Sursum Corda…

2
1679

impiccato… diceva il Boia all’Impiccato.

Cioe`, con una doppia metafora, mentre innalziamo i cuori, appesi alla Corda della Crescita cerchiamo di rispondere alla domanda: La crescita e` intrinseca all’essere vivente ?

Credo tutti concordiamo sul fatto che qualunque popolazione di esseri viventi, animali e piante inclusi, prospera e si riproduce aumentando in dimensione in assenza di predatori ed in presenza di risorse; in tali condizioni la crescita sara` esponenziale! Solamente la presenza di predatori e la limitatezza delle risorse frenano la crescita di qualunque popolazione di esseri viventi facendole raggiungere un equilibrio con tutti gli altri esseri, materia ed energia con cui si trova ad interagire. In questo senso, vorrei concludere che “la crescita e` intrinseca nell’essere vivente, ma il suo risultato naturale e` l’equilibrio, cioe` la non-crescita.”

In tal senso, mi sembra ragionevole accettare le varie espressioni linguistiche che presentano la crescita come effetto positivo perche` in assenza di una propensione alla crescita non ci sarebbe nessuna popolazione. E nello stesso senso, mi sembra naturale credere che i meccanismi genetici che governano gli esseri viventi, siano propensi a produrre la crescita dell’individuo e, con esso, della popolazione, ma solo fino ad un certo limite grazie a meccanismi di contro-reazione che arrestano la crescita al punto giusto.

Infatti, diventa naturale per un albero crescere al di sopra dei suoi vicini per ricevere piu` sole e piu` acqua, o per un uccello e` naturale volare piu` alto per vedere meglio dove potersi posare o trovare il cibo, o per un animale, salire in alto sull’albero in posizione piu` sicura da predatori. Certo le radici scendono, le tane sono profonde, ma mai troppo perche` lo scopo, anche per una talpa, e` sempre di raggiungere almeno la superficie. Quindi l'”alto” e` solitamente preferito al “basso” ed il “tanto” al “poco”… infatti una larga scorta di cibo e` sempre meglio di una magra, da cui l’intrinseca preferenza per la crescita quantitativa dei beni a cui l’essere vivente possa accedere. Tutte cose che la vita sulla Terra ha imparato da milioni e miliardi di anni e che quindi sono giocoforza presenti nel patrimonio genetico di tutti.

Ma qualunque essere vivente, tranne l’essere umano, non sara` mai cosi` pazzo da crescere o da accumulare i propri possessi oltre a cio` che puo` consumare o trasportare da se. Quindi trova sempre l’equilibrio alla fine della fase di crescita.

Il Culto della Crescita (economica) e` invece cosa ben diversa, in quanto non accetta che ci possa essere un fine naturale per la crescita, ma cerca sempre e comunque di rompere e sorpassare l’equilibrio naturale senza tener conto delle conseguenze negative per il resto dell’ambiente. Se applicato come i suoi sostenitori vorrebbero, il Culto della Crescita porterebbe ad una crescita esponenziale seguita da inevitabile collasso catastrofico. Tale culto, come tutti i culti del resto, e` quindi una aberrazione di una normale tendenza naturale. Nasce allora la domanda se tale culto sia diventato intrinseco nel patrimonio genetico umano, ma sarei propenso a rispondere negativamente grazie ai tantissimi esempi, per fortuna, di persone che non cedono a tale culto, ed anzi, pensano e si comportano in modo contrario.

Purtroppo pero` il Culto della Crescita e` certamente presente nella societa` moderna; ecco che la Decrescita diventa la naturale reazione, probabilmente anch’essa geneticamente programmata, per riportare il sistema all’equilibrio che potra` consentire la continuita` dell’ambiente cosi` come lo conosciamo adesso e sperabilmente senza passare attraverso catastrofi naturali e sociali.

Insomma, l’unica maniera per non finire impiccati e` quella di lasciare la corda che sembra portarci sempre piu` in alto, ed accettare di scendere dallo sgabello prima che ci scappi da sotto ai piedi.

CONDIVIDI
Articolo precedenteEcolinguistica sistemica e decrescita
Articolo successivoMetafora e (de)crescita
Giulio Manzoni
Non credo nelle definizioni, ma dovendone scrivere una mi posso definire un inventore appassionato di autosufficienza. Ho studiato ingegneria meccanica, servito come ufficiale di Marina e fatto varie esperienze lavorative, dalla multinazionale al piccolo ufficio di progettazione. Poi ho deciso di diventare imprenditore nel campo della ricerca e sviluppo, realizzando sistemi di propulsione per nanosatelliti, sistemi ottici e nanosatelliti completi che permettono di ottenere immagini della terra a costi migliaia di volte inferiori a quelli dei satelliti normalmente usati dai governi e dalla grande industria. Negli ultimi anni mi sono dedicato allo studio di come le moderne tecnologie possono essere d'aiuto in una societa` sostenibile ed a misura d'uomo e ritengo di aver trovato la soluzione a patto di trasformare l'organizzazione del lavoro in modo da rivalutare la creativita` e l'efficienza dell'individuo in tutte le sue capacita` rispetto alla massimizzazione del profitto monetario.

2 Commenti

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.