Quando il superfluo diventa indispensabile

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Un sistema basato sulla crescita infinita in un mondo finito non può fare a meno di creare paradossi. Tra i vari paradossi, che è così piacevole scoprire giorno per giorno, mi salta alla mente quello che rende il superfluo indispensabile. Non è un gioco di parole, non è un ossimoro, ma uno dei tanti paradossi della società odierna. E non occorre spaventarsi, né fuggire ai ripari. È ovvio che con l’aggravarsi della triplice crisi, dovuta proprio alla non compatibilità del sistema attuale con i principi che regolano la ecosfera, più e più paradossi e contraddizioni verranno a galla (come i nodi che prima o poi vengono al pettine). Saranno sempre più evidenti e un numero crescente di persone si accorgerà della follia che ci sta dominando e comincerà perciò a porsi delle domande e a rivedere le proprie convinzioni, date adesso per certe e inviolabili.

Considerando tale modo di vedere le cose allora non c’è che da star sereni e pieni di ottimismo nel notare il delirio con cui migliaia e migliaia di persone si accodano sin dalle prime ore del mattino per comprare l’ultima versione dell’iphone. Come non rallegrarsi pensando che tale fenomeno, normalissimo nell’era dell’abbondanza, non cominci forse a destare orrore a un numero maggiore di persone. Che sia magari un barlume di speranza? L’inizio di una presa di coscienza? Non è così che iniziano le grandi rivoluzioni culturali? Dall’osservare che c’è qualcosa che non regge più nei nostri “normali” comportamenti?

Il nostro benessere attuale si sostiene grazie a un sistema economico-sociale che ha dominato l’intero pianeta e che per sua stessa ragione di essere tende a cercare tutti i mezzi pur di sopravvivere, essendo ritenuto culturalmente il migliore, se non l’unico, sistema possibile atto a questo scopo. In questo contesto, in cui tutto è subordinato alla crescita dei profitti, allora l’eccesso, il superfluo e lo spreco diventano elementi cardini per alimentare un motore che altrimenti si spengerebbe da solo. Ma è ovvio che questo non fa che peggiorare la situazione, creando disagi e sofferenze crescenti, mentre purtroppo i profitti e i benefici percepibili dalle persone comuni non possono fare altro che decrescere col tempo.

Sotto il punto di vista attuale, la persona in coda dalle prime ore del mattino per comprare l’hi-phone non è un folle, anzi, dovreste ringraziarlo perché sta permettendo al PIL di crescere, alimentando l’economia. Nell’era dell’abbondanza lo spreco non va perseguito, va incoraggiato: e quanti esempi di sprechi (energetici, materiali, finanziari, di tempo) il sistema si sta inventando pur di andare avanti !!! Lo scopo è quello di far crescere l’economia, anche se facciamo qualcosa che apparentemente non ha molto senso, ciò è del tutto subordinato al dogma inviolabile che la crescita deve continuare in eterno.

E allora viene fuori che il vero folle non è lui che si mette in fila per comprare un telefono all’avanguardia, ma sei tu che lo stai guardando sbigottito e ti stai chiedendo se tutto questo ha un senso o no. Il vero problema è che non ti sei accorto prima che un tale sistema avrebbe inesorabilmente condotto a un tale paradosso, a una tale crisi strutturale, fino ad arrivare a mettere a rischio il nostro stesso futuro. Sei tu il folle, non lui che vive in un sistema e lo sostiene, ma tu che ti accorgi di anomalie pericolose e dai la colpa ad altri, senza riuscire a individuare la causa in un modello di pensiero prima di tutto piuttosto che in complotti o carenza di ottimismo.

Il folle sei tu che non riesci a capire perché nell’era dell’abbondanza l’eccesso non è mai abbastanza, lo spreco crea valore e il superfluo è diventato indispensabile.

 

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Luca Madiai
Mi interesso da qualche anno delle tematiche della decrescita e della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sono arrivato alla decrescita dopo il mio percorso di studi di ingegneria nel settore della produzione di energia. Durante gli anni universitari sono stato membro attivo dell’associazione studentesca europea AEGEE ed ex presidente della sede locale di Firenze (AEGEE-Firenze). Ho lavorato a un progetto sull’energia geotermica a Budapest, dove sono vissuto per alcuni mesi nel 2009 e nel 2010 e ho scritto la tesi di laurea specialistica. Ho studiato anche la lingua ungherese. Nell’autunno del 2010 ho scritto il saggio Decrescita Felice e Rivoluzione Umana e aperto l’omonimo blog dove cerco di diffondere le mie idee attorno alla decrescita felice e alla filosofia buddista. Nel 2012 ho contribuito alla rinascita del Circolo Territoriale del Movimento della Decrescita Felice di Firenze (MDF-Firenze), di cui sono parte attiva. Ho lavorato nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Mi diletto nello scrivere poesie “decrescenti” e nello spostarmi quasi sempre in bicicletta. Credo nella sobrietà, nella semplicità e nelle relazioni umane disinteressate come mezzo per migliorare la qualità della vita e cerco ogni giorno di attuarle. Ho scritto due libri sulla decrescita liberamente scaricabili da questo sito: "Decrescita Felice e Rivoluzione Umana" e "Ritorno all'Origine"

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