Saldi luglio 2014 – Effetti collaterali

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Riassunto

Questo più che altro è un reportage fotografico che mette in evidenza gli effetti collaterali più immediati dei saldi di questa estate 2014.

I primi giorni di luglio sono iniziati i saldi per l’estate 2014. La data di inizio non è uguale per tutte le città e regioni per cui l’avvio è stato scaglionato.
Molti sperano in una ripresa dei consumi e in una crescita della produzione. Si vuole vedere inoltre se il bonus di 80,00 € dato ad alcuni milioni di italiani sortirà degli effetti appunto in merito alla ripresa dei consumi e in una crescita della produzione. Le associazioni dei consumatori come al solito fanno istituzionalmente il loro “numero”: si lamentano per il calo dei consumi che continua da alcuni anni e mettono in guardia contro i saldi fasulli, cioè contro quelle vendite di prodotti a prezzi non molto diversi dal prezzo che avevano prima dell’inizio dei saldi.
Ovviamente non è messa in discussione la situazione esistente. Non è affrontato il problema che parte della popolazione non soddisfa adeguatamente i propri bisogni, che molti giovani sono senza lavoro e che ci sono ampie fasce della popolazione in via di emarginazione. Del disastro ecologico verso cui ci dirigiamo a passi da giganti non se ne accenna nemmeno. L’importante è consumare e ovviamente consuma di più chi già consuma molto: è chi sta già bene che stabilisce le regole per tutti!!
Quindi chi già consuma adeguatamente dovrà buttare via delle cose che sono ancor utili per poterne comprare ancora.
Inoltre la considerazione che bisogna fare sui saldi e su certi acquisti (almeno nell’attuale momento storico-culturale e in riferimento al mondo sviluppato) è che se la maggior parte delle persone non facesse certi consumi andrebbe incontro a un senso di vuoto perché non saprebbe come riempire la propria esistenza.
Lo scorso fine settimana ho fatto un giro in bicicletta per Bologna. Con una macchina fotografica ho ripreso gli effetti collaterali dei saldi di luglio 2014.
Di molte cose si poteva stabilire a vista la buona qualità. A vista si poteva notare anche lo scarso uso che ne era stato fatto (erano quasi nuove).
Di altre cose invece si poteva notare il loro buono stato ma non accertare la loro perfetta funzionalità. E’ il caso di piccoli elettrodomestici come forni a microonde, macchine per il caffè, ferri da stiro e altro.
Appresso allego una serie di fotografie che mettono in evidenza quanto detto.

Foto 1 Tre paia di scarpe da donna

Foto 1 Tre paia di scarpe da donna
La foto 1 mette in evidenza tre paia di scarpe da donna di ottima qualità e usate per pochissimo tempo. In effetti sono quasi nuove, come messo in evidenza dalla integrità dei tacchi (è la parte che si consuma prima) e dalla suolatura che non ha ancora perso completamente la patina liscia del cuoio lavorato.

Foto 2 Vari capi di abbigliamento femminile

Foto 2 Capi di abbigliamento femminile
Questa foto mette in evidenza capi di abbigliamento femminile. Sono lavati e puliti e di ottima qualità. I tessuti dei capi sono molto morbidi. Posso dare questi giudizi perché questi capi di abbigliamento e le scarpe della foto precedente erano in due borsine di plastica appese ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Ho dovuto svuotare queste due borsine e ho messo il contenuto a terra per poterlo fotografare bene. Nel fare ciò ho dovuto “toccare con mano” il contenuto e così mi sono reso conto della loro qualità e morbidezza.

Foto 3 Fagotti-regalo
Foto 3 Fagotti-regalo
Le scarpe e l’abbigliamento di cui alle foto precedenti erano contenute in due borsine di plastica appese ai cassonetti con la raccolta rifiuti. Evidentemente coloro che hanno buttato quelle scarpe e quei capi di abbigliamento “capiscono” che sono in ottimo stato e che potrebbero essere ancora utilizzate da qualcuno: la perversione consumistica che ci ha colpito evidentemente ha risparmiato un briciolo di buon senso!!

Foto 4 Borsette

Foto 4 Borsette
Anche queste borsette erano in un sacchetto (quello sulla sinistra) che conteneva anche abbigliamento vario e che è stato messo a fianco del cassonetto per la raccolta. Le borsette sono in ottima stato ma ovviamente bisogna buttarle via perché (come mi disse una mia amica che aveva acquistato una nuova borsetta) bisogna fare spazio negli armadi altrimenti non entra più niente.

Foto 5 Piccoli lelettrodomestici

Foto 5 Piccoli elettrodomestici

Foto 6 Altri piccoli elettrodomestici

Foto 6 Altri piccoli elettrodomestici

I piccoli elettrodomestici delle foto 5 e 6 sono in ottimo stato. In questo caso è difficile stabilire il loro corretto funzionamento: sarebbe necessario portarli a casa, collegarli a una prese elettrica e vedere se funzionano correttamente. Il fatto però che non li abbiano buttati nel cassonetto, ma messi al loro lato per dare la possibilità a qualcuno di vederli e prenderli, farebbe pensare che siano funzionanti.

Ho fatto altre foto di ciò che viene buttato via e vi assicurò che viene buttato di tutto e non solo in occasione dei saldi, come mostra questa ulteriore foto. Oltre alle immancabili scarpe la foto mette in evidenza alcune borsine di plastica che contengono libri e giochi per bambini (tutto in ottimo stato).

Foto 7 Reparto  bimbi

Foto 7 Reparto bimbi

Conclusione
Spesso giro per Bologna e da alcuni anni noto e apprezzo l’immenso patrimonio artistico che questa città possiede e che è distribuito sul territorio (invece di andare in giro a fare shopping come tutte le persone a modo!).
Qualche settimana fa ho notato in Via S. Isaia una chiesa che non avevo mai visto. Con la mia compagna eravamo di ritorno dalla visita ad alcune belle palazzine liberty che stanno agli inizi di via Andrea Costa e che in passato avevo visto di sfuggita dall’autobus. Siamo entrati per ammirare la chiesa di cui sopra. Mi pare fosse una chiesa del ‘700. Alle pareti c’erano affreschi ma per tutta la chiesa c’erano anche le tipiche icone ortodosse. Si stava svolgendo una funzione di rito ortodosso russo (così mi ha specificato la mia compagna). Dalla Curia probabilmente questa chiesa è stata concessa a tale uso alla comunità russa. Ho notato che le persone che partecipavano alla funzione religiosa erano poche ma tutte donne non giovani.
La scorsa settimana in via de’ Fusari ho visto un’altra vecchia chiesa. Mi sono fermato a osservarla perché davanti alla chiesa c’erano diverse donne eritree (non giovani) nel loro classico abbigliamento. L’insegna sulla chiesa indicava che era destinata al rito ortodosso eritreo.
Ho pensato che nell’immaginario delle donne ai valori religiosi si siano sostituiti i valori del consumismo. Non so se sia possibile fare una distinzione fra uomini e donne in merito ai rapporti con i consumi (consumano più le donne o più gli uomini?). Probabilmente gli uomini preferiscono consumi di cose diverse da quelle delle donne e probabilmente sono cose che non si abbandonano vicino ai cassonetti (come le autovetture, i computer, smartphone, ecc.) .
Sarebbe interessante fare delle ricerche su questi temi mentre allegramente ci avviciniamo a forte velocità verso un muro contro cui andremo a sfracellarci.

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Armando Boccone
Sono nato in Lucania nel lontano 1951 e abito a Bologna da circa trent’anni. Ho sempre avuto interesse, da più punti di vista, verso i “destini” (sempre più dialetticamente interconnessi) dell’umanità: da quello dei valori culturali che riempiano l’esistenza a quello delle condizioni materiali di vita (dall’esaurimento delle risorse naturali ai cambiamenti climatici, ecc.). Ho visto nel valore della “decrescita” un punto di partenza per dare un contributo alla soluzione dei gravi problemi che l’umanità ha di fronte.

2 Commenti

  1. osservazioni spiritose al tuo bell’articolo:
    1. non farei differenze tra uomini e donne: conosco molti uomini più attenti al look di tante signore..
    2. le tue foto mi hanno sorpreso: a Bologna non avete una raccolta differenziata? brutti i rifiuti buttati così per strada.. non me lo aspettavo!
    3. con gli 80,00 euro di Renzi ho deciso di comprarmi una bella bicicletta, di quelle serie…per iniziare a fare (se il fisico ce lo permette!) anche le vacanze in bici.
    4. sono una donna, attualmente indosso un vestito che posseggo da almeno 15 anni e che prima è stato di mia mamma!

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