Verso una dittatura della critica distruttiva?

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Confesso che, dopo aver letto e approvato l’articolo di Danilo Tomasetta ‘Verso una dittatura democratica?‘, sono stato tentato di non condividerlo come faccio di consueto sui social network, e non certo perché non meritasse diffusione. Semplicemente, conoscendo fin troppo bene i miei polli, ero consapevole che la maggioranza degli utenti se ne sarebbe bellamente fregata di tutte le premesse e le precisazioni di Danilo, che sarebbe stato accusato di complottismo e di sottovalutare la pandemia, se non addirittura di negarne l’esistenza; senza contare poi chi avrebbe gridato alla strumentalizzazione politica. Forse per il clima estivo, forse per la repulsione che lo smart working mi ha creato per l’esposizione on line prolungata, non avevo proprio voglia di rimanere ore connesso nel tentativo di far vanamente ragionare orde imbestialite e/o respingere illazioni gratuite.

Per fortuna non ho indugiato in un comportamento tanto vigliacco, solo che ora, per non disperdere risposte qua e là su Facebook, mi vedo costretto a rispondere alle principali contestazioni con un articolo dedicato. Esaminiamole una per una.

Tutte scemenze – Certo, giusto così. I social network non sarebbero tali senza un po’ di sana critica distruttiva. Del resto, come rinunciare all’opportunità di stroncare 1413 parole del pezzo di Danilo usandone solo due dal potere magico?

Siete complottisti – Purtroppo, etichettare la gente con epiteti quali ‘globalista’, ‘populista’, ‘servo del Sistema’, ‘complottista’, ecc, per avere ragione senza doversi prendere la briga di argomentare, è una prassi che ha ampiamente travalicato i social network e il Web in generale. Usarla verso DFSN e i suoi autori è particolarmente ingiusto perché nel nostro piccolo abbiamo ampiamente combatutto il vero complottismo intorno al Coronavirus, quello della narrazione del Covid come minaccia fasulla e creata ad arte; ad esempio:

  • nell’articolo ‘Il senno di poi e quello di allora‘ mi sono pubblicamente scusato per alcune prese di posizione precedenti alla diffusione dei contagi in Italia che ridimensionavano eccessivamente il pericolo;
  • ne ‘In difesa e contro Claudio Messora‘ è stato stigmatizzato il comportamento di Messora e della sua testata Byoblu per come è stata trattata l’intervista a Stefano Montanari, dove sostanzialmente invita a trasgredire l’uso delle mascherine e le altre disposizioni anti-Covid senza alcun contraddittorio;
  • in ‘Pensiero critico e critica del pensiero /3 – Il fenomeno Burioni‘ si rivela la reale portata scientifica del virologo Giulio Tarro, presunto pluricandidato al Nobel da molti additato a dispensatore di verità scomode.

Per quanto riguarda invece i ‘complotti’ reali, ci siamo accorti di come la giustificazione del Covid sia stata utilizzata per bypassare le norme sugli appalti e riproporre nuove colate di cemento, anche per quanto attiene a opere come Tav in Val di Susa e Gronda che i governi a guida di Conte avevano bocciato nelle relazioni costi-benefici. Se permettete, non siamo complottisti ma neppure scemi.

Non vedete che l’epidemia è ancora in corso? – Certamente, il nodo del contendere (che non si vede o si vuole far finta di non vedere) è capire se presenta ancora caratteristiche emergenziali. Infatti, abbiamo constatato che al momento del varo del DL ‘Chiudi Italia’ c’erano più di 46.600 positivi al Covid con trend in ascesa (vedi curva in azzurro) e le unità di terapia intensiva di alcuni territori erano fortemente stressate; oggi, invece, ci troviamo in una fase calante dove i positivi in tutto il paese sono circa 12.300 di cui (mentre scrivo) solo 49 degenti in terapia intensiva, 713 ricoverati con lievi sintomi e tutti gli altri in isolamento domestico, in gran parte asintomatici. Anche la curva dei decessi è calata nel tempo, passando da centinaia di morti al giorno ai 10-30 attuali, cioé in linea (o anche decisamente al di sotto, vedi le vittime di problemi cardiaci) con altre patologie per cui non sono mai state richieste procedure straordinarie.

 

 

Se fosse possibile un confronto pacifico e democratico senza isterismi di sorta, su questo verterebbe il dibattito, ossia sulla necessità di mantenere lo stato di emergenza viste le mutate circostanze, anche perché non si tratta assolutamente di una condizione obbligatoria per combattere il Covid: in Francia hanno deciso questo mese di interromperlo  mantenendo inalterate diverse restrizioni, mentre in Germania addirittura non è mai stato varato (verificate i risultati ottenuti in queste nazioni); non serve alcun provvedimento speciale per chiudere frontiere, imporre distanziamento sociale o varare zone rosse. L’equazione ‘no stato emergenza = sminuire o negare il problema attuale Covid’ è del tutto infondata.

Proponete voi allora qualcosa di alternativo – Mi spiace, ma l’onere della prova ricade su chi deve giustificare l’insufficienza delle procedure ordinarie, altrimenti l’emergenza diventa normalità, ossia un’ovvia contraddizione di termini. Se siamo in errore, spiegateci cosa e perché non si potrebbe fare senza stato di emergenza.

In cosa lo stato di emergenza ha condizionato la tua vita e quella degli italiani? – Un’affermazione trasudante del peggior qualunquismo, degna degli Indifferenti di Moravia… è preciso dovere dei cittadini vigilare su tutte le iniziative che in qualche maniera alterano il normale andamento della democrazia, a prescindere da simpatie politiche e ricadute dirette sulla vita personale, anche perché si rischia di legittimare prassi che, al di là di qualsiasi opinione sui governanti attuali, possono essere sfruttate da gente decisamente malintenzionata in futuro. Per fare un esempio – che so bene essere alquanto diverso dalla situazione attuale – Hitler dopo l’incendio al Reichstag ha potuto giustificare il suo operato anche facendosi forte dei provvedimenti speciali intrapresi dai governi socialdemocratici subito dopo la formazione della Repubblica di Weimar per contrastare i gruppi rivoluzionari spartachisti.

Dove eravate quando l’Italia è stata governata a colpi di decreti legge (misura emergenziale) dal ’45 in poi? – Eravamo a contestare tale abuso nonché tutte le proposte di modifica costituzionale (vedi la cosiddetta Riforma Boschi) volte ad aumentare i poteri dell’esecutivo a scapito del parlamento.

Che cosa c’entra l’articolo con la decrescita? – Danilo, che potrà anche nutrire opinioni discutibili ma stupido non è, si era preparato per contrastare la classica obiezione di chi vuole censurare contenuti sgraditi appellandosi al buon nome della decrescita, scrivendo un’opportuna (e per lo più ignorata) chiosa a fine testo. Ma si sa, la polemica spiccia pretende il diritto alla supercificialità, oltre a non avere molto piacere per l’esistenza dell’altro da sé.

In chiusura, chiarisco, qualora ce ne fosse bisogno, che nessuno ha la verità in tasca, meno che mai io, Danilo o chicchessia. Sarebbe un enorme piacere poter dialogare con persone favorevoli al proseguimento dello stato di emergenza in modo onesto, entrando nel merito della questione senza polemiche assurde, attacchi personali e voluta distorsione dell’opinione altrui a scopo denigratorio. Questo post, a suo modo, forse più che un atto di accusa e difesa rappresenta una richiesta d’aiuto per un dibattito diverso nel Web e all’interno della società in generale.

(Igor Giussani)

Fonte immagine in evidenza: www.robadadonne.it

 

4 Commenti

  1. Caro Igor, grazie della difesa di ufficio. Doppiamente grazie perché hai usato gli argomenti che avrei usato io se mi fossi accorto di queste critiche attraverso commenti al mio articolo. Al tempo stesso ti devo confessare che sono preoccupato per la tipologia dell’audience che raccoglie la pagina fb di DFSN, pagina che non frequento, come del resto non frequento fb in generale. Dai sostenitori della Decrescita non mi aspetterei tutto questo allineamento alla narrazione mainstream del Covid. Magari starai pensando che già l’uso del termine “narrazione mainstream” rivela un’anima complottista… Ma ripeto, io sto ai fatti e in questo caso i fatti dicono inequivocabilmente che oggi in Italia non ci sono le condizioni per una proroga dello stato di emergenza. Non ho fatto in tempo ad inserirlo nell’articolo, ma aggiungo qui il link all’ultimo rapporto ISTAT-ISS (Istituto superiore di sanità) sui decessi in Italia nei mesi gennaio-maggio 2020 in raffronto con quelli degli anni precedenti https://www.istat.it/it/files//2020/07/Rapp_Istat_Iss_9luglio.pdf . Se non dovessi aver voglia di leggere tutto il rapporto ti riporto qui di seguito virgolettato un estratto significativo “Contemporaneamente alla diminuzione dei casi e dei decessi Covid-19 si riduce la mortalità per
    il complesso delle cause. Nel mese di maggio si esaurisce il drammatico “eccesso di mortalità” dei
    mesi di marzo e aprile 2020, grazie alle misure di prevenzione non farmacologiche messe in atto. A
    livello medio nazionale, i decessi totali del mese di maggio risultano lievemente inferiori alla media
    dello stesso mese del periodo 2015-2019 (47.100 nel 2020, -2,2%), a fronte di un incremento del
    49,4% di marzo 2020 (82.260 deceduti) e del 36,6% di aprile (67.135).” Se nel mese di maggio 2020 il numero dei decessi, Covid compreso, è stato inferiore a quello della media degli anni 2015-2019 su cosa mai si fonderebbe una proroga dello stato di emergenza ? E infine qualcuno (almeno tu) mi può spiegare perché in tutti i telegiornali (RAI, Mediaset e La7 si parla solo di nuovi casi di positività senza aggiungere che la stragrande maggioranza dei nuovi positivi sono asintomatici e il restante ha sintomi lievi ? Superficialità o ragion di Stato ? Ciò detto a me interessa poco se nella testa di alcuni vengo etichettato come complottista o fiancheggiatore dei complottisti. Sono ormai vaccinato rispetto ai tentativi di emarginazione, passati e presenti. Spiace solo, come tu hai scritto, che chi dissente con la mia opinione non si confronta sui fatti ma tende a liquidare aprioristicamente. E ancor più mi spiace che l’opposizione e il discredito parta da ambienti che dovrebbero essere immuni a questa triste pratica. Per essere esplicito ambienti legati alla galassia della sinistra. Ma anche qui niente di nuovo, da lungo tempo ormai non esistono più i “connotati antropologici” dell’uomo di sinistra.

    • A onore di verità è stata la pagina di MDF principalmente a scatenarsi in reazioni isteriche, comunque non cambia granché la sostanza: il fatto è che nel pubblico dei social network, anche quando riguarda gruppi di argomenti impegnati si possono ritrovare le prassi comunicative che contraddistunguono quelli dedicati al calcio o alla musica trap. Forse non dovrei prendermela troppo, ma di fronte a colate di bugie e soprattutto vedendo sforzi che hanno richiesto tempo e riflessioni contrastati con due insulti e qualche emoticon… non riesco a mandarlo giù.

      E infine qualcuno (almeno tu) mi può spiegare perché in tutti i telegiornali (RAI, Mediaset e La7 si parla solo di nuovi casi di positività senza aggiungere che la stragrande maggioranza dei nuovi positivi sono asintomatici e il restante ha sintomi lievi ?

      Dovrebbero rispondere i diretti interessati. E’ però indubbia la predilezione dei mass media per l’allarmismo, questo è noto.

      • Poiché non l’avevo ancora fatto sono andato a leggermi tutti i commenti postati sulla pagina fb del MDF. Dopo aver letto la tua risposta pensavo peggio… E’ vero, qualcuno ha commentato in maniera preconcetta, mi verrebbe da dire fermandosi al titolo del mio articolo. Ma neanche, perché bisognerebbe almeno essere capaci di cogliere l’ironia dell’ossimoro “dittatura democratica”, espressione tra l’altro non mia, ma di Cacciari, che non mi risulta essere un pericoloso complottista. Però ho letto anche parole di condivisione con quel che ho scritto e qualcuno ha anche riportato dati statistici ufficiali a prova della bassissima mortalità da maggio in poi e quindi della mancanza di giustificazioni sanitarie per una proroga dello stato di emergenza.
        Ma c’è un punto che mi ha colpito di più, ovvero l’incapacità di alcuni (ahimé temo molti tra i sostenitori della decrescita) di cogliere il nesso tra politica e ambiente, come se parlare di inquinamento, di deforestazione, di ghiacci che si sciolgono va bene e tocca le corde giuste, mentre parlare di gestione del potere, di libertà di espressione, di garanzie costituzionali e democratiche fosse un’inutile esercizio retorico. A me quest’intolleranza alla politica, di solito espressa con la frase liquidatoria “tanto si sa che i politici fanno sempre i loro interessi” mi preoccupa e mi irrita. Non vorrei che l’impegno di chi crede nella decrescita si riducesse a fare una buona raccolta differenziata dei rifiuti, a girare molto in bici e a chiudere l’acqua quando si lava i denti. Concludo citando in contrapposizione l’impegno del movimento anti TAV in val di Susa, che continua a mobilitarsi e porta avanti la propria lotta a colpi di manifestazioni, scontri con le forze dell’ordine, arresti, diffide e quant’altro. La storia dovrebbe averci insegnato che senza la giusta determinazione e le opportune forme di lotta i nostri ideali rimangono in soffitta, decrescita compresa !

        • “Ma c’è un punto che mi ha colpito di più, ovvero l’incapacità di alcuni (ahimé temo molti tra i sostenitori della decrescita) di cogliere il nesso tra politica e ambiente, come se parlare di inquinamento, di deforestazione, di ghiacci che si sciolgono va bene e tocca le corde giuste, mentre parlare di gestione del potere, di libertà di espressione, di garanzie costituzionali e democratiche fosse un’inutile esercizio retorico”

          Ahimé tocchi un tasto dolente – e una delle ragioni per cui DFSN di fatto esiste, per ovviare a questo problema.

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