Ho visto il futuro
Pubblicato da Rodolfo Di Martino in Economia, consumismo · Mercoledì 04 Feb 2026 · 3:00
Tags: merci, economia, consumismo, distribuzione
Tags: merci, economia, consumismo, distribuzione
di Rodolfo di Martino

I
procedimenti che finalizzano gli artefatti alla mercificazione
richiedono la contemporanea configurazione e realizzazione di
strutture dedicate,
dai
megastore
agli outlet, dal supermercato di quartiere e sino al sito di
e-commerce specializzato.
I
distributori automatici posizionati strategicamente nei luoghi di
transito e d’intrattenimento
hanno contribuito non poco alla diffusione della bibita più famosa
al mondo, e Babbo Natale reinventato è servito a rendere normale
bere la bibita con ghiaccio in inverno. Le auto elettriche non
sarebbero possibili senza una capillare rete di ricarica.
L’apparato
di distribuzione delle merci è divenuto sempre più preminente. Se
inizialmente il punto vendita era il terminale logistico della
fabbrica, da tempo è irrilevante il luogo dove la merce viene
prodotta. Ancor più per le vendite on-line. La distribuzione ha
preso il totale sopravvento sulla fabbrica.
Costruire
l’habitat
fisico e culturale per le nuove merci è sempre stato il progetto
indispensabile e consequenziale a quello delle merci stesse. Nel
1939, alla World’s
Fair di New York, il Futurama del designer Norman Bel Geddes,
progettato su incarico della General Motors, presentò un gigantesco
diorama di oltre tremila e duecento metriquadri, percorribile in più
di un quarto d’ora
su comode poltrone semoventi. Il plastico di una porzione
rappresentativa del territorio urbano statunitense, costruito in due
anni di lavoro, consentì
a
oltre cinque milioni di visitatori di vedere dall’alto,
ascoltandone la descrizione, il nuovo radioso futuro fatto di incroci
a quadrifoglio, strade a molte corsie, percorse da cinquemila
autovetture in scala, in un ambiente sicuro e radioso. Il badge
consegnato a ogni visitatore diceva: Ho visto il futuro. E questa fu
la convinzione entusiasta dei partecipanti. Con tutte le conseguenze
di adesione al modello di sviluppo fondato sul trasporto individuale
e di nuove preferenze d’acquisto.
Ho visto il futuro e ora quel futuro lo posso comperare e possedere.
L’impatto con una quotidianità sgradevole e minacciosa, fatta di
code e tamponamenti, d’ingorghi e fumi di scarico, si risolve da
tempo con la comunicazione, mostrando le automobili sfreccianti nella
natura dominata tramite il mezzo meccanico, in luoghi solitari
lontani dallo stress quotidiano.
Il
filosofo Luciano Floridi, consulente del Parlamento Europeo, nel suo
saggio “Etica dell’intelligenza
artificiale”, descrive le numerose specifiche iniziative oggi in
atto per generare il brodo di coltura, l’ambiente
ottimale alla diffusione applicativa della IA senza le quali essa
resterebbe confinata nell’area
della sola ricerca.
Il
progetto delle merci si estende, dunque, e coopta il tessuto sociale,
modella i consumatori, crea adesione, consenso e partecipazione.
Il
marketing ha sviluppato raffinate strategie, quali le leve
anticipatorie –o omeostatiche o risolutive– con le quali convince
i clienti che il prodotto è capace di superare ogni problema. Così,
il produttore di formaggio fatto con siero di latte di scarto, senza
grassi e nutrienti, può sostenere che la sua crema light previene
l’insorgenza di colesterolo nel sangue, aiuta a ridurre il peso,
rende la pelle più levigata. La comunicazione agisce sottilmente,
creando da un lato l’ansia, la paura, la preoccupazione, dall’altra
offrendo l’unica possibile soluzione che si ottiene facilmente con
il semplice consumo di quel prodotto specifico.
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