Piccoli passi…

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Il Banco Orto dell'Iron Bridge, ovvero di casa mia...

Oggi vi voglio raccontare una grandiosa esperienza che ho fatto: l’8 dicembre, a casa mia, ho organizzato la I° Minifiera dell’Agrigianato!!!

Il Banco Orto dell'Iron Bridge, ovvero di casa mia...
Il Banco Orto dell’Iron Bridge, ovvero di casa mia…

Abbiamo messo insieme le forze di un gruppo di amici entusiasti e volenterosi, tutti orientati alla ricerca del buon vivere e a nuove e più semplici forme di convivenza, per creare un momento di incontro e di partecipazione alle feste natalizie, celebrando il naturale ritmo delle stagioni e le ricchezze della terra.

Casa mia è stata per un giorno un tripudio di colori e per tre mesi un vero e proprio laboratorio, dove, con mia grandissima felicità, stoffe, carta, marmellate, vino e legno hanno regnato indiscusse…mai quanto il mio orto però: lo dice la parola, da lì è nato tutto, anche questo piccolo evento.

Abbiamo cercato, tutti insieme e con grande armonia, di mostrare a tutti che una vita diversa è possibile e lo abbiamo fatto parlando di colture sane e di saper fare.

E quindi, tutto il verde che ho a disposizione ha ospitato la fantasia esplosiva degli amici artigiani come me: dai paper angels, ai bijoux, ai coltelli d’arte ai dolci, alle mille decorazioni di natale e ai prodotti del nostro orto.

La mattina della Fiera – sveglia dalle 5, come per tutta la settimana…io avrei anche un lavoro cosiddetto “regolare”, quanto detestato – ho visto pian piano realizzarsi un mio piccolo sogno: la gente che arrivava, le risate dei bimbi, le castagne arrosto che volavano (e i bicchieri di vino, poi!!!), lo sgranocchiare dei dolci di Natale, i colori di tutti i materiali impiegati, l’orto tutto elegante con i segnapiante riciclatissimi che ci siamo inventati, l’aratro rispolverato, l’albero di natale ricavato dalle scale in legno per raccogliere la frutta e decorato con le pigne donate dal nostro grande vegliardo  – il pino che segna la posizione della nostra casa…insomma, una vera festa!!!

Tutta la mia famiglia è stata coinvolta: chi preparava il caffè per tutti, chi si occupava del parcheggio, chi ci ha aiutato alle vendite e soprattutto chi ha governato le sorti della Pesca di Beneficenza.

Perché, come ho scritto nell’invito, “non ha senso parlare di territorio, salute e famiglia se non ci si batte tutti insieme contro le eco-mafie e la mala politica che avvelenano la nostra regione.”  Abbiamo raccolto gli oggetti in buono stato, ma inutilizzati (quanti ce ne sono…), e li abbiamo messi a disposizione per la raccolta fondi a favore di Padre Maurizio Patriciello, che si batte con coraggio e grande energia per la Terra dei Fuochi, al centro della quale io vivo.

Sono state le nostre giovanissime nipoti a occuparsi della Pesca e dell’animazione semplice per i bimbi: li hanno portati a riconoscere gli alberi raccontando loro da dove vengono, a giocare sull’erba, a colorare con tutti i pastelli che siamo riusciti a riciclare e ci hanno dimostrato, a 12-15 anni, che a essere immesse sul percorso giusto, sanno dare tantissimo e che hanno sete di cose importanti.

Da questo grande successo di apprezzamento, perché tutti, ma proprio tutti, mi hanno detto di essersi sentiti molto accolti in casa nostra (non siamo più abituati ai piccoli gesti gentili) sono sbocciati nuovi e bellissimi progetti: un GAS e la panificazione naturale…non vedo l’ora di poter realizzare con le persone che ho incontrato queste cose. Perché ho scoperto che tanti amici, come me del resto,  aspettavano solo un “la” per fare dei cambiamenti nelle proprie vite.

Ho scoperto anche che la maggior parte delle persone che ci hanno reso così felici scegliendo di passare una mattina di dicembre in nostra compagnia, non hanno idea alcuna di cosa sia il vero cibo o di quali siano le verdure di stagione o del perché sia importante il piccolo, le piccole dimensioni del nostro orto ad esempio, per poter garantire la naturalezza dei frutti della terra e un’esistenza degna.

Oddio, sembrerebbe un po’ la scoperta dell’acqua calda, me ne rendo conto, ma, come era per me, tanti, troppi hanno perso il contatto con ciò che è normale: ho dovuto spiegare che la marmellata si può fare senza pectina industriale, ma con quella dei limoni e delle mele, che si può comprare zucchero grezzo, magari da commercio equo e solidale (costa di più, ma il punto è che se ne dovrebbe consumare meno), e che NON è un’alternativa alla Nutella: è un metodo antico per conservare la frutta in eccedenza e che faccio solo se gli alberi sono stati generosi!

Non posso dare peperoni a dicembre e non posso nemmeno garantire  i broccoli baresi per mesi: non usiamo nulla che possa disturbare il lavoro della terra e nulla di nocivo per scoraggiare i bruchi e le lumachine. Addomesticare la lana grezza e obbligarla a prendere forma è una fatica (dolcissima) che richiede pazienza e studio. Fare “laboratorio creativo” con i bimbi e insegnare loro, giocando, a usare l’immaginazione, comporta il dover organizzare al meglio la propria giornata per trovare quello che sembra il grande assente: il tempo.

E ho visto le persone meravigliarsi!!! Capire che anche con un lavoro e una famiglia, quindi con tutto il carico di responsabilità che ne deriva, si può sognare e anche realizzare un modello di vita diversa. Certo, a costo di un durissimo lavoro su se stessi e sulle proprie abitudini, ma c’è qualcosa nella vita che valga la pena di essere realizzato, se non è sudato?

Sono già piena di idee per tutto il 2014…ed è questo che auguro a tutti voi!!!

Un anno pieno di fantasia e di idee, per cambiare a piccoli passi la vostra vita, ognuno secondo le proprie possibilità, per renderla migliore e meravigliosa, proprio come l’avete sempre sognata per voi stessi e per le persone che amate di più.

E nel fare gli auguri a tutti voi di DFSN, chi scrive e chi legge, penso a quanto sono fortunata ad essere accompagnata nei miei piccoli passi da persone meravigliose come le mie amiche più care, come la mia famiglia tutta e come mio marito, che insieme a mia figlia, è il mio centro.

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Non è importante "chi" sono, ma "cosa" mi propongo di essere e con quanta tenacia mi ci proietto. Sono dunque madre, sono moglie, sono per metà sarda e per metà napoletana e, in entrambi i casi, straordinariamente fiera di esserlo; sono una contadina, con tanto da imparare. Ambientalista, per necessità, e piena di passione civile, per vocazione. E credo nell'integrazione, nelle persone, nell'impegno, nella mia terra così martoriata, nel valore delle parole, in quello della decrescita e nella felicità come traguardo raggiungibile ogni giorno. La mia finestra sul mondo e sul web è http://www.georgika.it

4 Commenti

  1. Mi piacerebbe conoscere i tuoi progetti futuri per condividere e perché no anche per partecipare.
    Sono un informatrice farmaceutica “scontenta” con la voglia di cambiare ciò che è possibile…
    Grazie
    Rosanna

  2. Il tuo entusiasmo e le tue iniziative sono coinvolgenti, ma soprattutto ci fanno riflettere sul fatto che ciascuno di noi può fare moltissimo per il bene di tutti con impegnativi, ma semplici gesti, senza andare troppo lontano. Grazie .
    Antonella

  3. Grazie a tutti! Ma la verità è che da sola non avrei potuto realizzare nulla…il sottotitolo a questo mio piccolissimo contributo (non mio, ma del “caporedattore”) definisce bene ciò che è stato: uno sforzo comunitario. Senza voi tutti non solo non avrei potuto materialmente sviluppare questo progetto, ma sarebbe stato anche infinitamente sterile. E’ insieme, ognuno secondo la direzione che si è dato e secondo i propri desideri, che si raggiungono i risultati più significativi e intimamente più soddisfacenti, ed è insieme che dobbiamo andare avanti…quindi, sono io a ringraziare voi, dal più profondo del mio cuore.

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