Nous sommes indifférents? (1)

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Dopo i tragici fatti di Parigi della sera di venerdì 13 novembre ho cercato di farmi una idea su quanto successo e sui possibili scenari futuri. Sul fenomeno del terrorismo ho fatto una lunga analisi una decina di anni fa. I risultati di questa analisi sono stati pubblicati su questo blog il 19 gennaio 2015 ( si veda http://www.decrescita.com/news/ipotesi-sulle-cause-e-gli-obiettivi-del-terrorismo-cosiddetto-islamico/ )
Sul fenomeno del terrorismo cosiddetto islamico, sulle sue cause e sui suoi obiettivi ho una idea abbastanza precisa ma è ovvio che bisogna sempre analizzare la realtà che ci scorre davanti per vedere se le cose dette siano confermate o meno da quanto succede.
Con questo articolo però intendo fare delle considerazioni più terra terra (che forse sono le più importanti!). In questi giorni sono stato ad ascoltare ciò che le persone che incontravo alla fermata dell’autobus, quelle che incontravo nell’autobus, il collega di lavoro nel mio ufficio e i colleghi degli altri uffici e la gente che incontravo in ogni modo, dicessero su quanto successo la sera di venerdì 13 novembre.
Quello che ho ascoltato ve lo racconto di seguito.
Non ho sentito niente!!

blog -violence-agression-jeunes-banlieue-quartier[1]
Foto 1 Nella banlieue parigina di Saint Denis durante la “rivolta” del 2005

In compenso ho notato che tutte le trasmissioni delle più importanti reti televisive hanno dedicato e dedicano ancora le prime serate a quanto successo la sera di venerdì 13 novembre e sugli scenari che adesso si aprono.
Diceva Marshall McLuhan che il medium è il massaggio (oltre a dire che il medium è il messaggio). Questo studioso con l’espressione “il medium è il massaggio” si riferiva alla televisione (ma penso che il discorso si possa estendere anche agli altri mass media) e alla sua funzione di massaggiare, di rincuorare, confortare, rassicurare i telespettatori.
Visto che le principale reti televisive, come dicevo, hanno dedicato le prime serate a trattare di quanto avvenuto e degli scenari futuri e visto invece che le comuni persone non hanno espresso interesse su quanto successo, forse bisogna pensare che non abbiamo bisogno di discutere di quanto successo perché abbiamo le idee abbastanza chiare: queste idee sono probabilmente quelle che vengono massaggiate dalla televisione.

Blitz nella banlieue parigina di Saint Denis
Foto 2) Blitz della polizia francese dopo i fatti di venerdì 13 novembre a Parigi

Ma quali sono queste idee?
Al primo posto fra le idee che passano nella nostra testa penso che ci sia il consumo per il consumo! Ciò che ci tiene su, ciò che riempie la nostra vita, penso che sia la possibilità di acquistare un nuovo cellulare, di comprare un nuovo vestito e un nuovo paia di scarpe, di comprare una nuova autovettura, ecc. ecc. Del resto non è un caso che le reti televisive a cui ho fatto riferimento siano finanziate dalla pubblicità.
Non intendo dare nessun giudizio morale su questi valori: se sono soddisfacenti e durano per tempi praticamente senza limiti non esiste problema.
Il punto è proprio questo: quei valori sono soddisfacenti e dureranno per tempi praticamente senza limiti?
Dagli anni settanta del XX secolo, da quel decennio che penso sia da vedersi come una nuova età assiale nella storia moderna ( si veda al riguardo http://www.decrescita.com/news/gli-anni-settanta-xx-secolo/ ), sempre più persone la pensano diversamente, pensano che lo sviluppo non sia più possibile stante la limitatezza delle risorse naturali, che andremo incontro a dei disastri ambientali visto che stiamo sconvolgendo gli equilibri naturali del pianeta Terra, che quei valori non sono soddisfacenti come dimostrato da molte ricerche sociali… e poi c’è il terrorismo cosiddetto islamico, ci sono forti tensioni in molte aree geo-politiche, … ed è meglio fermarsi qua!

1) Noi siamo indifferenti? (spero di avere tradotto bene)

Fonte foto
La foto 1) è ripresa da reussir-a-st-denis.blogspot.com
La foto 2) è di Afp/Bonaventure ed è ripresa dal Corriere della Sera on-line del 19/11/2015

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Armando Boccone
Sono nato in Lucania nel lontano 1951 e abito a Bologna da circa trent’anni. Ho sempre avuto interesse, da più punti di vista, verso i “destini” (sempre più dialetticamente interconnessi) dell’umanità: da quello dei valori culturali che riempiano l’esistenza a quello delle condizioni materiali di vita (dall’esaurimento delle risorse naturali ai cambiamenti climatici, ecc.). Ho visto nel valore della “decrescita” un punto di partenza per dare un contributo alla soluzione dei gravi problemi che l’umanità ha di fronte.

2 Commenti

  1. Nous sommes indifférents?
    In fondo al titolo va il punto interrogativo (nell’invio al blog, non so come, è scomparso!)
    Armando

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