Vincente o perdente?

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P1050579Osservo un girasole cresciuto spontaneo tra i sassolini del mio giardino e lo confronto con un cespuglio di rose del giardino di una lussuosa villa.

Facile dire che la rosa è più bella, con tutte le cure che riceve: dal terreno speciale in cui affonda ai concimi ormonali per stimolare crescita e colore, alle cura antiparassitarie, all’acqua fatta cadere a volontà quando serve, al drenaggio del terreno perché respiri meglio e via dicendo.

Ma in realtà quale tra le due piante è la vincente? Quella così curata, coccolata, viziata, super bella grazie alle intense cure riservatele? O piuttosto il gigantesco girasole sbocciato da un seme caduto per caso in terreno ostile, terra secca, sassi, non concimi né antiparassitari? Solo acqua del cielo e sole e la cura affettiva con cui lo seguo giorno per giorno nel suo sviluppo?

Spontaneamente applico queste riflessioni, scaturite dal mondo floreale, al mondo umano: chi è il vincente tra due persone, l’una nata e cresciuta in un ambiente favorevole, per ricchezza e cultura, fama, rilevanza sociale o la seconda povera di famiglia, di risorse economiche e di stimoli?

La tentazione forte è di considerare la prima come l’esempio della creatura abituata ad essere vincente, a emergere su tutti, a ottenere facili successi. Ma il mio sguardo si rivolge con maggior benevolenza alla seconda perché la vedo impegnata a tirar fuori da se stessa ciò che il mondo non le ha regalato, con fatica, costanza, sacrificio. Sboccia con difficoltà ma sarà abituata a sfidare le avversità della vita. Cosa non scontata per chi vive sin dai primi giorni negli agi e nelle comodità.

La facile e superficiale classificazione che si è portati a fare distinguendo tra “vincenti” e “perdenti” in base a ciò che di primo acchito appare agli occhi non coincide con la realtà. Ho incontrato spesso  straordinarie persone nella così detta categoria dei “vinti”Solo che la loro grandezza non brilla in un mondo di plastica che preferisce una mela, grossa, colorata, lucida, perfetta all’apparenza a un’altra meno appariscente ma sana, gustosa, sugosa, vera, cresciuta per essere frutto nutriente per chi la sceglie e non oggetto di bellezza da esporre.

Il così detto “perdente” lo è spesso secondo un metro di valutazione che segue le mode sociali.

Il “vincente” però lo screma e lo sceglie la vita.

 

 

 

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Silvana Dal Cero
insegnante di matematica in pensione, amante della natura in tutti le sue manifestazioni, amo scrivere, poesie soprattutto ma anche racconti e riflessioni che inserisco in un blog: http://silvanadalcero.com Sono presente nel sito internazionale della poesia del Novecento www.italian-poetry.org come autrice di poesie. Fino ad ora ho pubblicato tresillogi: Il passo e l'Orma I giorni e L'ombra Io Donna Natura. Per acquistarli: https://www.amazon.it/donna-natura-Silvana-Dal-Cero/dp/8872110033 https://www.lafeltrinelli.it/libri/silvana-dal-cero/i-giorni-e-l-ombra/9788898613212 https://www.libreriauniversitaria.it/passo-orma-cero-silvana-edizioni/libro/9788873143635

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