Lettera aperta al Dottor Spada

10
138

Egregio Dottor Spada,

seguo la pagina Facebook ‘Pillole di ottimismo’, di cui Lei è diventato il principale animatore, fin dalle origini e, malgrado alcune divergenze di tipo ideologico-culturali (penso a certe affermazioni di stampo tardo-positivista che mi è capitato sovente di leggere), ho sempre apprezzato il tentativo suo, del dott. Silvestri e degli altri collaboratori di fornire un quadro sulla pandemia decisamente più ponderato e meno isterico rispetto alla consueta narrazione massmediatica.

Chi le scrive si è già sottoposto alla doppia somministrazione del vaccino anti-Covid (e si accinge alla terza) non perché lo ritenga una panacea miracolosa, bensì una risorsa, per quanto limitata e non priva di criticità, per prevenire le forme sintomatiche più gravi del contagio da Covid-19. Ritengo in sostanza che i benefici superino i rischi, per quanto forse eccessivamente sottovalutati. Non posso pertanto .essere tacciato di simpatie verso l’antivaccinismo.

Sono rimasto molto incuriosito dal post da Lei pubblicato in data 19 novembre dove, nel consueto commento giornaliero dei dati pandemici, si è lasciato andare a una riflessione sui no-vax a suo giudizio più ‘benevola’ e ragionevole rispetto all’opinione generale dei follower della pagina:

“Nelle code davanti alle farmacie, nell’ostinazione che spinge tante persone in tutto il mondo a non accettare la resa al vaccino, c’è qualcosa di più dell’ignoranza, delle frottole no-vax, dell’incommensurabile banalità delle ragioni che vengono opposte. Nel rifiuto della dose c’è anche una paura primordiale, quella stessa debolezza, e incompiutezza, che ci rende ancora schiavi dei nostri istinti di animali, a cui ogni giorno mille volte soggiace la ragione. La pancia, il sonno, il sesso, la conservazione di sé stessi. C’è un richiamo ancestrale alla nostra umile e goffa natura corporea, che vince tutti i giorni, sulle abilità più elevate della corteccia cerebrale. Dobbiamo farci i conti, come li fa ogni giorno ognuno di noi, avendone cura, rispettandola, provando indulgenza. Perché un po’ di quella fragilità sta dentro tutti quanti, anche noi che guardiamo con altero disprezzo chi sta in fila nel freddo”.

Si passa insomma da una avversione rabbiosa e livorosa contro i no vax (“criminali ignoranti a cui bisogna proibire la vita sociale”) a un giudizio patetico e compassionevole (“poveretti, sono afflitti da una debolezza umana atavica che non permette loro di ragionare bene, bisogna essere indulgenti con loro”). Dando per scontato, ovviamente, che chi si vaccina lo faccia invece per atto d’amore verso se stesso e gli altri nel nome della razionalità scientifica, non come ultima spiaggia nel tentativo disperato di poter ritornare alla vita pre Coronavirus, lasciandosi alle spalle mascherine, distanziamento e tutte le altre restrizioni.

Da persona che, in questi due anni, si è confrontata moltissimo con posizioni diverse dalla proprie su gestione della pandemia e utilità del vaccino (riconoscendosi ben poco in quelle che sarebbero le fazioni definite a livello mediatico), mi permetto una spiegazione abbastanza differente riguardo all’ostinazione che anima tanti no vax. Per farlo devo però prenderla un po’ alla lontana.

Spesso ci si chiede perché, quando furono avviate le vaccinazioni di massa negli anni Cinquanta e Sessanta, la reazione generale della cittadinanza sia stata pressoché positiva con pochissime contestazioni. Si credeva di più nella scienza rispetto a oggi? Non penso. Semmai, ritengo che si riponesse maggiore fiducia in un tipo di stato (quello socialdemocratico-keynesiano) che, malgrado molti limiti ed errori, promuoveva coesione sociale e partecipazione politica. Queste premesse facilitavano l’accettazione di una certa dose di controllo paternalista.

Quarant’anni di neoliberismo hanno ridotto quel modello a un pallido simulacro, promuovendo l’individualismo più sfrenato e la privatizzazione del bene comune, nonché trasformando la democrazia in un gioco tecnocratico dove di volta in volta la volontà popolare viene sovvertita con imposizioni dall’alto prive di alcuna legittimazione elettorale, fatto espresso in maniera lampante dall’investitura a presidente del consiglio di Mario Monti prima e Mario Draghi e oggi. Il cittadino attuale finisce per sentirsi un piccolo ingranaggio di un meccanismo troppo più grande, di cui è quasi impossibile influenzare un funzionamento che per altro sembra volto ad avvantaggiare chi già occupa i piani più elevati della scala sociale ai danni degli altri.

Con lo scoppio della pandemia, lo stato attuale non si è discostato nella sostanza dalla prassi ideologica neoliberista (a parte socializzare senza vergogna le perdite dell’impresa privata), in compenso però ha riscoperto la vecchia vena paternalista, non poco degenerata rispetto ai tempi che furono. Tratta i cittadini alla stregua di minus habens e pretende di imporre pesanti restrizioni alle libertà individuali senza colpo ferire; per di più, invita ipocritamente a ‘credere nella scienza’, quando fino a ieri ha sempre ignorato se non proprio ridicolizzato gli ammonimenti provenienti dal mondo scientifico (vedi questioni come l’ambiente e tante problematiche sanitarie diverse dal Coronavirus).

Per giunta, a differenza di un severo ma giudizioso padre di famiglia, lo stato non vuole assumersi le proprie responsabilità, preferendo alzare sempre di più l’asticella nell’uso del Green Pass per costringere il singolo cittadino a una scelta che non si ha il coraggio di imporre per legge. Finendo così per accusare di ogni male persone ree solo di chiedere l’applicazione un diritto (greenpass con forme alternative alla vaccinazione) concesso proprio da chi le offende con tanta veemenza. Un comportamento riprovevole che non ha nulla da spartire con la strategia di persuasione della ‘spinta gentile’, invocata a più riprese da Pillole di Ottimismo.

In quest’ottica, il rifiuto della vaccinazione non rappresenta tanto un atto istintivo di paura e debolezza, come Lei ritiene, quanto una frustrata reazione di orgoglio. E gli strali accusatori di politici, giornalisti e virologi vari (ma anche il suo pietismo peloso, dottor Spada) produrranno solo l’effetto di irrigidire ulteriormente gli atteggiamenti di chiusura.

Anche perché, se sono folli e irrazionali tante paure legate al vaccino, è altrettanto insensato fingere di non vedere il coacervo di interessi economici legati alla pandemia e negare che i provvedimenti straordinari intrapresi, al di là della giustificazione emergenziale, possano costituire un pericoloso precedente, in quanto varati da una classe politica priva di autorevolezza e prona a poteri forti di ogni genere.

Nel caso specifico di Pillole di Ottimismo, le riconosco che, nonostante alcuni entusiasmi rivelatisi poi esagerati e che possono aver causato effetti controproducenti sull’opinione pubblica (ricordo bene come, a marzo-aprile, il crollo temporaneo dei casi in Gran Bretagna e Israele venisse salutato quale prova dell’imminente sconfitta del virus per opera dei vaccini), ha avuto il merito di criticare apertamente misure di natura politica non giustificate da motivazioni scientifiche.

Tuttavia, non passa inosservata la totale assenza di qualsiasi rilievo critico verso l’operato dell’industria farmaceutica. Non mi risultano (in caso contrario chiedo venia) prese di posizione contro i colossi del settore quando hanno palesemente violato gli impegni presi, un fatto rilevato persino dal moderatissimo premier Draghi; così come devo constatare che il vostro auspicio a considerare il vaccino un ‘bene comune’ sia del tutto vano se non accompagnato da una potente campagna contro i privilegi legati a brevetti e diritti di proprietà intellettuale.

Le assicuro che chiare e forti dichiarazioni in tal senso, diversamente da dubbie analisi psico-socio-antropologiche, eserciterebbero un effetto sicuramente maggiore nel convincere i no vax, perché rafforzerebbero la credibilità del mondo della medicina. Rappresenterebbero uno smarcamento importante da chi sta palesemente sfruttando l’emergenza pandemica per interessi del tutto estranei alla salute della cittadinanza.

In conclusione, consapevole di urtare i convincimenti di molti lettori del blog, concordo con Lei sulla necessità, espressa nel medesimo post di cui ho riportato lo stralcio iniziale, di varare a questo punto un obbligo vaccinale, anche se ne convengo per ragioni differenti dalle sue. Non si può ripetere a spron battuto il mantra del vaccino sicuro e necessario e continuare con l’ignobile pantomima del Green Pass, ora degenerato nell’ancora più assurda versione ‘super’. Se proprio si vuole seguire la linea paternalista, allora bisogna farlo fino in fondo, assumendosene pure tutti gli oneri.

Anche in questo caso, sono convinto che tanti no vax, pur nella divergenza di opinioni, apprezzerebbero molto di più un atteggiamento coerente rispetto alla falsa verginità intellettuale.

CONDIVIDI
Articolo precedenteProlegomeni al Grande Reset
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

10 Commenti

  1. Condivido pienamente gli argomenti con cui prendi le distanze da quanto scritto dal dott. Spada.
    A differenza di te non sono vaccinato e nemmeno intendo rivedere questa mia decisione. Tutti i vari ricatti messi in atto (GP, super GP, lockdown solo per i non vaccinati) producono su di me (e credo su tutte le persone che come me hanno fatto una scelta consapevole e documentata) l’effetto di rafforzarci nelle nostre convinzioni.
    Questo avverrebbe anche con l’introduzione di un obbligo generalizzato, che al momento non è stato messo in atto non solo per codardia e mancata presa di responsabilità, ma anche per oggettivi intoppi giuridici (se ne potrà forse parlare in futuro).
    Agli occhi dell’ineffabile dott. Spada apparirei senza dubbio come un no-vax, appellativo al quale mi sto abituando gioco forza. Il pietismo e i toni sprezzanti contenuti nello spezzone di post che tu hai riportato sono stomachevoli. Ci vuole veramente una supponenza esagerata per parlare di “ignoranza, frottole e incommensurabile banalità”. L’ignoranza invece io la rilevo in quelli che, come pare faccia anche il dott. Spada, fanno di tutta l’erba un fascio e liquidano i resistenti al vaccino come una massa di sprovveduti nemici della “scienza”. Nella mia limitata esperienza ho verificato che la preparazione “scientifica” dei contestatori seri del vaccino è almeno 10 volte superiore a quella di tutti gli ultravax. Oggi il 90% delle persone in Italia, compreso il presidente Mattarella, parlano della scienza e dell’importanza di affidarsi ad essa con lo stesso atteggiamento dei credenti in Dio o in Maometto. Chi ha rispetto della scienza e del metodo scientifico sa che l’oggettività scientifica è sempre frutto di processi complessi, a volte in conflitto tra loro, e di verifiche di lungo periodo. Pur nel mio rifiuto di questi vaccini (non dei vaccini in generale, quelli dell’infanzia li ho fatti tutti e li ho fatti fare a mio figlio) ho massimo rispetto di quelli che hanno fatto una scelta come la tua e ne capisco le ragioni, anche se non le condivido. Nel mio caso il calcolo dei rischi e dei benefici pendeva sui primi. Inoltre permettimi di dire che il calcolo dei rischi è decisamente sottostimato, fosse non altro perché il sistema di rilevamento dei casi avversi è del tutto inadeguato a farne emergere la totalità. Ritengo anche che aver puntato tutto sui vaccini impedisca una seria riflessione sull’importanza della prevenzione, su un’attenta riflessione sullo stile di vita, sul prendere in considerazione le possibilità terapeutiche alternative o da affiancare ai vaccini.
    Riguardo al pietismo del dott.Spada, del tutto simile a quello che sento spesso nei commenti della quasi totalità dei giornalisti del mainstream, posso solo aggiungere che mi pare un efficace contributo ad allargare la frattura sociale che si è aperta tra una grande parte della popolazione (la stessa che accetterà tutte le successive dosi, tutte le forme di controllo e tutti i disagi socio-economici riservati alla borghesia media e piccola e al proletariato) ed una piccola minoranza costretta a preferire la ghettizzazione all’imposizione.

  2. Anche stavolta ho aspettato un paio di giorni per vedere se qualche altro rispondesse. Evidentemente siamo rimasti solo in due a leggere i post di Igor su questo blog. Faccio anche notare che da mesi o anni, sia rimasto anche l’unico a scrivere. Nel post si evidenziano tre delle cinque o sei posizioni esistenti e più evidenti sull’argomento vaccinazione. Da una parte c’è l’unico vero esperto sull’argomento (il dottor Spada ha passato la vita a studiarlo) che si rammarica per come vengono considerati da una minoranza (particolarmente rumorosa ed ostile) i suoi sforzi e conoscenze. E dall’alto (sottolineo: DALL’ALTO) dei suoi studi ed esperienza, li redarguisce. E diciamo pure che li insulta: la definizione di ignoranti a chi lo critica è quanto mai appropriata.
    La seconda posizione è quella di Igor, che eccepisce su questa “incazzatura”, ma da bravo cittadino (qui inteso non in senso geografico-abitativo, ma etico e cioè appartenente ad una vasta comunità) lo fa da una ineccepibile posizione di rispetto delle leggi e della razionalità, in quanto vaccinato. Anche se non lo capisco ed approvo quanto scrive, ha tutto il diritto di farlo. Anzi, a volte è anche un bene che si ergano posizioni contrastanti per valorizzare e meglio comprendere le proprie scelte.
    La terza posizione è quella di Danilo, che da una posizione di minoranza e pur non conoscendo l’argomento (non certo per stupidità innata, ma semplicemente perché non è un medico) si permette di considerare il primo e la maggioranza che ne segue i consigli, degli imbecilli ed ignoranti. Meno male che non fa parte della quarta e più violenta posizione e cioè di quelli che approfittano del senso di impotenza e sconcerto creatasi in seguito all’attuale pandemia, per aizzare-indirizzare i soliti utili idioti contro il sistema, ovviamente allo scopo di sostituirlo. Un’esigua minoranza che predica ed inveisce contro una presunta limitazione della libertà allo scopo di abolirla del tutto e fare piazza pulita per imporre le proprie insane idee.
    La quinta posizione è rappresentata da coloro che (per motivi più vari) hanno semplicemente paura del vaccino o anche di qualunque puntura. Quando sono andato a vaccinarmi, un ragazzone grande e grosso che mi precedeva nella fila è svenuto alla semplice vista dell’ago. Sono paure irrazionali, come la paura di volare o nei confronti dei ragni o dei serpenti. Irrazionali fin che vogliamo, ma comprensibili.
    La sesta posizione è quella dei “disertori” e cioè coloro che conoscono bene vantaggi e rischi (nemmeno lontanamente paragonabili se non per gli ignoranti) della vaccinazione, e per ovviare anche al minimo rischio, e preferiscono che siano solo gli altri ad affrontare il nemico e farsi vaccinare. Loro restano “al sicuro” nelle retrovie. Questa è la seconda categoria più schifosa.

    Personalmente mi sento dalla parte della prima posizione (anche se medico veterinario e non medico umano, ho studiato gli stessi argomenti e spesso sugli stessi libri. Non è un caso che la mia amica ed ex-collega Ilaria Capua, sia la maggiore esperta mondiale di virus influenzali e l’abbiano messa a dirigere uno dei maggiori centri statunitensi di ricerca virologica.
    Una cosa in particolare mi ha colpito nella risposta di Danilo e cioè che i guru no-vax siano più informati sull’argomento rispetto ai medici. A sentire le stupidaggini che dicono in televisione è arci-sicuro che sia il contrario. I no-vax però nemmeno se ne accorgono perché oltre ad essere sullo stesso livello di ignoranza, perché è quello che vogliono sentirsi dire. Tutte le volte che mi sono messo a discutere con loro (inutilmente perché come diceva Einstein, è più facile scindere un atomo che un pregiudizio) per valutarne la competenza, ho posto una o due semplici domande: spiegare la differenza tra un virus ed un batterio o anche la differenza tra immunità umorale e cellulare. NON ho trovato MAI NESSUNO di loro che sapesse rispondere a queste due semplicissime domande. Come se in una discussione sulla musica, l’interlocutore che si permette di criticare non sappia distinguere una nota dall’altra.
    Per essere coerente Danilo dovrebbe opporsi a molte altre imposizioni della libertà personale. Per esempio, quella sulla libertà di drogarsi. Se qualcuno vuole “farsi” di alcool, coca o canne da mattino a sera, restando però sdraiato sul divano di casa, “poco” o niente da dire. Il poco si riferisce al fatto che poi tocca a noi pagare il conto salato delle inevitabili cure sanitarie. Tutto cambia se questi tizi si mettono invece al volante ponendo a rischio l’incolumità degli altri. E’ ovvio che lo Stato, prenda in questi casi dei provvedimenti restrittivi per tutelare i normali e rispettosi cittadini. Come per l’alcool ed altre droghe, anche per la vaccinazione, la proibizione (nel nostro caso, l’obbligo) assoluto e per tutti è a mio giudizio sconsigliabile e controproducente. Oltre che dal punto di vista psicologico (come si può imporlo a qualcuno che ha “realmente” paura del vaccino o del semplice ago) lo è anche dal punto di vista pratico-giuridico. Quali sarebbero le sanzioni, ecc. ?

    • “Anche stavolta ho aspettato un paio di giorni per vedere se qualche altro rispondesse. Evidentemente siamo rimasti solo in due a leggere i post di Igor su questo blog”

      Questo blog ha numeri persino maggiori di Apocalottimismo, malgrado quest’ultimo abbia decisamente più commenti. Al giorno d’oggi le discussioni avvengono sui social netwkork dove spammo i contenuti dei blog e dove avvengono le discussioni. Non abbiamo certo numeri da Chiara Ferragni, ma è lei che è rimasto indietro alla comunicazione pre social. Tra l’altro trovo strana la sua comicità, dal momento che se perde tempo a leggere un blog letto solo da un’altra persona lo stupido è lei al massimo. Comunque, se pensa di essere il ‘vendicatore della scienza’ che mi ha tappato la bocca con i suoi interventi illuminanti, mi spiace ma le assicuro che è vero il contrario. A livello di visual più che vantaggi non mi ha dato, in caso contrario l’avrei già bannata da tempo, visto che mi ha fornito infinite volte validi motivi per poterlo agire. La persistenza del suo hating, come le ho spiegato varie volte, è semmai un indice di successo.

      “E dall’alto (sottolineo: DALL’ALTO) dei suoi studi ed esperienza, li redarguisce”

      Il prof Spada è un chirurgo dell’ambito cardiovascolare, in quel post porta avanti argomentazioni di tipo psicologista che non c’entrano nulla con il suo campo di studi e nemmeno con la virologia di cui si occupa a livello divulgativo. Se si tratta di fare dello psicologismo, io, Spada, Danilo, lei e chiunque altro pari siamo.

      “La seconda posizione è quella di Igor, che eccepisce su questa “incazzatura”, ma da bravo cittadino (qui inteso non in senso geografico-abitativo, ma etico e cioè appartenente ad una vasta comunità) lo fa da una ineccepibile posizione di rispetto delle leggi”

      Se Danilo ottempera al green pass nelle misure previste dalla legge e utilizza a norma i dispositivi di protezione (lei certamente non ha strumenti per mettere in dubbio la sua onestà) è anche lui un cittadino rispettoso della legge. A differenza di tanti vaccinati che, sentendosi coperti da ogni rischio, rilassando eccessivamente i loro comportamenti (come mi capita quotidianamente con i miei studenti, che vanno costantemente richiamati al rispetto delle normative: “ma tanto sono vaccinato”, replicano).

      “Se qualcuno vuole “farsi” di alcool, coca o canne da mattino a sera, restando però sdraiato sul divano di casa, “poco” o niente da dire. Il poco si riferisce al fatto che poi tocca a noi pagare il conto salato delle inevitabili cure sanitarie. Tutto cambia se questi tizi si mettono invece al volante ponendo a rischio l’incolumità degli altri.”

      Quindi secondo lei se Danilo usa correttamente la mascherina nei luoghi chiusi, si deterge le mani, fa il distanziamento ecc. è equiparabile moralmente a uno che va in auto drogato per il solo fatto di non essere vaccinato?

      “Oltre che dal punto di vista psicologico (come si può imporlo a qualcuno che ha “realmente” paura del vaccino o del semplice ago) lo è anche dal punto di vista pratico-giuridico. Quali sarebbero le sanzioni, ecc. ?”

      Forse non lo sa ma nel nostro paese esiste già un obbligo per 9 vaccinazioni con tanto di sanzioni, per malattie alcune delle quali (vedi il morbillo) sono attualmente enormemente meno allarmanti del Covid.

  3. Gentile sig. Franco, visto che mi ha chiamato in causa devo inevitabilmente risponderle. Lo faccio mal volentieri, perché i suoi argomenti sono un concentrato delle banalità che ogni giorno leggo su fb, dove in effetti il dibattito ferve, anche se un social non è (o meglio non era) lo strumento migliore per argomentare e per confrontarsi. Però ultimamente sempre più spesso mi capita di leggere post di ampio respiro, dai quali traggo spunti di riflessione (sia da quelli in sintonia col mio pensiero, sia da quelli di chi la pensa diversamente). Ma nel suo commento non sono le banalità che mi danno fastidio, bensì la scorrettezza. Se c’è una cosa che non tollero è che mi si mettano in bocca parole che non ho mai scritto. Dove mai avrei scritto che considero “il primo (il dott.Spada) e la maggioranza che ne segue i consigli degli imbecilli e degli ignoranti”? Questa la considero una scorrettezza grave che mi costringe a cancellarla dal mio orizzonte. Quindi per favore non mi risponda e possibilmente eviti di commentare i miei articoli. Io in ogni caso non mi relazionerò più con Lei. Del dott. Spada ho sottolineato lo stomachevole pietismo che nulla c’entra con una critica dei no-vax basata su argomenti medico scientifici. Sorvolando sulle banalità sciorinate su alcolisti e drogati, mi soffermo un attimo su un aspetto comico del suo commento (vede Franco, mi ha fatto incazzare ma anche sorridere…) E’ il passaggio in cui sottolinea l’amicizia con la sua ex-collega dottoressa Ilaria Capua, che se non sbaglio ha alle spalle studi di veterinaria come lei. Non so se possa essere considerata la più grande esperta al mondo di virus influenzali. L’aspetto comico è che lei per farsi grosso sottolinea l’amicizia con Ilaria Capua. Io son convinto che se l’argomento fosse stato il tennis lei avrebbe tirato fuori un’amicizia di vecchia data con Roger Federer e se fosse stata la Fisica avrebbe detto che lei e Antonino Zichichi prendevate spesso il caffè assieme. Prima di scrivere questa risposta ho fatto un test, ho telefonato ad un mio amico appassionato sostenitore dei vaccini e gli ho chiesto di spiegarmi la differenza tra virus e batteri. Pensi che non ha saputo spiccicar parola…. ma che strano…

  4. Dei motivi per cui partecipo a questo blog ne ho già scritto: per varie cause (un gestore ammalato ed un altro che ha chiuso per le offese che circolavano fra alcuni partecipanti. Non certo io!) hanno chiuso altri due blog più interessanti di questo e dato che mi alzo presto, e soprattutto in questa stagione di poco lavoro, devo pur trovare il modo per passare il tempo e “carburare” in qualche modo per affrontare la giornata. E’ inoltre divertente constatare l’incapacità di capire-ragionare anche sulle cose più semplici. Comincio dall’ultima perché mi ha fatto particolarmente ridere.
    Oltre che ridicolo è particolarmente superficiale ed incosciente equiparare l’etica ed il senso di responsabilità civica di un vaccinato con quella di un no-vax che invece si limita a mascherarsi (quelli che conosco io non lo fanno) e farsi continuamente tamponare per poter accedere al lavoro o a vari servizi. Nel primo caso si entra a far parte di una barriera “attiva” che protegge se stessi e gli altri sia dalla circolazione del virus che dalle sue più gravi conseguenze sulla salute. Dato che non l’ha ancora capito, la informo che con la vaccinazione, non solo cala drasticamente la possibilità di restare positivi, ma anche di ammalarsi seriamente e nel caso succedesse, cala il periodo di trasmissibilità e la quantità di virus emessi. Nel secondo caso, ci si limita a farsi “fotografare” il proprio stato di salute. Che nel caso dei tamponi rapidi (antigenici) anche con uno scarsissimo tasso di attendibilità. Un po’ come equiparare qualcuno che paga le dovute tasse con un altro che invece oltre a non pagarle (per se stesso e per gli altri) dovrebbe essere considerato un buon cittadino solo perché non ruba. Ridicolo è anche il suo ricorrere ad esperienze soggettive riscontrate dal comportamento dei suoi studenti. Quando queste esperienze personali le riferivo io non andavano bene, quando le riferisce lei diventano oro colato!
    Oltre a queste ennesime contraddizioni, è da evidenziare anche la mancanza di coerenza. Un decrescitario dovrebbe essere il primo che cerca di evitare ogni forma di inutile spreco e favorire ogni attività che porti a risparmiare risorse. In campo sanitario questi obiettivi si perseguono privilegiando la prevenzione delle patologie rispetto alle cure. E qual’è la migliore forma di prevenzione se non la vaccinazione. Basta considerare i bassi costi di qualunque vaccino (da 1 a 20 Euro) rispetto agli elevati costi delle cure, in particolare delle terapie intensive: 3-6.000 euro al giorno. Per non parlare poi degli enormi costi sociali che comporta l’occupazione di buona parte delle infrastrutture e del personale medico (già scarso) per una patologia infettiva, piuttosto che per altre patologie. Nemmeno questo siete in grado di capire!
    L’apoteosi dell’incoerenza viene raggiunta quando equipara l’ipotetica obbligatorietà della vaccinazione Covid con l’attuale (parziale) obbligatorietà verso le vaccinazioni pediatriche: basta che i genitori paghino una multa di 500 euro. Ho purtroppo due coppie di parenti che hanno i figli in queste condizioni, e cioè non vaccinati e però regolarmente iscritti alla scuola pubblica. So che i due figli di una coppia (ora minorenni), non appena raggiungeranno la maggiore età, si faranno vaccinare, alla faccia dei genitori: la solita coppia di sciroccati vegetariani ( i due figli quando vengono da mia madre si abbuffano di carni di tutti i tipi) che credono all’omeopatia, al Bio e puttanate simili. Le faccio anche notare che le attuali vaccinazioni obbligatorie sono 10 e non 9. Anche se vari organismi comunitari si sono già espressi sulla prevalenza dell’interesse collettivo (in ambito sanitario) su quello individuale, è dal punto di vista pratico che l’obbligo vaccinale imposto a maggiorenni sarebbe difficile e soprattutto controproducente. Mi spieghi come lo stato possa obbligare qualcuno di quegli esagitati no-vax che infestano le piazze: con le manette ai polsi oppure sotto sedazione farmacologica effettuata con apposite siringhe sparate a distanza come si fa con animali selvatici di grossa taglia?
    Purtroppo il vostro guru Grillo è ultimamente parecchio imbolsito, altrimenti ci farebbe divertire con le sue sceneggiate su questo argomento.
    PS: invece di blaterare sull’obbligatorietà vaccinale, perché non vi dedicate a denunciare l’attuale posizione di monopolio delle multinazionali produttrici di vaccini? Solo quelle che producevano sementi geneticamente modificate erano cattive? Oltre a voler imporre per legge l’iniezione di vaccini anch’essi derivanti da modificazioni genetiche, non vi sembra che queste multinazionali (comunque meritevoli per aver creato in tempi rapidi vaccini efficaci) abbiano guadagnato abbastanza? Non è ora di liberalizzare i brevetti e renderli disponibili per tutti quei paesi in grado di produrre vaccini?

    • “Dei motivi per cui partecipo a questo blog ne ho già scritto: per varie cause (un gestore ammalato ed un altro che ha chiuso per le offese che circolavano fra alcuni partecipanti. Non certo io!) hanno chiuso altri due blog più interessanti di questo e dato che mi alzo presto, e soprattutto in questa stagione di poco lavoro, devo pur trovare il modo per passare il tempo e “carburare” in qualche modo per affrontare la giornata”

      Dopo aver letto questo ho riso come un pazzo per cinque minuti buoni… se uno non sapesse che cos’è il Web penserebbe che è un contenitore virtuale di quattro cose!!! Sembra che lei stia raccontando delle vecchie BBS.

      “E’ inoltre divertente constatare l’incapacità di capire-ragionare anche sulle cose più semplici”

      Ah capisco, come D’Alema imitato dalla Guzzanti che diceva “stavo guardando la TV per vedere quanto è stupida”. Ovviamente lei della sua vita fa quello che vuole, ci mancherebbe.

      “Oltre che ridicolo è particolarmente superficiale ed incosciente equiparare l’etica ed il senso di responsabilità civica di un vaccinato con quella di un no-vax che invece si limita a mascherarsi”

      Come al solito mistifica quello che dicono gli altri, io ho contestato paragonare un no vax che rispetta le regole a un ubriaco/drogato che si mettea guidare, non ho che vax e no vax siano la stessa cosa.

      “Dato che non l’ha ancora capito, la informo che con la vaccinazione, non solo cala drasticamente la possibilità di restare positivi, ma anche di ammalarsi seriamente e nel caso succedesse, cala il periodo di trasmissibilità e la quantità di virus emessi.”

      L’ho capito talmente poco che mi sono vaccinato proprio per questo…

      “Mi spieghi come lo stato possa obbligare qualcuno di quegli esagitati no-vax che infestano le piazze: con le manette ai polsi oppure sotto sedazione farmacologica effettuata con apposite siringhe sparate a distanza come si fa con animali selvatici di grossa taglia?”

      Qui è spiegato come funzionerà la proposta di obbligo austriaca https://www.fanpage.it/esteri/come-funziona-lobbligo-vaccinale-in-austria/ se la legga. Parla tanto di incoerenza poi però mi spieghi lei come fa da una parte a dire che un no vax (anche rispettoso delle normative protezione) è assimilabile a un criminale che va in auto drogato e poi non prendere alcuna misura di tipo amministrativo e penale. Tra l’altro, visto che ha tanto stima per il dottor Spada, sappia che è stato lui a proporlo nel post di cui ho riportato lo stralcio psicologista: quindi, siccome io sono un cretino per aver parlato di obbligo, per proprità transitiva lo è anche il dott Spada che l’ha proposto prima di me?

      “Purtroppo il vostro guru Grillo è ultimamente parecchio imbolsito”

      Grillo non è mai stato il mio guru, ho scritto ho preso le distanze da lui e dal nascente M5S già dal 2012, così come MDF (ha mai più visto Grillo e Pallante insieme?) Come al solito dà fiato alla bocca senza sapere le cose.

      “PS: invece di blaterare sull’obbligatorietà vaccinale, perché non vi dedicate a denunciare l’attuale posizione di monopolio delle multinazionali produttrici di vaccini? Solo quelle che producevano sementi geneticamente modificate erano cattive? Oltre a voler imporre per legge l’iniezione di vaccini anch’essi derivanti da modificazioni genetiche, non vi sembra che queste multinazionali (comunque meritevoli per aver creato in tempi rapidi vaccini efficaci) abbiano guadagnato abbastanza? Non è ora di liberalizzare i brevetti e renderli disponibili per tutti quei paesi in grado di produrre vaccini?”

      Vedo che da nostro hater numero 1 adesso vuole pure trasformarsi in nostro editore e decidere cosa dobbiamo pubblicare e cosa no! 🙂 😀 Sono anni che attacchiamo i brevetti in campo sanitario, da ben prima della pandemia. Sa a chi dovrebbe muovere questa constatazione? A Spada, a Silevstri e a tutto il gruppo di Pillole di Ottimismo che straparla di ‘vaccino bene comune’ ma quando si parla di sospendere la proprietà intellettuale al riguardo fa orecchie di mercante. Proprio ieri ho commentato su di un post di Pillole di Ottimismo sulla necessità di abolire i brevetti per permettere la diffusione in Africa da dove sta arrivando la pericolosa variante Omicron, un sacco di gente mi ha attaccato dicendo che sono solo argomentazioni propagandistiche, che la proprietà intellettualeè giusta per valorizzare la ricerca, ecc. Visto che lei fa tante proposte a noi su quello che dovremmo o non dovremmo fare, mi permetto anche io un piccola consiglio: vada un po’ a fare ramanzine anche agli ‘ottimisti’ oltre che venire sempre da noi.

      • Ecco il commento che ho scritto su Pillole di Ottimismo:

        “”È fondamentale accelerare il ritmo e l’offerta vaccinale a livello mondiale per tutte le ragioni già sopra specificate” E per fare questo bisogna assolutamente prendere posizione per imporre un ‘giro di vite’ (adesso uso io questa abusatissima e schifosissima espressione) contro copyright e diritti di proprietà intellettuale. Mi pare che le logiche commerciali delle grandi aziende farmaceutiche siano tra le poche cose a non aver subito uno stato di emergenza.”

        Ed ecco alcune risposte che ho ricevuto (anche se lo so che è inutile, immagino che per lei sig. Burlini gli stronzi rimarremo sempre noi, se uno non è ‘decrescitario’ può permettersi questo e altro, vero?). Spada e gli altri dello staff hanno risposto ad altri commenti ma hanno completamente evaso questa questione:

        “il brevetto NON È IL Problema.
        Stiamo parlando di Nazioni prive di SSN con larghe zone prive di energia elettrica ed acqua… E secondo lei il problema sono i brevetti….
        P.S. Pfizer lo produce anche Sanofi, Thermofisher etc.”

        “ma il problema non è il copyright (legittimo per altro ,perché le aziende hanno investito soldoni in ricerca, strumentazioni ,materiali ,personale ecc che gli devono rientrare ..i vaccini vengono venduti a prezzi bassi ), il problema è che i vaccini a mRNA non possono essere prodotti da chiunque abbia un laboratorio farmaceutico.”

        “mi faccia capire: pensa che ci sarebbero più persone vaccinate se il board di Pfizer fosse meno ricco?”

    • Guardi sig. Burlini, contravvenendo a una regola che mi ero imposto (cioé non dedicarle più tempo di quello che merita) mi sono andato a cercare un documento Rete Sostenibilità e Salute (che è un po’il ‘braccio sanitario’ della decrescita) e le ho trovato un appello esplicito contro i diritti di proprietà intellettuale. Quindi ì ‘decrescitari’ si sono già espressi in maniera molto chiara sulla questione. Mi può per piacere trovare dichiarazioni pubbliche dove la Capua e altri sui amici sono stati tanto espliciti al riguardo? Grazie

      “Le nostre richieste e proposte

      Chiediamo al governo italiano di condurre il negoziato con le case farmaceutiche coinvolte nella ricerca e sviluppo dei vaccini con criteri di trasparenza nella selezione dei negoziatori, e chiediamo conto delle condizioni che l’Italia intende porre, a fronte delle erogazioni finanziarie già avvenute.
      Chiediamo all’Italia di sostenere le proposte di paesi asiatici e africani all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) di sospendere i diritti di proprietà intellettuale (brevetti, dati clinici, procedure, tecnologie…) durante la pandemia. Ciò faciliterebbe l’accesso alle conoscenze per le comunità scientifiche e i potenziali produttori di generici nel mondo. La misura vale anche per prodotti farmaceutici e medicali efficaci per controllare il virus e tutelare le fasce di popolazione più esposte. Una deroga ai diritti di proprietà intellettuale (IP Waiver) è prevista dal Trattato di Marrakesh costitutivo dell’OMC, e oggi sostenuta da oltre 100 paesi, ma non da Commissione Europea, USA, Giappone e Australia. Un’iniziativa internazionale (ICE) in corso è sostenuta anche da firmatari di questo documento”

  5. Danilo: ho conosciuto tanti anni fa casualmente la collega Capua in Sudafrica, dove stava facendo uno stage, poi l’ho rivista a Padova all’IZSV dove ho lavorato anche io per un paio di anni e qualche anno dopo abbiamo organizzato insieme un convegno sulla ratiticoltura a Milano. Tra l’altro mi cita (cosa di cui sono particolarmente orgoglioso) in suo libro sull’Influenza Aviare. Tramite comuni amici, ho poi seguito da vicino la ben nota e vergognosa vicenda giudiziaria di cui è stata vittima. Del fatto che lei mi creda o meno, non mi interessa. L’ho citata solo o soprattutto perché come virologa è particolarmente informata e dice e scrive cose che voi no-vax non sapete e non volete capire.
    A proposito di cose ridicole, cito la sua equiparazione al “non sapere come funziona” di un si-vax con quello di un no-vax. Il primo non pretende di sapere, ma si fida della scienza e delle istituzioni. Il secondo, pur non capendoci niente, oltre a non fidarsi si permette di criticare e sproloquiare sull’argomento. Lei del cellulare, dell’auto, del treno, dell’aereo conosce tutto del loro funzionamento o si limita come tutti ad usarli fidandosi?

    • “A proposito di cose ridicole, cito la sua equiparazione al “non sapere come funziona” di un si-vax con quello di un no-vax. Il primo non pretende di sapere, ma si fida della scienza e delle istituzioni. Il secondo, pur non capendoci niente, oltre a non fidarsi si permette di criticare e sproloquiare sull’argomento.”

      E’ già, sarebbe come qualcuno che sa poco o nulla di clima che definisse i rapporti dell’IPCC ‘Bibbia decrescitaria’ mostrando totale disprezzo per i suoi compilatori e farli passare per fanatici ideologici, giusto?

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.