Suspense fra decrescita e glocalismo/2

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Uno scorcio della mia provincia.

Vieste.architielloECONOMIA VERTICALE
Sono nato e vivo in un Comune che è il doppio di Milano mentre la mia provincia è 4 volte e mezza la corrispondente. La mia include un luogo di culto meta incessante di turismo religioso da tutto il mondo, sicuramente il più visitato d’Italia. Questo sito fa parte di un promontorio considerato fra i più belli d’Italia e anche le altre spiagge della costa non sono di minore bellezza. Vicino al promontorio vi sono 2 laghi fra i più grandi e belli d’Italia e di fronte, nel mare, isole amene. Insieme vanno a costituire un Parco Nazionale –forse il più grande d’Italia- comprese le isole (Parco Marino). A pochi km dal mio paese sorgono le vestigia del “castello” dove è morto uno dei più grandi imperatori della storia, Federico II di Svevia, e l’area contiene numerosi altri castelli. Ha 2 stazioni termali e pianura, colline e monti a vocazione eno-agricola tanto che la mia città alla fine dell’800 esportava vino in Austria, mentre un’altra città della stessa provincia lo vendeva in America (un suo illustre figlio è stato il più famoso sindaco di New York tanto da intitolargli il primo aeroporto).
Evidentemente da noi il territorio, le risorse e gli uomini sono “diversamente utilizzati”, perché una sola strada di Milano fattura il doppio di tutta la mia provincia (stima: 1,5 miliardi vs. 3; con la differenza che il fatturato della mia provincia è in calo mentre quello di via Montenapoleone è in crescita nonostante la crisi).
Se ho 2 figli che studiano in 2 università private di Milano il mio stipendio contribuisce più alla ricchezza di Milano che del mio Paese. E se compro una casa ai miei figli, anche i risparmi di tanti anni (passati e futuri, col mutuo) finiscono là.
Se poi i ragazzi rimangono a lavorare a Milano, altri soldi e risorse umane verranno sottratti alla mia città.
Per attirare soldi ci vogliono soldi, investimenti, strategie, marketing … un drenaggio continuo di risorse da luoghi più poveri verso luoghi più ricchi, dalla periferia al centro, dal sud al nord …

VAGITI DI ECONOMIA ORIZZONTALE

La rivoluzione dei maker, stampanti 3D e co. permetterebbe, ad ognuno, di costruirsi l’oggetto che gli pare. Detto così sembra uno sfizio per hobbisti. Eppure il Presidente Obama ha esortato gli imprenditori a non lasciarsi sfuggire questa rivoluzione, per rilanciare l’industria manifatturiera.
Spesso si buttano televisori, cellulari, computer perfettamente funzionanti ancorché obsoleti. I phonebloks saranno cellulari modulari di facile assemblaggio che permettono di cambiare singoli moduli man mano che escono novità. Parallelamente vi è un fiorire di “piccole” ditte di cellulari che ripropongono il modello obsoleto delle grandi marche. A prezzi stracciati.

La Samsung –a differenza della Apple- progetta e fabbrica gran parte dei suoi componenti. Quindi è interessata a continuare a venderli anche dopo che quel modello non è più competitivo nel segmento di fascia alta. Oggi che l’obsolescenza è rapida, dopo solo 1-2 anni lo stesso modello diventa accessibile a tutti. Anche se di un’altra marca.
Se mettiamo insieme la rivoluzione dei maker, la facile reperibilità dei componenti e la facilità di montaggio, conseguenza della modularità, potremmo concludere che domani ognuno si potrebbe costruire un modello personalizzato, strettamente aderente alle sue esigenze, progettandolo e assemblandolo, dall’estetica alle prestazioni.
Anche in altri campi ci sono novità sostanziali:
Ikea & co. hanno abbattuto i costi dei mobili lasciando all’utente l’assemblaggio, risparmiando molto, così, anche sulla logistica.
– L’e-commerce elimina molti passaggi commerciali, potendosi tradurre in alcuni casi in un passaggio diretto dal produttore al consumatore.
– Nel 2001 la recessione portò ad una contrazione del 2,2% del PIL di Singapore. L’Economic Review Committee (ERC) fu prontamente istituito nel dicembre 2001 per rivitalizzare l’economia. La ripresa non tardò: Singapore è cresciuta dell’8,3% nel 2004, del 6,4% nel 2005 e del 7,9% nel 2006. Questo sviluppo -che per l’epoca si può considerare vertiginoso- non è casuale e non è legato al parallelo sviluppo della Cina (come è successo in USA). Per prima al mondo la città-Stato costruì un polo biomedico ed invitò le multinazionali del settore a trasferirsi -chiavi in mano- nel sito, lavorando in stretta collaborazione anziché in competizione. Molte colsero l’opportunità, fra cui 6 delle 10 maggiori aziende farmaceutiche mondiali, spostandovi ricerca e produzione (1).
– La Foxconn International Holdings, colosso taiwanese, costruisce in Cina iPhone e iPad della Apple, parti della PlayStation 3 della Sony, del Kindle di Amazon e ha per clienti buona parte dei giganti dell’elettronica, da Dell a Nintendo, da Microsoft ad Acer, Nokia, Intel.
Il lavoro è un costo per le ditte. Indesiderato perché poi quando succede qualcosa l’opinione pubblica se la prende con … chi ci mette la faccia. Come è successo: la fabbrica cinese della Foxconn ha la più alta percentuale di suicidi. Lo scandalo ha travolto la Apple (2).
C’è una guerra fra umani e automi, a chi prende più lavoro (3). Più gli umani si organizzano per strappare lavoro agli automi più soldi girano fra gli umani. E sono contenti pure gli industriali: più soldi vanno agli umani e più c’è disposizione a comprare i prodotti.

Oggi sul prezzo di un prodotto vanno ad incidere costi che hanno alimentato settori “epocali”: basti pensare alla pubblicità. Se domani ci fosse un pubblico capace di scegliere il prodotto secondo le proprie esigenze, le aziende perderebbero interesse alla pubblicità. Si configurerebbe una società con studi tecnici che progettano innovazioni che si traducono in moduli. In gran parte è già così: non solo i big clienti della Foxconn, ma anche la moda e i vestiti, finanche la pasta … si occupano di marchi e vendita, ma si tengono lontani dalla “fabbrica” propriamente detta.
Se ognuno ordina solo quello che gli serve, senza mode o “bisogni indotti”, ne verrebbe rivoluzionata la logistica, l’informazione (pubblicità), l’assemblaggio. Ma, ciò che più conta, cambierebbe la cultura del fruitore, che – a questo punto – sarebbe meglio non chiamare più “consumatore”. Ciò potrebbe contaminare tutti i campi, dall’autotrazione alla mobilità, dalla sanità alla scuola che non servirebbe più per trasmettere –passivamente- cultura ma per insegnare a valutare, pesare, tradurre in pratica il dumping di notizie –oggi troppo facilmente reperibili-.
Colossi (del manifatturiero come di altri settori: oggi nella sanità succede con i brevetti dei farmaci scaduti) potrebbero essere sostituiti da piccole industrie locali a gestione familiare che grazie a macchinari “fatti in casa” (dai maker) permettono fabbriche sparse sul territorio con notevoli risparmi logistici. Piccole aziende significa piccoli investimenti iniziali, quasi microcredito.
Passare da un’economia verticale, odierna, ad una orizzontale, deriva non solo dalle opportunità offerte dall’ambiente tecnologico, ma anche dall’intelligenza degli amministratori. La salute delle casse pubbliche non scaturisce solo dall’aumentare le tasse –specialità dei cattivi amministratori- ma dal cogliere opportunità e offrirle alla comunità. Ogni giovane che se ne va è una risorsa in meno, un lento impoverimento locale. Come ogni posto di lavoro sostituito con una macchina. Oramai il compito di chi amministra, sull’esempio di Singapore e di Obama, non dovrebbe fermarsi ad incentivare ma stimolare, creare, inventare occasioni, opportunità, lavoro.
Cosa c’entra tutto questo con la decrescita e il modello glocal? Ci arriviamo! Alla prossima …

P.S.: avevo detto 2 parti? Mi sbagliavo.

***
(1): Allego il link del documento prodotto dal nostro Istituto per il Commercio Estero nel giugno 2007, per invogliare a seguire l’esempio: http://www.biotechinitaly.com/pdfUffici/RubricaSingapore.pdf ).
(2): http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_26/apple-salom_a2c196d2-4802-11e1-9901-97592fb91505.shtml
(3):http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/01/news/un_milione_di_robot_entro_il_2014_ecco_il_nuovo_piano_del_produttore_dell_iphone-19869675/

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Vincenzo Pisante
Medico di Base, allevatore di lombrichi e limacce per passione. Se le malattie del benessere sono un'epidemia, la decrescita diventa terapia. Se i rifiuti sono un problema, lombrichi e limacce possono essere una buona soluzione. Il fine è nei mezzi, il fare - e non il dire - dice chi sei, solo chi ha pace dentro vive in pace, chi semina grandine raccoglie tempesta! La Verità è come l'orizzonte, più ti avvicini ...

3 Commenti

  1. Questo Obama ne dice di cose…
    In attesa della prossima puntata, ribadisco che la cossiddetta “rivoluzione dei makers” e` una bufala galattica, cosi` come i phoneblocks ed altre sciocchezze che fanno leva sulla voglia di individualismo creando un nuovo tipo di consumismo: si tratta solo di un nuovo modo di vendere i microchip made in china che stanno nei phoneblocks. Quei microchips non si fanno e non si faranno mai in casa. Cosi` come, si e` gia` detto, i motorini che vanno dentro le stampanti 3D.
    Ikea ha abbattuto i costi dei mobili ? Forse; in realta` ha tolto una fase di lavoro che costava, diciamo, 100 e ha ridotto il prezzo di vendita forse di 30, cosi` si intasca un’aggiunta di profitto di 70 alle spalle di un consumatore che ormai compra mobili standardizzati uguali in California, Australia e… Singapore senza piu` alcun gusto, come fosse un panino di McDonald. Siamo fregati due volte, oltre a pagare di piu` otteniamo di meno… beh almeno abbiamo l’illusione di far da noi tenendo un cacciavite in mano.
    Se questo e` il mondo dei makers… non e` certo il mio.
    E poi Singapore… basta viverci per saperlo. Il PIL viaggia di pari passo con il numero di containers e di navi che sono parcheggiati in porto. Il resto e` vetrina.
    Come andra` a finire ?

    • Condivido tutto, perfettamente.
      L’ambiente tecnologico, infatti, è “amorfo”, apartitico, apolitico e neutrale. Gli “attori” lo interpretano e lo usano ognuno secondo i propri scopi. Perchè da sempre va in una direzione? Sono efficaci forme di protesta lontane dalla cultura e dai bisogni della maggioranza? Perchè pur potendo trarre delle conclusioni diverse (diciamo come le “sogno” io) la realtà è proprio come la descrivi tu?
      Alla prossima.

    • L’articolo che segue si può leggere in vari modi. La Cina è stata la prima che ha pianificato le nascite tenendo presente l’invecchiamento della popolazione. Probabilmente si sono fatti anche i conti di quanto gli costerebbe continuare ad “inquinarsi la vita”:

      http://www.lescienze.it/news/2014/01/16/news/traffico_densit_auto_limiti_cina_sviluppo-1964631/

      Se pensi che -invece- l’Occidente ha cercato di contrastare il drammatico aumento delle malattie del benessere, ma ha ampiamente fallito!

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