Specismo | Diversamente utile

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Siamo nati in una società specista e purtroppo ragioniamo da specisti perché siamo circondati da presupposti e compromessi specisti, quindi pur avendo una profonda consapevolezza ognuno pensa ed agisce nel migliore dei modi.

Come dire: capisco il difetto di questo meccanismo e mi adeguo al meglio che posso, sperando che un giorno questa realtà svanisca e si ricreino le fondamenta per un nuovo e rivoluzionario presente. E’ così… viviamo in una profonda contraddizione che è lo specismo e, purtroppo per noi che ne abbiamo capito il difetto, è molto difficile affrontare il compromesso e soprattutto confrontarci con gli altri, in particolare con chi ancora non è pronto… o forse non lo sarà mai.

E’ doveroso riflettere, ed è altrettanto importante rapportarci nel migliore dei modi. Non esiste un metodo specifico, né un insieme di regole. Certamente l’antispecismo è l’approccio altruista meglio rappresentativo di questo presente, in contraddizione con tutto ciò che è violento e distruttivo, ovvero ogni forma di sfruttamento sia esso verso gli Animali o gli Umani. Ma proprio perché giovane di nascita deve evolversi altrettanto radicalmente con la collaborazione di tutti, proprio per ribaltare la sofisticata ramificazione che nel tempo si è diffusa attraverso la società Umana in tutte le sue forme parallele, coincidenti però in uno stesso fine: razzismo, sessismo, egoismo ecc.ecc.ecc…

D’altronde l’essere vegani ad oltranza non serve a molto se poi il risultato è controproducente. Gli estremismi servono solo se sono costruttivi, esplicativi, chiarificanti… e via discorrendo. L’essere Umano non può essere il custode del pianeta (e quindi degli Animali), semplicemente perché è arrivato fin qui proprio sfruttando ogni risorsa naturale (e quindi soprattutto gli Animali). E’ diventato il padrone assoluto attraverso mezzi sussistenti altamente sofisticati. Per poter porre fine allo specismo (e quindi allo sfruttamento Animale) è necessaria una regressione (magari biologica) che lo riporti allo stato paritario tra egli e tutti gli altri Animali…non più sfruttabili quindi a proprio piacimento, ma motivo di scambio culturale. Quando capiremo che il diverso non è pericoloso ma bensì utile ad un arricchimento reciproco, allora l’antispecismo avrà fatto breccia tra le coscienze.

12 Commenti

  1. Ciao Roberto
    Lo specismo, l’antispecismo e gli animali da compagnia
    Con questo commento tocco un solo tema: il possesso di animali da compagnia.
    Come si pone l’antispecismo con il possesso di animali da compagnia (essenzialmente cani e gatti)?
    Come si pone l’antispecismo con il trattamento a cui questi animali sono sottoposti (mi riferisco per es. alle castrazione e/o alla sterilizzazione e a altre mutilazioni a cui gli animali da compagnia sono sottoposti) e alle condizioni di vita a cui devono sottostare?
    I temi da trattare sono tanti altri ma, come dicevo agli inizi, mi limito solamente al tema trattato.
    Ciao
    Armando

  2. Ciao Armando e grazie per la tua domanda. Innanzitutto per l’antispecismo non esistono Animali DA o PER in quanto gli Animali non sono nati per un determinato scopo o funzione e quindi non devono essere sfruttati. In sostanza, e brevemente per non dilungarci troppo, l’approccio antispecista non prevede una supremazia di specie sull’altra oltre i determinati limiti di sopravvivenza. Per intenderci la classica obiezione che viene imputata agli antispecisti è che il Leone mangia la Gazzella “naturalmente” senza considerare però che egli non ha secondi fini di conquista e non applica priorità personali tali egocentrici escludendo ovviamente la tutela della propria vita, cosa che di contro invece applica l’essere Umano, anzi gli Umani sono le uniche creature terrestri che auspicano ad un controllo totale di ogni risorsa vivente. Una sorta di dittatura onnipotente per intenderci. Detto questo…come ci si pone nei confronti degli Animali d’affezione? Semplicemente cercando di correggere, e quindi conservare, la loro tutela e salvaguardia dopo secoli di addomesticazione forzata. Il randagismo altro non è che una tragica conseguenza a tutto ciò che è stato fatto in passato. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e coscientemente considerare Cani e Gatti, ed altri esseri a noi vicini, come ospiti involontari in quanto costretti a dipendere da noi stessi non avendo più (purtroppo) un proprio habitat naturale. E’ ovvio che ogni pratica violenta applicata ad essi, quali sterilizzazioni o mutilazioni e quant’altro, sono nello specifico attività crudeli alquanto necessari di caso in caso. Ovviamente si sterilizzano i Gatti per evitare colonie Feline enormi che porterebbero inevitabilmente a nuove vittime ed altra sofferenza. In taluni casi ciò è purtroppo necessario ma non è detto che sia totalmente giusto ed etico. Sono inammissibili infatti le mutilazioni applicate ai Cani quali taglio della coda o orecchie per scopi estetici o competitivi, o peggio i tatuaggi (altra moda stupida nata di recente)…ecc…ecc…
    Quindi come puoi immaginare le nostre responsabilità sono enormemente impattanti sulla vita e la morte degli Animali, di qualunque specie.
    Spero di averti chiarito un po’ le idee o puoi fare altre domande se preferisci approfondire l’argomento.
    Cari saluti.

    • Ciao Roberto
      Ho l’impressione che ci sia molta confusione su questo tema e che quindi sia necessario chiarire bene il rapporto che c’è fra l’uomo e gli animali da compagnia e, soprattutto in che relazione ciò si pone con la prospettiva della decrescita.
      Dici che per l’antispecismo non esistono Animali Da o Per: dici questo forse perché ho usato l’espressione “animali da compagnia!”? Tu hai usato l’espressione “Animali d’affezione” quindi anche tu hai usato il “da”.
      Questo mi fa venire in mente un articolo che lessi in merito alle mutilazioni a cui sono soggetti gli animali in questione. Il sovra titolo dell’articolo era “Tutto quello che dovete sapere su vostri migliori amici” mentre il titolo era “Castrazioni e sterilizzazioni”.
      Mi riprometto di fare un articolo su questo tema che sicuramente alzerà un vespaio come successe un paio di anni fa quando in un articolo accennai al costo che comporta il possesso di animali da compagnia.
      Il link all’articolo è il seguente: http://www.decrescita.com/news/che-cosa-e-la-decrescita/
      Cordiali saluti e a risentirci

      • Infatti ho usato la dicitura “d’affezione” perchè è più corretta rispetto a “compagnia” o peggio “domestici” (non sono pezzi d’arredamento)…ma ciò non significa che approvo tale appellativo, anzi è contrario ad ogni forma d’antispecismo.
        Cari saluti (leggerò il tuo post).

        • Ciao Roberto, sono felice che approdi sul nostro blog una persona che affronti la tematica antispecista, con la quale volenti o nolenti bisogna rapportarsi se si vuole cambiare la mentalità che ha portato allo sfracello ecologico attuale. Ti segnalo anche che, se wordpress non ha scasinato qualcosa a livello di impostazioni, sui tuoi articoli dovresti poter approvare i commenti altrui (e specialmente i tuoi!) direttamente senza passare per la moderazione.

          • L’antispecismo è attualmente l’unico approccio realmente pacifista che possa porre fine allo sfruttamento Animale e prevedere quindi una nuova società Umana lontana da soprusi e violenze, ovvero tutto ciò che oggi rappresenta l’attuale sistema politico e commerciale. La mercificazione di ogni essere vivente (e in questo purtroppo gli Animali occupano il posto più avanzato) ha annientato ogni reale e concreta empatia benefica per la salvaguardia di ognuno. L’estrema competitività non lascia spazio a riflessioni e condivisioni costruttive. E ciò che oggi ormai rappresenta il consumismo esasperato non lascia spazio a altre considerazioni.

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