
Dopo un accenno all’esistenza di molti Movimenti antisistema spesso in disaccordo fra loro, si passa ad esaminare in particolare il movimento che nega l’origine antropica dei cambiamenti climatici e quello che nega le conseguenze dello studio del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, per affermare la necessità di un cammino comune allo scopo di contrastare la spinta “sviluppista” in atto.