Criticare o rinnegare la modernità?

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La critica della modernità e del progresso è imprescindibile nella decrescita perché, senza evidenziare gli errori compiuti dall’illuminismo, dall’industrialismo e dall’ideologia dello sviluppo non si può fare un passo in avanti contro la catastrofe ecologica e il degrado sociale.

Tuttavia intercorre un abisso tra ‘critica’ e ‘ripudio’. Sarà capitato a tutti di criticare un genitore, un figlio o un carissimo amico e di biasimare anche aspramente alcuni suoi comportamenti, tuttavia raramente si giunge fino al disconoscimento. Allo stesso modo, volenti o nolenti, siamo tutti figli della modernità, e dobbiamo pensarci bene prima di rinnegarla in toto come una matrigna cattiva.

Esistono sostanzialmente due varianti della critica alla modernità: da una parte quella che chiamerei ‘postmodernità ponderata’, in base a cui si scelgono senza prevenzione gli elementi della tradizione e della modernità da conservare, dall’altra invece un antimodernismo specioso, che di fatto sarebbe meglio chiamare ‘antiattualismo’, il quale, reagendo alla degenerazione della società ‘liquida’ globalizzata, fa appello ai valori ‘solidi’ dello Stato-nazione, dell’etnia, della famiglia nucleare, della religione. Vedo che tra i fautori della decrescita questa visione sta prendendo piede, cosa che mi preoccupa moltissimo: un esempio è il progetto de L’intellettuale dissidente, animato da un gruppo di giovani intelligenti e appassionati, di cui condivido sostanzialmente le analisi sulla società attuale ma di cui temo moltissimo il sostrato ideologico. In particolare, la ricerca di elementi ‘ancestrali’, ‘innati’, ‘biologici’ e ‘naturali’, intesi come connaturati all’uomo li porta a compiere pericolosi fraintendimenti e in questa sede vorrei esporne alcuni. Ad esempio:

1) ragionare come se la modernità non fosse mai accaduta e potesse sparire da un momento all’altro. Una volta, discutendo tra il serio e il faceto di decrescita con un amico, per qualche ragione il discorso cadde sugli amish, la setta religiosa statunitense che rifiuta la tecnologia moderna e la civilizzazione. Scherzando (ma non troppo) affermai che, se tutta l’umanità si fosse convertita al cristianesimo amish, se non altro si sarebbe preservato il delicato equilibrio ecologico del pianeta. Il mio amico, molto acutamente, mi fece notare che invece la catastrofe sarebbe rapida e irreversibile: una popolazione completamente amish non sarebbe in grado di gestire le complesse procedure di controllo di centrali atomiche, arsenali nucleari, rifiuti tossici, ecc. e quindi la Terra diventerebbe in breve tempo invivibile. Il primitivismo è il miglior alleato della distruzione celere del pianeta.

2) applicare l’equazione premoderno = insito nella ‘natura umana’ e premodernare il moderno. L’umanità esiste da ben prima del medioevo e del feudalesimo, e se proprio volessimo cercare dei fondamenti ‘ancestrali’ dell’umanità sarebbe meglio rivolgersi a epoche ancora precedenti, cosa per altro molto difficile; molto più facile mitizzare il proprio mondo vissuto inserendolo in una cornice lontana e atavica. I sostenitori della ‘rivoluzione conservatrice’ solitamente hanno i loro capisaldi nello Stato-nazione (contro la le realtà sovranazionali come FMI o Unione Europea), nella famiglia mononucleare (spesso in polemica contro le richieste di diritti degli omosessuali), nella religione (contro le derive ‘laiciste’). Così facendo però si crea una situazione paradossale, perché Stato-nazione e famiglia nucleare sono proprio due capisaldi della tanto vituperata modernità. Lo ‘Stato sovrano’ sarebbe stato inconcepibile nel medioevo (un epoca anzi universalista quanto l’attuale, anche se per ragioni totalmente diverse), così come il patriarcato contadino sarebbe inorridito all’idea di una famiglia ristretta padre-madre-figli, né più né meno di certe reazioni scandalizzate odierne contro le rivendicazioni omossessuali.

3) confidare in ‘falsi amici’. Ovvero condannare il presente globalizzato appellandosi ad entità che hanno collaborato attivamente alla sua creazione. Ma davvero pensiamo che l’attuale (dis)ordine mondiale ‘liquido’ e neoliberale sia la conseguenza di una cospirazione segreta ordita da lobby finanziarie (immancabilmente ebraiche), imprese multinazionali, logge massoniche internazionali?

Gli Stati-nazione, a partire dalle conquiste geografiche di fine Quattrocento, hanno puntato alla creazione di vasti imperi coloniali e a mondializzare gli scambi economici; hanno favorito lo sviluppo tecnologico anche (se non soprattutto) per scopo militare, come le due guerre mondiali testimoniano drammaticamente. In una logica ‘cane mangia cane’, fatta di conflitti sanguinosi, alla fine della seconda guerra mondiale sono usciti vincitori USA, URSS e Cina (cioé nazioni che da sole valgono un continente) e in subordine Gran Bretagna e Francia (due dei maggiori imperi coloniali della storia). Insomma, la globalizzazione attuale non è altro che il risultato del processo di selezione naturale degli Stati-nazione.

4) Nostalgia di un passato mitico mai esistito. E quale sarebbe stato poi il periodo d’oro della ‘sovranità nazionale’? Gli anni prima della Grande Guerra, quando esistevano ancora i vasti imperi multietnici europei segnati dalle rivendicazioni irredentiste? Il periodo tra le due guerre, quando la maggior parte dell’Europa attraversò la fase dell’autarchia approfittando dei vasti imperi coloniali? (cosa che dovrebbe far riflettere chi accomuna autarchia e decrescita) Oppure gli anni della Guerra Fredda, quando quasi tutte le nazioni del pianeta hanno visto la propria politica estera burattinata da l’una o l’altra delle due superpotenze?

Certo, si può convenire sul fatto che, nel XX secolo, malgrado tutto, le nazioni dipendessero in misura molto minore da potentati economici o istituzioni sovranazionali; ad esempio Portogallo e Spagna, paesi oggi appartenenti ai fanigerati PIIGS, poterono addirittura astenersi dal partecipare ai conflitti mondiali. Tuttavia ciò accadeva quando esisteva ancora il colonialismo e gli europei potevano assicurarsi l’indipendenza soggiogando metà dell’umanità.

Molti, invece della dittatura economicista dell’Unione Europea, propongono un modello basato sull”Europa delle patrie’ di Charles De Gaulle, una cooperazione a fini tradizionali e identitari. Ora, pur ignorando il non banalissimo fatto che De Gaulle – alla faccia della sovranità delle singole nazioni – proponeva di trasferire la leadership politica dagli USA alla Francia, tutti sembrano trascurare che l’applicazione coerente del principio gollista significherebbe che ogni nazione dovrebbe seguire il percorso indicato dalla Francia: in particolare il ricorso all’atomo come fonte energetica fondamentale e la costituzione di un poderoso arsenale nucleare. Vi lascio facilmente immaginare le conseguenze.

Più in generale, non possiamo ignorare che uno degli elementi salienti della modernità illuminista è stata la ribellione dell’IO contro le gerarchie e le imposizioni sociali. Come un bambino che si trovi improvvisamente libero dai vincoli familiari, questa legittima aspirazione è trascesa fino alla tracotanza (la hybris condannata dagli antichi greci), che ha degenerato il desiderio di autonomia e indipendenza in individualismo, la volontà di conoscere  in disprezzo dei vincoli naturali, l’atteggiamento critico in disconoscimento completo della tradizione. Tutto ciò ha portato alla frantumazione totale del vecchio ordine social-comunitario e a una società senza prospettive e assoggettata da nuove forze ancora più oppressive, cosa che ha indotto molte persone a cercare rifugio nei valori ‘solidi’ (per quanto anch’essi legati alla modernità) della nazione, dell’etnia, della religione, del dato biologico ‘naturale’; è l’avvento della cosiddetta ‘rivendicazione identitaria’, che possiamo paragonare al tentativo del bambino, oramai adulto e pentito, di tornare alla ricerca dei genitori per proseguire un’infanzia rimpianta e interrotta. Fuori dalle metafore, faccio notare come tutte le categorie ‘identitarie’ siano assolutamente anti-politiche, perché basate su ‘dati di fatto’ non decisi dall’individuo, mentre la politica si basa sulla discussione e l’accettazione consapevole. Elevando l’identità a valore fondante non rinunciamo solo alla democrazia, ma a qualsiasi ideale politico.

In un’epoca in cui i danni della hybris sono palesi, si può sperare che l’IO post-moderno, oramai adulto, abbia focalizzato il contenuto della sua ribellione e sia in grado di ripercorrere la propria infanzia coscientemente, conservandone ciò che ritiene più utile e proiettandosi verso il futuro. Associandosi ad altri IO ugualmente coscienti potrà allora costituire nuove comunità cooperative, ecologicamente più sostenibili ma anche decisamente più libere.

 

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

8 Commenti

  1. Ottimo articolo, anche se non è totalmente vero che gli Amish rifiutano la tecnologia, in un libro interessante scritto da Kevin Kelly “Quello che vuole la tecnologia“ si scopre che la vita degli Amish, non è affatto anti-tecnologica. Gli Amish non sono un gruppo monolitico e nemmeno il loro rapporto con la tecnologia è monolitico. In sintesi, questa è la tesi di Kelly: mentre noi tutti diciamo automaticamente sì alle cose nuove, gli Amish dicono: non ancora. Sono più propensi ad accettare quelle tecnologie che si adattano al loro stile di vita. Per esempio, se si privano dell’elettricità, non sono mica privi di strumenti elettrici. Nei loro magazzini si trovano trapani elettrici, seghe elettriche, piallatrici. Mentre per l’elettricità, usano dei motori diesel che bruciano petrolio e azionano un compressore.

    • Sì è vero, all’epoca pensavo che gli amish rifutassero tuto ciò che non è citato nella Bibbia, invece quella è un’altra setta ancora… questo atteggiamento che descrivi tu sembra anzi intelligente, però non cambia più di tanto il senso della questione. Dobbiamo rifiutare l’energia nucleare, ma purtroppo il nostro rifiuto non ci impedisce di dover subire gli strascichi ultracentenari della sua attività, ad esempio.

  2. Io e molti insieme a me, pensiamo che non possono passare per complottisti dei fatti reali come quelli denunciati dal prof. Giacinto Auriti (di cui proprio oggi ricorre la nascita) dopo una quarantina di anni di ricerca universiaria.. e cioè che siamo SCHIAVI MODERNI VITTIME DELL’USURA!!
    Le banche emettono moneta e solo per questo si arrogano la proprietà di essa, dandola agli Stati in cambio di TITOLI DI DEBITO PUBBLICO che poi vanno a rivendere sui mercati (quindi ci guadagnano 2 volte) e lucrando inoltre sulla differenza fra il costo tipografico e il valore nominale, (maggiorato degli interessi) e anche sull’effetto moltiplicatorio garantito loro dal meccanismo della riserva frazionaria, che consente loro di creare moneta dal niente (FIAT=elettronica) da dare in prestito a persone che la renderanno reale solo quando verrà restituita e maggiorata di interessi..
    Si tratta di una truffa orchestrata a tavolino che è stata sottaciuta per far sì che il NUOVO ORDINE MONDIALE potesse progredire.. ma la truffa è stata scoperta ecco perché è necessario tornare alla nostra SOVRANITÀ MONETARIA ed uscire da questa Europa, colonia Americana, che ha messo al centro un modello capitalistico insostenibile e che sta diventando un olocausto!!!

    • Catiuscia, la truffa bancaria di cui parli è verissima, non è questione di complottismi. Però non scambiamo cause e conseguenze per favore. C’è stata un’Europa con la sovranità monetaria delle nazioni e non è stato esattamente l’Eden, è stata un’Europa più forte anche perché poteva godere del privilegio coloniale, e che ha pensato bene di scannarsi in due guerre mondiali dalle quali è uscita con le ossa rotte. Gli Stati Uniti non sono diventati padroni del mondo giocando una partita alla roulette.
      Inoltre, l’attuale sistema economico capitalistico basato sulla speculazione finanziaria è figlio di quello keynesiano che si è schiantato sugli scogli della recessione negli anni Settanta, non è un impostore venuto dal nullo, era un capitalismo insostenibile anche quello precedente. Oggi, nel XXI secolo, l’unica economia della crescita possibile su di un pianeta sempre più malato è basata sulla speculazione e su strozzare i commensali di una torta sempre più piccola, quelli almeno più deboli. Perché le menti dietro all’ordine mondiale attuale sono criminali ma non stupide. Se diciamo che con la sovranità monetaria (che sarebbe ovviamente una soluzione da ricercare) si torna al boom economico, raccontiamo sciocchezze.

      • Igor la mia criticità all’analisi fatta era rivolta solo alla negazione di una connessione tra gli interessi finanziari (più che economici) delle elite al potere (che muovono tutte le marionette sottoposte -siano essi governatori, imprenditori, cittadini comuni -proprio come in un teatrino, grazie alla schiavitù del debito truffa) e la situazione attuale dove purtroppo le crisi vengono studiate a tavolino per lucrare sempre più, per spaventare e per far credere che poi un governo centralizzato (sotto la direzione delle stesse elite) sia l’unica soluzione.. e invece l’intenzione reale e’ quella di voler dominare tutto e tutti rendendoci schiavi (attivi per accettazione e compromesso o passivi per sottomissione) di una moneta sovrana fintamente creata e data a debito!
        Purtroppo tutte le guerre della storia, anche antica, sono sempre state combattute da coloro che detenevano il potere per ottenere sempre più potere imperialistico a mezzo dell’oro prima e degli idrocarburi poi (petrodollaro) sulla pelle però degli schiavi (mecenati e sudditi)..
        Per quanto riguarda invece il piano della decrescita siamo in assoluta sintonia..
        Tant’è che utilizzare la sovranità monetaria come strumento di attuazione di una società eco-sostenibile sarebbe assolutamente un imperativo!
        Almeno gli auritiani (è stata proprio fondata una scuola) si stanno muovendo in questo senso perché impegnati anche a ripensare paradigmi diversi di crescita non basati sul PIL ma su sostenibilità e qualità di vita.. in una società dove si ha sovrapproduzione sarebbe sciocco pensare alla piena occopazione a 40 ore settimanali e pensione a 70 anni, ma basterebbe lavorare tutti meno ore (che era poi quello che in passato avremmo pensato sarebbe successo) e cercare di dedicare il maggiore tempo libero (di cui vorrebbero privarci volutamente) a gettare le basi per una società fatta di uomini e donne migliori (e non da umanoidi resi quasi automi – vedi la storia dei chip sottopelle che entro 3 anni tutti dovranno obbligatoriamente inserirsi sottopelle.. e stiamo attenti perché presto la Bestia bussera’ anche alle nostre porte)!!
        Comunque mi farebbe piacere se anche tu potessi approfondire tutto ciò di cui io ti ho solo accennato, direttamente attraverso la Scuola Saustv Scuola Auritiana Simec che si trova su facebook e anche su YouTube..

        • Scusa, i chip sono da impiantare obbligatoriamente per legge recente sui cittadini americani (con la scusa di prevenzione antiterrorismo ma con la volontà di controllare sempre più. . Addirittura le emozioni.. e aumentare il grado di schiavitù)!!

        • So qualcosa di Auriti e dei movimenti anti-signoraggio, ci fu un attimo di ribalta quando Di Pietro fece un’interrogazione parlamentare qualche anno fa sulla Banca d’Italia. Non ho nulla contro il discorso della sovranità monetaria in sè e nelle iniziative contro il sistema bancario internazionale, che ovviamente è quello che è. Resto però sempre molto interdetto dai movimenti che ne fanno la loro questione principale, come se tutti i problemi ruotassero intorno a questo o alle para-massonerie stile Bilderberg. Ho anche la mia personale interpretazione sul perché queste cose piacciano tanto all’estrema destra… Nonostante i proclami, non sono poi così anti-sistema. Anzi, secondo queste visioni il sistema funziona ma ogni volta c’è un elemento parassitario , emigrati, banchieri, complotti demo-pluto-giudaici… che rovina tutto (e che secondo me sono invece conseguenze dirette del sistema). In fondo che cos’è il fascismo? Un capitalismo dove l’autoritarismo promette di mettere fine alle sue crisi e alle sue distorsioni inevitabili nella liberal-democrazia.
          In poche parole, se mi si viene a dire che il futuro è diventare come l’Ungheria di Viktor Orban (osannato da molti alfieri anti-signoraggio), penso semplicemente che si profila un mondo peggiore di questo già malmesso. Se invece la questione della sovranità monetaria la inserisci in una cornice di uscita dalla società della crescita (e fai di questo la battaglia principale), allora mi sembra assolutamente ragionevole.
          Ma la società eco-compatibile è possibile nella cornice degli stati-nazione? Non credo proprio, quella ci ha lasciato in eredità il mondo che stiamo vivendo ora.

  3. La storia che trascura l’economia è pura sciocchezza; una mostra di ombre, e non più comprensibile di quanto lo sia la lanterna magica per un selvaggio ignaro della causa delle immagini. È una sorta di magia, come il grammofono o il telefono per un beduino che li ascolta per la prima volta. (Cit. Ezra Pound)

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