Il caso foodora

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La vicenda di foodora mette in primo piano il deterioramento delle condizioni di lavoro nelle nostre società.

Il giudice di Torino ha dato ragione all’azienda che ha estromesso dal lavoro sei trasportatori che avevano partecipato alle proteste in piazza per chiedere l’aumento della paga oraria.

I lavoratori di foodora lavorano senza alcun tipo di tutela o diritto utilizzando il proprio mezzo di trasporto (bicicletta) per consegnare il cibo per 3,50 l’ora. Siamo di fronte, è inutile nasconderlo, a una forma di lavoro nero legalizzato.

Questo è solo l’ultimo caso di un processo di perdita dei diritti che i lavoratori dei paesi occidentali stanno oramai subendo da anni.

La globalizzazione secondo gli economisti avrebbe dovuto portare un miglioramento socio economico generale e un livellamento verso l’alto delle condizioni di vita di tutte le nazioni.

Invece si poteva intuire che le cose sarebbero andate nel modo diametralmente opposto.

Come in una gara podistica in cui partecipano atleti dopati e non, le economie e i produttori dei paesi sviluppati si sono trovati a competere in un mercato globale con economie “dopate” dalla possibilità di produrre senza regole riguardanti i diritti dei lavoratori e le tutele ambientali. Ovviamente la competizione non ha storia e l’unico modo per tornare competitivi è quello di appiattirsi su gli standard degradanti delle economie ex emergenti, oramai emerse.

Chi trae giovamento da questa situazione sono ovviamente le multinazionali che, con la complicità dei governi nazionali, agiscono a livello globale usando a proprio vantaggio le disparità legislative economiche e sociali presenti nelle diverse zone del mondo.

La globalizzazione ci porterà inevitabilmente ad un mondo devastato dalla macchina economica messa su dalle multinazionali pronte a tutto pur di raggiungere il profitto.

L’unica possibilità per evitare tutto ciò è un ritorno ad una economia locale o tutt’al più nazionale da perseguire con il protezionismo e con l’adozione di politiche autarchiche, portate avanti da governi autorevoli che smettano di svendere i propri cittadini a multinazionali senza scrupoli.

L’economia deve essere razionalizzata e posta al servizio della comunità.

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Diego Imbriani
...sento che il modo migliore per spendere la mia vita è quello di fare qualcosa di buono per i miei simili...e al momento la cosa migliore è quella di risvegliarli dal torpore intellettuale in cui sono stati ridott dalla societa consumistica capitalistica....

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