Mattarella e il canovaccio democratico

Il seguente articolo è da intendersi come opinione personale di Igor Giussani e non quale posizione ufficiale di DFSN.

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Se utilizzassi il classico strumento italiota per esprimere giudizi politici – ossia le proprie simpatie – immagino che dovrei decantare l’azione compiuta ieri dal presidente Sergio Mattarella come un ‘argine alla spallata’, alla maniera del direttore di Repubblica, Mario Calabresi. La persona di Giuseppe Conte, al di là dei problemi di curriculum, non mi ha mai convinto; il famoso contratto M5S-Lega conteneva molti provvedimenti di spesa senza adeguata copertura, proposte palesemente incostituzionali come la flat tax (prodezza da Robin Hood all’incontrario), relegava l’ambiente ad argomento secondario; ho sempre avversato la deriva xenofoba leghista; non ho capito inoltre l’ostinazione a oltranza sul nome di Paolo Savona (che non mi pare questo gran genio dell’economia, onestamente), tendo a vederci una manovra di Salvini per far saltare il banco e aprofittarne in chiave propagandistica in una eventuale prossima campagna elettorale.

Nonostante tutto ciò, ieri sono rimasto semplicemente allibito ascoltando Mattarella che, con un atto di indirizzo politico che esula dalle sue prerogative, rivendicava il diritto di impedire l’assunzione di incarichi di governo a personalità ostracizzate dagli investitori, legittimando di fatto lo spread come arma di lotta politica. Qualcuno sosterrà, a ragione, che si è solo buttata la maschera, che è almeno dai tempi della lettera semisegreta del 2011 della BCE all’allora premier Berlusconi che l’ingerenza nelle questioni italiane è palese; nel quarantennale del sequesto e della morte di Aldo Moro, si potrebbe spingere la prospettiva storica ancora più in là. Tuttavia, in un mondo impregnato di simbolismo come la politica, la pubblica ammissione della massima carica istituzionale è un atto che rompe l’incanto della democrazia carico di gravi conseguenze.

La prima, come già spiegato, è aver introdotto ufficialmente la prassi che i governanti debbano rientrare nelle grazie della finanza internazionale e che qualunque strategia politica, per risultare accettabile, debba adeguarsi a un determinato canovaccio. Oggi possiamo pure gongolare per l’insuccesso di M5S e Lega, ma domani rischiamo di dolerci in prima persona di questo brutale esproprio di democrazia.

La seconda è impersonificata dall’immediata convocazione al Colle di Carlo Cottarelli dopo il fallimento della candidatura di Conte. A fronte di una consistente affermazione elettorale che, comunque la si pensi, testimonia il profondo desiderio di cambiamento da parte del Paese, l’alternativa migliore che la presidenza della repubblica riesce a trovare è ripescare dal cilindro l’uomo della spending review, ex Fondo Monetario Internazionale, ridando credito all’ideologia tecnocratica tanto sgradita al popolo quanto apprezzata dagli investitori. Né più né meno del canovaccio di cui si parlava prima.

La terza, per certi versi la più pericolosa di tutte, è aver giustificato una tessera della bislacca narrativa populista-sovranista (quella della cospirazione internazionale) con il rischio di convalidarne l’intero mosaico. Mi creda Presidente, attribuire un’aura di romanticismo a un’ideologia incongruente dove serpeggiano cattivi sentimenti e tentazioni autoritarie potrebbe rivelarsi alla lunga peggiore di qualsiasi crollo della Borsa o tonfo finanziario.

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

8 Commenti

  1. Anche a me é parso molto stonato, nel discorso di Mattarella, il ripetuto cenno a questioni pragmatiche come spread, valori di borsa, risparmi, e…. Avrei preferito sì limitasse a dichiarare la non compatibilità di Savona con una visione europea della Italia, ma senza entrare nei dettagli….
    Detto come lo ha detto, pare proprio una sudditanza della democrazia italiana ai mercati internazionali

  2. Personalmente sono convinto che Mattarella ha sbagliato anche se ha fatto bene ad evitare che la fuoriuscita dall’euro venisse portata avanti da ministri alla loro prima esperienza di governo e quindi totlmente imprepati e incapaci di prevedere gli accadimenti che ne deriverebbero. Detto questo Mattarella ha sbagliato sia a fornire spiegazioni non richieste e per di più a caldo. Inoltre ha sbagliato a dare l’incarico ad un ben noto uomo del FMI . Le sue mosse hanno collocato molto esplosivo che potrebbe detonare imprevedibilmente. Ci sono più di una similitudine con quanto avvenuto nel paese che ha ospitato gli europei di calcio nel 2012 e dove due anni dopo è scoppiata la guerra civile: L’Ucraina.
    Anche allora vi furono elezioni non rispettate, governi ad interim, modifiche alla costituzione …… che determinarono manifestazioni di massa nelle quali poi c’è scappato il morto e la situazione è degenrata secondo un ben collaudato metodo soros delle rivoluzioni colorate.

    Mi sembra assurdo che Mattarella abbia giocato la carta cottarelli senza essere sicuro di vincere la partita. Mi aspetto quindi che avrà la fiducia ma non riesco proprio ad immaginare come e sono curioso di vedere.
    In ogni caso, anche nuove elezioni non farebbero altro che alimentare discussioni e certamente emergerebbero accuse di brogli o di legge elettorare fatta ad hoc. La situazione è veramente imprevedibile.

  3. Igor ho apprezzato la tua anlisi, ma non posso non farti notare che ti sei allineato un pò troppo co una certa informazione dominante (ma non abbastanza da determinare il voto degli italiani) secondo la quale 5 Stelle e Lega hanno premeditatamente cercato la rottura per far bottino alle prossime elezioni. Cosa che tra l’altro succederà per merito di Mattarella… Salvini e Di Maio secondo me (che non li ho votati) hanno seriamente provato a dar vita al governo e l’irremovibilità sul nome di Savona dal loro punto di vista è pienamente giustificata. Ti aggiungo che è giustificata anche dal mio punto di vista. Rapportarsi all’Europa in un’ottica di cambiamento dei rapporti di forza e delle priorità alle quali l’Europa unita (?!?) dovrebbe puntare, è un preciso spartiacque a cui non si dovrebbe rinunciare e soprattutto non si dovrebbe lasciare solo nelle mani di lega e 5 stelle. Se dovessimo andar dietro ai fantasmi evocati da Mattarella e pompati dall’80 % della carta stampata e del web, finiremo probabilmente per dire che anche con la TAV bisogna rispettare gli impegni. Mattarella ha commesso un errore macroscopico, ma questo l’hai già detto benissimo tu ed oggi, nel momento in cui io scrivo questo commento, lo spread ha sfondato quota 300, alla faccia della rassicurazione che Cottarelli doveva dare ai mercati. Infine, e ti prego di scusarmi dello sfogo un pò infantile, le ragioni dei mercati mi hanno sfinito l’anima !

    • Beh, se io mi sono allineato all’informazione dominante tu mi sembra che hai un quadro un tantino idealizzato della politica italiana, perché mi trovo a doverti far notare che la Lega Nord è alleata pluridecennale con Silvio Berlusconi, che non è propriamente Valéry Giscard d’Estaing. L’ex-cavaliere nel 2001 ha elargito una fideiussione di due miliardi di lire (grazie a un prestito assicurato da Geronzi) alla Lega per il salvataggio della loro improvvisatissima banca Crediteuronord (e questo solo per rimanere solo nel campo del certo), cosa che gli è valsa il controllo del simbolo del sole delle Alpi; quando ti comprometti a quel livello con una persona del genere, la facilità di uscire da un’alleanza è la stessa di uscire dal patto con il diavolo.
      Mattarella ha infranto le sue prerogative volendo influenzare l’orientamento politico della maggioranza ma è un dato di fatto che la pietra dello scandalo non fosse John Maynard Keynes. Pertanto, di fronte a certi comportamenti strani, non posso ignorare quanto so che avviene nel retro della scena.

      • Caro Igor, rispondo alla tua risposta al mio commento e contemporaneamente anche al commento di Imbriani che segue. Sono passati alcuni giorni e come è sotto gli occhi di tutti i fatti hanno smentito le ipotesi di molti, fra cui anche quelle tue e di Imbriani. Dei legami Lega-Berlusca molti giornalisti hanno parlato supponendo che avrebbero impedito a Salvini di sfilarsi dall’abbraccio. Del resto nessuno può ignorare la “pluridecennale alleanza” col partito del Cavaliere. Eppure Il governo gialloverde è nato, il centrodestra non esiste più e la Lega ha rinunciato a far bottino di voti con elezioni a brevissimo termine. Come vedi a volte le analisi dietrologiche non funzionano… E questo se vuoi è il bello della politica, l’effetto sorpresa potremmo chiamarlo. Ciò detto vorrei precisare che non sono un fan del nuovo governo, ma nemmeno un oppositore pregiudiziale. Sono curioso, specie per il fatto che il governo gialloverde li ha tutti, ma proprio tutti contro ! Sono curioso di vedere se è vero il detto cinese (o forse giapponese, non so) per cui molti nemici molto onore…

        • Una piccola precisazione riguardo alla mia dietrologia, per quanto attiene a Mattarella: lì c’è ben poco di dietrologico perché è stato lui personalmente, urbi et orbi, a dichiarare la necessità di un governo che non fosse ostracizzato dai mercati finanziari. Se avesse respinto la prima ipotesi di governo Conte causa lo spread per poi ripescarla una volta resosi conto che neppure Cottarelli riusciva a placare i mercati, in quel caso avrebbe sbagliato non una ma due volte. Detto questo, la cosa importante (ma che sembra interessare a pochi) sono le regole, e siccome viviamo in un paese con architettura parlamentare era doveroso che a una maggioranza in grado di ottenere la fiducia delle camere fosse dato l’incarico di governo.

  4. La sensazione che si ha, in effetti, è che Salvini non voglia fare il governo e che subisca un ricatto latente da parte di Silvio. D’altra parte la sostanza di tutta la vicenda, è che alle prossime elezioni, la lega, cavalcando il veto a Savona, e l’antieuropeismo serpeggiante prenderà una marea di voti che sommati a quelli dell’intera coalizione di centro-destra gli permetterà di governare in tutta tranquillità.
    Una volta in più è confermato il fatto che il voto degli italiani viene sistematicamente aggirato e che qualsiasi risultato emerga dalle urne il sistema si riorganizza formando alleanze interpartitiche per mantenere lo status-quo.
    La mia opinione, lo dico consapevole di poter essere censurato, è che lo scopo di tutto questo marasma sia stato quello di tenere lontano dal governo il movimento 5 stelle che costituisce l’unica voce nuova fuori dal sistema; fuori dal sistema non perchè formato da super-eroi morali ma perchè composto da persone nuove della politica e che quindi non hanno avuto il tempo di subirne l’effetto corrutivo

  5. Mi permetto di aggiungere un’ulteriore chiave di lettura al dibattito che si è creato sull’articolo pubblicato da Igor.

    Una breve e necessaria premessa:
    L’unità d’Italia è stata voluta dal Nord Italia e poi le cose si sono evolute di conseguenza: l’Italia del Nord e alcune zone del Centro sono andate incontro allo sviluppo e le Isole, il Mezzogiorno e alcune aree del centro sono andate incontro invece alla regressione dell’economia e di tutta la vita sociale e politica.
    Agli inizi del ‘900 diceva Arturo Labriola, intellettuale socialista meridionale, a proposito del rapporto che ormai si era consolidato in Italia dopo l’unificazione e che aveva portato all’ulteriore sviluppo del Nord Italia e alla perdita di ogni prospettiva di sviluppo per il Mezzogiorno: “Oggi non si può realizzare l’impossibile. Il grande centro produttore e commerciale è al Nord. Chi si illudesse o di poterlo spostare o di poterlo emulare, si proporrebbe una problema impossibile. Il vantaggio che ha sul Mezzogiorno il settentrione è ormai troppo grande. Se veramente il settentrione reputasse temibile una trasformazione industriale del mezzogiorno, esso avrebbe centomila mezzi per mandarla in aria e supporre che lo debba trasformare proprio esso, è supporre che il ricco abbia interesse a farsi spogliare delle sue ricchezze. Sono dispute che si lasciano all’oratoria elettorale. Quando in un paese si è formato un centro industriale, le forze elementari e spontanee dell’economia tendono ad accrescerlo”. Ed Arturo Labriola, ormai reduce dal sindacalismo rivoluzionario che lo aveva infiammato in gioventù, aggiunge immediatamente dopo “Ed è, oltreché naturale, anche estremamente utile”. (Arturo Labriola, Storia di dieci anni 1899-1909, Feltrinelli, Milano 1975, pag. 112)
    Ricordo che un uomo politico del mio paese negli anni ’70 diceva che lo scontro che molte volte si creava in parlamento non era fra Democrazia Cristiana e Partito comunista italiano (i principali partiti allora esistenti) ma fra Nord e Sud dell’Italia: era quello lo scontro reale esistente!
    Adesso in Parlamento, dopo le ultime elezioni, si è creata una spaccatura fra Nord e Sud. La coalizione di destra (con la Lega predominante) rappresenta in linea di massima il Nord mentre il MoVimento 5 stelle rappresenta in linea di massima il Sud e le Isole. Questa evoluzione del MoVimento 5 Stelle non centra niente con le classiche parole d’ordine di questo movimento (l’onestà, la lotta alla corruzione, ecc.) ed inoltre questo Movimento non ha alle spalle una riflessione sul modo in cui si è creata l’Italia e sui reali scontri di interesse esistenti al suo interno.
    Il Contratto stipulato in precedenza fra Lega e MoVimento 5 stelle è fortemente contradditorio: da una parte c’è la Flat tax (che favorirebbe i ceti più benestanti) e dall’altro c’è il reddito di cittadinanza (che favorirebbe soprattutto il Sud e le Isole). Come si fa a finanziare delle spese ingenti (il reddito di cittadinanza) con una riduzione delle tasse?
    Questo contratto non sta in piedi.
    Parafrasando quanto diceva Arturo Labriola nella citazione riportata si può dire che il Nord ha centomila modi per mandare all’aria questo Contratto: adesso si è chiamato Savona mentre più in là si chiamerà diversamente.
    In passato ho scritto un saggio, pubblicato sul sito di AspoItalia il 02 dicembre 2007, in cui tratto della nascita dei vari problemi esistenti in Italia (dal sottosviluppo del Mezzogiorno alle organizzazioni criminali e altro). Il saggio, dal titolo “La globalizzazione in Italia e il sottosviluppo del Mezzogiorno” è raggiungibile col seguente link https://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/archivio-articoli-italiano-1/191-la-globalizzazione-in-italia-e-il-sottosviluppo-del-mezzogiorno
    Cordiali saluti a tutti
    Armando

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