COMUNISMO, MOVIMENTO 5 STELLE….E DECRESCITA FELICE

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COMUNISMO MOVIMENTO 5S E DECRESCITA

Analizzando il corso della storia appare chiaro come i gruppi umani, dalla piccola tribù alla grande società industriale contemporanea, si organizzano secondo una struttura che porta sovente a delle lotte fra gruppi di interesse: capo tribù contro anziani, anziani contro giovani, schiavi contro padroni, servi della gleba contro feudatari, proletari contro capitalisti ecc ecc.

In ogni gruppo umano si forma un piccolo gruppo di persone che detiene il potere, i privilegi e migliori condizioni di vita e una grande maggioranza che subisce l’iniquità e ambisce a sostituirsi all’élite o quantomeno a ridurre la distanza sociale.

In sostanza, quando qualcuno arriva a detenere il potere o ad avere dei privilegi fa di tutto per mantenerseli stretti e/o aumentarli e ammanta il tutto con storie e belle parole che gettano fumo negli occhi di coloro che subiscono affinchè non si rendano conto delle ingiustizie.

Perchè parlare di comunismo e decrescita? Entrambi queste prospettive si aprono a una visione della realtà diversa da quella dominante. Ovviamente il comunismo ha alle sue spalle una lunga storia mentre l’idea di decrescita è relativamente recente.

La vicenda del comunismo è una delle storie più affascinati della storia delle società umane.

Nasce come effetto collaterale della rivoluzione industriale e della quantità di sofferenza per le popolazioni a cui aveva dato luogo. Sofferenze e disastri umani a cui alcuni intellettuali dell’epoca non riuscivano e non potevano rimanere indifferenti.

Il comunismo fu la lotta che gli uomini dell’epoca intrapresero contro il sistema capitalistico per il miglioramento delle disumane condizioni a cui erano sottoposti i lavoratori.

Con Marx ed Engels, però, il comunismo da semplice movimento di lotta sociale per una società più giusta si trasformo in un ideologia. Affascinati dall’idealismo hegeliano, essi trasformarono una naturale forza sociale che lottava contro le ingiustizie in una ideologia rigida che aveva una visione della storia inesorabile.

Conosciamo tutti l’ideologia comunista: di fronte a una società che si andava polarizzando in due fronti contrapposti, quello dei capitalisti e quello dei proletari, essi vedevano la storia e la sua evoluzione in funzione di questa lotta che si doveva risolvere inesorabilmente a favore dei proletari quando le contraddizioni del sistema fossero giunte a maturazione.

Dopo anni di lotta a fianco dei lavoratori e delle classi più povere della società per la conquista dei diritti elementari in tutta Europa, agli inizi del ‘900 un gruppo di comunisti riuscì a conquistare il potere in un grande stato, la Russia, e a costruire una nazione comunista.

La storia la sappiamo tutti: in realtà, vuoi le condizioni di accerchiamento in cui si trovava il neonato regime assediato da forze reazionarie, vuoi lo stato di arretratezza della Russia, sta di fatto che ben presto lo stato comunista si trasformò in una terribile dittatura che “regalò” al popolo russo e a gran parte dei stati dell’Europa orientale 70 anni di un regime autoritario duramente limitativo delle libertà individuali.

In sostanza il sogno comunista si trasformò nella peggiore delle oligarchie dove un piccolo gruppo di burocrati statali appoggiato da una folta schiera di poliziotti politici aveva ridotto alla cieca obbedienza intere nazioni sottoponendole al terrore.

Ancora una volta si ripete il solito canovaccio che contraddistingue le società umane (e “magari” quelle animali): chi ha il potere e i privilegi se li tiene ben stretti e fa di tutto per rafforzarli e aumentarli. Così la classe dirigente del partito sovietico consolidò il proprio potere a scapito di milioni di persone che venivano tenute a un livello minimo di sussistenza e nella totale assenza di libertà individuali

Nel frattempo, i partiti comunisti nell’Europa occidentale del secondo dopoguerra, pur avendo tutti i numeri e le carte in regola per giungere al potere, fecero di tutto, aiutati anche dalle circostanze storiche (vedi terrorismo e strategia della tensione) per evitare di salire al governo dei vari paesi come Francia, Italia ecc ecc. Questo perchè la classe dirigente del partito, pur predicando idee comuniste, faceva parte o era affiliato in qualche modo al ceto privilegiato, cioè quella parte di società che avrebbe avuto solo da perdere da una revisione in chiave comunista della struttura sociale.

In sostanza, nell’Europa occidentale si è assistito per anni ai falsi tentativi di falsi uomini di sinistra di cambiare la società mentre il loro obiettivo era quello di accordarsi in continuazione con le forze conservatrici affinchè le cose rimanessero così com’erano.

Con la caduta del regime sovietico le cose cambiarono. I partiti comunisti occidentali si sentirono autorizzati a rinnegare le loro origini comuniste che, all’interno di un contesto democratico come era quello dei governi occidentali, gli aveva creato notevoli imbarazzi tenendoli lontani dal potere.

Ma i partiti comunisti avevano costituito comunque, anche in occidente, il punto di riferimento della lotta alle ingiustizie e allo status quo ottenendo tra l’altro molti risultati (vedi la legislazione sul lavoro).

I nuovi partiti di sinistra e di centro-sinistra nati dalla scomposizione dei storici partiti comunisti divennero in sostanza dei partiti conservatori cosicché il termine centro-sinistra voleva significare: predico idee di sinistra e faccio leggi conservatrici.

In questi ultimi anni cittadini e lavoratori anno visto via via perdere i loro diritti e le loro conquiste sociali ed economiche a scapito di un élite sempre più ristretta di individui appartenenti al mondo finanziario e bancario che si è arricchito all’ennesima potenza.

L’economia reale è stata sempre più divorata dall’economia finanziaria che gravita sulle teste di ignari cittadini impoverendoli sempre più.

Con la morte del comunismo è venuto meno il solo baluardo ideologico alle ingiustizie e sembra che l’affermarsi del pensiero unico del capitalismo individualistico non ha più opposizione. Senonché, in Italia in Spagna in Grecia e in altri paesi europei sono sorti dei movimenti guidati da leader carismatici che si battono contro le ingiustizie e i disastri umani generati dal capitalismo sfrenato.

In Italia il Movimento 5S porta avanti un progetto di società diversa a misura d’uomo che abbia a cuore la salvaguardia dell’ambiente, i diritti dei lavoratori, la felicità delle persone mostrandosi contiguo al pensiero decrescente come da sempre è stato il pensiero di Beppe Grillo, il suo leader carismatico.

Del resto il comunismo non può considerarsi finito. Il comunismo è e rimane una aspirazione a una società migliore a cui l’uomo non può e non deve rinunciare. E’ morta l’IDEOLOGIA COMUNISTA, il MARXISMO che vedeva nello sviluppo inesorabile della storia e nell’abolizione della proprietà privata il destino finale della storia umana. Questa concezione perde un carattere fondamentale dell’uomo senza il quale esso non è quello che è cioè la sua individualità di cui la proprietà privata è una manifestazione. Il comunismo deve focalizzarsi sulla comunità di intenti che deve caratterizzare le comunità umane la cui aspirazione deve essere quella di creare una società più giusta a misura di tutti e in cui gli uomini possano essere felici.

Oggi il solo modo che hanno le persone di buona volontà per lottare contro il pensiero unico dominante è quello di unire gli sforzi e formare un fronte comune che abbia la forza di cambiare la mentalità sociale progettando una società diversa a misura d’uomo e un economia che sia al servizio delle esigenze umane e non viceversa.

6 Commenti

  1. Io credo che il M5S non rappresenti per niente la Decrescita. Le posizioni su temi come l’immigrazione o l’attacco ai sindacati (altro che difendere i lavoratori, come scrivi tu!) ne sono la prova (ma se vuoi potrei andare avanti). Un movimento di destra, com’è il M5S, non può essere decrescente se non nei termini in cui lo sono i movimenti di estrema destra che in parte usano la decrescita per celare un malsano localismo ed un concetto di autarchia ancora incrostato di fascismo.
    Credo invece ci sia bisogno di sinistra. Di una sinistra nuova che sappia mettere al centro la questione ambientale. Purtroppo il percorso non è così semplice…

    • Ciao Simone.
      Quel che apprezzo del M5S è l’atteggiamento di buon senso che adotta o cerca di adottare sulle varie questioni in linea con il pensiero di Beppe Grillo che da sempre, fin dai suoi primi spettacoli, si è scagliato contro l’idiozia di cui pare pervasa la nostra società. In effetti le soluzioni proposte non sono ne di sinistra ne di destra.
      Per quanto riguarda un problema complesso come l’immigrazione il M5S chiede di adottare delle limitazioni affinchè le persone che vengono accolte abbiano una condizione di vita dignitosa (ma la questione è complessa e credo non sia facile trovare una soluzione che contenti tutti).
      Per quanto riguarda il lavoro, il M5S propone una riduzione dell’orario di lavoro la creazione del reddito di cittadinanza e la valorizzazione del terzo settore; cerca insomma di venire incontro a un futuro che con le nuove tecnologie avrà sempre meno bisogno del lavoro umano.
      Per quanto riguarda i sindacati mi dispiace constatare che hanno quasi sempre svolto un pessimo lavoro interessati più a mantenere le loro posizioni privilegiate che a portare avanti le istanze dei lavoratori e spesso facili preda di fenomeni corruttivi.
      Del resto, anche la parte sana del sindacato, rimane ancorata a una visione della società di tipo “lavorista” decisa a difendere le vecchie dinamiche legate alla crescita, agli investimenti all’aumento di produzione ecc ecc
      Credo che il M5S la decrescita e un comunismo libero da ideologie abbiano molte affinità e possaano collaborare per progettare un futuro alternativo a quello senza speranza a cui questo capitalismo individualistico pare condannarci. Ciao Simone. Grazie dell’attenzione.

  2. Chi oggi ragiona ancora con logiche di ripartizione politica in destra e sinistra, manifesta una palese incapacita di analisi della realta attuale e dell’evoluzione della plitica degli ultimi 30 anni. La evidente similarita tra le politiche di “destra” portate avanti dai berlusconi di turno e le politiche di “sinistra” dei renzi, praticamente indistinguibili, sottendono ad una logica di propaganda di un regime oppressivo e condizionante. I sindacati della triade fanno parte di questo sistema raccontando di difendere i diritti dei lavoratori, ma di fatto contribuendo al mantenimento della condizione di schiavitu strumentale. Se il movimento 5* e’ la soluzione non lo so. Probabilmente no. Per ora e’ l’unico che porta avanti a livello politico idee di vero cambiamento. Il vero cambiamento passa pero dal risveglio delle coscienze, e da questo punto siamo ancora molto, ma molto lontani.

  3. Sono d’accordo con te Biasa; il risveglio delle coscienze è il punto fondamentale ma è anche vero che un concreto progetto politico potrebbe accellerare questo processo di cambiamento culturale.

  4. Simone credo che Biasa intendesse dire che le politiche di Renzi nonostante si presentino come politiche di sinistra sono tutto tranne che, appunto, di sinistra. Oramai non si può più parlare di destra o sinistra perchè di fatto sono indistinguibii. La sinistra in Italia, a parte qualche piccola formazione sopravvissuta è scomparsa da anni.

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