Lo straordinario Sig. Rossi

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rossiR. Scusate se mi intrometto, sono un uomo del tutto normale, forse un po’ basso di statura e non particolarmente atletico, ma nonostante cio` anch’io mi sento un po’ speciale.

E. Ma caro Signor Rossi, mi scusi, ma non si rende conto della sua grigiaggine? Lei non e` ne nero ne` bianco, di colorato lei possiede solamente il nome che e`anche piuttosto comune.

R. Si, lei ha ragione, ma io sono un tifoso del… faccio parte di… sono membro della… gioco a… scrivo perfino qualche articolo su un sito in rete ! Insomma mi dò da fare per farmi notare !

E. Si, ma abbia pazienza, cosi` fan tutti. Lo sa quanti miliardi di persone mettono le loro foto in rete, raccontano del pranzo speciale, della vacanza speciale che hanno fatto? Tutti hanno un passatempo che ritengono unico ma che poi e` lo stesso di altri milioni di persone perfettamente grigie come lei.

R. Ma lei vuole proprio deprimermi? Che cosa le ho fatto di male? Perche` si sforza a ributtarmi nella mischia dalla quale mi sono con tanta fatica sollevato?

E. Lei crede… invece le hanno dato un paio di giocattolini a caro prezzo, uno smartofono a rate ed uno specchio gratuito dove attaccare i suoi ricordi che altrimenti lei stesso avrebbe dimenticato perche` sono cosi` uguali a quelli di tutti, uguali perfino ai suoi stessi ricordi di un anno fa e di prima ancora. Ogni anno le cambiano il pulsante da pigiare per inserire la foto, ma sempre la stessa foto, dello stesso mare, della stessa spiaggia sono. Cosa crede di aver fatto di speciale?

R. Non lo so, io so solamente che mi devo tirar fuori dalla media, devo uscire da questa melma in cui mi sono trovato senza nemmeno rendermene conto, devo togliermi di dosso questa grigiaggine che mi copre come una coltre di polvere, devo distinguermi dall’uniformita` in cui vengo ributtato ad ogni istante che passa. Voglio essere anch’io un po’ straordinario!

E. Ma si rende conto di quanto le costa? lo sa che per vincere l’uniformita` ci vuole molta fatica, e che ogni volta che lei pensa di esserci riuscito deve ricominciare da capo perche` qualcun’altro ha fatto piu` fatica di lei ? Si rende conto che tutta questa fatica deve compensarla in qualche modo? Le serve un mucchio di Energia !

R. Energia? non lo sapevo, non me l’hanno detto a scuola, quando si faceva fisica mi veniva sempre il mal di pancia… e poi lei, scusi, chi e` per dirmi tutte queste cose?

E. Mi creda, ne so quanto basta, io sono l’Entropia.

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Giulio Manzoni
Non credo nelle definizioni, ma dovendone scrivere una mi posso definire un inventore appassionato di autosufficienza. Ho studiato ingegneria meccanica, servito come ufficiale di Marina e fatto varie esperienze lavorative, dalla multinazionale al piccolo ufficio di progettazione. Poi ho deciso di diventare imprenditore nel campo della ricerca e sviluppo, realizzando sistemi di propulsione per nanosatelliti, sistemi ottici e nanosatelliti completi che permettono di ottenere immagini della terra a costi migliaia di volte inferiori a quelli dei satelliti normalmente usati dai governi e dalla grande industria. Negli ultimi anni mi sono dedicato allo studio di come le moderne tecnologie possono essere d'aiuto in una societa` sostenibile ed a misura d'uomo e ritengo di aver trovato la soluzione a patto di trasformare l'organizzazione del lavoro in modo da rivalutare la creativita` e l'efficienza dell'individuo in tutte le sue capacita` rispetto alla massimizzazione del profitto monetario.

2 Commenti

  1. La singolarità, l’originalità, il considerarsi superiori ad altri (questi concetti in sostanza possono considerarsi sinonimi) sono valori cardini della nostra cultura.
    Diceva un grande antropologo che “Perché una cultura sia veramente se stessa e produca qualcosa, essa e i suoi membri devono essere convinti della propria originalità e persino, in certa misura, della propria superiorità rispetto agli altri.” (Claude Levi-Stauss, Mito e significato, Il Saggiatore, Milano 1980, Prima edizione NET marzo 2002, pag. 34)
    Quei valori (insieme ad altri valori e a condizioni reali [adozione dell’agricoltura e pastorizia, incremento demografico, urbanizzazione, specializzazione del lavoro, ecc.] con cui erano in continuo rapporto dialettico) sono arrivati a maturazione nella bassa Mesopotamia intorno al sesto millennio B.F (Before Present ) e hanno portato l’umanità e il pianeta Terra nelle condizioni in cui le vediamo adesso.
    I valori della cultura di cui si è parlato sopra hanno portato alla situazione attuale fatta di buone condizioni di vita (istruzione di massa, sviluppo tecnologico, adeguato soddisfacimento dei bisogni alimentari, sanitari, ecc.) per una parte della popolazione mondiale e pessime condizioni di vita per un’altra parte. In ogni caso le buone condizioni di vita di una parte della popolazione mondiale sono il risultato di millenni di storia fatta di sviluppo delle forze produttive ma insieme e “tramite” lo sviluppo demografico, lo sviluppo tecnologico-scientifico, ecc., ma anche insieme e “tramite” le guerre, le epidemie, le carestie, le deportazioni, i genocidi, condizioni di vita e di lavoro al limite della sopportazione, sfruttamento di popolazioni su altre, profonde ferite inferte alla natura, ecc.

    Ma negli anni settanta del XX secolo (decennio che considero una nuova età assiale nella storia umana, cioè un periodo che segna una cesura con la storia precedente) le cose cambiano, si creano nuove condizioni di cui si prende coscienza con lavori come, per esempio “I limiti dello sviluppo” di un gruppo di scienziati del MIT di Boston e “The Entropy Law and the Economic Process”, la principale opera di Nicholas Georgescu-Roegen.
    ..appunto Giulio, l’entropia!

    Ciao

    Armando

  2. Caro Armando,
    grazie per il commento e per la citazione del libro di Levi-Strauss, lo leggero` quanto prima.
    Come ti sarai reso conto, il mio breve dialogo del Sig. Rossi e` in realta` una nota che avevo promesso in risposta ad un tuo precedente scritto, ma e` anche un prologo ad un discorso piu` profondo.
    E` indubbio che la ricerca di originalita` e superiorita` abbiano prodotto la societa` agiata di oggi (per chi ci e` gia` arrivato) o siano un mito da realizzare (per coloro che sono rimasti indietro), e, se lasciate fuori controllo, ne produrranno la sua distruzione come ben sappiamo noi decrescisti.
    Quello che cerco di dire, concordando con te, e` che tale ricerche sono insite nella natura umana, come si discusse recentemente anche con Sabrina a proposito dell’uso di concetti “elevati” nel linguaggio.
    E in tale natura, l’Entropia detta legge, come ti diro` in un prossimo intervento.
    Ciao
    Giulio

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