Tempo di vacanze: consigli di lettura… e non!

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800px-Clifton_BeachÈ oramai tempo di vacanze estive, che per molti di noi significa la possibilità di un sano ozio in un ambiente naturale, situazione ideale per dedicarsi alla lettura! Vorrei consigliare a tutti gli amici di DFSN alcuni libri, senza indugiare sugli autori sicuramente già conosciuti per la loro adesione alla decrescita (Latouche e Pallante, ad esempio) per concentrarmi su altre opere probabilmente meno note ma che, anche quando non affrontano direttamente il tema della decrescita, abbracciano importanti tematiche, per così dire, ‘collaterali’.

Ecco quindi alcuni miei personali consigli.

Murray Bookchin, Per una società ecologica – Non credo che Bookchin si sia mai definito un decrescente, ma in molte sue opere, compresa questa, insiste varie volte sulla follia della crescita infinita. Teorico dell’ecologia sociale, Bookchin ribalta l’idea tradizionale liberale e marxiana che lo sfruttamento sull’uomo sia conseguenza di quello sulla natura, dimostrando come invece la natura sia rimasta vittime delle pretese di dominio dell’uomo sull’uomo. Importante libro che, oltre a demitizzare molti assunti dello sviluppismo industrialista e dei suoi derivati (tra cui il marxismo) getta alcuni semi su di una possibile società ecologica post-statale.

Mario Bonaiuti, La Grande Transizione. Dal declino alla società della crescita – Divorato in due giorni, probabilmente è un libro imprescindibile per ogni obiettore di crescita, che numeri alla mano consente di smontare qualsiasi presunta obiezione degli economisti tradizionali.

Primo Levi, Vizio di forma – Un po’ di letteratura per rompere con la saggistica. Questa raccolta di novelle fantascientifiche è forse l’opera meno famosa di Levi, assolutamente a torto. Come disse in un’intervista, il XX secolo ha dolorosamente constatato la fine della tecnica come fattore di progresso, con ripercussioni gravissime per il futuro dell’umanità tutta: l’ansia di questa preoccupazione assume qui una forma letteraria gradevole quanto fortemente pedagogica.

David Graber, Critica della democrazia occidentale. Nuovi movimenti, crisi dello stato, democrazia diretta – un libretto che in poche pagine spiega come la democrazia non consista in un sistema istituzionale, ma in una serie di pratiche oggi più diffuse in altre zone del mondo che non in Occidente, che da sempre si ritiene padre unico depositario della democrazia.

Ugo Bardi, La terra svuotata – Sempre molto difficile coniugare precisione scientifica e divulgazione, ma qui Bardi ci riesce perfettamente. L’autore approda alla visione della decrescita semplicemente esaminando con obiettività scientifica la spinosa questione dei limiti dello sviluppo, e svela alcune circostanze storiche spesso ignorate dai più.

Hermann Scheer, Imperativo energetico. Come realizzare la completa riconversione del nostro sistema energetico – Imperativo categorico per tutti coloro interessati alla tematica dell’energia. Scheer distingue abilmente la paglia dal fieno nel campo delle rinnovabili, svelando le principali insidie poste dal business energetico e dalle politiche internazionali per la salvaguardia del clima.

Christian Felber, L’economia del bene comune – Si può parlare di beni comuni, di democrazia partecipativa, di azione diretta del basso senza rimanere ancorati all’astrattismo? Felber, accademico austriaco militante di ATTAC, dimostra non solo che si può, ma che la questione è essenzialmente pratica, proponendo una serie di soluzioni concrete.

Fritjof Capra, Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente – Molto più di un libro contro il riduzionismo scientifico in favore di una visione olistica e scientifica: Capra ci svela come l’Occidente in tutte le sue forme – scientifiche, culturali, politiche – nel corso della storia sia rimasto contagiato dal pensiero riduzionista e meccanicista, aprendoci gli occhi su molti aspetti che forse non ci saremmo mai sognati di esaminare.

Franca Roiatti, La rivoluzione della lattuga – Sappiamo tutti cosa sono i GAS e la pratica degli orto urbani, ma forse persino noi sottovalutiamo la portata planetaria di alcune pratiche legate alla riscoperta agricola. Per le prospettive che apre, si tratta probabilmente del libro più anarchico mai scritto da un autore non anarchico.

Voglio essere un pochino ‘politicamente scorretto’ e, dopo i suggerimenti di lettura, vi proporrei alcuni libri che invece sconsiglio vivamente. So bene che suona un po’ da ‘indice dei libri proibiti’, e che non si può criticare qualcosa senza conoscerlo. Ciononostante, forse non tutti hanno la possibilità di dedicare tanto tempo alla lettura; e poi chissà che la mia pubblicità negativa non sortisca l’effetto contrario, e che qualcuno invece non trovi in queste opere degli aspetti positivi che io stento a trovare.

Michael Hardt e Toni Negri, Comune. Oltre il privato ed il pubblico – Non ho mai potuto soffrire Hardt e Negri, neppure quando ero un giovane no global e il loro Impero era una specie di bibbia del movimento altermondista. Troppo facile adoperare il vecchio armamentario post-operaista riarrangiato a seconda delle mode del momento, con le ‘moltitudini’ che hanno sostituito il proletariato nel ruolo di soggetto rivoluzionario della dialettica storica (mi dicono che Negri – uno che negli anni Settanta era magari capace di denunciare gli ecologisti come alleati dei capitalisti nella cospirazione contro il Terzo Mondo – ultimamente si sia dedicato anche alla critica dello sviluppo: aspettiamoci prima o poi uno sconfinamento anche nel campo della decrescita). Forse un libro adatto per le speculazioni intellettuali ma non per certo approfondire seriamente la tematica dei beni comuni.

Jeremy Rifkin, La Terza rivoluzione industriale. Come il “Potere laterale” sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo – E’ invece un grosso dispiacere stroncare l’autore di libri per me significativi come Entropia, La fine del lavoro, Il secolo biotech, Ecocidio. Il questo libro il ricercatore Rifkin si scontra con il consulente economico Rifkin, per cui a ineccepibili richiami sull’entropia, la crisi ecologica e la necessità di decentralizzare le energie rinnovabili, fanno seguito vaghe allusioni sloganistiche sulla nuova crescita economica basata sulla ‘terza rivoluzioni industriale’, di cui i principali protagonisti dovrebbero essere politici quali Angela Merkel e Gianni Alemanno… Dubbi più che legittimi in proposito.

Loretta Napoleoni, Il contagio – Raramente nella mia vita ho rimpianto così tanto 14 euro, spesi per sopravvalutazione dell’autrice. Ecco in breve la ricetta della Napoleoni contro la crisi: uscire dall’Euro e tornare alla Lira, supersvalutarla e grazie a questo avremo tassi di crescita cinesi (o almeno sudamericani) che risolveranno tutto…

Dan Brown, Inferno – E pensare che la figura del dottor Robert Langdon, esperto di simbologia religiosa, mi aveva sempre intrigato… Allora, un giorno mi trovo in treno e ci sono due persone sedute accanto a me che parlano di questo libro, e a un certo punto una dice all’altra che quest’opera “è ispirata alla decrescita”. A quel punto mi incuriosisco e una volta a casa faccio qualche ricerca su Internet, dove trovo la trama del romanzo su Wikipedia italiana completamente spoilerata – non si è ancora abbattuta l’ira funesta di Mondadori evidentemente! – la leggo fino al finale e lì capisco quale sarebbe la connessione con la ‘decrescita’… e a quel punto per decenza vi risparmio i miei commenti!

In chiusura auguro buone vacanze a tutti i membri e i lettori di DFSN: se avete altri libri da consigliare (o da evitare!), non esitate a inseririlo in commento a questo articolo.

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

7 Commenti

  1. Non sapevo che Rifkin ci avesse abbandonato, anch’io ero rimasto a Entropia o al più Economia all’idrogeno.
    Mi permetto di consigliare anche il mio libro (pur non considerandomi certo all’altezza di questi signori), ancorché in versione e-book: “Verso la fine dell’economia: apice e collasso del consumismo”.

    • Abbandonato… diciamo che ho avuto la seria impressione di una persona che in qualche modo deve far quadrare i conti di casa. La prima parte del libro, sulla storia dell’innovazione industriale e i rischi climatici è ottima, ma sa molto di copia+incolla da sue opere precedenti… mentre nella seconda parte, dopo aver detto che la crescita infinita è una follia entropica, parla del rilancio della crescita attraverso la ‘nuova rivoluzione industriale’, e lì c’è un po’ di slogan pubblicitario. E poi sinceramente non riesco a immaginarmi tutte queste conversazioni all’insegna della rivoluzione ecologica con Gianni Alemanno!!! Comunque, se il dottore ti obbligasse mai a leggere uno dei non consigliati, scegli questo che è il male minore.

  2. Grazie molte!!! Ho apprezzato moltissimo i tuoi consigli di lettura! Visto che sono ancora una decrescista “in fasce”, non esiterò a scegliere qualcosa dalla lista.
    Vorrei anche segnalare, per chi come me ha dimenticato o non sa cos’è la civiltà contadina e come si è trasformata a seguito dei colonialismi di ogni tempo e forma, questo bellissimo libro di Luciano Vasapollo: “Terroni e Campesindios: da Sud a Sud, per una educazione alla democrazia popolare della terra”. Che sia in Bolivia o sull’Appennino abruzzese, la terra è scaturigine di legami, è gemma-germoglio-seme di ogni forma di vita, è humus di ogni misticismo, ma è anche il piano su cui si combatte la guerra secolare per lo sfruttamento di intere popolazioni in qualunque parte del mondo. L’autore ci dice così in quali modalità questa guerra si è dispiegata nel tempo e quali forme ha assunto; ci racconta anche delle diverse resistenze, della condizione femminile e di molti altri aspetti del problema, passando dai cocaleros di Evo Morales in Bolivia alla dimenticata coltivazione della Canapa in Campania.

  3. Brevissimo: per valutare l’acquisto dal mio libraio di fiducia, potresti alla biografia consigliata indicare anche editore ed eventualmente l’edizione?Eheheeheh, scusa, ma l’esperienza di studio di magistero in scienze religiose mi ha reso pignolo in fatto di libri… E mi ha spinto sempre più verso le ideedella decrescita “ricco è l’uomo padrone di cento asine figlie di asino….”…. 😀

    • ecco qua… tutto copiato con la pazienza di Giobbe!

      Murray Bookchin, Per una società ecologica, Eleuthera 1992

      Mario Bonaiuti, La Grande Transizione. Dal declino alla società della crescita, Bollati Boringhieri 2013

      Primo Levi, Vizio di forma, Einaudi 1987

      David Graber, Critica della democrazia occidentale, Eleuthera 2012

      Ugo Bardi, La terra svuotata , Editori Riuniti 2011

      Fritjof Capra, Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente, Feltrinelli 2003

      Franca Roiatti, La rivoluzione della lattuga, Egea 2011

      Hermann Scheer, Imperativo energetico. Come realizzare la completa riconversione del nostro sistema energetico, Edizioni Ambiente 2011

      Christian Felber, L’economia del bene comune, Tecniche Nuove 2012

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