La torre lego

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torre legoIl grosso mattoncino lego che costituisce le fondamenta della futura torre presenta un dato numero e una data disposizione dei fori (non li abbiamo scelti noi, erano già così nella confezione, e al momento nel negozio di giocattoli non vi sono altre confezioni disponibili); di conseguenza i mattoncini più piccoli che si andranno ad incastrare sopra, e che costituiranno l’edificio vero e proprio, combaceranno con la base nella misura in cui posseggono un numero e una disposizione di sporgenze compatibili con i fori di quest’ultima. La stabilità dell’edificio, si dice, è funzione del grado di compatibilità dei mattoncini fra loro. Il mattoncino più importante è ovviamente quello posto più in basso.

Qualora si forzasse l’inserimento di un mattoncino che non vi si adatti totalmente, tale forzatura potrebbe danneggiare, col tempo, i fori della base, fino al punto in cui anche i mattoncini che un tempo vi avrebbero combaciato alla perfezione darebbero risultati sub-ottimali in termini di stabilità della torre.

Dentro la scatola un piccolo manualetto (di quelli che nessuno legge mai) riporta alcune definizioni utili al processo di costruzione e manutenzione della torre:

Economia neoclassica: l’idea che i mattoncini nella scatola siano scarsi ma le possibilità infinite.

Green economy: l’idea che fra le possibilità infinite dell’economia neoclassica vi sia quella di rendere infinitamente utilizzabili i mattoncini scarsi.

Consumismo: l’idea che i mattoncini siano infiniti e possano quindi essere trascurati e sprecati. Alla sua base vi è paradossalmente la convinzione che i mattoncini nella scatola siano scarsi ma le possibilità infinite.

Modernità: l’epoca storica in cui la torre raggiunse la sua altezza massima e si diffuse l’idea che in futuro potesse essere ancora più alta, e che l’altezza della torre fosse un bene a prescindere da qualsiasi altra considerazione.

Postmodernità: l’epoca storica in cui si iniziò a dedicare gran parte del tempo e dell’energia alla decorazione della torre, poiché la sua stabilità venne data erroneamente per scontata. Molti iniziarono a costruirsi una piccola torre personale, altri rimpiansero un’epoca senza torri. Le certezze si sgretolarono e tutti i mattoncini sembrarono divenire indistinguibili. Perciò iniziò la personalizzazione dei mattoncini e ognuno volle avere il suo pezzo unico.

Decrescita: l’idea che la torre non sia stabile perché troppo alta. La proposta di una nuova equazione: stabilità come funzione della compatibilità fra i pezzi e del contenimento dell’altezza della torre.

Buen vivir: l’idea che una torre più bassa non sia necessariamente una torre peggiore.

Resilienza: la capacità dei fori della base di ritornare alla condizione originale a seguito dell’inserimento forzato di un mattoncino poco compatibile. Sembrerebbe che questa capacità non sia inesauribile.

Politica: l’idea che la torre debba crescere in altezza perché tutti possano godere di un bel panorama contrapposta all’idea che la torre debba crescere in altezza perché alcuni possano godere di un panorama meraviglioso.

Terzo mondo: il luogo dove sono stati prodotti molti dei mattoncini della torre.

Primo mondo: il luogo dove la torre ha raggiunto la sua altezza massima.

Società, definizione 1: la torre.

Società, definizione 2: l’insieme delle idee e delle pratiche, individuali e collettive, attraverso le quali vengono svolte (tra le altre) le seguenti funzioni: costruire la torre; conservare la torre; vivere nella torre; coordinare i vari piani della torre.

Ecosistema: la base della torre.

Nell’ultima pagina del manuale una nota di avvertimento:

“Attenzione a non danneggiare eccessivamente la base: la sua riparazione richiede numerose tonnellate di polvere stellare, qualche miliardo di anni e una discreta dose di fortuna.”

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Federico Tabellini
Autore de 'Il Secolo Decisivo: storia futura di un'utopia possibile'. Nato a Brescia nel 1988. Da anni si interessa di tematiche ambientali, economiche e sociali. In passato ha pubblicato due paper su temi inerenti alla decrescita: "Degrowth and Sustainable Human Development: in search of a path toward integration" (Paper presentato alla Conferenza Internazionale sulla Decrescita, Venezia 2012) e "Sviluppo umano e sostenibilità ambientale: in cerca di una strada verso l’integrazione" (Vincitore della prima edizione del "Giorgio Rota Best Paper Award", Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”, 2013). È laureato in Scienze Politiche, in Sociologia e in Linguistica Applicata. Attualmente vive a Barcellona.

1 commento

  1. La torre è già crollata ma continuano a venderci le scatole di mattoncini che sono vuote………
    e andiamo tutti a lavorare per produrre le scatole vuote che poi ci vendono……
    solo una cosa ci farà rendere conto del punto in cui siamo, inizia per m….

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