Elezioni politiche

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(partita per la decrescita ) [ questa immagine è anche il simbolo di un partito francese che alle elezioni ha preso lo 0, . Ma essa non ci interessa per questo, quanto per quello che simboleggia]

 

 

Necessita un partito decrescente

 

Le elezioni politiche 2018 sono alle porte; la società civile è in fermento e in effetti i motivi di interesse sono numerosi.

Innanzitutto il forte astensionismo, ossia una miriade di persone che molto probabilmente non andranno votare ma che all’improvviso potrebbero decidere di farlo e quindi ribaltare completamente i pronostici; altro punto interessante è la forza del movimento cinque stelle che si presenta alle elezioni come il primo partito ma che paga la disposizione tripolare che non gli consentirà di fare alleanze; e ancora il ritorno in campo di Silvio Berlusconi la cui presenza ha rivitalizzato il popolo delle libertà e la cui personalità ravviverà, sicuramente, la dialettica politica a beneficio degli addetti ai lavori, dei giornalisti, delle tv e di tutti coloro che seguono le vicende politiche; altro nodo interessante la figura di Renzie che da uomo forte della sinistra è diventato, una volta svelata la sua matrice democristiana, un zavorra di cui il partito democratico vorrebbe tranquillamente liberarsi per rallentare la caduta; e ancora valutare la risposta che avra il nuovo partito di sinistra guidato da Grasso.

Certo il pd e il popolo della libertà costituiscono l’esempio di vecchia politica che propone sempre gli stessi temi, fa le solite promesse e fa leva sulle solite emergenze sociali reali o presunte parlando alla pancia della gente.

I temi preferiti sono i soliti tre: immigrazione, sicurezza, crescita economica. Tutti e tre temi fasulli.

L’immigrazione c’è ma c’è sempre stata ed è giusto che ci sia; non si può fare nulla perchè non si può negare, a uomini che fuggono dai disastri che hanno nei loro paesi (e di cui spesso noi occidentali siamo i maggiori artefici), un approdo sicuro e d’altra parte dovrebbe essere fonte di orgoglio salvare vite umane.

La sicurezza è anch’esso un problema che qualsiasi società ha chi più chi meno ma possiamo ben dire che in Italia, salvo qualche zona particolare, non ci sia una vera e propria emergenza sicurezza; d’altro canto il senso di sicurezza è un sentimento molto soggettivo e per questo molto influenzabile. Notizie reiterate di reati contro la persona, anche se casi isolati, fanno crescere nelle persone la sensazione di vivere una situazione di pericolo costante.

Ma il tema sul quale i partiti danno il meglio è la crescita economica, la creazione di nuovi posti di lavoro, e l’uscita da questa “benedetta e onnipresente” crisi.

La crisi in realtà non c’è e non c’è mai stata. Una società è in crisi economica quando non riesce a soddisfare le esigenze materiali dei propri membri. Questo non è il caso della società occidentale moderna che patisce uno stato di sovrapproduzione da almeno un secolo a questa parte. La verità è che l’occidente negli ultimi anni ha visto una riduzione della produzione di manufatti perchè le stesse aziende che lamentano la crisi sono andate a produrre in altre zone del mondo dove il costo della manodopera è più bassa e si può sfruttare i lavoratori senza regole.

Questo, associato alla fisiologica riduzione della quantità di lavoro necessaria per via del miglioramento della tecnologia produttiva porta ad un esubero di forza lavoro quindi alla creazione di una gran massa di persone disperate.

A queste persone i partiti tradizionali danno sempre la solita risposta: crescita economica e creazione di posti di lavoro. Risposta fasulla perchè il sistema economico-industriale occidentale è oramai un sistema al limite del collasso da tutti i punti di vista e cioè dal punto di vista della quantità di beni prodotti oramai in esubero da decenni, dal punto di vista del numero di persone impiegabili a qui l’innalzamento tecnologico toglie sempre più mansioni e posti di lavoro creando nuova disoccupazione e soprattutto dal punto di vista ambientale: il livello di inquinamento in occidente ha raggiunto oramai soglie intollerabili per la salute umana.

Riguardo a questi temi le risposte vere da dare sono altre e d’altra parte i veri problemi sono altri.

L’immigrazione non deve essere un problema per una società perchè dobbiamo prendere coscienza che “nazionalità” “popolo” e concetti simili sono solo convenzioni che hanno poco senso specie in una società globalizzata come è oramai la società contemporanea. E’ bene considerarci cittadini del mondo e quindi accogliere coloro che vengono nel nostro paese considerandole persone come noi bisognose di aiuto.

L’accoglienza va potenziata e considerata una priorità assoluta perchè non è possibile che muoiano persone vicino alle nostre coste. Questa è una barbaria e noi siamo dei barbari se permettiamo questo.

Il problema della sicurezza c’è anche se non è una vera e propria emergenza. Certo anche un solo un atto violento non deve essere accettato. La verità è che la criminalità va combattuta eliminando il disagio sociale che costituisce il terreno di coltura privilegiato, va garantita la certezza della pena per coloro che commettono il reato, vanno rese le condizioni di vita dei carcerati accettabili. Sull’ultimo punto va fatto qualcosa e subito.

Vi sono poi problemi veri di cui i politici parlano poco e malvolentieri perchè nascono dalle scelte che sono state fatte negli ultimi anni improntate ai tagli del servizio pubblico.

Penso alle deficienze del sistema sanitario che non cura più in modo adeguato coloro che non possono permetterselo; alla carenza di case a disposizione delle famiglie indigenti e alle migliaia di persone che vivono in strada o in baracche improvvisate.

Questo ci riporta a un grave problema, il fatto che le disuguaglianze nella nostra società aumentano vertiginosamente; ciò va di pari passo con la mancanza di giustizia e con il desiderio di essa presente nelle persone.

Insomma coloro che detengono il potere e i privilegi fanno di tutto per mantenerli e aumentarli.

Siamo di fronte a un sistema politico che è succubbe delle multinazionali e dei gruppi di interesse. Ciò significa che le strategie adottate dai nostri politici non sono mirate a promuovere il bene comune ma a favorire gli interessi di coloro che fanno parte dell’elite economica e politica.

Con la caduta della prima repubblica e la scomparsa del partito comunista si è prodotta una classe politica trasversale che per 25 anni ha tenuto le redini del potere simulando uno scontro politico che di fatto non c’è mai stato.

Il vuoto lasciato dalla scomparsa della democrazia cristiana è stato colmato dalla nascita di forza italia e da una rivisitazione in chiave centrista del vecchio partito comunista sempre meno comunista e sempre più capitalista.

Le prossime elezioni politiche ripresentano la situazione che per 25 anni ha caratterizzato la politica italiana con al potere una classe politica inetta pronta a svendere il paese per pochi euro. L’unica vera novità sembra essere il m5s. Un forza che va messa alla prova perchè presenta idee innovative che sono il primo passo per il cambiamento.

Nel programma del movimento c’è un accenno alla decrescita che non viene esplicitato per non rischiare di perdere consensi.

Un partito della decrescita avrebbe sicuramente la possibilità di raccogliere molti consensi e potrebbe altresì contare sull’appoggio esterno del movimento.

D’altra parte bisogna porsi una domanda fondamentale: quali sono le risposte che non trovano quella gran fetta di italiani che non va più a votare?

Evidentemente le persone si sono stancate delle vecchie proposte messe in campo dal vecchio sistema politico rappresentato dal binomio pd-berlusconi.

Hanno capito che la vita con l’i-phone di ultima generazione, le veline in tv l’auto nuova non fanno la felicità ma rendono schiavi; schiavi di banche e istituti finanziari per cui si è costretti a lavorare 12 ore al giorno fino a 70 anni e che si prendono la nostra vita lasciando i nostri figli orfani di genitori viventi.

Schiavi di una società che ci chiede di migliorare la produttività rendendo il lavoro inumano per competere sul mercato mondiale e sconfiggere i nostri simili cinesi, indiani ecc poveri disgraziati come noi in una guerra commerciale che fa miliardi di “feriti” e pochi vincitori che si spartiscono il gruzzoletto.

Ironia della sorte: Marx credeva che l’internazionalismo avrebbe distrutto il capitalismo. In realtà l’unico internazionalismo che la storia ha prodotto è quello delle multinazionali che hanno affondato la classe lavoratrice e i loro diritti.

5 Commenti

  1. Per un partito della decrescita non è presto… è prestissimo! La gente non sa letteralmente di che cosa si parla. Praticamente la totalità degli argomenti trattati in quest’articolo è sconosciuta al grande pubblico, e quei pochi che passano dalla cortina di silenzio e distrazione di massa vengono distorti a tal punto da divenire irriconoscibili e campati in aria. La verità è che il ben noto meccanismo del bias di conferma (https://nuovoeutile.it/bias_cognitivi/) ci fa illudere che esista una vasta consapevolezza sul tema della decrescita. Il mio non è pessimismo, è semplicemente una analisi lucida. Continuiamo a lavorare con pazienza. Nonostante non rimanga molto tempo, sia dal punto di vista delle emergenze ambientali che sociali, non abbiamo altra scelta.

  2. Ciao Nicola,
    è vero che la decrescita è sconosciuta ai più ma anche solo la presentazione di un partito alle prossime elezioni politiche contribuirebbe a diffondere il messaggio; credo che un progetto così radicalmente rivoluzionario rispetto a quel che sono i soliti programmi politici non passerebbe inosservato.
    D’altro canto c’è da dire che il movimento 5 stelle non è del tutto sordo a queste tematiche anche se esita ad abbracciarle palesemente per evitare perdita di consensi.
    Sicuramente un eventuale partito della decrescita riceverebbe l’appoggio esterno del movimento.
    Inoltre sarebbe un interessante test per capire quanto le idee decrescenti siano effettivamente diffuse e condivise.
    Ciao, grazie.

  3. Diego nei documenti che hanno dato vita di Sinistra Italiana si parla di decrescita in modo chiaro, senza paura. C’è gente, in Si, come la deputata Pellegrino che è una decrecente della prima ora. Ti invito a seguire i suoi lavori.
    C’è poi l’on. Riciatti di Liberi e Uguali che sta portando avanti da sola (perché il M5s non si sporca mai le mani con gli altri partiti, neanche sui temi della decrescita) contro l’obsolescenza.
    Quando lo capirete che il M5s non ha niente a che fare con la decrescita e invece ci sono altri partiti e movimenti che stanno lottando da soli senza avere le telecamere a favore?

  4. Ciao Simone,
    non è una questione di partiti; del resto i partiti inglobano al loro interno molte posizioni differenti e specie il m5s ha al suo interno personalità con opinioni estremamente diverse tra loro che vengono tenute insieme per una “somiglianza di famiglie”. Son felice che la sinistra abbia finalmente messo da parte la retorica del lavoro e abbia abbracciato la decrescita (anche se avrebbe dovuto farlo molto tempo fa). Il fatto che più partiti se ne occupino è una buona notizia; più siamo meglio è. Ma sono convinto che presentare un partito alle prossime elezioni aumenterebbe ancora di più la visibilità del nostro movimento.
    Ciao, grazie.

  5. La prendo da lontano…ma arrivo subito al sodo!
    Qualche giorno fa ho letto questo articolo di Diego Imbriani.
    Sarà che in passato ho fatto l’insegnante ma ho subito notato che c’era un errore nella traduzione di “Parti pour la décroissance”: il primo termine si sarebbe dovuto tradurre con “Partito” e non con “Partita”.
    Ho pensato che ci fosse qualche motivo particolare per tradurre “Parti” con “Partita” e non con Partito.
    Per sicurezza sono andato in Google e ho cercato la traduzione in italiano di “Parti pour la décroissance”.
    Prima della traduzione Google riporta la seguente indicazione: Forse cercavi: Parti pour la croissance, traduzione in italiano (che ovviamente significa “Partito per la crescita”)
    e poi riporta la traduzione:
    Parti pour la décroissance : Partito per il declino
    Vorrei dire agli amici di questo blog che la decrescita non fa parte della nostra cultura e affinché le cose possano cambiare saranno sicuramente necessari almeno due punti leva (così come li chiama Donella Meadows in un suo piccolo saggio):
    1) Disastri climatico-ambientali sempre più catastrofici:
    2) Nuovi valori che riempiano la nostra vita, al posto del consumo per il consumo
    Un caro saluto agli amici di questo blog
    Armando

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