Bravo Prof!!

Un articolo a caldo su "Venerdì per il Futuro"

4
268
Milano, Italia (AP Photo/Luca Bruno)

Un articolo a caldo su Venerdì per il futuro”

Oggi 15 marzo 2019 in molte città del mondo si sono svolte manifestazioni di alunni e studenti denominate “Venerdì per il Futuro”.

“Venerdì per il futuro[1], noto anche come sciopero scolastico per il clima o anche in varie nazione come Fridays For Future, Youth for Climate o Youth Strike 4 Climate, è un movimento internazionale di protesta composta da alunni e studenti che decidono di non frequentare le lezioni scolastiche per partecipare a manifestazioni per chiedere e rivendicare azioni a prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. (come dice Wikipedia all’indirizzo https://it.wikipedia.org/wiki/Venerd%C3%AC_per_il_futuro ).

Le manifestazioni per l’ambiente, contro la creazione di nuove centrali nucleari, per la diffusione delle energie rinnovabili al posto dei combustibili fossili, ecc. datano dagli anni settanta del secolo scorso.

Ricordo, sul finire degli anni settanta, le manifestazioni internazionali che furono fatte in Francia contro la costruzione, presso Creys-Malville sul fiume Rodano, della centrale nucleare veloce autofertilizzante Superphenix.

Negli scontri con la polizia ci fu anche un morto e molte decine di feriti. La centrale fu anche oggetto di un attacco terroristico. (per una informazione completa sulla costruzione della centrale e su tutte le problematiche connesse si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare_Super-Ph%C3%A9nix )

Ma torniamo alle manifestazioni avvenute venerdì 15 marzo 2019 e sul suo significato.

Queste manifestazioni sono state svolte da alunni e studenti e anche da insegnanti. Ho visto in Piazza Maggiore a Bologna alcune classi di alunni delle elementari, sedute per terra, che con gli insegnanti discutevano dei temi legati alla manifestazione.

In passato ho fatto l’insegnante. Ricordo che verso la fine degli anni ottanta ho insegnato per due anni presso una scuola a San Lazzaro di Savena, comune che dal punto di vista urbanistico è ormai tutt’uno con la città di Bologna.

La scuola era distante 3-4 km da casa mia e la raggiungevo quasi sempre in bicicletta. Parcheggiavo la bicicletta davanti alla scuola per cui le ragazze e i ragazzi miei studenti sapevano che raggiungevo la scuola in bicicletta.

Una volta una ragazza mi chiese qualcosa a tale riguardo: risposi che usavo la bicicletta per andare a scuola per motivi ambientali, per non inquinare.

Bravo Prof! risposero quasi in coro le ragazze e i ragazzi della classe… e mi battereno anche le mani!

La classe era una quinta classe per cui le ragazze e i ragazzi avevano intorno a 18 anni. Alcuni però avevano già compiuto i 18 anni e avevano fatto in tempo anche a prendere la patente…e venivano in macchina a scuola!

Considerando che non dico mai parolacce, che trovo fastidioso e infantile l’uso che delle parolacce viene fatto in televisione, che qualche anno fa la mia compagna (era da parecchi anni che stavamo insieme) mi disse che da me non aveva mai sentito dire una parolaccia, ecc. ecc. mi permetto di dire a proposito di questi alunni e studenti che hanno partecipato alla manifestazione denominata  Venerdì per il futuro”, che, secondo me, loro semplicemente “chiagnene e fottono” (si direbbe a Napoli) e mi permetto pure di dirgli… (ma è meglio che mi fermi qua!).                                                                                     A proposito delle manifestazioni degli anni settanta ricordo che conoscevo direttamente studenti (allora frequentavo l’Università) molto impegnati in quelle lotte e nelle tematiche ambientali: ricordo pure che una volta che questi studenti hanno terminato l’Università, di quelle lotte e di quelle tematiche per cui facevano discorsi infuocati e sembrava che volessero rivoltare il mondo, se ne sono dimenticati in brevissimo tempo.

Ritornando al problema del cambiamento climatico e dei disastri ambientali penso che non si invertirà la rotta nel nostro stile di vita se non quando avremo i primi effetti catastrofici sulla nostra pelle: allora vivremo tempi interessanti! (parafrasando un antico proverbio cinese).

Questo non vuole dire che non si debba ragionare su queste tematiche e che non si debbano fare le proposte che si ritengono opportune e tante altre cose…ma consiglio di stare con i piedi per terra.

Fonte foto: https://www.ilpost.it/

CONDIVIDI
Articolo precedenteRick DuFer, quando il filosofo fa cilecca
Articolo successivoLa soluzione ai cambiamenti climatici è la decrescita
Armando Boccone
Sono nato in Lucania nel lontano 1951 e abito a Bologna da circa trent’anni. Ho sempre avuto interesse, da più punti di vista, verso i “destini” (sempre più dialetticamente interconnessi) dell’umanità: da quello dei valori culturali che riempiano l’esistenza a quello delle condizioni materiali di vita (dall’esaurimento delle risorse naturali ai cambiamenti climatici, ecc.). Ho visto nel valore della “decrescita” un punto di partenza per dare un contributo alla soluzione dei gravi problemi che l’umanità ha di fronte.

4 Commenti

  1. Commento questo articolo in qualità di admin di DFSN. Come gruppo di giornalismo partecipativo ci riconosciamo in un numero abbastanza ristretto di principi condivisi riguardanti la decrescita, per cui capita di avere idee anche molto differenti su determinati argomenti.
    Voglio quindi segnalare che questo articolo è da considerarsi opinione personale di Armando Boccone (e di eventuali altri redattori che ne condivideranno i contenuti) e non quale posizione ufficiale di DFSN (che sulla manifestazione del 15 marzo non esiste). Aggiungo anche, sui social network, il sottoscritto e altri redattori hanno espresso, in maniera diversa, giudizi positivi sulla manifestazione, con tutti i limiti che ciò può avere.
    Quello che mi lascia più perplesso Armando, in tutta sincerità, è che non ti ho mai sentito proferire insultati (velati o meno) neppure ai peggiori inquinatori del pianeta e mi stupisce che tu abbia riservato questa prima volta a dei ragazzi che – con tutti i loro limiti, ipocrisie e incoerenze – hanno comunque espresso qualcosa di positivo che, almeno per un giorno, ha portato in prima pagina il bistrattato problema del global warming. Io, personalmente, i miei insulti li ho rivolti a Paolo Guzzanti che ha liquidato come cazzate i cambiamenti climatici sostenendo che ogni mille anni il pianeta ha le mestruazioni (testuali parole) tirando in ballo assurdi precedenti storici della Groenlandia e altre amenità simili (tutto questo tra le risate generali della Palombelli e nessun contraddittorio). Mi tengo 1000 volte i miei scalcinati studenti, tutta la vita.

  2. Ogni tanto mi capita di incontrare o di contattare qualche collega di lavoro di quando insegnavo.
    L’altro giorno ho contattato tramite e-mail un vecchio collega di lavoro nonché vecchio amico.
    Ho approfittato di questo contatto per inviargli l’articolo “Bravo Prof!” chiedendogli un giudizio sulla manifestazione del 15 marzo.
    La risposta che mi ha dato in merito è stata la seguente:” E’ vero, concordo con quanto scrivi nel post, probabilmente, anche se con una grande partecipazione di massa, la manifestazione sul clima mi è sembrata una azione di facciata più che di sostanza, una cosa da fare tanto per alleggerire la coscienza.”?
    Caso mai incontrassi o contattassi qualche altro collega porrò la stessa domanda, per conoscere la loro opinione in merito.

  3. Riporto integralmente un breve articolo pubblicato pochi minuti fa (h 16.48 del 01 aprile) da Ugo Bardi sul Blog Effetto Risorse (a meno che non sia uno scherzo: oggi è il primo aprile…ed è anche S. Ugo!!)

    Dichiarazione-choc di Greta Thunberg. Lo scopo è stato raggiunto: non c’è più bisogno di scioperare per il clima.
    Posted by Ugo Bardi

    Notizia bomba dalla Svezia: Greta Thunberg ha raggiunto il suo scopo e interrompe la sua azione per combattere il cambiamento climatico.

    La giovane attivista svedese ha dichiarato che “dopo aver parlato con tanti dei nostri leader, mi rendo conto ora che hanno sotto controllo la crisi climatica, capiscono l’emergenza, e sono pronti ad agire. Quindi, ho deciso di smettere di scioperare e ritornare a scuola come si deve, Niente più sciopero del venerdì”

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.