Grande è brutto
Pubblicato da Fabio Balocco in Politica e Società · Venerdì 27 Mar 2026 · 2:30
Tags: Grandi, opere, dissesto, ambientale
Tags: Grandi, opere, dissesto, ambientale
di Fabio Balocco

Mentre
scrivo, sono in svolgimento le olimpiadi invernali di Milano e
Cortina. Le grandi manifestazioni sono uno degli esempi più
eclatanti di scempi gratuiti della Natura nonché di sprechi di
denaro pubblico. Ma nel caso di specie occorrerebbe anche
sottolineare la totale assenza del CIO, il Comitato Olimpico, che da
un lato vuole integrare la sostenibilità nel marchio delle grandi
manifestazioni, e dall’altro non fa nulla perché ciò diventi
vincolante. Ecco allora che l’utilizzo di impianti esistenti
diventa un optional così come la sostenibilità energetica. Ed ecco
quindi la pista di bob realizzata ex novo, così come una seggiovia
che non entrerà in funzione; ecco tra gli sponsor le aziende
inquinanti come l’ENI. Soldi pubblici: almeno due miliardi di euro.
Non è un caso che le olimpiadi le abbiano assegnate all’Italia,
dopo che Innsbruck e Sion si erano sfilate a fronte di referendum che
avevano visto prevalere i NO. Da notare che Innsbruck gli impianti li
aveva già, ma la popolazione si è opposta con il 67,41% di voti
contrari.
Lo scempio
di queste olimpiadi non è che l’ultimo atto di una lunga sequenza
di grandi manifestazioni che hanno alterato l’ambiente e quindi
danneggiato la collettività. Per restare in Italia, l’Expo del
2015 a Milano significò la cementificazione di mille ettari di suolo
fertile. E meno male che la manifestazione era all’insegna di
"Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".
Ma il caso
più clamoroso furono le penultime olimpiadi invernali, nel 2022,
svoltesi a Pechino, ma in realtà nell’interno, sul monte Yanqing,
e vicinanze, dove fu letteralmente creata dal nulla una stazione
invernale che doveva servire solo per i giochi, in quanto
impraticabile in futuro a causa delle scarse precipitazioni e dei
fortissimi venti. Costo: 38,5 miliardi di dollari. Sarebbe
interessante oggi andare a fotografare gli impianti abbandonati.
Follie, si
potrebbe dire. Ma in realtà rispondenti a logiche ben precise:
arricchire gli sponsor e promuovere una certa immagine del paese
ospitante. Come la Russia che per ospitare le olimpiadi invernali del
2014 costruì all’interno di un parco nazionale.
O come il
Qatar, che per ospitare i mondiali di calcio del 2022, reclutò circa
due milioni di persone provenienti da India, Pakistan, Nepal,
Bangladesh, Sri Lanka e Filippine per costruire sette stadi, una
città, aeroporti e infrastrutture. E di loro ne morirono 5.927.
Del resto le
grandi manifestazioni non sono che uno degli aspetti più eclatanti
del gigantismo che affligge la nostra società globale. Grandi
manifestazioni, grandi opere, pressoché tutto ciò che è “grande”
va in direzione ostinata e contraria a ciò che servirebbe davvero
alla Terra e a noi umani. Grande è brutto. Piccolo è bello:
Schumacher docet.
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