Sulla scienza, sullo scientismo e sulle inopportune contrapposizioni
Pubblicato da Danilo Tomasetta in decrescita, filosofia, scienza · Sabato 31 Gen 2026 · 8:45
Tags: Scienza, scientismo, epistemologia, decrescita
Tags: Scienza, scientismo, epistemologia, decrescita
di Danilo Tomasetta

Premessa - Già da un po' di tempo stavo organizzando i miei pensieri riguardo ad un'analisi del ruolo della scienza messo in correlazione col pensiero della decrescita. Se infatti esistono pagine e pagine per smascherare il ruolo partigiano dell'economia come supporto fondamentale dei sistemi sociali basati sulla crescita e sull'egemoia dei mercati (Castoriadis, Georgescu-Roegen, Latouche e molti altri), imbastire un'accusa diretta contro la ricerca scientifica e conseguentemente contro la fisica classica, ritenendole irrimediabilmente compromesse con le priorità del capitalismo vecchio e nuovo, non è cosa immediata ed anzi rischia di essere operazione ideologicamente viziata.
Imbattermi nell'articolo di Guido Dalla casa La scienza non crede a sé stessa, presente in questo stesso blog (https://www.decrescita.com/blog/index.php?la-scienza-non-crede-a-se-stessa) mi ha aiutato ad impostare correttamente questo mio scritto.
Molto in sintesi l'articolo citato esamina la distinzione fra la scienza meccanicista e la scienza meno nota basata sul nuovo paradigma nato con la fisica quantistica, per concludere che la scienza meccanicista è di fatto quella che favorisce la crescita economica e fa il possibile per salvare le premesse filosofiche dell’Occidente. È questa la “forzatura” che qui si contesta (si consiglia comunque la lettura integrale dell'articolo citato).
Senza entrare nel dettaglio degli studi citati da Guido Dalla Casa (Heisenberg, Bohr, il vuoto quantistico...) mi preme dire che a monte di quanto riportato nell'articolo c'è un'impostazione epistemologica sbagliata. La scienza non è un qualcosa diviso in paradigmi separati e in conflitto tra loro, è piuttosto una ricerca continua e critica della conoscenza, aperta alla revisione e basata sul metodo sperimentale. Naturalmente, e non potrebbe essere diversamente, le scoperte scientifiche sono figlie del loro tempo e perciò destinate ad aggiornamenti.
Inoltre, mentre fino ad una certa data la ricerca scientifica ha avuto un approccio più meccanicistico e focalizzato sulla materia (la fisica newtoniana), successivamente, diciamo con la relatività di Einstein, sono state introdotte altre variabili come il rapporto spazio-tempo, e più tardi ancora sono arrivate le ricerche scientifiche concentrate sull'infinitamente piccolo che hanno portato alla fisica quantistica.
Tutto ciò fa parte di un percorso che viene insegnato nelle nostre scuole e nelle università senza creare dualismi o fratture. Del resto anche nella pratica e nella vita di tutti i giorni la fisica newtoniana e quella quantistica convivono.
L'impostazione ideologica dello scritto di Guido Dalla Casa si rivela proprio nell'attribuzione delle responsabilità. Accusare la fisica newtoniana (o il paradigma cartesiano-newtoniano, anche se le due cose non sono sovrapponibili) di essere funzionali alle applicazioni scientifiche promosse dalla società industriale ed oggi dal neocapitalismo post-industriale, è una forzatura, così come lo sarebbe accusare i padri dell'atomica (come Fermi e Oppenheimer per citare i nomi più noti) delle stragi di Hiroshima e Nagasaki.
Tutti i sistemi sociali hanno sempre cercato di curvare la scienza alle loro priorità. Il sistema capitalista-liberista nel quale purtroppo viviamo da più di un secolo cerca di indirizzare la ricerca scientifica alla realizzazione del profitto. L'abbiamo sempre saputo, fin dai tempi di Marx ed è quello che cerchiamo di contrastare, anche come sostenitori della decrescita, ma lo dobbiamo fare con intelligenza e senza sbagliare bersaglio.
Del resto non bisogna credere che la fisica quantistica sia immune dalle applicazioni rivolte all'ottenimento del profitto. La fisica quantistica è fondamentale nella vita quotidiana attraverso tecnologie usate nella realizzazione di smartphone e computer (transistor, microprocessori), laser (lettori CD/DVD, comunicazioni), fibre ottiche, macchine per la risonanza magnetica in medicina ed anche in tecnologie emergenti come l'informatica quantistica e la crittografia quantistica, che migliorano sicurezza e ricerca scientifica. Le sue applicazioni si estendono anche a pannelli solari, diagnostica medica avanzata e sviluppo di nuovi materiali.
La fisica quantistica affascina i filosofi perché scuote le fondamenta del realismo classico, introducendo concetti come indeterminismo (a differenza della fisica classica, la quantistica descrive il microcosmo in termini probabilistici, mettendo in discussione la visione deterministica del mondo), sovrapposizione (l'esistenza contemporanea di un sistema fisico in molteplici stati) e il ruolo attivo dell'osservatore. Sfidando la causalità e la distinzione netta tra soggetto e oggetto, apre dibattiti profondi sulla natura della realtà, la coscienza e la struttura dell'universo.
Altro elemento caratteristico della fisica quantistica è l'entanglement ovvero lo studio di particelle interconnesse a distanza, un concetto caro specie agli studiosi delle filosofie orientali che con un azzardo logico ci porta all’intuizione del Tutto è uno (saggio di Michael Talbot, pubblicato nel 1991 negli Stai Uniti e nel 1997 in Italia), disegnando la prospettiva filosofica di un universo in cui in ogni singolo elemento è possibile rinvenire la struttura completa del Tutto.
Del resto la fisica quantistica ha affascinato anche cineasti intelligenti dalla fervida fantasia come l’inglese Christopher Nolan. Ne riscontriamo le tracce in almeno due suoi straordinari film, Interstellar del 2014 e Inception del 2010. Il primo esplora il conflitto tra ragione (scienza, esplorazione) e sentimento (amore, legami familiari), mostrando entrambi come interconnessi e stabilendo quindi un legame tra materia e pensiero. Il secondo esplora la natura della realtà, la percezione, l'identità e la manipolazione della mente suggerendo che la realtà soggettiva è definita dalle nostre percezioni e non necessariamente da oggetti esterni, mettendo dunque in discussione l’esistenza di una realtà oggettiva universalmente valida.
In tutto ciò non trovo niente di sbagliato, apprezzo sinceramente che la fisica quantistica possa fare da “suggeritore” alla speculazione filosofica e ancor più che agisca da leva sulla fantasia filmica.
Quello che invece trovo poco apprezzabile e perfino controproducente è estendere il ragionamento ad una condanna di tutta la ricerca scientifica antecedente al 1900, coinvolgendo quindi anche la fisica newtoniana. È un po' come buttare giù dalla finestra il bambino insieme all’acqua sporca.
Per di più quello che è stravagante è che questo “rifiuto” non avviene in seno alla comunità scientifica, non appartiene al mondo accademico della fisica attuale, ma avviene su un piano ideologico astrattamente speculativo.
C’è da chiedersi, con quali finalità ? Con quali conseguenze nella prassi politica, con quale incentivo per un’azione volta a riscattare l’umanità dalla tirannia del consumismo e della crescita ?
Assolutamente nessun incentivo se non un rifiuto sterile delle innovazioni tecnologiche, ottenute anche grazie alle conoscenze della fisica classica newtoniana.
Piuttosto il veleno innestato dai gruppi di potere e dalle big tech nella ricerca scientifica è quello di confondere scienza e scientismo, ma mentre la prima è un processo di indagine, lo scientismo è la credenza dogmatica che la scienza sia onnipotente e viene usato per sottovalutare o negare altre forme di sapere, trasformando i risultati scientifici in verità assolute e dogmi.
Un esempio pratico di abuso di scientismo l'abbiamo avuto recentemente negli anni della pandemia e riguardava la così detta scienza medica. In nome della “scienza” sono stati fatti passare per vaccini dei farmaci sperimentali che non avevano terminato il loro percorso di validazione, sono state compiute forzature e pressioni sul comportamento delle persone affinché accettassero la somministrazione di suddetti farmaci, sono stati discriminati i soggetti che hanno rifiutato questa imposizione.
Quest'ultimo esempio introduce un discorso sul margine di errore a cui voglio solo accennare. Le varie discipline scientifiche sono molto eterogenee tra loro e i risultati a cui arrivano presentano forti differenze nei margini di errore. Qualsiasi ricercatore scientifico serio lo sa e lo ammette.
Si pensa solitamente alla matematica come l'unica scienza esatta, ma in realtà sarebbe più giusto definirla un insieme di regole di calcolo che funge da supporto alle altre discipline scientifiche (del resto anche la matematica da circa cento anni non gode più del blasone di scienza esatta)
Fisica e Chimica sono discipline scientifiche con margine di errore basso, ma via via il margine sale, diventa già alto nel caso della Meteorologia per non parlare della Medicina, della cui scarsa attendibilità abbiamo già detto.
Questo ci da occasione di accennare ad un approccio olistico alla conoscenza, che io solitamente apprezzo e sostengo perché si oppone alla parcellizzazione dell'esistenza che è uno dei tanti mali che affligge l'uomo moderno.
Non mi piace però che se ne faccia un feticcio o un grimaldello per scardinare in toto la validità della ricerca scientifica e della tecnologia. Queste ultime se sviluppate correttamente e non sottomesse alla logica del profitto possono essere un valido aiuto per migliorare la qualità della vita.
Quando leggo che all'origine dell'antropocentrismo, del saccheggio della natura, dello spietato dominio sugli animali ci sarebbe il paradigma cartesiano-newtoniano mi cascano le braccia ! Fortunatamente un approccio olistico alla conoscenza, il rifiuto dell'antropocentrismo, l'animalismo e l'ambientalismo sono sentimenti che fanno parte della coscienza di una fetta di umanità a prescindere da qualunque conoscenza scientifica e da qualunque speculazione filosofica.
Credo che chi ha a cuore la decrescita, intendendola come un programma utopico e un'ideologia utile a costruire un futuro diverso, nonché una frattura definitiva con l'idea di una crescita infinita, avrebbe di meglio da fare che dedicarsi ad un'inutile e ostinata critica della Scienza.
Sono questi gli inciampi che inducono i detrattori della decrescita ad etichettarci come oscurantisti che vorrebbero il ritorno al baratto e alle palafitte.
Se vogliamo un utile strumento scientifico utile al riscatto sociale ed a un profondo mutamento del rapporto uomo-ambiente non serve scomodare la fisica quantistica, basterebbe richiamarci alle prime due leggi della termodinamica, esposte ben prima della fisica dei quanti, che si prestano straordinariamente ad una traslazione dal loro ambito scientifico ai sistemi sociali e ci forniscono un campanello d'allarme straordinario contro il vicolo cieco che l'umanità ha imboccato.
20
commenti
Giulio
Domenica 01 Feb 2026
Ancora un articolo senza commenti, nemmeno da parte di quelli che ne avevano stimolato la scrittura, neppure la sera festiva ha prodotto alcunché. Allora metto io due righe.
Grazie Danilo per aver messo un po’di diplomatica chiarezza, anche se devo ribadire che considerare la fisica quantistica come “poco nota” è solo dovuto a pregiudizi e conveniente ignoranza. Tra quelli che non hanno studiato queste cose Newton è altrettanto sconosciuto che Heisenberg, mentre certamente tutti conoscono i baffoni di Einstein. Se poi qualcuno un po’ di Fisica l’ha studiata davvero ha certamente sentito parlare anche dei quanti. È tutta roba nota da un secolo.
Detto ciò, grazie ancora per lo sforzo; vedremo cosa ne scaturisce, se certe tesi che ci fanno cadere, con espressione gentile, le braccia, spariranno da questo blog, o se spariranno i redattori che hanno dovuto raccogliere… quelle braccia.
Grazie Danilo per aver messo un po’di diplomatica chiarezza, anche se devo ribadire che considerare la fisica quantistica come “poco nota” è solo dovuto a pregiudizi e conveniente ignoranza. Tra quelli che non hanno studiato queste cose Newton è altrettanto sconosciuto che Heisenberg, mentre certamente tutti conoscono i baffoni di Einstein. Se poi qualcuno un po’ di Fisica l’ha studiata davvero ha certamente sentito parlare anche dei quanti. È tutta roba nota da un secolo.
Detto ciò, grazie ancora per lo sforzo; vedremo cosa ne scaturisce, se certe tesi che ci fanno cadere, con espressione gentile, le braccia, spariranno da questo blog, o se spariranno i redattori che hanno dovuto raccogliere… quelle braccia.
danilo
Domenica 01 Feb 2026
In risposta a Giulio - Più che metter chiarezza (sarei presuntuoso se pensassi di esserne capace in un campo che non è propriamente il mio) ci tenevo ad esprimere la mia opinione e a sottolineare che per gli "scenziati" non c'è competizione tra due paradigmi contrapposti. Come dice un mio caro amico docente di fisica all'Università di Bologna "Non c’è alcuna contrapposizione tra fisica classica e quantistica, in quanto pertinenti a categorie di fenomeni completamente diversi e, comunque, l’una fluisce nell’altra regolarmente in opportuni limiti". A parte le braccia che cadono il mio auspicio è che da questo blog non sparisca nessuno.
Gloria Germani
Domenica 01 Feb 2026
La alzata di scudi di fronte all’accostamento tra crescita economica e la nascita della scienza in Europa , chiarisce che quello della scienza è il grande mito dell’occidente e come tutti i miti,la sua forza deriva da fatto che un tema poco analizzato alla sua radice.
L’articolo di Danilo Tomasetti tratteggia una narrazione della Scienza identica a quella del Main stream e che viene ripetuta nella scuole, nelle università. L’occidente è la civiltà superiore perché ha inventato la scienza ed insieme quindi la tecnologia e l’industria che ne è l’applicazione pratica. Il resto del mondo si è alla fine adeguato a questo modello industriale- scientifico.
Tuttavia è un evidenza che sul pianeta terra sono passate 5000 civiltà e solo quella moderna occidentale ha prodotto il collasso climatico e insieme al dominio totale dell’ Economia sul ogni altro aspetto della vita ( a prescindere da destre e sinistre) .
L’articolo di Guido della Casa giustamente tratteggia un'altra storia. Non c’è dubbio che il L’economica attuale inventata - come dice Latouche nel 1800 - è stata resa possibile dalla specializzazione e dal riduzionismo della scienza newtoniana, per cui l’economia si occupa della crescita a prescindere dagli impatti ecologici e etico sociali.
L’articolo di Danilo Tomasetti tratteggia una narrazione della Scienza identica a quella del Main stream e che viene ripetuta nella scuole, nelle università. L’occidente è la civiltà superiore perché ha inventato la scienza ed insieme quindi la tecnologia e l’industria che ne è l’applicazione pratica. Il resto del mondo si è alla fine adeguato a questo modello industriale- scientifico.
Tuttavia è un evidenza che sul pianeta terra sono passate 5000 civiltà e solo quella moderna occidentale ha prodotto il collasso climatico e insieme al dominio totale dell’ Economia sul ogni altro aspetto della vita ( a prescindere da destre e sinistre) .
L’articolo di Guido della Casa giustamente tratteggia un'altra storia. Non c’è dubbio che il L’economica attuale inventata - come dice Latouche nel 1800 - è stata resa possibile dalla specializzazione e dal riduzionismo della scienza newtoniana, per cui l’economia si occupa della crescita a prescindere dagli impatti ecologici e etico sociali.
Gloria Germani
Domenica 01 Feb 2026
La decrescita nasce da due grandi questioni : collasso climatico e impostura dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo assolutamente vedere le cose da un contesto più amplio come indicato da Dalla Casa
N.B. Collegare la Decrescita al tema della scienza è un fatto nuovo nei nostri dibattiti e quindi non può essere considerato, come vorrebbe Tomasetta L’” inciampo che induce i detrattori della decrescita ad etichettarci come oscurantisti che vorrebbero il ritorno al baratto e alle palafitte.
N.B. Collegare la Decrescita al tema della scienza è un fatto nuovo nei nostri dibattiti e quindi non può essere considerato, come vorrebbe Tomasetta L’” inciampo che induce i detrattori della decrescita ad etichettarci come oscurantisti che vorrebbero il ritorno al baratto e alle palafitte.
Danilo
Domenica 01 Feb 2026
Risposta a Gloria Germani – Che dire, poche idee, ma confuse... dico così, ma non è mancanza di rispetto, tacerlo non sarebbe produttivo. Come un disco incantato Gloria Germani passa sopra alla mia esposizione come un bulldozer e si attacca ai soliti punti triti e ritriti: la scienza come mito dell'Occidente, la tecnologia e l'industria che vanno a braccetto (vero ma non sempre), le colpe della civiltà occidentale tra cui ai primi posti il collasso climatico, l'economia delle società industriali figliastra della fisica newtoniana. È questo lo schematismo ideologico che ho contestato col mio articolo e che mi tocca rilevare anche in questo commento, uno schematismo che proviene da una visione riduzionista e addomesticata della questione scienza. Poi mi tocca difendere il mio articolo da questo tipo di critica (che è altra cosa dalla critica al dogmatismo scientifico) perché è a mio avviso nociva per la nascita di un movimento della decrescita capace di azioni concrete sul campo. Non è stato colto nemmeno il mio assoluto rispetto per la fisica quantistica, ma tant'è, quando i tori vedono rosso caricano a testa bassa... Sorvolo sull'affermazione (storicamente falsa) che la Decrescita sia nata dalle questioni del collasso climatico e dello sviluppo sostenibile. Avremo modo di parlarne...
Giulio
Domenica 01 Feb 2026
Caro Danilo, il disco di Gloria è inceppato da tempo, sospetto da ben prima dell’ingresso in questa nuova gestione del DFSN. Ai bei tempi dell’analogico (strano che non ci sia anche un branco a sbranare il digitale… meglio non ricordarglielo) in questa situazione si alzava la puntina e cambiava canzone, pena lo svuotamento della balera tra risate, fischi e lancio di scarpe. Il nostro caso è peggiore, perché nella sala c’è solo un vecchio jukebox con una raccolta monotematica che farebbe scappare chiunque si avvicinasse anche solo all’ingresso. Gli unici ospiti sono i suonatori stessi, in estatica adorazione delle loro stonature. Anche nella remotissima ipotesi che si continui a mettere, uno ogni 7, un disco di musica diversa, è chiaro che qui a ballare non ci entrerà mai nessuno. Sempre ai vecchi tempi, l’altra soluzione era la classica pedata all’impianto, sperando di saltare il solco rovinato… io ci ho provato con decisione, tu con delicatezza, non sembra funzionare comunque, quanto vogliamo continuare a farci del male ?
Guido
Domenica 01 Feb 2026
L’articolo è accettabile, perché espresso con linguaggio non-aggressivo, cosa che però non è stata rispettata nella risposta al commento di Gloria, che condivido completamente. Nella sostanza: Nessuna contrapposizione. Forse al mondo ci sono 8 miliardi di “scienze”(in senso lato), oltre a quelle di tutti gli altri esseri senzienti. In quanto al “ritorno alle palafitte”, bisogna rendersi conto che questa visione del mondo comporta necessariamente l’accettazione come dogmi (indimostrabili) della linearità del tempo e dei concetti di progresso e civiltà, non condivisi da tutti: qualcuno li considera invenzioni dell’Occidente per autoproclamarsi “superiore” alle altre culture umane. Inoltre, non sempre vengono accettati dualismi come vero-falso, giusto-sbagliato, verità-errore, e simili. Personalmente, resto affezionato a uno degli ultimi libri di Ilya Prigogine e al suo titolo: La fine delle certezze. …e si sta bene anche senza certezze, forse meglio. Solo un'ultima citazione:
"La scienza non è considerata scientifica se non si adatta al paradigma dominante. In altre parole, le persone hanno il loro sistema di credenze e accettano qualsiasi dato che lo confermi. Se ci sono fatti che contraddicono il loro sistema di credenze, anche se riscontrati e sperimentati personalmente, preferiscono ignorarli, deriderli o negarli piuttosto che cambiare paradigma, alla faccia del metodo scientifico." (Thomas Kuhn)
"La scienza non è considerata scientifica se non si adatta al paradigma dominante. In altre parole, le persone hanno il loro sistema di credenze e accettano qualsiasi dato che lo confermi. Se ci sono fatti che contraddicono il loro sistema di credenze, anche se riscontrati e sperimentati personalmente, preferiscono ignorarli, deriderli o negarli piuttosto che cambiare paradigma, alla faccia del metodo scientifico." (Thomas Kuhn)
danilo
Lunedì 02 Feb 2026
RISPOSTA A GIULIO - Vedi Giulio, a parte le rievocazione del vecchio giradischi, foriera di piacevoli ricordi, non posso apprezzare questo tuo secondo commento al mio post perché è divisivo e perché sottintende un pregiudizio.
Io ho risposto senza sconti al commento di Gloria Germani perché i pensieri che ha espresso riguardo al mio scritto mi sembrano schematici, ideologicamente viziati e negativi per il movimento della decrescita. Ma è una critica che si ferma al “qui ed ora”, non ho intenzione di criticare il pensiero passato e futuro di Gloria, anche perché non lo conosco.
Né posso essere prevenuto su quello che avranno piacere di scrivere gli altri componenti della redazione (perché poi 7, mi risulta che siamo 11…) che fino a prova contraria mi sembrano persone autonomamente pensanti. Continuare a farci del male ? Penso proprio che non sia nelle intenzioni di nessuno. Quanto a dare visibilità ai temi della decrescita ognuno lo fa con la propria sensibilità e la propria visione, il che mi sembra assolutamente normale e inevitabile.
Io ho risposto senza sconti al commento di Gloria Germani perché i pensieri che ha espresso riguardo al mio scritto mi sembrano schematici, ideologicamente viziati e negativi per il movimento della decrescita. Ma è una critica che si ferma al “qui ed ora”, non ho intenzione di criticare il pensiero passato e futuro di Gloria, anche perché non lo conosco.
Né posso essere prevenuto su quello che avranno piacere di scrivere gli altri componenti della redazione (perché poi 7, mi risulta che siamo 11…) che fino a prova contraria mi sembrano persone autonomamente pensanti. Continuare a farci del male ? Penso proprio che non sia nelle intenzioni di nessuno. Quanto a dare visibilità ai temi della decrescita ognuno lo fa con la propria sensibilità e la propria visione, il che mi sembra assolutamente normale e inevitabile.
Paolo Scroccaro
Martedì 03 Feb 2026
Riscontro a Danilo.
Tu citi la dibattuta questione vaccinale, per sostenere che in tal caso scienza e tecnologia sono state fuorviate in quanto sottomesse alla logica del profitto: ma non si tratta di un’eccezione, bensì della regola. In una società dominata dall’economia, cioè dalla “valorizzazione” in senso economico, è ovvio che questo accada in linea di massima. E se non si tratta di “profitto”, si tratta comunque di “dominio” sul mondo, là dove gli enti vengono continuamente rimodellati e manipolati grazie alla scienza e alla tecnologia, in nome del valore d’uso. Se questi sono i presupposti, le riserve verso la scienza (cartesiana, newtoniana, quantistica ecc.) risulterebbero più che lecite: non a caso i pensatori più autorevoli dell’ultimo secolo (E. Severino, M. Heidegger…) hanno focalizzato proprio questo tema epocale con grande forza e determinazione. Ci sarebbe molto da imparare e ben poco da scandalizzarsi, ma purtroppo la decrescita non frequenta queste discussioni, di solito.
Tu citi la dibattuta questione vaccinale, per sostenere che in tal caso scienza e tecnologia sono state fuorviate in quanto sottomesse alla logica del profitto: ma non si tratta di un’eccezione, bensì della regola. In una società dominata dall’economia, cioè dalla “valorizzazione” in senso economico, è ovvio che questo accada in linea di massima. E se non si tratta di “profitto”, si tratta comunque di “dominio” sul mondo, là dove gli enti vengono continuamente rimodellati e manipolati grazie alla scienza e alla tecnologia, in nome del valore d’uso. Se questi sono i presupposti, le riserve verso la scienza (cartesiana, newtoniana, quantistica ecc.) risulterebbero più che lecite: non a caso i pensatori più autorevoli dell’ultimo secolo (E. Severino, M. Heidegger…) hanno focalizzato proprio questo tema epocale con grande forza e determinazione. Ci sarebbe molto da imparare e ben poco da scandalizzarsi, ma purtroppo la decrescita non frequenta queste discussioni, di solito.
Paolo Scroccaro
Martedì 03 Feb 2026
Quanto al metodo sperimentale che sarebbe tipico della scienza: non credo sia la base di una buona definizione, anche se viene ripetuta nei libri di testo per forza d’inerzia e per semplificare. 1) Non tutti i saperi possono essere sperimentali per motivi facilmente intuibili. 2)In ogni caso, vi sono modi molto diversi di intendere la cosiddetta “sperimentazione”, la cosiddetta “base empirica” o fattuale ed il loro rapporto con le ipotesi teoriche. Chi ha ragione??? I neoplatonici sostenevano che in definitiva la realtà è incatturabile, incircoscrivibile, e che il saggio dovrebbe mantenere un atteggiamento di costante apertura verso l’immensità della realtà totale che ci deborda da ogni dove: nonostante gli “enormi progressi” compiuti dalle scienze, si tratta pur sempre di ipotesi teoriche smentibili, per quanto controllate. Credo perciò che il monito neoplatonico sia ancora attuale... e i decrescenti dovrebbero tenerlo in considerazione
Paolo Scroccaro
Paolo Scroccaro
Igor Giussani
Giovedì 05 Feb 2026
Ho sempre ritenuto il tema della riflessione critica sulla scienza e la tecnologia un nodo focale per la decrescita e l'ecologismo radicale in genere. Però lo scopo deve essere cercare di capire realmente le cose, non forzarle e strumentalizzare. Nel suo articolo "La scienza non crede a sé stessa", Dalla Casa usa Rupert Sheldrake (figura, per usare un eufemismo, abbastanza controversa) per dimostrare che il mondo scientifico crede ancora in maniera dogmatica a precetti rivelatisi superati. E per sostenere ciò riporta aforismi, tra gli altri di Bohr, Wheeler, Einstein, Prigogine, Eddington, Jeans... cioé tutte persone che hanno avuto una formazione giovanile sulla scienza classica, le cui teorie sono state fatte proprie dal mondo accademico da cui hanno in quasi tutti i casi tratto laute carriere e ottenuti prestigiosi riconoscimenti. Un quadro che contrasta radicalmente con quello della scienza come una Chiesa dei tempi dell'Inquisizione dogmatica e pronta a sparare a zero contro qualsiasi "eresia".
Igor Giussani
Giovedì 05 Feb 2026
Riguardo a quanto sostenuto da Scroccaro, vorrei evidenziare alcune cose:
- ovviamente il mondo della tecno-scienza è sottoposto alla logica del profitto e del dominio, quindi un approccio critico è necessario; ma questo vale per qualsiasi cosa. Ha citato Heidegger, cioé una persone che ha puttaneggiato con la forse più crudele forma di potere della storia umana; e quanti filosofi sono serviti da ispirazione per i totalitarismi del XX secolo o per altre sozzure? Cosa penserebbe Scroccaro se, sulla base di ciò, dicessi che tutta la filosofia è "da guardare con sospetto" se non proprio da buttare a mare?
- il 'metodo scientifico' non è fondamento della scienza, è una visione ottocentesca: per studiare fenomeni complessi come il clima, ad esempio devi ricorrere a modelizzazioni, non si possono fare esperimenti di laboratorio. Il cardine della scienza è la capacità di creare un corpo di conoscenze regolato dall'iniziativa scientifica collettiva che non sia semplicemente una serie di resoconti individuali: un processo di convalido intersoggettivo (sto citando Capra). E' vero, non il tutto sapere può essere ridotto alla scienza, ma solo essa ci permette, per dirla rudemente, di non cantarcela e menarcela da soli. E per questo rimane uno strumento, con tutte le innegabili problematiche, preziosissimo e da difendere.
- ovviamente il mondo della tecno-scienza è sottoposto alla logica del profitto e del dominio, quindi un approccio critico è necessario; ma questo vale per qualsiasi cosa. Ha citato Heidegger, cioé una persone che ha puttaneggiato con la forse più crudele forma di potere della storia umana; e quanti filosofi sono serviti da ispirazione per i totalitarismi del XX secolo o per altre sozzure? Cosa penserebbe Scroccaro se, sulla base di ciò, dicessi che tutta la filosofia è "da guardare con sospetto" se non proprio da buttare a mare?
- il 'metodo scientifico' non è fondamento della scienza, è una visione ottocentesca: per studiare fenomeni complessi come il clima, ad esempio devi ricorrere a modelizzazioni, non si possono fare esperimenti di laboratorio. Il cardine della scienza è la capacità di creare un corpo di conoscenze regolato dall'iniziativa scientifica collettiva che non sia semplicemente una serie di resoconti individuali: un processo di convalido intersoggettivo (sto citando Capra). E' vero, non il tutto sapere può essere ridotto alla scienza, ma solo essa ci permette, per dirla rudemente, di non cantarcela e menarcela da soli. E per questo rimane uno strumento, con tutte le innegabili problematiche, preziosissimo e da difendere.
Igor Giussani
Giovedì 05 Feb 2026
(riprendo risposta a Scroccaro)
- "nonostante gli “enormi progressi” compiuti dalle scienze, si tratta pur sempre di ipotesi teoriche smentibili, per quanto controllate.". Verissimo: la scienza non porta "prove", ma "evidenze" più o meno forti. Non posso dire a nessuno dopo quante sigarette fumate svilupperà un cancro ai polmoni, ma solo informarlo che ci sono alte probabilità che finisca per ammalarsi. Quindi cosa facciamo, fumiamo come se non ci fosse un domani tanto la "certezza" della malattia non esiste? Perché esiste la possibilità, risicata ma teoricamente fattibile, che le cause del cancro siano altre? Siccome la scienza non ci può dare certezze indissolubili e quelle che chimiamo "leggi scientifiche" sono "solo" ottime approssimazioni della realtà ci affidiamo in toto a teorie basate su presupposti totalmente soggettivi e non verificabili?
- "nonostante gli “enormi progressi” compiuti dalle scienze, si tratta pur sempre di ipotesi teoriche smentibili, per quanto controllate.". Verissimo: la scienza non porta "prove", ma "evidenze" più o meno forti. Non posso dire a nessuno dopo quante sigarette fumate svilupperà un cancro ai polmoni, ma solo informarlo che ci sono alte probabilità che finisca per ammalarsi. Quindi cosa facciamo, fumiamo come se non ci fosse un domani tanto la "certezza" della malattia non esiste? Perché esiste la possibilità, risicata ma teoricamente fattibile, che le cause del cancro siano altre? Siccome la scienza non ci può dare certezze indissolubili e quelle che chimiamo "leggi scientifiche" sono "solo" ottime approssimazioni della realtà ci affidiamo in toto a teorie basate su presupposti totalmente soggettivi e non verificabili?
danilo
Giovedì 05 Feb 2026
PER PAOLO SCROCCARO. In un tuo commento hai scritto “I neoplatonici sostenevano che in definitiva la realtà è incatturabile, incircoscrivibile, e che il saggio dovrebbe mantenere un atteggiamento di costante apertura verso l’immensità della realtà totale…. Credo perciò che il monito neoplatonico sia ancora attuale... e i decrescenti dovrebbero tenerlo in considerazione” . Non concordo, quella dei neoplatonici riguardo alla scienza è una forma di scetticismo gnoseologico a mio avviso poco apprezzabile e poco utile sia alla decrescita che in assoluto. La scienza non dogmatica non ha la presunzione della verità assoluta, è la prima a riconoscere il margine di errore (citato nel mio articolo) e ricorre al metodo sperimentale proprio per verificare sul campo le nuove teorie e poterle licenziare con un margine di errore molto basso. Mi pare un percorso molto serio verso la conoscenza. Ovviamente questo non vale per la Psicanalisi (il cui status di scienza è dubbio) e nemmeno per l’informatica, che è una scienza formale astratta.
mario cenedese
Sabato 07 Feb 2026
Come è risaputo, per Anassimandro l'essere, che comprende il Tutto, perciò anche la realtà fenomenica, è illimitato, quindi infinito, inaggirabile e incircoscrivibile, non coglibile con la ratio calcolante, come osserva Heidegger nel suo famoso e lungo commento al "Detto di Anassimandro" in "Sentieri interrotti", concordando con quello stesso filosofo dell'età aurorale dei greci. E non pare che Anassimandro fosse granché nazista. E se i nazisti hanno considerato come luoghi reali i paesaggi dell'anima di Agarthy, erano d'altra parte degli accaniti scientisti, con la loro visione scientifica dogmatica. Essi fondavano il loro potere anche sugli aspetti tecnocratici, ma Heidegger, invece, criticava aspramente la tecnica con la sua manipolazione degli enti. Del resto, Herbert Marcuse, Max Horkheimer, Theodor Adorno, Erich Fromm, che non possono essere accusati di simpatie naziste, nelle loro critiche spietate dell'apparato tecnico-scientifico citavano spesso con favore Heidegger.
Se poi per Platone il mondo fenomenico risulta difficilmente controllabile attraverso categorie conoscitive per via della sua consistenza impermanente, lo stesso Popper, non certo gran estimatore di Platone, diceva che una onesta impresa scientifica non poteva fondarsi che su "palafitte". non su una base empirica stabile in quanto i cosiddetti fatti ( la base fattuale accettata dalla comunità scientifica su cui dovrebbe fondarsi l'accettazione-corroborazione delle teorie o la loro falsificazione)
Se poi per Platone il mondo fenomenico risulta difficilmente controllabile attraverso categorie conoscitive per via della sua consistenza impermanente, lo stesso Popper, non certo gran estimatore di Platone, diceva che una onesta impresa scientifica non poteva fondarsi che su "palafitte". non su una base empirica stabile in quanto i cosiddetti fatti ( la base fattuale accettata dalla comunità scientifica su cui dovrebbe fondarsi l'accettazione-corroborazione delle teorie o la loro falsificazione)
mario cenedese
Sabato 07 Feb 2026
sono impregnati di teoria. Non si possono, quindi, separare i fatti dalle teorie da cui necessariamente dipendono, come osservano pure i filosofi della scienza Lakatos, Kuhn, Feyerabend.
Mario
Mario
mario cenedese
Sabato 07 Feb 2026
Di conseguenza, per i principali epistemologi contemporanei, popperiani e post-popperiani, non esistono fatti "bruti" indipendenti dalla teoria, una base empirica patrimonio esclusivo della cosiddetta "esperienza". A proposito di scienza sperimentale, l'esperienza, che dovrebbe sottoporre a controllo una teoria, è costituita così di "fatti teorici", è impregnata di teoria che dal suo angolo prospettico crea fatti sempre suscettibili di essere falsificati. Si comprende perciò perché, secondo Feyerabend, Galileo nella sua attività scientifica abbia agito in senso controinduttivo, contro l'"esperienza", contro l'evidenza empirica prodotta dalla scienza aristotelica del suo tempo, certamente molto più dotata di contenuto empirico rispetto al nuovo paradigma copernicano-galileiano, ancora in fase di formazione.
Ciao.
Mario
Ciao.
Mario
Paolo Scroccaro
Domenica 08 Feb 2026
Ciao Danilo, vedo solo ora: quello che sostieni sarebbe valido se la scienza procedesse in modo lineare per accumulazione, avvicinandosi sempre più alla verità assoluta, cioè, paradossalmente, a qualcosa di Illimitato che non conosciamo - non controlliamo - qualcosa che deborda la nostra finitudine, nonostante gli sforzi umani in ultima analisi velleitari... Siamo ospitati nell'Illimitato e quindi non possiamo circoscriverlo: credo che avessero ragione Plotino e Proclo. La scienza può andar bene per alcune questioni terra-terra, ciò vale anche per me, ma non montiamoci la testa.... comunque sia, va bene anche così, non possiamo esser d'accordo su tutto! Grazie per il riscontro.
Paolo Scroccaro
Domenica 08 Feb 2026
Tranquillo Igor Giussani: anch’io su certe questioni faccio largo uso di certi studi scientifici, quelli che mi sembrano indipendenti ( per es. dobbiamo alla ricerca indipendente certe conoscenze sui rapporti tra ciclo della carne ed effetto serra- inquinamento da particolato-consumo di acqua e di suolo ecc). Quanto al carattere ipotetico delle teorie: esso costituisce la base del pluralismo scientifico, anche perché la scienza non coincide con la teoria dominante in un certo contesto. Preferisco intenderla come l’insieme delle teorie (meglio indipendenti) in competizione – affermazione che si presta a varie declinazioni, da Popper a Lakatos ecc.
Ritengo la D compatibile con il pluralismo scientifico, ma anche con i saperi vernacolari: ancor oggi, varie popolazioni sopravvivono grazie a questi ultimi (anche se non dispongono di studi ufficiali accreditati)
Ritengo la D compatibile con il pluralismo scientifico, ma anche con i saperi vernacolari: ancor oggi, varie popolazioni sopravvivono grazie a questi ultimi (anche se non dispongono di studi ufficiali accreditati)
Guido Dalla Casa
Lunedì 09 Feb 2026
...per sbollire un po' il tutto, e perchè i tacchini mi sono molto simpatici, naturalmente da vivi, una notissima considerazione sugli esperimenti (Russell, Popper??): "Tutte le mattine il contadino portava il becchime al tacchino alle 9. Dopo 364 esperimenti riusciti, il tacchino era ben sicuro che sarebbe successo anche il 24 dicembre..." dovevano dire il 23, o hanno dimenticato il tempo di cottura?
