L’estate sta finendo

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spiaggiaL’estate sta finendo, cantavano i Righeira… magari! Almeno qui all’Elba, da dove scrivo, l’estate si è insediata per bene e non ha proprio l’aria di voler sloggiare. In questo accanimento termico c’è qualcosa di malato, di sbagliato.

Potranno forse esserne contenti gli ultimi turisti (che poi non sono tanto pochi), che girano mezzi nudi in braghette e canottiera, anche di sera, e che possono restare a mollo a piacere nell’acqua del mare, ancora calda come in agosto.

Ma la natura soffre. Lo vedo dagli oleandri ancora costretti a fiorire, dal pitosforo che si presenta con le foglie afflosciate e sembra dire: datemi da bere !

Anche io protesto fra me e me contro questo protrarsi del caldo. Stanotte ho dovuto accendere il ventilatore per dormire un po’ più al fresco. Nella sala interna del locale in cui ero ieri sera avevano mantenuto acceso il climatizzatore. Nell’aria l’umidità si taglia col coltello e la temperatura percepita è ben al di sopra dei 26 gradi dichiarati dal meteo !

Non è certo la prima volta che si avverte una coda d’estate, ma è indubbio che la frequenza con cui si presentano queste anomalie va aumentando. Ne prendo atto e penso che nei prossimi anni dovremo imparare a convivere, finché potremo, con un tempo impazzito, principalmente per colpa nostra, per un’azione lenta e inesorabile che il nostro stile di vita di occidentali benestanti, voraci consumatori di combustibili fossili, bramosi di abitare in case caldissime d’inverno e freschissime d’estate, sta portando avanti a dispetto dei danni collaterali. Tutta l’energia che stiamo dissipando per ottenere caldo o freddo a dispetto delle stagioni, comincia a presentarci il conto, che non è più solo quello della bolletta energetica, ma quello di un clima impazzito che produce tornadi e uragani dove non ce ne sono mai stati, alluvioni ed esondazioni, siccità in terre solitamente a clima temperato, ritiro dei ghiacciai, esaurimento dei bacini idrici.

Insomma è un mondo difficile (questo lo cantava Tonino Carotone), ma è un mondo da difendere, con le unghie e con i denti, perché un altro non l’abbiamo !

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Danilo Tomasetta
Avevo 60 anni quando ho cominciato a collaborare a questo blog, ora qualcuno in più. Mi occupo prevalentemente di musica, ma anche di informatica e di grafica web. La mia è una formazione umanistica (liceo classico, Scienze Politiche, Sociologia). Ho collaborato a lungo all'informazione e alla produzione di trasmissioni cultural-musicali di una nota emittente bolognese. Conosco il pensiero e le opere di Serge Latouche ed ho cominciato ad interessarmi con passione e continuità ai temi della decrescita dopo la lettura di "Entropia" di Jeremy Rifkin (10 anni fa). Vorrei contribuire, nel mio piccolo, ad arricchire queste tematiche e a dare una speranza soprattutto alle nuove generazioni.

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