La vita armoniosa
Pubblicato da Agnese Mariotti in Decrescita, filosofia · Sabato 20 Dic 2025 · 6:30
Tags: decrescita, filosofia
Tags: decrescita, filosofia
di Agnese Mariotti

Nel Tao
te ching —
il Libro
della via e della virtù
— testo fondamentale del taoismo risalente per tradizione al VI
secolo a.C. e attribuito al saggio cinese Lao Tzu, si esorta gli
esseri umani a ricercare l’armonia con sé stessi e con il mondo
esterno, perché solo così si può vivere serenamente, affrontare e
accettare con calma e lucidità (certo, non con rassegnazione) le
difficoltà della vita e abbracciare con gioia la bellezza che regala
e il mistero sorprendente e affascinante che ne è l’essenza.
Ma che importanza possono avere
gli insegnamenti taoisti oggi? Il riavvicinamento nel mondo
occidentale a certe pratiche tipiche delle culture asiatiche — lo
yoga, la meditazione, il reiki — non è forse solo una moda che,
anzi, è espressione essa stessa della nostra società dei consumi,
con il proliferare dei “centri di benessere” che la promuovono?
Esiste davvero un legame,
un’attinenza, tra i principi taoisti e le teorie della decrescita?
La meditazione, il controllo del
respiro, l’attività fisica “gentile” come il Tai chi chuan e
il Qi gong sono mezzi raccomandati dai taoisti per realizzare
l’armonia interiore. Questa condizione si deve poi riflettere in
un’armonia — un equilibrio — nelle relazioni con gli altri, non
solo gli altri esseri umani, ma tutte le manifestazioni della natura.
L’equilibrio interiore permette il flusso senza impedimenti
dell’energia vitale, lo scambio dinamico tra yin e yang, che
rappresentano aspetti opposti di ciascuno di noi e corrispondono a
concetti quali freddo e caldo, contemplazione nel riposo e attività
frenetica, femminile e maschile. La combinazione armoniosa di yin e
yang genera quiete, assicura una buona salute, fornisce la forza
necessaria per affrontare le avversità.
Per i taoisti, il rapporto tra
l’essere umano e la natura non deve essere di dominio, di
prevaricazione, essendo l’uomo un elemento della natura al pari di
tutte le altre sue forme. Occorre quindi stabilire una relazione di
scambio con tutte le espressioni naturali basata sul rispetto,
riconoscendo la natura come matrice che trasmette e sostiene la vita.
Da questa prospettiva è quindi palese che l’atteggiamento
predatorio tipico dell’uomo consumista che considera la natura come
un deposito infinito di ricchezza da saccheggiare per generare
ulteriore “ricchezza” personale materiale in una corsa senza
limiti, è completamente insensato. L’aggressività, l’ingordigia,
gli interventi violenti sul mondo naturale per alimentare la crescita
economica, che ne causano menomazioni e impoverimento, dovrebbero
essere sostituiti da un atteggiamento opposto di pacatezza e di
moderazione. Questa disposizione non genera lassitudine e inerzia ma,
al contrario, stimola l’azione, sostiene la vita e ne alimenta il
fremito, operando, paradossalmente, attraverso il “non agire”.
Il “non agire” dei taoisti
non è, infatti, passività, non significa abbandono rassegnato agli
eventi, ma implica l’azione: un tipo di azione che si manifesta
spontaneamente, si produce da sé al momento stesso dell’interazione
con il mondo naturale, permette a ogni essere di inserire fluidamente
la propria vicenda nell’avvicendarsi della vita naturale. La
relazione armoniosa tra gli esseri naturali genera un agire
armonioso, e quest’ultimo perpetua e alimenta la vita.
Nella nostra società
capitalistica, il perseguimento della vita armoniosa richiede un
cambiamento radicale di mentalità. Il narcisismo deve essere
sostituito dall’umiltà, la competizione sfrenata, spesso
disonesta, dallo spirito di collaborazione. Ma perché questo sia
possibile, occorre che l’essere umano abbia il coraggio di
rivolgersi con lealtà verso sé stesso e guardarsi con disincanto,
riconoscendo la propria realtà di manifestazione naturale tra altre
manifestazioni naturali di pari dignità. Avendo la possibilità di
imporsi, di arraffare, di trasfigurare ciò che è altro da sé per
il proprio vantaggio personale, dovrà scegliere invece di agire, di
operare, senza danneggiare e con riguardo. La riflessione su sé
stessi e la crescita personale dovranno pertanto trasporsi nella vita
pratica e combinarsi con una decrescita materiale.
Altre scuole
di pensiero asiatiche sollecitano l’essere umano al rispetto della
natura, adducendo motivazioni in parte diverse da quelle taoiste,
talvolta di carattere morale. Come ben spiegato nell’articolo
“Decrescita
e Buddismo”
pubblicato in questo blog, il buddismo suggerisce che la felicità
sia possibile solo eliminando i desideri, cioè le brame di possesso,
fino alla dissoluzione dell’ego: solo così l’essere umano potrà
riconoscersi negli altri esseri viventi e provare empatia. Il
sentimento di compassione permetterà di cambiare la visione del
mondo ricollocando le ragioni economiche al proprio posto dietro
l’etica e dando risalto ai valori ecologici.
L’obiettivo per buddismo e
taoismo è dunque simile, cioè la realizzazione di un mondo in cui
l’uomo non si autoattribuisce alcuna supremazia sugli altri esseri,
e la vita continua multiforme in un processo fluido e spontaneo di
interazioni e trasformazione. Ma il Tao (la Via) per Lao Tzu non ha
come fini ultimi lo spegnimento dei desideri e la contemplazione:
caldeggia invece la partecipazione attiva dell’essere umano
attraverso il “non agire” per raggiungere la vita armoniosa,
condizione in cui i desideri si ridimensionano da sé. Questa
partecipazione inoltre riporta l’esistenza umana ai suoi ritmi
naturali e permette così di percepire il mistero della vita,
esperienza che suscita gioia di vivere.
Nella vita pratica di tutti i
giorni, armonia significa scegliere consapevolmente di non
sperperare, di consumare lentamente per consumare più a lungo. Vuole
dire abbandonare le pratiche produttivistiche, liberarsi dalla
schiavitù della società consumistica che intontisce con i suoi
espedienti volti solo a creare falsi bisogni, rifiutare il superfluo.
Occorre riconoscere le illusioni della vita moderna che ci hanno reso
indifferenti al deterioramento del mondo naturale. Il “non agire”
è l’opposto dell’attività incessante imposta dai modelli
capitalistici, la quale è, letteralmente, innaturale, quindi
inesistente in natura e contro natura.
Dice Lao Tzu
nel Tao
te ching1:
“Sapere
quando quel che basta è abbastanza garantisce abbastanza in eterno…”
Come spiega lo studioso di
scienze sociali Claude Llena, autore di vari testi in cui critica la
crescita economica illimitata ed evidenzia il parallelismo tra il
pensiero taoista e le idee della decrescita, “il Tao della
decrescita è prima di tutto un impegno personale per aprirsi a nuove
possibilità. L’attuale crisi ecologica e sociale ci invita a
un’esplorazione al di fuori dei sentieri battuti, su vie diverse da
quelle tracciate dalle regole generalmente accettate o dal pensiero
dominante”.
Infatti,
“rinunciare all’ossessione del possesso a beneficio
dell’individuo non significa regredire, ma esplorare altre
possibilità di vita… E questa esperienza deve essere fatta, o
meglio, non può essere fatta che con entusiasmo: felicità per la
scoperta che si sta per fare di sé stessi, di nuove possibili
relazioni con gli altri e con l’ambiente, di una autentica armonia
tra l’essere umano e le realtà a lui più distanti…”2
I grandi cambiamenti che
richiedono una nuova visione collettiva del mondo passano attraverso
la trasformazione dei singoli individui. Forse la filosofia taoista
può fornire dei capisaldi ideologici e comportamentali per la
trasformazione individuale e poi sociale che punti alla decrescita
sostenibile e quindi alla realizzazione della vita armoniosa.
Note
1. Lao Tzu Tao
te ching,
capitolo 46.
2. Claude
Llena Lao-Tseu
et les taoïstes ou la recherche d’une vie harmonieuse,
Le passager clandestin (2014).
1
commento
giulio manzoni
Venerdì 26 Dic 2025
Mi fa sempre piacere leggere di Lao Tzu ed ovviammente si accompagna benissimo, forse più di qualunque altro vecchio saggio, alla Decrescita. Apro una pagina a caso e traduco... , dalla mia rodatissima copia del
Tao Te Ching... Pagina 19,
Ritorno Alla Semplicità:
Scarta il sacro, abbandona le strategie; la gente ne beneficierà mille volte.
Scarta la filantropia, abbandona la moralità; la gente tornerà all’amore naturale.
Scarta la scaltrezza, abbandona l’accumulo; i ladri non esisteranno più.
D’altro canto, se questi tre passi sono inadeguati, aderisci a questi principi:
1.percepisci la purezza;
2.abbraccia la semplicità;
3.riduci l’interesse personale;
4.limita i desideri.
Tao Te Ching... Pagina 19,
Ritorno Alla Semplicità:
Scarta il sacro, abbandona le strategie; la gente ne beneficierà mille volte.
Scarta la filantropia, abbandona la moralità; la gente tornerà all’amore naturale.
Scarta la scaltrezza, abbandona l’accumulo; i ladri non esisteranno più.
D’altro canto, se questi tre passi sono inadeguati, aderisci a questi principi:
1.percepisci la purezza;
2.abbraccia la semplicità;
3.riduci l’interesse personale;
4.limita i desideri.
