostro agire usando buon senso e leggerezza. Abbandoniamo il positivismo ottuso della crescita eterna e del progresso inarrestabile. Smettiamo di pretendere ma inziamo a creare un’alternativa, anche piccola, anche banale, ricominciamo da qualsiasi punto in cui ci troviamo adesso. Facciamolo per noi, a partire da noi. Scaviamo nei nostri animi e traiamone linfa vitale. Dissociamoci dal pensiero unico, da concetti oramai defunti, dissociamoci dall’omogeneizzazione culturale che ci chiede costantemente di puntare al consumo delle nostre vite per poter progredire.

La svolta politica italiana si fonderà su nuovi modelli di pensare, su una rivoluzione culturale. Un lavoro che sicuramente non accresce il PIL ma che è di vitale importanza. Chi farà questo lavoro gratuitamente? Una bella domanda. Probabilmente dovremmo farlo tutti assieme, “rinunciando” a qualche ora di lavoro per accrescere il PIL.

Sempre più lavoro è fatto per far accrescere il PIL e una parte sempre più piccola di questo lavoro ha una finalità utile alla felicità e al benessere delle persone comuni. E’ proprio tempo di una riprogettazione radicale di tutto il sistema. Il lavoro è tanto, ma dato che non è remunerato nessuno lo vorrà fare.

Non sono più disposto a far crescere il PIL, se questo effetto non ha il minimo impatto positivo sulla vita delle persone. Non sono più disposto a favorire l’eccesso, lo spreco, il superfluo. Non sono più disposto a seguire la cultura del tempo, i buoni propositi del progresso, nè tanto meno a fare sacrifici per tutto ciò.

Capisco che dovete far crescere il PIL, che siete tutti impegnati in tale obiettivo e che tutti i mezzi possibili sono buoni a tale scopo, ma non fate più affidamento su di me. Quando dovrete far leva su le persone per far crescere il PIL, non venite a disturbarmi.

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Luca Madiai
Mi interesso da qualche anno delle tematiche della decrescita e della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sono arrivato alla decrescita dopo il mio percorso di studi di ingegneria nel settore della produzione di energia. Durante gli anni universitari sono stato membro attivo dell’associazione studentesca europea AEGEE ed ex presidente della sede locale di Firenze (AEGEE-Firenze). Ho lavorato a un progetto sull’energia geotermica a Budapest, dove sono vissuto per alcuni mesi nel 2009 e nel 2010 e ho scritto la tesi di laurea specialistica. Ho studiato anche la lingua ungherese. Nell’autunno del 2010 ho scritto il saggio Decrescita Felice e Rivoluzione Umana e aperto l’omonimo blog dove cerco di diffondere le mie idee attorno alla decrescita felice e alla filosofia buddista. Nel 2012 ho contribuito alla rinascita del Circolo Territoriale del Movimento della Decrescita Felice di Firenze (MDF-Firenze), di cui sono parte attiva. Ho lavorato nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Mi diletto nello scrivere poesie “decrescenti” e nello spostarmi quasi sempre in bicicletta. Credo nella sobrietà, nella semplicità e nelle relazioni umane disinteressate come mezzo per migliorare la qualità della vita e cerco ogni giorno di attuarle. Ho scritto due libri sulla decrescita liberamente scaricabili da questo sito: "Decrescita Felice e Rivoluzione Umana" e "Ritorno all'Origine"

2 Commenti

  1. Ottima citazione quella di Terzani!

    Non fate affidamento nemmeno su di me per far crescere il PIL … sono occupato in altre cose più importanti!

  2. Concordo in pieno.. in particolare con la prima parte dell’articolo.
    Fa piacere pensare autonomamente, ma ogni tanto leggere/sentire qualcuno che la pensa come te. 🙂
    Credo che non siamo gli unici.. e qualcosa dovrà cambiare per forza.

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