La caduta del Leviatano

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Su Apocalottimismo è disponibile una scheda di presentazione de La caduta del Leviatano. Collasso del capitalismo e destino dell’umanità, libro che ho scritto insieme a Jacopo Simonetta; rinvio ad essa tutti coloro che fossero interessati nello specifico agli argomenti trattati. In questa sede desidero esprimere invece un paio di considerazioni a margine dell’opera, ma per me molto importanti.

La prima riguarda la frattura che ho visto crearsi negli ultimi anni all’interno del fronte ecologista, proprio in un momento delicatissimo per le sorti dell’umanità. La ritengo dovuta principalmente a tre eventi, due negativi e uno positivo. Quelli infausti sono la pandemia e l’invasione dell’Ucraina, che hanno spaccato sulla gestione dell’emergenza sanitaria e sulla posizione da assumere sul conflitto, fino a rovinare amicizie consolidate (parlo purtroppo per esperienza personale).

Il fatto lieto invece riguardo il boom delle energie rinnovabili, andato ben oltre ogni rosea immaginazione. Se nel 2011, subito dopo l’incidente di Fukushima, mi avessero detto che dieci anni dopo l’elettricità prodotta da fotovoltaico ed eolico avrebbe superato quello da nucleare, avrei invitato a moderare gli entusiasmi: invece è successo per davvero. C’è ovviamente da esserne contenti, se non fosse che tale traguardo pare aver ingenerato in qualcuno una sorta di ‘vertigine da successo’.

Non saprei definire diversamente, ad esempio, le uscite di persone come Ugo Bardi contro la decrescita felice ed esternazioni delle stesso tenore. Si direbbe che il successo delle rinnovabili abbia convinto in tanti che, se proprio non il business as usual così com’è, quantomeno se ne possa salvare un parente non troppo alla lontana.

Da questo punto di vista, il nostro libro fa un passo indietro per cercare di farne uno in avanti. Perché, a prescindere dalle nostre opinioni personali su pandemia, NATO, Putin, potenzialità della green economy, ma anche sulla UE o l’Euro e tutte le ragioni che possono dividere gli ecologisti, resta un dato di fatto ineludibile: la progressiva decomposizione del mondo globalizzato, ossia il ‘leviatano’ trattato nel libro.

Per chi scrive, e penso anche per la stragrande maggioranza dei miei interlocutori, la fine dell’economia globalizzata non è certo da rimpiangere; il problema semmai è cosa dovrebbe succederle. I rivolgimenti successivi alla varie crisi e alle tensioni geopolitiche non lasciano presagire nulla di buono, in particolare per quanto attiene a una crisi ambientale che si fa sempre più catastrofica.

Per farla breve: le ‘alternative’ al neoliberismo stanno maturando sempre e comunque all’interno del capitalismo, pertanto possono essere foriere solo di guai, a prescindere dalle sovrastrutture di facciata. Ecco perché, invece di sfornare l’ennesimo libro sull’entità del disastro ecologico in corso e proporre rimedi più o meno validi, Jacopo ed io abbiamo preferito rimettere in evidenza IL problema per eccellenza: quello cioé di un sistema economico-sociale condannato a crescere o morire.

In questo senso, La caduta del Leviatano non offre ‘soluzioni’ belle e pronte (disponibili solo ai venditori di fumo) ma, dopo l’analisi critica, identifica alcuni passi fondamentali da intraprendere per un nuovo arrangiamento socio-politico all’altezza dei tempi. Siccome si tratta di una matrice di alternative, questa riflessione potrebbe accomunare nella diversità gli ecologisti ora aspramente divisi tra loro. Penso anche ai giovani di Friday For Future o Ultima Generazione, che potrebbero approfondire la loro posizione oltre il messaggio tanto sacrosanto quanto limitato ‘basta emissioni’.

Per chiudere, mi sia permesso di rivendicare un piccolo motivo di orgoglio. Seguendo una logica commerciale molto in voga per quanto attiene al tipo di saggistica in cui ricade anche il nostro libro, avremmo potuto scrivere un testo decisamente più ‘militante’, sfruttando a gogò argomentazioni che strizzassero l’occhio a un determinato target di lettori, al fine di compiacerlo. La strategia dei filosofi da social network, per capirci.

Pur essendo chiaramente il nostro pubblico di riferimento quello dei cultori della decrescita felice e dei limiti dello sviluppo, non pochi storceranno il naso leggendo certe considerazioni: e va bene così. Non abbiamo verità in tasca, ma almeno l’onestà intellettuale la possediamo ancora e trattasi della condizione necessaria per partorire qualcosa di utile, sempre.

PER DISCUTERNE

Esistono una pagina FB ed un profilo Instagram (la_caduta_del_leviatano) dedicati al libro che, al di là dall’intento promozionale, possono essere sede di discussione. Occasioni per parlare direttamente di questi argomenti ci saranno in occasione delle presentazioni pubbliche che saranno annunciate sui canali social, man mano che saranno organizzate.

Per ora sono state fissate le seguenti:

15 aprile, presso Comunità dell’Isolotto, Via degli Aceri, 1 – Firenze. Ore 21:00

18 aprile presso Conventino Caffé Letterario, Via Giano della Bella, 20 – Firenze. Ore 18:00

21 aprile presso Circolo Arci Via Vittorio Veneto, 54 – Pontasserchio, comune di San Giuliano Terme (PI). Ore 17:30

Il libro si può acquistare in libreria, sul sito Web della Albatros Il Filo Edizioni, su Amazon e i principali bookstore on line.

19 Commenti

  1. Sto aspettando che mi arrivi il libro.
    Beh, la terra è un sistema chiuso e come tale va trattato.
    Per quanto riguarda l’energia solare, comprendente anche il solare termico, direi che effettivamente ha oramai tutti i numeri per sostituire i combustibili fossili.
    Certo si dovrà decrescere, ma in una “certa maniera” dando la priorità al riciclo dei materiali e alla razionalizzazione e condivisione dei consumi.
    La carne sintetica farà storcere il naso ai carnivori, ma non ci sono alternative sostenibili se non diventare vegani o quasi.
    Forse Bardi (io l’ho capito leggendo nel sito di Rethinkx, altrimenti sarebbe stato incomprensibile) non aveva poi tutti i torti.
    Vedremo.

  2. Una chiosa ad una frase che hai scritto in questo articolo a proposito del capitalismo (neoliberista o meno), “quello cioé di un sistema economico-sociale condannato a crescere o morire.” Mi viene da dire destinato a morire proprio perché condannato ad una crescita continua e infinita ! Ma per ora è solo un auspicio…

  3. Fuzzy: tutti gli scienziati (quelli seri, intendo!) considerano la Terra un sistema aperto perché riceve continuamente energia (radiazioni solari) e anche miliardi di tonnellate di polvere cosmica dall’esterno.
    Danilo: da quando esiste la storia (e cioè la trascrizione di ciò che è avvenuto) l’umanità ha sempre parlato e temuto di crisi e problematiche varie. Eppure siamo ancora qui a raccontarla e ripetere sempre le stesse catastrofiche considerazioni. Motivo: parlare, predire, auspicare disgrazie e paure fa audience, come avevano capito benissimo tutti i predicatori, dall’Apocalisse in poi. Da ragazzino scrivevo anche io temi improntati alle paure sulla fame, carestie, sovrapopolazione, ecc. 60 anni dopo la produzione di cibo non è mai stata così elevata; la percentuale della popolazione mondiale che soffre di malnutrizione (non certo per carenza di cibo, ma di mezzi per produrlo-acquistarlo) mai così esigua ed i tasso di natalità mai così basso. La solita ed abusata replica è “sì ma a che costo”. E’ vero che l’AGW preoccupa, ma ancor di più preoccupa che per pura ideologia non si vogliano adottare le misure migliori che abbiamo per contrastare tale problema.

    • Franco, hai scritto: “…da quando esiste la storia (e cioè la trascrizione di ciò che è avvenuto) l’umanità ha sempre parlato e temuto di crisi e problematiche varie.”
      Franco, guarda che le crisi sono effettivamente avvenute e già a cominciare dagli inizi della storia: già nel VI millennio before present, nella Bassa Mesopotamia, avvenne la prima crisi: ti invito a leggere un articolo, scritto alcuni anni fa su questo blog e dal titolo “La prima volta” (al link http://www.decrescita.com/news/la-prima-volta/ )

  4. Franco/esco
    Ma non hai ancora deciso il nome?
    La Terra è un sistema aperto dal punto di vista energetico in quanto riceve energia dal Sole, successivamente irradiata nello spazio. Per quanto riguarda la materia, invece, la Terra è isolata dagli altri corpi celesti se si esclude l’apporto di sostanza sotto forma di meteoriti e la perdita di elementi leggeri, quali l’idrogeno, dagli strati più alti dell’atmosfera

    https://www.treccani.it/enciclopedia/biosfera_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

    • E’ un sistema aperto dal punto di vista dell’energia, ma lo sfruttamento dell’energia solare per generare elettricità è sottoposta a degrado antropico, qualcuno si dimentica sempre…

  5. Franco – l’appunto al mio brevissimo commento mi sembra poco centrato. Ho parlato di catastrofi, di sciagure imminenti o altro di cui dovremmo aver paura ? Non mi pare. Del resto se c’è una cosa su cui concordiamo è che profetizzare disgrazie faccia audience e, aggiungo io, che il metodo della paura indotta per condizionare scelte e comportamenti sia uno strumento vecchio come il mondo, da sempre usato dai detentori del potere, cioè da quelli che io vorrei veder finire gambe all’aria. Oggi un riscontro lampante di questo si ha con l’uso fatto del pericolo pandemico e dei rischi connessi.
    Io ho solo sottolineato un concetto ampiamente sviluppato ne “La caduta del Leviatano”, ovvero che il capitalismo-neoliberista è al capolinea, anche a causa di un sistema economico basato sull’esigenza di una crescita continua. Certamente questa agonia potrebbe essere di lungo periodo, ma io vedo chiari attorno a me i sintomi di un’accelerazione verso la fine. L’auspicio di una fine veloce attiene invece ad una visione ideologica del presente e del prossimo futuro, lo ammetto senza problemi, perché sono un fautore delle ideologie ed ho sempre pensato che il cammino dell’uomo si basi anche sul confronto dialettico tra le ideologie. Nella mia visione ideologica il futuro della comunità umana improntato alla crescita continua di matrice capitalista è un futuro luttuoso, costellato di disuguaglianze, infelicità, sfruttamento, guerre e ingiustizia. Credo che un’altra prospettiva sia possibile, vedo in questo sistema i sintomi di una malattia autoimmune, ma penso anche che ci si debba adoperare per dargli una bella mano per accelerarne la fine.
    Su pianeta terra come sistema chiuso o aperto – Dire che la terra è un sistema aperto perché riceve l’energia solare e la polvere cosmica mi sembra un’idiozia, perdonami la franchezza. In questa accezione tutto l’universo è un sistema aperto… Un mio caro amico, docente universitario di fisica del quale non faccio il nome per rispetto della sua privacy, sostiene che il macrosistema terra è chiuso e che quindi è sottoposto all’irreversibilità entropica prevista dalla seconda legge della termodinamica. Anche l’uso più intensivo ed evoluto dell’energia solare non ci salverà dal processo entropico.
    Ovviamente stiamo parlando di migliaia di anni o anche più. Al momento abbiamo cose più urgenti di cui preoccuparci, come l’AGW… e non solo !

  6. Fuzzy: è vero che come dimostra il tuo nickname sei confuso, ma qualche cosa cerca di capirla da solo! Hai l’età per farlo e almeno dovresti sforzarti. Anche un bambino sa che Franco è spesso l’abbreviazione di Francesco. Per puro caso ho incominciato un blog con un nome ed un altro con il secondo. Igor poi permette a tutti di nascondersi, tranne a me. Dato che sono superiore a queste sciocchezze, non ne faccio un problema.
    Sulla terra cos’è che conta se non l’energia? Di materia/e ne abbiamo a sufficienza. Quella/e non si consumano. Semmai, conta l’EROEI e appunto ritorniamo all’energia.
    Boccone: appunto, come ho scritto, abbiamo conoscenza diretta delle varie crisi da quando esiste la scrittura. Di altre, come quelle rilevate nel sito di Gobleki Tepe, possiamo solo immaginarle o dedurle.
    Sono stato spesso nei luoghi (Siria, Iraq, Iran, Turchia, Giordania) in cui avvennero queste prime crisi e le tracce dei disastri compiuti da quelle prime fasi di agricoltura ed allevamento le possiamo rilevare ancora oggi.
    Guardando le vallate tra i monti Zagros, o le enormi pianure desolate e riarse comprese tra il Tigri e l’Eufrate o dell’Anatolia è difficile immaginare che qui sia nata l’agricoltura. Alle tecniche sbagliate di irrigazione che causarono la salinizzazione dei suoli, aggiungerei il danno causato dal progressivo abbandono dell’allevamento del maiale (animale tipico dei contadini stanziali) a favore dell’allevamento ovi-caprino, con conseguente taglio delle immense foreste di querce. E’ probabile che a questo abbiano contribuito le invasioni nell’area da parte di popolazioni Yamnaya.
    Igor: quale sarebbe il degrado antropico che riduce l’apporto di energia dal sole verso la terra?

  7. Ah, ecco, vedo che è comparso il commento “smarrito”
    Comunque aggiungo:
    Franco per gli amici, quindi per me Francesco,
    La materia non si consuma?
    “per la terza legge della termodinamica, l’entropia dell’universo tende sempre ad essere maggiore o uguale a zero. Se applichiamo questa definizione ad ogni cosa che esiste, di conseguenza ogni oggetto, materiale o sistema tende al suo cambiamento o decadimento”
    (Copiato da un sito sccientiiifico, come dici tu).
    Con l’energia puoi riciclare in parte dei materiali.
    Ma poi a lungo andare il gioco diventa troppo oneroso appunto in termini energetici.
    Tieni conto che come scrive Giussani, per trasformare l’energia solare in elettricità o calore, devi comunque impiegare dei materiali che col tempo tendono a deteriorarsi.

    https://www.chimica-online.it/download/sistema-termodinamico.htm

    “Un sistema chiuso è un sistema termodinamico che può scambiare con l’esterno energia ma non materia.
    Anche il pianeta Terra può essere considerato un sistema chiuso: escludendo l’apporto di materia fornito dalle meteoriti, la Terra scambia con lo spazio cosmico solo energia, che costantemente riceve dal Sole – per esempio – sotto forma di radiazione luminosa e che in parte restituisce sotto forma di calore”

    Capito? La Terra scambia energia con lo spazio, ma questo è un comportamento da sistema termodinamico chiuso.

    Altrimenti, se non scambiasse niente, sarebbe un sistema isolato.

    Aggiungo,
    Molti in questo mondo ammettono di  essere confusi, tranne i presuntuosi come te.
    E questo ti predispone a fare molta più confusione degli altri.

  8. Leggendo i vari e animosi commenti a questo post mi permetto un consiglio, buono per tutti, a partire da me. Trovo poco produttivo individuare un bersaglio (una specie di nemico) su cui indirizzare i nostri strali. La polemica su chi è confuso e chi no mi sembra puerile. Le confutazioni del pensiero altrui vanno fatte, ci mancherebbe, ma meglio farle nel merito senza condirle con la presunta confusione dell’altrui cervello. Nello specifico io ho trovato stimolanti sia alcuni spunti forniti da Francesco Burlini, sia altri forniti da Andrea Minini (che mi pare di capire sia l’identità di Fuzzy).
    Riguardo alla questione “Terra, sistema chiuso o aperto?” mi sono permesso di interrogare CHAT GPT, l’intelligenza artificiale così in voga ultimamente. Vi riporto qui la sua risposta: “Il pianeta Terra va considerato come un sistema aperto, in quanto esso scambia energia e materia con l’ambiente circostante. Ad esempio, la Terra riceve energia sotto forma di luce solare e ne emette altra sotto forma di radiazione infrarossa, e scambia materia con l’atmosfera e con gli organismi viventi presenti sulla sua superficie. Inoltre, la Terra è influenzata da eventi esterni come la caduta di meteoriti, che introducono nuovi materiali nel sistema. Pertanto, la Terra non è isolata dal resto dell’universo, ma piuttosto è parte di un sistema più ampio in cui avvengono scambi continui di energia e materia.” Direi piuttosto chiaro, quindi faccio ammenda e riconosco che l’aveva detta giusta Franco Burlini. Ovviamente è possibile anche contestare l’AI, perché CHAT GPT è stata messa lì dai suoi ideatori per imparare, non per pontificare, quindi è possibile che alcune sue risposte non siano infallibili o che vengano modificate nel tempo. Comunque al di là di questo margine di errore personalmente tengo conto della risposta dell’AI, per cui d’ora in avanti considererò la Terra un sistema aperto. Dopodiché rimane valida la considerazione fatta da Igor riguardo al lavoro e al consumo di materiale che occorrono per trasformare l’irradiamento solare in energia fruibile. Alla fine della giostra ci sarà un saldo che speriamo sia positivo e vantaggioso per l’uomo, ma è tutto da dimostrare.

    • Danilo, non è questione di definizioni accademiche ma di onestà intellettuale. Sfruttando i combustibili fossili, una fonte di energia concentrata e non rinnovabile, la civiltà industriale ha creato una società che assomiglia sempre di più a un sistema chiuso. Certo, la natura con la fotosintesi è capace di fare ‘miracoli’ termodinamici, così come lo sfruttamento l’elettricità dal sole e dalle altre fonti rinnovabili è una potenzialità molto importante. Ma far credere che non esistano limiti alla capacità di carica del pianeta (per altro ampiamente valicati) oppure pensare che basta di per sé una produzione di energia netta (a prescindere dall’EROEI) e allora vatuttobenemadamalamarchesa… è un’altra cosa.

  9. Fuzzy: quando ho un dubbio, come al solito chiedo sempre ad un esperto in materia. Questa sera ho chiesto ad un amico laureato in Fisica. Alla mia precisa domanda se la Terra sia da considerare un sistema chiuso o aperto, mi ha subissato per almeno mezzora di informazioni e nozioni, con tutta una serie di distinguo di cui sinceramente ci ho capito poco. Alla fine gli ho chiesto di darmi una risposta sintetica. E mi ha risposto: APERTO. Dieci minuti fa mi ha inviato una decina di link che confermano questo. Tra i tanti credo che questo sia il più semplice da capire. Anche per te. https://www.vialattea.net/content/959/
    E’ altresì falso che la Terra riceva dall’esterno solo energia e non materia. In media ogni anno riceve una media di 5200 tonnellate di polvere cosmica. Poco in proporzione alla massa totale, ma moltiplica questa quantità per 4,5 miliardi di anni (età della Terra) e vedrai che è una quantità di tutto rispetto. Inoltre la Terra “emette” anche materia: la massa della Luna, che è “figlia” appunto della Terra, ti sembra poco?
    Igor: è lapalissiano che trasformare energia solare in elettricità sia difficile e oneroso, ma il bilancio è comunque positivo. Così come è difficile, ma comunque a bilancio positivo trasformare energia solare in energia alimentare attraverso l’agricoltura e l’allevamento. In base a questa difficoltà dovremmo dunque rinunciare ad entrambe queste soluzioni?

  10. Danilo, grazie della conferma, ma sinceramente non serviva. Non serve una grande intelligenza o cultura scientifica per dimostrare che il sistema Pianeta Terra sia da considerare APERTO. Tra l’altro è un concetto che ho appreso alle scuole medie. Fuzzy poi non riesce ad andare d’accordo nemmeno con se stesso. In passato ha sostenuto-difeso più volte le aberrazioni della Permacultura, che notoriamente è contraria al primo e secondo Principio della Termodinamica o meglio della conservazione della massa. Se continuo ad asportare nutrienti (macro e microelementi) da un terreno perché li consumo altrove, o li reintegro in qualche modo, oppure il terreno si impoverisce. Concetto semplice e dettato dal semplice buon senso? Eppure Fuzzy per pura fede ideologica non lo capisce o non vuole ammetterlo. E’ sulla base di questo e mille altre diffuse farneticazioni che l’ambientalismo sta perdendo purtroppo contatto con la realtà e viene snobbato da tutte le persone che ragionano. E questo, da vero ambientalista, mi preoccupa molto.

  11. Quando studiamo la Terra nel suo insieme, il nostro input principale è l’energia proveniente dal sole e dallo spazio. La Terra emette calore e luce nello spazio, mantenendo uno stato stazionario complessivo approssimativo rispetto all’energia. Per quanto riguarda la materia, oltre ad alcune particelle che entrano nell’atmosfera terrestre (meteore) e alcuni atomi (principalmente idrogeno) che entrano ed escono dalla parte superiore dell’atmosfera in quantità relativamente piccole (con l’eccezione di grandi eventi di impatto che si verificano ogni 100 milioni di anni circa ), la Terra è principalmente un sistema chiuso.

    Alla NASA, vorrei far notare, usano il termine “principalmente”, che è relativo al buon senso.
    Quello che è mancato in tutta questa puntigliosa discussione.

    https://mynasadata.larc.nasa.gov/basic-page/systems-thinking-about-earth-system

    Comunque io non sono quella persona che è stata citata. Lo dico per lui, poveretto. Se scrivete che l’identità della persona non sarà resa pubblica, almeno non rendete pubbliche le identità sbagliate.
    Io ne ho avuto abbastanza.
    Buon divertimento a chi resta.

  12. Dimenticavo riguardo al consumo di materiale. Ogni tipologia di soluzione tecnologica non è certo “un pasto gratis”. L’importante è che il bilancio risultante sia il più possibile positivo. Inoltre non bisogna incorrere nell’errore di considerare un tipo di tecnologia a se stante, ma integrata con altre soluzioni. Tutte le energie rinnovabili sono formidabili, ma hanno il grande difetto di essere aleatorie/intermittenti, mentre la civiltà odierna ha bisogno di continuità. E per sopperire a questa continuità, se non vogliamo utilizzare combustibili fossili e vogliamo ridurre l’AGW, l’unica soluzione è il nucleare. Anche questo è semplicemente dettato dal buon senso.

  13. Stasera avevo un po’ di tempo e per curiosità sono andato a vedere su Google cosa dicono riguardo la vexata quaestio del sistema Terra aperto o chiuso. Con mia sorpresa ho trovato che molti siti lo definiscono chiuso usando le stesse motivazioni per cui altri lo definiscono invece aperto.
    Non mi interessa tanto tornare sullo specifico argomento, quanto sottolineare quanto sia difficile orientarsi per qualcuno che conosce poco certi argomenti e non sa ragionare con la propria testa. Per pigrizia o per sentirsi sicuri e gratificati, la maggior parte finisce per cercare e scegliere solo quei siti che confermano il proprio pregiudizio. CHAT GPT (che non uso e che di fatto è una meta-analisi permanente. Sperando che non si limiti a contare, ma anche a “pesare” le informazioni) potrebbe aiutare, ma al tempo stesso disabitua l’utente al ragionamento, Un po’ come i calcolatori ci hanno disabituato a fare divisioni e moltiplicazioni con carta e penna.

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